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Attualità

L’allarme di sindacati: ‘Per colpa della sugar tax Coca Cola vuole dismettere gli stabilimenti italiani’

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Avezzano. “I vertici della Coca Cola in un incontro al ministero alla presenza dei vertici sindacali del 10 gennaio hanno detto chiaramente che se non saranno cancellate le sugar e plastic tax, sono pronti a ‘rivedere’ due dei loro tre siti produttivi diretti in Italia, e tra questi c’è sicuramente quello di Oricola in Abruzzo”.

A rivelarlo è Franco Pescara, segretario generale della Fai Cisl Abruzzo-Molise, che torna a lanciare l’allarme sulle sorti dello stabilimento in provincia dell’Aquila, che ha fatturato di 34 milioni di euro l’anno (pari allo 0,01 del Pil regionale), e occupa 286 dipendenti diretti e 1.500 lavoratori nel settore dell’indotto.

Uno dei stabilimenti italiani della multinazionale americana, assieme a quelli di Marcianise, in provincia di Caserta, Nogara in provincia di Verona, Catania e Guizza di Popoli

E dalle parole la Coca Cola sta passando già ai fatti: di ieri l’annuncio del trasferimento in Albania della produzione che finora si effettuava alla Sibeg di Catania, che da oltre cinquant’anni imbottiglia e distribuisce le bibite del marchio Coca Cola, una delle tante aziende dell’indotto, e che impiega dire 350 lavoratori.

“La notizia che arriva da Catania è drammatica – commenta Pescara –  potrebbe accadere anche qui da noi, e sarebbe una catastrofe per tutta l’economia regionale. Non dimentichiamoci poi che non è rischio solo Oricola, ma anche gli stabilimenti di imbottigliamento come la Gran Guizza di Popoli”.

Gustavo Gentile

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Coronavirus

Coronavirus, sale a 975mila bilancio mondiale dei morti

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Coronavirus, sale a 975mila bilancio mondiale dei morti. Secondo i dati raccolti verso quota un milione entro l’1 ottobre.

 

Il bilancio complessivo di decessi per il Coronavirus nel mondo ha superato quota 975.000, secondo il contatore della Johns Hopkins University. Secondo i dati si contano in tutto il mondo 975.038 decessi dall’inizio della pandemia. Se il trend proseguirà a questo stesso ritmo entro l’1 ottobre il dato arriverà a un milione di morti per Coronavirus. In testa alla classifica dei decessi restano gli Stati Uniti con oltre 201mila morti, seguiti dal Brasile con oltre 138mila vittime e dall’India che ha superato i 90mila morti.

“Le 200.000 persone che hanno perso la vita a causa del Covid-19 non erano ‘nessuno’, Signor Presidente”. Joe Biden torna ad attaccare Donald Trump con un tweet nel mezzo della pandemia di coronavirus che vede gli Stati Uniti – dove si avvicinano le elezioni presidenziali del 3 novembre – come il primo Paese al mondo per numero di contagi e vittime. I dati aggiornati della Johns Hopkins University parlano di quasi 7 milioni di casi (6.934.205) e quasi 202.000 vittime (201.909). “Erano i nostri genitori e nonni, figli e figlie, amici e colleghi – incalza Biden – Erano americani”. Tutto dopo che nei giorni scorsi Trump ha sostenuto che il coronavirus non è una minaccia per i giovani e “non colpisce virtualmente nessuno”.

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Caserta e Provincia

Camorra, sequestro beni per 36 milioni di euro a imprenditore edile

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I Finanzieri dei Nuclei di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Bologna e Napoli hanno eseguito, tra la Campania e il Lazio (nelle province di Napoli, Caserta e Latina).

 

Il provvedimento di confisca di prevenzione di un ingente patrimonio del valore di oltre 36 milioni di euro riconducibile a Morlando Antimo (classe ’61), imprenditore nel settore edile e personaggio di spicco di organizzazioni criminali attive sul territorio.

 

Il provvedimento ablativo è stato emesso dal Tribunale di Napoli (Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione) su proposta della locale Direzione Distrettuale Antimafia e ha riguardato beni mobili, immobili, società e rapporti finanziari riconducibili al Morlando, ai suoi familiari e a “prestanome”.

Già nel mese di luglio del 2017 l’imprenditore era stato tratto in arresto dai citati Reparti nell’ambito dell’operazione “Omphalos”, in quanto ritenuto responsabile dei reati di usura, esercizio abusivo di attività finanziaria, intestazione fittizia di quote societarie, intestazione fittizia di beni e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, aggravati dal cosiddetto “metodo mafioso”, per aver agevolato i clan camorristici “Morelli” prima e “Aversano” poi, attivi nei comuni di Grumo Nevano, Casandrino e Sant’Antimo.

Il Morlando, già tratto in arresto, in passato, per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso, era considerato il fulcro della pianificazione delle attività estorsive sul territorio, materialmente eseguite da altri affiliati, come emerso dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.

Nel tempo si era poi dedicato ai prestiti usurai, riuscendo a penetrare in realtà societarie già affermate e a prenderne il controllo in maniera occulta e surrettizia. Ha inoltre investito nel settore immobiliare ed è stato artefice di una serie di truffe nel settore assicurativo, pur mantenendo la piena partecipazione alle diverse vicende criminali di carattere associativo perpetrate dai sodalizi camorristici di cui comunque faceva parte.

L’odierno provvedimento di confisca costituisce l’epilogo di complesse indagini di polizia economico-finanziaria condotte in stretta collaborazione dalle Fiamme Gialle felsinee e quelle campane, che hanno permesso di ricostruire l’intero compendio patrimoniale illecitamente accumulato dall’imprenditore e di assicurare nelle casse dello Stato un ingentissimo patrimonio definitivamente sottratto alla disponibilità della malavita.

 

L’attività di servizio conferma, ancora una volta, come uno dei prioritari obiettivi del Corpo sia quello di aggredire, con le misure di prevenzione, i patrimoni illecitamente accumulati dalla c.d. “criminalità da profitto”, ovvero da quanti vivono di traffici delittuosi o traggono il proprio reddito dai proventi dell’attività criminale.

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