Sgominata la gang emergente del Casertano: 5 ordinanze per furti e traffico di droga

In nottata in Sessa Aurunca  e Chiari in provincia di Brescia, militari della Compagnia Carabinieri di Sessa Aurunca, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare, emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura della Repubblica, hanno arrestato due soggetti per spaccio di sostanze stupefacenti di tipo cocaina e hashish, e sottoposto altri tre soggetti a misure cautelari di obbligo di dimora nel Comune di residenza ed obbligo di presentazione alla p.g., in quanto resisi responsabili a vario titolo, in concorso con i due arrestati, di una serie di furti aggravati in Mondragone , il tutto fra agosto e novembre 2017.
Le indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e condotte dai militari della Stazione Carabinieri di Sessa Aurunca, permettevano di disarticolare un piccolo gruppo emergente di soggetti che effettuavano attività di spaccio di sostanze stupefacente nel Comune di Sessa Aurunca ed erano altresì dediti a furti.
Le investigazioni, condotte anche mediante attività tecniche consentivano di svelare una fiorente attività di spaccio e di documentarne le modalità ed itineranti, con le quali i soggetti arrestati acquistavano lo stupefacente e lo rivendevano a vari “clienti” nell’agro sessano. L’attività investigativa consentiva di accertare che i medesimi soggetti, unitamente agli altri tre destinatari di misura coercitiva non custodiale, fra i quali una dipendente infedele del Resort “Regina degli Angeli” di Mondragone, si rendevano responsabili di una serie di furti presso il suddetto Resort, asportando dalla struttura materiale per la ristorazione del valore di 15mila euro circa, che veniva recuperato dai carabinieri a seguito di perquisizione e restituito agli aventi diritto.
All’esito delle formalità di rito, un arrestato veniva rinchiuso presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, un secondo presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari, mentre altri tre venivano sottoposti a misure cautelari varie, dall’obbligo di dimora nel Comune di residenza a quello di presentazione alla polizia giudiziaria.

La Redazione
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