RETE SOCCORSI EFFICACE

Napoli, malore in spiaggia a Mappatella Beach: turista 38enne salvata da un ictus

La donna, ungherese, è stata colpita da un'ischemia mentre era con la famiglia. Decisivo l'intervento tempestivo del 118 e l'operazione record al Cardarelli: è già in miglioramento.
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Napoli – Una vacanza all’ombra del Vesuvio che rischiava di trasformarsi in tragedia, ma che oggi racconta una storia di eccellenza sanitaria e speranza. Halyna, una turista ungherese di 38 anni, è stata salvata da un ictus ischemico fulminante grazie a una catena dei soccorsi perfetta, che ha funzionato senza sbavature dalla spiaggia fino alla sala operatoria.

Il malore sotto l’ombrellone

La mattinata di ieri scorreva tranquilla a Mappatella Beach, dove Halyna si trovava insieme al marito e al figlio piccolo. All’improvviso, il dramma: la donna si accascia, mostrando subito i sintomi tipici dell’ictus, tra cui afasia (impossibilità di parlare) ed emiparesi destra.

A fare la differenza tra la vita e la morte è stata la prontezza dei presenti. Un’infermiera libera dal servizio, insieme ad alcuni operatori socio-sanitari che si trovavano in spiaggia, ha riconosciuto immediatamente la gravità della situazione, allertando il 118 e avviando le prime manovre di assistenza.

La corsa al Cardarelli e l’intervento

In pochissimi minuti l’ambulanza ha trasportato la trentottenne al Cardarelli. Lì è scattato il protocollo d’urgenza della Stroke Unit: la paziente è stata prima sottoposta a trombolisi endovenosa e, subito dopo, trasferita nella sala angiografica della Neuroradiologia.

L’équipe d’urgenza – guidata dal neurologo Carlo Maurea e dal neuroradiologo Massimo Muto, coadiuvati da infermieri e tecnici specializzati – ha eseguito una delicata trombectomia meccanica per liberare il vaso cerebrale occluso.

“La tempestiva ricanalizzazione del vaso ha permesso un’evoluzione clinica straordinariamente favorevole”, spiegano i medici.

Oggi Halyna sta meglio: il linguaggio è in netto e progressivo miglioramento e restano solo lievissimi deficit motori. Il recupero neurologico completo sembra ormai a un passo.

Solidarietà oltre la terapia

La macchina dell’ospedale napoletano non si è limitata alle cure mediche. Consapevoli del trauma e dell’isolamento linguistico, il personale del Cardarelli ha preso sotto la propria ala anche il marito e il figlio piccolo della donna. I familiari sono stati accolti, supportati e orientati per tutta la durata del ricovero, aiutandoli ad affrontare le ore più drammatiche lontano dal loro Paese.

Questa vicenda resta l’esempio plastico di come la rete “tempo-dipendente” campana – se ogni anello, dal bagnante al chirurgo, funziona all’unisono – sia in grado di fare la differenza tra una tragedia e una vita salvata.

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Commenti (1)

Ho letto l’articolo e mi pare una notizia positiva ma anche con qualche dubbio,per esempio la ricostruzion non è del tutt chiara e ci sonodettagli organizzativi che meritano spiegazion; l’equipe han lavorato bene,ma i familiari sembravan un pòn smariti e non sempre son stat seguiti come bisognava al Cardarellli o dal 118.

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