Ezequiel «Pocho» Lavezzi torna a parlare della sua carriera e lo fa senza filtri, raccontando i momenti più importanti vissuti nel calcio e soprattutto il periodo più difficile arrivato dopo il ritiro. Ospite di «Fenomeni», il format di Prime Sport condotto da Luca Toni, l’ex attaccante del Napoli e della Nazionale argentina ha ripercorso scelte, incontri e ricordi rimasti impressi nella sua vita.
Tra le decisioni che hanno cambiato il suo percorso c’è quella del 2007, quando Lavezzi scelse Napoli nonostante la possibilità di approdare alla Juventus: «Dopo gli esordi in Argentina, avevo la possibilità di andare alla Juventus che avrebbe diviso il cartellino con l’Udinese, ma ho scelto di andare a Napoli per seguire le orme di Maradona».
L’impatto con la città fu immediato e travolgente: «L’impatto con Napoli è stato una pazzia, non mi aspettavo così tanta gente e calore». Poi il primo episodio destinato a fargli capire quanto fosse speciale il rapporto tra il capoluogo campano e i suoi giocatori: «Il primo giorno sono andato a comprare delle scarpe, hanno dovuto chiudere il negozio e chiamare la polizia per farmi uscire. Lì ho capito che Napoli era una cosa diversa».
Dopo cinque stagioni in azzurro, nel 2012 arrivò la scelta del Paris Saint-Germain. L’Inter era interessata, ma Lavezzi decise di non restare in Italia per non compromettere il rapporto con i tifosi partenopei.
«Lasciare Napoli è stato molto difficile, oggi mi manca molto», ha raccontato. E ancora: «Sono stato accolto dalla gente come fossi un loro figlio, come uno di loro». Da qui la decisione di scegliere una squadra straniera: «Quando sono andato via sarei potuto andare all’Inter, ma ho scelto una squadra estera perché non volevo tradire la gente e andare in un’altra squadra italiana».
Un legame che ha avuto anche Diego Maradona come protagonista. Lavezzi ha ricordato il campione argentino prima come idolo e poi come allenatore della Nazionale: «Era un uomo speciale». E ha aggiunto: «Da allenatore la sera veniva in camera a parlare con i giocatori, insieme a lui potevamo parlare di tutto».
Proprio Maradona, in un momento delicato della vita del «Pocho», gli diede un consiglio che non ha mai dimenticato: «Un giorno, durante le qualificazioni ai Mondiali, eravamo in ritiro e mi aveva visto giù di morale, avevo avuto un problema familiare: lui mi disse di andare subito a casa e di non perdere la mia famiglia».
Poi il racconto si sposta sul dopo-calcio, quando il ritiro ha lasciato uno spazio difficile da colmare. «Quando ho smesso è arrivato un vuoto e non c’era nulla per riempirlo», ha spiegato Lavezzi, parlando apertamente anche della depressione e del percorso intrapreso per affrontarla.
«Ho avuto problemi di depressione, sono stato ricoverato in clinica, sto prendendo medicine e facendo un trattamento, pian piano mi sto riprendendo».
In questa fase la famiglia ha rappresentato un punto fondamentale. L’arrivo del figlio più piccolo, in particolare, ha dato all’ex calciatore una nuova motivazione: «L’arrivo di mio figlio mi ha cambiato la vita, mi porta tanta gioia e mi fa sentire vivo: mi ha dato la forza di andare avanti».
Oggi Lavezzi guarda soprattutto al futuro e al rapporto con i suoi figli: «Voglio condividere bei momenti con loro ed essere in forma ai loro occhi».
La sua esperienza è diventata anche un messaggio per chi sta attraversando una fase difficile: «A chi soffre dico che con umiltà e voglia si può uscirne». Un percorso nel quale l’ex attaccante ha trovato sostegno anche tra tanti amici del mondo del calcio: «Il mondo del calcio mi è stato vicinissimo, tantissimi mi sono stati vicini come Messi, Aguero, Paolo Cannavaro…».
E proprio Lionel Messi resta una delle persone più importanti nella sua vita: «Con Messi ho un’amicizia speciale, parliamo di tante cose, è una persona fantastica».



