Seguici sui Social
Privacy Policy Cookie Policy

Napoli e Provincia

Casavatore, il direttore ‘antimafia’ Leo rivoluziona il Consorzio

Pubblicato

in



. Un direttore “antimafia” contro la camorra: Leo rivoluziona il consorzio. Spending review, tagliati in questi anni migliaia euro di spese inutili. Parte la rivoluzione del nuovo direttore Leo. Iniziano a farsi vedere i primi risultati dopo il lavoro posto in essere dal direttore Francesco Leo.  Tagliate le spese ritenute superflue e il varo delle norme anticorruzione, si accinge a traghettare l’ente nella seconda fase tesa a trasformare completamente e rendere vivibile il luogo Santo. Mentre subito dopo si dovrebbe passare al personale dipendente e una serie di provvedimenti con all’attuazione delle rotazioni attraverso l’utilizzo delle short list e piattaforma MEPA. Il  nuovo direttore   non ha bisogno di presentazione. Avvocato, nel 2008 aveva già ricoperto la carica  di responsabile nello  stesso consorzio e con la sua azione, unitamente a quella di carabinieri e procura, debellò l’intricato sistema fatto di corruzione e camorra con il licenziamento anche di alcuni dipendenti infedeli e indagati. Insomma, il nuovo manager, già ex amministratore del consorzio, vanta nel suo curriculum esperienze di tutto rispetto. Tant’è che l’ex prefetto Umberto Cimmino, a guida del comune di Arzano dopo lo scioglimento per camorra, lo ha scelto  ad assurgere alla massima carica gestionale.

Lucia Rosati

Continua a leggere
Pubblicità

Cronaca

Rissa per un complimento a una ragazza: 7 persone denunciate nel Nolano

Pubblicato

in

Rissa per un complimento a una ragazza: 7 persone denunciate nel Nolano.

 

E’ bastato un apprezzamento ad una ragazza per scatenare una rissa in un ristorante di Via Castellammare, nella frazione di Piazzolla di Nola. Due tavoli poco lontani, una quindicina di persone sedute a mangiare. Da una delle due comitive parte un complimento per una delle ragazze sedute al tavolo vicino. Qualcuno non apprezza le lusinghe e lo fa notare. E’ così che scoppia una violenta lite, poi sfociata in rissa.

7 i giovani identificati e denunciati dai Carabinieri della stazione di Piazzolla di Nola, tutti incensurati del vesuviano di età compresa tra i 19 e i 21 anni.Sedata la rissa, i giovani hanno raggiunto autonomamente l’ospedale di Castellammare di Stabia dove sono stati visitati da personale del Pronto soccorso. Nessuno ha subito traumi gravi. La prognosi più sfavorevole è toccata ad un 21enne di Torre Annunziata: 15 i giorni di riposo prescritti per un trauma cranico e per l’infrazione delle ossa nasali.Continuano le indagini dei carabinieri per identificare le altre persone coinvolte.

Continua a leggere



Afragola

‘I ristoranti di Roma? Sono tutti di Angelo Moccia’: le intercettazioni

Pubblicato

in

“I ristoranti sono di Angelo Moccia! Tu lo sai chi è Angelo Moccia? Qua l’hai conosciuto! No? Vedi che c ‘hanno un ‘organizzazione… che per spaventarmi io che l’ho conosciuto ultimamente… ti dico…spaventosa! Spaventosa! Non ti dico quanto! Capisci a me, nonostante li conosco da anni…”, “Sono un clan?…”, “Spaventosa! Stanno nei Tribunali! Comunque… I ristoranti di Roma sono tutti loro! Tutti! Non riconducibili!”.

 

Così in un’intercettazione telefonica uno degli indagati parla con un conoscente dei ristoranti e dei locali nella disponibilità del clan finiti nell’inchiesta che ha portato oggi all’arresto di 13 persone. La conversazione è riportata nell’ordinanza di custodia cautelare.

“eh… ti dico solo una cosa, tu lo sai che Fra… che Angelo c’ha un esercito a disposizione?”. Così si legge in una delle intercettazioni riportate in un passo dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita oggi dai carabinieri nei confronti del cosiddetto clan Moccia. “Ho detto sì, ok ciao!. Quelli c’hanno veramente un esercito eh! il problema è che Vittorio non ha capito con chi c’ha a chefa!… [omissis]…Pensa di giocà, ma questi, QUESTI TIAM M AZZANO!… [omissis]… ti ammazzano, dicono ‘oh, ti do’ comunque la possibilità di guadagnare cinque milioni di euro l’anno…”. “…[omissis]…I quattro locali che adesso abbiamo preso fruttano cinque anni a cinque milioni di euro l’anno! Quest’ultimo anno quattro, perché [inc.] il Tribunale… fatturi lordi., per carità…Dieci milioni di euro ogni anno. …[omissis] …Bravo! E poi, soprattutto, per alcune cosec’è dietro Angelo Moccia…Angelo Moccia non so se tu hai mai visto chi è su internet…”.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Il figlio di Gigi D’Alessio a Gennaro Moccia: ‘Mo’ basta, ti devi fermare’

Tra gli arrestati figurano oltre ad Angelo Moccia anche il fratello Luigi Moccia, poi Gennaro Moccia (classe 1987) e Gennaro Moccia (classe 1992), rispettivamente figli di Angelo e Luigi; Carminantonio Capasso, Francesco Varsi, Guido Gargiulo; ai domiciliari invece Andrea Varsi, Carmela De Luca, Eleonora Moccia (figlia di Angelo), Eugenio Cappellaro, Antonio Cosmini.

Quattordici locali, alcuni noti, altri meno, ma tutti centralissimi a Roma, erano gestiti indirettamente dal Clan Moccia. Si tratta de “La Fraschetta” a Piazza Navona, “Panico” a Castel Sant’Angelo, “Antico Caffe’ di Marte” e “Da Giovanni” in via Banco di Santo Spirito, “Bombolone”, “Al Presidente”, “La Torre” e “Ice Cream” in via Tor Millina, “La piazzetta del Quirinale” e “La Scuderia” in via in Arcione vicino a Fontana di Trevi, “Augustea” a Trastevere, “Varsi Bistro” in via della Circonvallazione, “5th Avenue” in via Marsala, “Frankie’ Grill” in via Vittorio Veneto. Alcuni di questi locali erano riconducibili direttamente ad Angelo Moccia e lo si evincerebbe anche da alcune intercettazioni tra gli indagati “I ristoranti di Franco Varsi! I ristoranti sono di Angelo Moccia Tu lo sai chi e’ Angelo Moccia? Qua lo hai conosciuto no? Vedi che c’hanno una organizzazione che per spaventarmi io che l’ho conosciuto ultimamente, ti dico, spaventosa! Spaventosa! Non ti dico quanto. Stanno nei tribunali! Comunque i ristoranti di Roma sono tutti loro! Tutti non riconducibili”.

Tutti erano gia’ stati oggetto di sequestro cautelare per evasione fiscale, ma nonostante non fosse intestato ad Angelo Moccia e nonostante fosse in custodia al tribunale, chi voleva prendere in affitto i “suoi” locali presentando una offerta al tribunale doveva pagare. E’ il caso della famiglia Dominici che per assumere la gestione di quattro ristoranti ha dovuto sborsare 300 mila euro. “Te li danno a te – dice Gargiulo, uno dei 13 indagati, riferendosi ai ristoranti sequestrati – anche perche’ se sono del tribunale e comunque controllano tutto loro te li danno a te pero’ ci devi dare duecento e rotti mila euro, 300 mila euro quasi” ma poi puntualizza “Poi li gestisci con attenzione perche’ e’ sempre roba nostra”. Quando le rate mensili da 30mila euro che i Dominici avevano accordato al clan cominciano a non arrivare, la tensione monta e le preoccupazioni dell’intermediario Guido Gargiulo comincia a farsi sentire e ad un amico, durante una conversazione intercettata dice: “Il problema e’ che Vittorio non ha capito con chi c’ha a che fare. Pensa di giocare. Questi ti ammazzano”.

Continua a leggere



Pubblicità

DALLA HOME

Pubblicità

Iscriviti alla Newsletter

Inserisci la tua email:

Gestito da Google FeedBurner

Le Notizie più lette