

“Queste sono scene da Medioevo. Chi vive a Napoli non può accettare il rischio di essere colpito così, o peggio, di veder cadere a questo modo una figlia, un figlio, i più indifesi esposti alle pallottole di una camorra senza freni, disposta a sparare in pieno centro. Quelli di Napoli sono cittadini italiani a cui dobbiamo una risposta più forte. Che meritano un intervento dello Stato centrale: un investimento più radicale e costante sulla sicurezza nella capitale del Sud”. Lo dice, in una intervista a Repubblica, il procuratore antimafia Federico Cafiero de Raho. Sul fatto che il ministro Salvini garantisce più uomini e ha ricordato che “a Napoli sono arrivati 137 poliziotti in più”, Cafiero de Raho risponde: “Vanno bene, ma non bastano, non sono la risposta. Mi pare evidente”, “dal Viminale in giù, serve la risposta dello Stato centrale. Il ministro, il capo della Polizia e della Finanza vengano a Napoli ogni mese”. “Si deve andare nei quartieri – spiega -, ogni giorno: controlli in casa e mega-perquisizioni degli isolati, casa per casa, piazza di spaccio per piazza di spaccio.Penso che la politica in generale, a parte pochissime eccezioni, non consideri priorità il contrasto alle mafie, e non eserciti già al suo interno quella selezione e capacità di filtro indispensabile per il contrasto non solo giudiziario ma civile alla penetrazione delle mafie”, ha affermato il procuratore nazionale antimafia.
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