Tra le 29 persone arrestate dalla Squadra Mobile di nell’ambito dell’operazione ‘Miracolo’, c’è anche Santo Tucci, 62 anni, che di recente aveva chiesto la grazia al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Tucci è entrato in carcere per la prima volta a 16 anni a Catania e ha trascorso praticamente tutta la vita in prigione. Tanti gli episodi di violenza a cui il suo nome è legato, tra cui diverse rivolte in diversi penitenziari, omicidi commessi sempre dietro le sbarre, un tentato omicidio durante un permesso. Reato a cui si è aggiunge anche la detenzione e lo spaccio di droga. Prima dell’arresto di ieri, Tucci stava scontando un’altra condanna in regime di semilibertà: dormiva nel carcere di Bollate, ma di giorno usciva per lavorare in una onlus diretta dalla sua compagna sudamericana con sede in via Settembrini 32, non lontano dalla stazione Centrale. Quell’attività, in realtà, era una copertura per il traffico di droga, importata dal Costa Rica all’interno di container si ananas. Gli investigatori della Narcotici, coordinati da Domenico Balsamo, ieri hanno seguito Tucci all’uscita dal carcere fino alla sede della onlus. Nel cortile del palazzo era parcheggiata una Fiat 600 nella disponibilità del pregiudicato, all’interno della quale sono stati trovati 27 chili di hashish, 3 di cocaina e due pistole, di cui una con il silenziatore. Il curriculum criminale di Tucci è molto lungo. Nel 1981 è stato accusato dell’omicidio di Francis Turatello nel carcere di Nuoro ma è stato assolto. É stato condannato per aver ucciso un altro uomo e indagato per altri due episodi simili. Felice Maniero, il boss della mala del Brenta, nel 1995 nel corso di un interrogatorio aveva definito Tucci “il killer delle carceri”. All’epoca nella sua cella, durante una perquisizione, erano anche stati trovati dei pizzini con cui comunicava con i vertici di Cosa Nostra.



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