

Lo Studio Di Monda & Partners ha reso pubblico sul proprio sito (www.dimondaepartners.com) uno studio sulle cause, responsabilità e soluzioni dell’attuale crisi dovuta alla pandemia da COVID19, individuando una stretta connessione con l’atavico problema delle infezioni nosocomiali che ogni anno causano circa 7.800 decessi negli ospedali Italiani. Da questa analisi è già scaturito il draft per la proposta di legge (redatta dall’avv. Raffaele Di Monda). La tesi alla base del documento sulle I.C.A (Infezioni Correlate all’Assistenza) rileva una connessione tra le problematiche di prevenzione e controllo necessarie per contrastare la trasmissione di un batterio e quella di un virus, quindi alla somiglianza delle prescrizioni per la prevenzione contro il COVID-19 con quelle che dal 1985 vengono suggerite contro le I.C.A. (le infezioni insorte durante il ricovero in ospedale, o dopo le dimissioni del paziente, che al momento dell’ingresso non erano manifeste clinicamente).
L’Italia ha l’incidenza di infezioni ospedaliere più alta di tutta Europa pari al 6,0%: 1 paziente su 15 contrae un’infezione durante la degenza in ospedale a causa delle infezioni nosocomiali. La causa di questa situazione disastrosa è la stessa che ha contraddistinto la pessima gestione della epidemia da Covid 19 all’interno degli ospedali: la mancanza di prevenzione e controllo ma soprattutto l’assenza di una legge che imponga e monitori l’ottemperanza alle norme di prevenzione, le stesse che in Germania hanno tenuto bassa l’incidenza dei contagi ospedalieri.
Questa mala gestio invece ha causato in Italia costi esponenziali in termini economici ma soprattutto di vite umane. La buona notizia è che anche nel nostro Paese abbiamo centri di eccellenza come la Clinica di malattie infettive dell’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico di Modena, diretta da Mussini, che vanta il 90% in meno di infezioni, che sarà ospite dello Studio Legale Di Monda & Partners in diretta FB e Linkedin, alle ore 19 di giovedì 7 maggio, per analizzare i risultati da lei ottenuti attuando scrupolosamente le linee guida di prevenzione e controllo, incrementando il monitoraggio dei pazienti all’ingresso e aumentando la sensibilizzazione sulle regole del lavaggio delle mani e di prevenzione batteriologica, prima regola della prevenzione. «Una realtà non irraggiungibile: abbiamo solo messo in atto rigorosamente interventi suggeriti anche dalla nostra Regione, che possono essere adottati da tutti», spiega la Mussini.
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