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Cucina

L’Amore (e la cucina) al tempo dei Borbone. Il 12 febbraio all’Archivio Storico, il secondo capitolo di Esperienze Borboniche

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pasquale palamaro


I Borbone delle Due Sicilie, la dinastia che ha governato il Meridione d’Italia per quasi un secolo e mezzo e che ha reso Napoli capitale della cultura europea, si è distinta non solo per le importanti opere realizzate nel Sud d’Italia, ma anche per la singolarità dei rapporti di coppia dei regnanti che si sono succeduti al trono. Il secondo capitolo di “Esperienze Borboniche” – la kermesse di eventi incentrati sulla cultura borbonica, e sul cibo e le bevande di cui i reali andavano ghiotti – si svolgerà martedì 12 febbraio (ore 21) presso il ristorante e premium bar “Archivio Storico” di Napoli (ubicato in via Scarlatti, 30 – zona Vomero). Essendo questo appuntamento a ridosso del San Valentino, la tematica che lo animerà sarà “L’Amore al tempo dei Borbone”: Gennaro De Crescenzo, Presidente dell’Associazione Culturale Neoborbonica, e Salvatore Lanza, segretario generale, parleranno delle coppie più belle del Regno, delle loro passioni, dei piatti di cui re e regine andavano ghiotti… Per l’occasione lo chef stellato Pasquale Palamaro preparerà per tutti gli ospiti una golosa lasagna (di cui andava ghiotto re Francesco II, detto appunto “Re Lasagna”) e la mozzarella in carrozza (uno dei piatti preferiti della Regina Maria Sofia). A questi piatti saranno abbinati due eccellenti vini del territorio (entrambi delle Cantine Federiciane): rispettivamente un Gragnano Penisola Sorrentina DOC e un Flegreo Cuvée Metropolitano, uno spumante prodotto da viti a piede franco su terreni di origine vulcanica nel cuore dei Campi Flegrei (abbinamenti a cura dell’AIS Napoli). Il percorso di degustazione terminerà con un inconsueto trancio di pizza dolce a cui sarà abbinato un cocktail preparato dal bar manager dell’Archivio Storico, Salvatore D’Anna: la “Birra”, un after dinner che ha l’aspetto di una birra appena spillata (un fizz a base di gin, un liquore speziato e una soda aromatizzata).

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Attualità

La colatura di alici di Cetara ottiene riconoscimento Dop

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Produzione colatura

Quel liquido ottenuto dalla maturazione delle alici sotto sale, pescate rigorosamente nello specchio di mare di fronte al paese della Costa d’Amalfi, che prende il nome di colatura di alici di Cetara, da oggi, e’ Dop. Si e’ concluso, infatti, l’iter con il riconoscimento da parte dell’Unione europea della denominazione di origine protetta. La lavorazione e il conseguente ottenimento del prodotto deve sottostare a un disciplinare molto rigido: dalla cattura delle alici alla spillatura del liquido, e’ necessario che si rispetti appieno la tradizione marinara del borgo amalfitano. Solo cosi’ la colatura ottiene un colore ambrato e un sapore intenso. Un condimento per gourmet che e’ in grado di generare dai due ai tre milioni di euro l’anno di fatturato, con un trend in piena crescita che, sicuramente, il marchio Dop favorira’ ancor di piu’, come evidenziato dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania.

Il ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova, in un post social, ricordando che “solo pochi mesi fa ero a Cetara a inaugurare il museo Cantina della Colatura di Alici”, sottolinea che, “oggi arriva la notizia che la colatura e’ stata riconosciuta come prodotto Dop dall’Unione europea”. Per l’esponente di Governo si tratta di “un altro importante riconoscimento per il nostro agroalimentare e un’occasione di crescita e sviluppo per i produttori e per il territorio tutto”. “Insieme – conclude – continuiamo a lavorare per valorizzare al meglio questa grande eccellenza del nostro Made in Italy”. Il sindaco di Cetara, Fortunato Della Monica, all’AGI, spiega che “questo e’ un risultato di un lavoro di squadra, partito nel 2015 dall’associazione che fu costituita”. “E’ un riconoscimento molto importante per Cetara – aggiunge – perche’ la Colatura di Alici e’ l’identita’ del nostro comune, insieme con il tonno rosso e le acciughe”. Per il presidente dell’associazione per la valorizzazione della Colatura di Alici di Cetara, Lucia Di Mauro, quella di oggi “e’ una data storica”. “Ora – annuncia – e’ arrivato il momento di presentare al Mipaaf il piano di controllo. Ringrazio la Regione Campania e il Comune di Cetara per il prezioso sostegno e si puo’ procedere verso la fase piu’ interessante di tutte, quella della produzione. Nove mesi minimo di maturazione delle alici nei terzigni e botti di legno, che significa l’arrivo sugli scaffali della Colatura di Alici di Cetara Dop nel 2021.

 

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