Napoli — Un’interminabile emergenza ambientale, decenni di promesse e un piano di interventi straordinari che attende risposte definitive sui tempi di esecuzione e sull’effettiva messa in sicurezza del territorio. Il risanamento del fiume Sarno torna al centro del dibattito politico campano: il Consiglio regionale della Campania, presieduto da Massimiliano Manfredi, si riunirà in seduta straordinaria e monotematica il prossimo 1° ottobre.
La convocazione, formalizzata per la fascia oraria che va dalle 11:30 alle 16:00, risponde alla pressante richiesta avanzata dai gruppi consiliari di minoranza. All’ordine del giorno figura un punto focale ed articolato: «Risanamento e messa in sicurezza del Fiume Sarno: analisi dello stato attuale, monitoraggio degli interventi eseguiti, proposte strategiche».
La sfida del bacino più inquinato d’Europa
La seduta arriva in un momento cruciale per le sorti dell’asta fluviale che attraversa 49 Comuni distribuiti su tre province (Napoli, Salerno e Avellino). Il Sarno e i suoi affluenti (tra cui il torrente Solofrana e l’Alveo Comune Nocerino) continuano a rappresentare una ferita aperta per l’inquinamento da scarichi civili e industriali e per i ricorrenti rischi di esondazione ed allagamento che sferzano in particolare l’area vesuviana e l’Agro Nocerino-Sarnese.
Negli ultimi mesi le forze politiche regionali e gli enti locali — in primis il Comune di Scafati — hanno sollecitato a gran voce una verifica dello stato dell’arte. L’opposizione punta a far luce sui ritardi accumulati negli anni e sulle risorse stanziate, chiedendo certezze sulla tabella di marcia dei lavori.
Il quadro degli interventi: dalla maxi-gara ai dragaggi
Al centro del confronto d’aula ci saranno le strategie e i finanziamenti recentemente messi in campo dalla Regione Campania per spezzare l’empasse storico del fiume:Il piano da 407 milioni di euro: La Regione ha bandito una maxi-gara d’appalto suddivisa in 7 lotti per un imponente programma di riqualificazione e sicurezza idraulica.
L’obiettivo fissa al 2032 la capacità di incrementare di 5 milioni di metri cubi l’invaso e la laminazione delle piene. Dragaggio dell’alveo e portata alla foce: Tra i capisaldi tecnici figurano i lavori di pulizia e disostruzione del letto del fiume per garantire una portata idraulica di 120 metri cubi al secondo alla foce, alleviando le criticità strutturali dei centri abitati.
Le vasche di laminazione vesuviane: Interventi mirati riguardano la manutenzione straordinaria e il primo stralcio delle vasche nei Comuni dell’Area Vesuviana (tra cui Scafati, Pompei, Striano, Boscoreale, Poggiomarino e Terzigno) per fermare le esondazioni.
Completamento della rete fognaria e depurativa: Il monitoraggio toccherà anche lo stato di avanzamento degli impianti gestiti in sinergia con Gori ed Ente Idrico Campano (EIC), con i lotti di adeguamento sui depuratori di Angri e Foce Sarno per completare il disinquinamento.
Barriere acchiappa-plastica e bonifiche: Tra i progetti messi a punto figurano la gestione delle barriere galleggianti per intercettare i rifiuti prima dell’approdo in mare e il ripristino della funzionalità idraulica dei vari tratti fluviali.
Verso il 1° ottobre: confronto istituzionale
La seduta straordinaria rappresenterà dunque un momento chiave di verifica formale: da un lato l’amministrazione regionale sarà chiamata a illustrare il cronoprogramma delle aggiudicazioni e l’impatto delle opere ambientali condotte nel rispetto dei parametri di resilienza climatica (DNSH); dall’altro le opposizioni e i rappresentanti del territorio chiederanno tempi certi, trasparenza ed eventuali correttivi per evitare che l’ennesimo piano strategico resti imbrigliato nelle maglie della burocrazia.



