

La cantina dello stupro
Castellammare – “Volevo uscire dalla cantina, andare via al più presto, quindi credevo che sistemando la cantina lui mi lasciasse andare. In realtà mi ha costretto a restare per altro tempo, non saprei dire quanto. E mi diceva che tutto quanto era accaduto doveva restare tra noi che non dovevo dire niente a nessuno”.
La 22enne vittima di Romolo Russo, il 26enne arrestato per sequestro di persona e stupro, racconta così i minuti interminabili trascorsi nella cantina di via De Gasperi a Castellammare di Stabia dove si sono consumate le violenze ai suoi danni.
Russo pensava che quanto accaduto potesse restare un ‘segreto’ perchè dice alla ragazza ‘la gente non deve sapere i fatti nostri’. Pensava, il 26enne, che tenere segregata la ragazza costringerla a dei violenti rapporti orali potesse essere tutto normale.
Nella denuncia presentata ai carabinieri pochi giorni dopo la violenza, avvenuta nella sera tra il 2 e il 3 agosto scorso, la 22enne racconta particolari aberranti. Ancora più sconcertante l’atteggiamento del 26enne prima di lasciare andare la ragazza quando la trattiene ancora parlando del giovane fratello morto in un incidente in macchina nel quale era anche lui (avvenuto nel 2024 tra Gragnano e Santa Maria La Carità, ndr). La trattiene sfoggiando i suoi tatuaggi ispirati a Joker e a Thomas Shelby il protagonista della serie Peak blinderà, e ancora la scritta psyco o lo stemma della Juventus, la sua squadra del cuore.
La giovane prova a farlo ragionare: “Gli ho detto che secondo me non stava bene con la testa – dice ai carabinieri – Non ho detto altro perchè non ero ancora certa di essere al sicuro, lontana da lui”.
E dopo tutto quello che era accaduto, la violenza inaudita, i tentativi di soffocare la ragazza per provare ancora più eccitazione, ad un certo punto poco dopo mezzanotte il 26enne dice alla vittima che oramai si è fatta ‘ora’ e dunque ha spostato il termosifone che sbarrava la porta e l’ha fatta uscire.
“Prima di aprire la porta mi ha fatto giurare di non dire niente a nessuno di quanto era accaduto” ha raccontato la 22enne. “Mi recavo subito nella mia macchina dove restavo seduta per circa 5 minuti, sotto shock per tutto quello che era successo”.
La personalità di Romolo Russo viene duramente censurata dal gip, Mariaconcetta Criscuolo nell’ordinanza cautelare “ha indubbiamente una personalità negativa e altamente pericolosa – scrive il giudice – la gravità della condotta è desumibile dalla ‘nonchalance’ con cui si è approfittato di una ragazza conosciuta sui social spacciandosi per un bravo ragazzo e adescandola per un incontro, per poi obbligarla a soddisfare le proprie concupiscenze sessuali”.
Per il gip l’indagato è un “soggetto che non ha osato porre alcun freno, anche quando la vittima provava a divincolarsi, pur di dare sfogo alle sue perversioni sessuali (si pensi esemplificativamente all’invito rivolto alla ragazza di fingersi morta)”.
Un incubo vissuto nella cantina di via De Gasperi, riscontrato anche dagli inquirenti nel corso degli accertamenti.
La giovane vittima appena arriva nella sua auto contatta un suo amico per raccontargli quanto accaduto, ma il ragazzo non risponde fino al mattino dopo.
E’ il giovane a consigliarle di parlare con i genitori e ad andare in ospedale, per poi denunciare quanto le era accaduto.
La sera stessa del 3 agosto, la 22enne contatta il 1522, il numero nazionale antiviolenza, per chiedere supporto. Poco dopo va all’ospedale San Leonardo di Castellammare dove viene visitata. Sul corpo ancora i lividi, le escoriazioni e i segni di soffocamento al collo. I medici riscontrano oltre alle ‘escoriazioni’ e a una cervicalgia anche un forte stato di agitazione e ansia.
Pochi giorni dopo la 22enne, con il supporto del centro antiviolenza, decide di denunciare tutto ai carabinieri.
Il racconto della ragazza, i particolari rivelati dal suo aggressore nel corso del sequestro e delle violenze, vengono riscontrati dagli inquirenti e spingono il pm a chiedere e ottenere una misura cautelare in carcere, notificata stamane a Romolo Russo dai carabinieri.
Può un imputato essere condannato sulla base di intercettazioni telefoniche e ambientali che, durante il… Leggi tutto
Risse, rodei, manovre pericolose e scene di inciviltà. È il bilancio denunciato dai residenti di… Leggi tutto
Sessanta nuovi posti per i bambini da zero a tre anni e un altro nido… Leggi tutto
Una palestra scolastica dedicata a Giancarlo Siani per trasformare sport, memoria e impegno civile in… Leggi tutto
È finito agli arresti domiciliari un giovane del posto, classe 2004, arrestato nella tarda serata… Leggi tutto
Ezequiel «Pocho» Lavezzi torna a parlare della sua carriera e lo fa senza filtri, raccontando… Leggi tutto