

Ercolano. Si è pentito Giovanni Montella, detto Giovannone, 32 anni, abile trafficante di droga della zona Vesuviana nipote di un boss del clan Fabbrocino e legato a doppio filo con i narcos napoletani di Secondigliano. La sua decisione di collaborare l’ha confermata ieri in aula durante la deposizione al processo Chanel che ad aprile dello scorso anno portò in carcere 24 trafficanti della zona Vesuviana che gestivano 11 “piazze” tra Ercolano, Portici e Torre del Greco, la maggior parte delle quali controllate da donne. Montella era agli arresti domiciliari ma teneva i rapporti con i clan napoletani e riforniva di droga le piazze vesuviane. Nell’agosto dello scorso anno suo fratello sfuggì miracolosamente alla morte: alcuni sicari arrivarono in via mare ad Ercolano in sella a scooter ed esplosero ben 14 colpi di pistola contro l’abitazione. Qualche mese fa Giovannone è stato condannato a nove anni di carcere nel processo con rito abbreviato. E probabilmente sia gli spari contro l’abitazione di famiglia sia la condanna devono aver contribuito alla sua decisione di collaborare con la giustizia. I suoi verbali per il momento non sono stati depositati. Ma alle prossime udienze del processo si conoscerà qualcosa in più.
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