TRADIZIONE NAPOLETANA

San Gregorio Armeno, il Comune: «Nessun negozio estraneo all’arte presepiale»

Palazzo San Giacomo conferma i vincoli sulle nuove aperture e annuncia controlli rigorosi sulle attività commerciali
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San Gregorio Armeno resta una strada riservata all’arte presepiale. Il Comune di Napoli interviene sulla vicenda delle nuove attività commerciali nella celebre strada del centro storico e ribadisce la linea adottata per tutelare botteghe, tradizione e identità del luogo.

L’Amministrazione comunale assicura che non saranno consentite aperture estranee alla produzione e alla vendita dei prodotti dell’artigianato presepiale. Una posizione rafforzata dalle norme approvate negli ultimi anni per impedire fenomeni di omologazione e speculazione commerciale.

«Rappresenta un patrimonio unico al mondo, simbolo identitario e culturale della nostra città», sottolinea l’assessora al Turismo e alle Attività produttive Teresa Armato. «Proprio per difenderne l’essenza da fenomeni di omologazione e speculazione commerciale, il Comune di Napoli ha approvato prima nel luglio 2023 una delibera che vietava l’apertura di attività food and beverage nel centro storico di Napoli e a San Gregorio Armeno qualsiasi nuova apertura che non fosse legata all’artigianato tipico e alla lavorazione dei pastori».

Il quadro normativo è stato ulteriormente aggiornato con la delibera del Consiglio comunale del 29 giugno 2026, relativa alla programmazione delle nuove attività nel centro storico, area riconosciuta dall’Unesco, e nella cosiddetta buffer zone.

Il provvedimento introduce una tutela specifica per la strada dei presepi. L’articolo 13, comma 3, stabilisce infatti: «Nella strada di San Gregorio Armeno è ammessa la sola attività di produzione e vendita di prodotti dell’arte presepiale e dei pastori».

Il Comune sottolinea quindi che non sono previste deroghe: «A San Gregorio Armeno non è consentita alcuna eccezione: qualsiasi nuova attività che prescinda dalla produzione e dalla vendita dell’arte presepiale e dei tradizionali pastori è formalmente vietata».

Particolare attenzione viene riservata anche all’iter amministrativo per le Segnalazioni certificate di inizio attività. Le Scia vengono sottoposte a un’istruttoria da parte degli uffici competenti, con verifiche sulla conformità dell’attività proposta e sull’oggetto sociale indicato nella visura camerale.

Secondo Palazzo San Giacomo, l’autorizzazione può essere concessa esclusivamente quando l’attività risulta coerente con le prescrizioni del regolamento comunale.

L’Amministrazione chiarisce inoltre un aspetto specifico relativo ai controlli: «Oggetto della verifica istituzionale è unicamente la legittimità dell’oggetto sociale dichiarato presso la Camera di Commercio e il rispetto delle normative vigenti, mentre non ha né può avere alcuna rilevanza la nazionalità del richiedente».

Il Comune conferma infine di seguire l’evoluzione della vicenda e di voler affiancare le botteghe storiche nella tutela di un’area considerata uno dei simboli più riconoscibili della città.

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