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Politica Campania

M5S Campania: ‘Rifiuti, inchiesta sintetizza anni di denunce a nostra firma’

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“Gli effetti nefasti della gestione rifiuti degli ultimi 5 anni, confluiti nell’inchiesta che vede in cima all’elenco degli indagati il vicegovernatore Bonavitacola, hanno come causa da un lato l’incapacità della giunta De Luca nel dare attuazione a misure a loro firma varate ormai quattro anni fa, dall’altro la paralisi provocata da squallidi giochi politici per le elezioni dei vertici degli enti d’ambito. Le contestazioni della Procura riflettono esattamente le denunce contenute in numerosi atti a nostra firma e le battaglie che portiamo avanti da sempre. Sono anni che sosteniamo che non un provvedimento tra quelli contenuti nella legge e nel piano regionale licenziati nel 2016, a firma dello stesso De Luca, sia stato attuato. Non è stata adottata alcuna strategia per la diminuzione a monte dei rifiuti, non c’è traccia degli impianti di compostaggio, non si sa che fine hanno fatto le compostiere di comunità, mentre la differenziata viaggia su percentuali ben al di sotto degli obiettivi di piano regionale. E intanto sono andati in fumo milioni di fondi dirottati dal ciclo ottimale dei rifiuti e dalle bonifiche all’operazione di liberazione dalle ecoballe annunciata anni fa dal duo Renzi-De Luca, ma che ad oggi fa segnare in misero 6% sul totale delle balle da smaltire. Una paralisi amministrativa e una assoluta incapacità gestionale che nelle contestazioni della magistratura si traducono in omissioni in atti d’ufficio”. Lo dichiarano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Maria Muscarà e Vincenzo Viglione.

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“Un fallimento perfezionato dalla gestione De Magistris, che entro il dicembre 2011 avrebbe voluto portare la differenziata in città oltre il 70%, ma che ad oggi è ferma al 34%. Tra le conseguenze, oltre al danno ambientale e d’immagine, con vie del centro e delle periferie di ogni angolo della regione sistematicamente invase dalla spazzatura, anche il danno arrecato alle tasche dei cittadini per lo stato di infrazione che costa al nostro paese una multa da 120mila euro al giorno per non essere stati in grado, in cinque anni, di dare seguito a nessuna delle disposizioni della Ue. E se sindaco e governatore non rispondono di alcuna accusa – concludono Muscarà e Viglione – non c’è dubbio che delle loro negligenze ne risponderanno ben presto al cospetto dei cittadini”.

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