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Cronaca Giudiziaria

Napoli, uccisero il giovane boss rivale, la Corte d’Appello conferma gli ergastoli

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. Tre condanne all’ergastolo confermate e una ridimensionata. Cala il sipario sul processo di secondo grado e per gli uomini del’ gruppo di fuoco’ del clan Buonerba di Forcella a , imputati per l’omicidio del giovane boss rivale Emanuele Sibillo, avvenuto il 2 luglio 2015. L’unico “sconto” di pena la Corte ha deciso di riservarlo ad Andrea Manna, il solo ad ammettere le proprie responsabilità alla vigilia della requisitoria del pubblico ministero che alla fine del maggio scorso aveva chiesto il carcere a vita per tutti gli esecutori materiali del delitto. I giudici della IV sezione della Corte d’Asside d’Appello di ( presidente Vesci) hanno infatti confermato il verdetto di primo grado, condannando all’ergastolo gli imputati Antonio Amoroso, Gennaro Buonerba e Luigi Criscuolo.

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Caserta e Provincia

Camorra, sequestro beni per 36 milioni di euro a imprenditore edile

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I Finanzieri dei Nuclei di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Bologna e hanno eseguito, tra la Campania e il Lazio (nelle province di , Caserta e Latina).

 

Il provvedimento di confisca di prevenzione di un ingente patrimonio del valore di oltre 36 milioni di euro riconducibile a Morlando Antimo (classe ’61), imprenditore nel settore edile e personaggio di spicco di organizzazioni criminali attive sul territorio.

 

Il provvedimento ablativo è stato emesso dal Tribunale di Napoli (Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione) su proposta della locale Direzione Distrettuale Antimafia e ha riguardato beni mobili, immobili, società e rapporti finanziari riconducibili al Morlando, ai suoi familiari e a “prestanome”.

Già nel mese di luglio del 2017 l’imprenditore era stato tratto in arresto dai citati Reparti nell’ambito dell’operazione “Omphalos”, in quanto ritenuto responsabile dei reati di usura, esercizio abusivo di attività finanziaria, intestazione fittizia di quote societarie, intestazione fittizia di beni e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, aggravati dal cosiddetto “metodo mafioso”, per aver agevolato i clan camorristici “Morelli” prima e “Aversano” poi, attivi nei comuni di Grumo Nevano, Casandrino e Sant’Antimo.

Il Morlando, già tratto in arresto, in passato, per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso, era considerato il fulcro della pianificazione delle attività estorsive sul territorio, materialmente eseguite da altri affiliati, come emerso dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.

Nel tempo si era poi dedicato ai prestiti usurai, riuscendo a penetrare in realtà societarie già affermate e a prenderne il controllo in maniera occulta e surrettizia. Ha inoltre investito nel settore immobiliare ed è stato artefice di una serie di truffe nel settore assicurativo, pur mantenendo la piena partecipazione alle diverse vicende criminali di carattere associativo perpetrate dai sodalizi camorristici di cui comunque faceva parte.

L’odierno provvedimento di confisca costituisce l’epilogo di complesse indagini di polizia economico-finanziaria condotte in stretta collaborazione dalle Fiamme Gialle felsinee e quelle campane, che hanno permesso di ricostruire l’intero compendio patrimoniale illecitamente accumulato dall’imprenditore e di assicurare nelle casse dello Stato un ingentissimo patrimonio definitivamente sottratto alla disponibilità della malavita.

 

L’attività di servizio conferma, ancora una volta, come uno dei prioritari obiettivi del Corpo sia quello di aggredire, con le misure di prevenzione, i patrimoni illecitamente accumulati dalla c.d. “criminalità da profitto”, ovvero da quanti vivono di traffici delittuosi o traggono il proprio reddito dai proventi dell’attività criminale.

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Afragola

Il Tribunale del Riesame di Napoli Nord deciderà sull’arresto dell’ex senatore Nespoli

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La Procura di Nord, con il pm Patrizia Dongiacomo, ha chiesto nuovamente l’arresto per l’ex senatore Vincenzo Nespoli, che deve rispondere di tentata concussione.

Venerdi’ la richiesta sara’ discussa davanti al tribunale del Riesame di Napoli. Il gip del Tribunale di Napoli Nord, Valentina Giovanniello, aveva rigettato la misura cautelare chiesta dagli inquirenti, e la procura ha impugnato la decisione davanti al tribunale della Liberta’. “Il provvedimento con il quale il gip di Napoli Nord ha rigettato l’arresto e’ giuridicamente ineccepibile – sottolinea l’avvocato Rosario Pagliuca, legale dell’ex senatore – siamo fiduciosi sull’esito del pronunciamento da parte dei giudici”.

Secondo la Procura i fatti si sarebbero verificati ad Afragola (Napoli), dove Nespoli e’ impegnato in una campagna contro la ditta che si sta occupando del servizio di nettezza urbana. La societa’ e’ inadempiente e Nespoli, per i pm, avrebbe tentato di costringere il dirigente dell’Ufficio Ambiente del Comune di Afragola a indire una nuova gara di appalto per sostituire la ditta attuale.

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