I fatti del giorno

Il nuovo ‘orco’ di Caivano ‘graziato’ dalla camorra perché non aveva abusato della bimba

Pubblicato da
Regina Ada Scarico

Un uomo di cinquantacinque anni abusa di una bimba di nove, imparentata con elementi della criminalità organizzata di Caivano. Il pedofilo, pregiudicato e fratello di un collaboratore di giustizia, è stato individuato poche ore dopo aver abusato della piccola, è stato fermato per strada e massacrato di botte da un commando di quattro persone. Il giorno dopo poi, è stato portato in un appartamento disabitato e a forza di schiaffi è stato “interrogato”
Gli è stato ordinato di andare via da Caivano, la stessa città di Raimondo Caputo, condannato all’ergastolo per l’assassinio di Fortuna Loffredo, la bimba del parco Verde abusata e uccisa il 24 giugno del 2014.
Il pedofilo fermato dal commando ha avuto salva la vita perché con la bimba aveva solo mimato un atto sessuale.
Tutto questo è accaduto tra il 21 e il 22 aprile scorso. Ieri i carabinieri della compagnia di Casoria, diretta dal capitano Francesco Filippo con i colleghi dalle tenenza di Caivano, hanno arrestato l’uomo a Rimini, dove si era nascosto dopo la precipitosa fuga da Caivano, avvenuta nel mese di giugno.
I militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, nella sezione dei sex offender, disposta dal gip del tribunale di Napoli nord su richiesta del pm Fabio Sozio della Procura di Napoli nord, diretta da Francesco Greco per i reati di violenza sessuale aggravata ai danni di una minore di età inferiore ai dieci anni e per aver violato il soggiorno obbligato a Caivano a cui era stato sottoposto circa due anni fa. L’ordine di carcerazione era stato disposto già nel mese di giugno. La vicenda è venuta fuori perché, il ventuno aprile scorso, l’uomo dopo il violento pestaggio che gli aveva causato lesioni guaribili in una decina di giorni, si era presentato dai carabinieri della locale tenenza per sporgere denuncia contro ignoti. Circa i motivi della brutale aggressione, l’arrestato affermava che probabilmente era scattata come vendetta trasversale in quanto il fratello è un collaboratore di giustizia. Una versione che non convinse per niente i carabinieri che avviarono immediatamente una indagine.
I militari hanno raccolto testimonianze precise dalle persone informate sui fatti e raccolto la testimonianza della bambina avvenuta in audizione protetta. Il quadro che è venuto fuori è stato tale da indurre il gip a disporre in tempi molto rapidi la carcerazione del pedofilo.

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Regina Ada Scarico

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