La quindicenne vittima degli abusi di don Michele Barone sarà sentita nel processo a carico dell’ex prete del Tempio di Casapesenna. E’ quanto ha deciso il giudice Francica del tribunale di Santa Maria Capua Vetere che ha sciolto le riserve e disposto l’escussione della ragazzina, con la modalità protetta, in aula.
Una decisione che era già nell’aria, quella adottata dai giudici del tribunale sammaritano davanti ai quali si sta celebrando il processo, che nel corso dell’udienza di oggi ha assunto il crisma dell’ufficialità con la nomina di una psicologa che coadiuverà giudici ed avvocati nell’escussione della giovanissima testimone. Ora la 15enne – che ha subito vere e proprie violenze nel corso di presunti riti esorcistici da parte dell’ex sacerdote, al punto da procurarsi lesioni permanenti ad un orecchio – dovrà confermare le accuse.
Intanto nel corso della giornata di oggi è continuato il “pellegrinaggio” nell’aula di giustizia della schiera di fedeli di don Michele Barone, chiamati a testimoniare dai difensori dell’ex prete (oggi presente solo l’avvocato Camillo Irace). Si tratta delle stesse persone che affollano i corridoi del primo piano del tribunale quando si celebrano le udienze, insomma della claque del sacerdote.
Oggi sul banco dei testimoni sono sfilati 2 uomini, tra cui un pizzaiolo che ha esercitato anche a Medjugorje, e due donne. Tutti hanno parlato della santità di don Michele Barone e del rigore morale dei suoi costumi. Inoltre i testimoni della difesa hanno negato, o meglio sminuito, le violenze e le palpatine del sacerdote, accusato anche di violenza sessuale nei confronti di altre due ragazze.
I fedeli, inoltre, hanno escluso la possibilità approcci sessuali durante le confessioni che avvenivano in una stanza accessibile a tutti, con gente che entrava ed usciva nel corso del colloquio con il prete (altro che segreto del confessionale).
Il processo si aggiorna a metà giugno quando sono in programma due udienze. Nel collegio difensivo sono impegnati anche gli avvocati Maurizio Zuccaro, Carlo De Stavola (che difende il dirigente della polizia di Maddaloni Luigi Schettino), Giuseppe Stellato ed Umberto Pappadia (che difendono i genitori della ragazzina). Le presunte vittime di violenza sessuale, invece, si sono costituite parte civile al processo assistite dagli avvocati Rossella Calabritto e Luigi Mordacchini.
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