Maxiprocesso a Santa Maria Capua Vetere: la difesa parla di ‘tortura di Stato’ per il detenuto in carrozzina

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Durante il maxiprocesso che si sta svolgendo nell’aula bunker del carcere di Santa Maria Capua Vetere, l’avvocato Paolo Conte, difensore dei familiari di Vincenzo Cacace, ha definito la vicenda del detenuto su sedia a rotelle come un caso emblematico di “tortura di Stato”. Cacace, con gravi patologie tra cui ipertensione, anemia, diabete insulino-dipendente e problemi cardiaci, era costretto alla deambulazione assistita e assistito da un altro detenuto.

Il legale ha ricostruito come il detenuto sia stato vittima di violenze a mano armata di manganello da parte degli agenti penitenziari il 6 aprile 2020, nonostante fosse chiaramente invalido. Le immagini interne del carcere hanno immortalato questi atti di violenza. Oltre ai colpi, Cacace ha riportato una ferita lacero-contusa alla testa e sofferenze psicologiche intense, tra paura e umiliazione, aggravate dal timore di ulteriori ritorsioni.

Secondo la difesa, al detenuto sono stati negati controlli medici e cure appropriate durante la detenzione, situazioni che hanno portato a un grave peggioramento delle sue condizioni di salute. Dopo la scarcerazione, Cacace ha sofferto di ansia e depressione, fino al decesso avvenuto nel giugno 2022.

L’avvocato Conte ha richiesto la condanna di 65 degli imputati, tra cui agenti penitenziari, funzionari del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e medici, in linea con le richieste del pubblico ministero, sostenendo che le violenze e le omissioni hanno causato un danno grave e duraturo sia fisicamente che moralmente.

Il processo continua ad affrontare le responsabilità legate ai pestaggi del 2020, un evento che ha scosso l’opinione pubblica per le modalità e la gravità delle violenze documentate all’interno di un istituto di detenzione.

Cosa sapere

Punti chiave sul maxiprocesso di Santa Maria Capua Vetere

Ecco una sintesi dei principali aspetti emersi dal maxiprocesso riguardante le violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

  • Detenuto coinvolto: Vincenzo Cacace, disabile e con gravi patologie.
  • Accuse: Violenze aggravate e negligenze sanitarie da parte di agenti penitenziari.
  • Richiesta della difesa: Condanna di 65 imputati, tra cui agenti e funzionari.
  • Condizioni di salute: Negazione di controlli medici e cure appropriate durante la detenzione.
  • Impatto psicologico: Cacace ha sofferto di ansia e depressione fino al decesso nel 2022.
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