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Contrabbando, scoperti due depositi: in manette 4 persone

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Contrabbando, la Guardia di Finanza scopre due depositi e arresta 4 persone in provincia di napoliNell’ambito di attività investigative coordinate dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli Nord, militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Nola hanno eseguito l’arresto di quattro persone detentori di un ingente quantitativo di tabacchi lavorati esteri illegali.
In particolare, le immediate attività investigative effettuate dai finanzieri hanno consentito di risalire ai detentori di tabacchi lavorati esteri di contrabbando e di individuare due siti ove veniva depositato l’illecito prodotto, in Grumo Nevano e Casoria. Contestualmente, sono state eseguite varie perquisizioni, che hanno permesso di rinvenire e sequestrare un quantitativo complessivo di tabacchi lavorati esteri pari a Kg. 1. 755. Le investigazioni hanno confermato come l’attività illecita del contrabbando di tabacchi lavorati esteri, in costante ripresa sul territorio, costituisca, nell’ambito delle attività illecite, uno dei settori più remunerativi

‘Il nuovo suona giovane 2018’ al Teatro Nuovo di Napoli per la sua seconda edizione

“Il Nuovo Suona Giovane 2018” al Teatro Nuovo di Napoli dal 13 gennaio alle ore 21.00. La seconda edizione della rassegna musicale per le giovani generazioni è presentata dal Teatro Pubblico Campano, diretto da Alfredo Balsamo, in collaborazione con Progetto Sonora, e nasce per dar corpo ed evidenza a svariati linguaggi musicali del nostro tempo.
La manifestazione si articola in quattro appuntamenti serali, tutti nel weekend, ogni mese fino ad aprile. Una delle caratteristiche della rassegna è la pluralità dei codici musicali, spingendosi da differenti ascendenze jazz e world music fino al cantautorato di respiro internazionale. L’intento è creare un ponte tra passato e presente, un legame fra tradizione e avanguardia, lezione del passato e ricerca sperimentale. Vari gli interpreti che si avvicenderanno sul palco del Teatro Nuovo, giovani strumentisti e compositori del panorama musicale partenopeo. Per l’appuntamento inaugurale il pubblico sarà chiamato a compiere una traversata per mare, sui vecchi transatlantici che solcavano l’oceano verso il Nuovo Mondo tra fine ‘800 e inizio ‘900, grazie alla coinvolgente miscela di ritmi e melodie de “La Terza Classe”, sintassi sonora della formazione partenopea composta da Pierpaolo Provenzano, voce e chitarra, Enrico Catanzariti, voce e rullante, Rolando Maraviglia, voce e contrabbasso, Corrado Ciervo, voce e violino, Alfredo D’Ecclesiis, armonica e voce e Michelangelo Bencivenga, banjo e voce.

Afragola, in manette il rapinatore del centro commerciale

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Afragola, rapinatore arrestato dalla polizia. Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Afragola hanno arrestato Vincenzo Di Nardo, di 34 anni, responsabile del reato di rapina. Ieri mattina in via Santa Maria la Nova nell’area parcheggio non custodito di un centro commerciale i poliziotti hanno notato un uomo scendere da un’autovettura coperto da un copricapo che si era avvicinato ad una coppia di anziani armato di taglierino. Pochi attimi ed il rapinatore solitario subito risaliva alla guida dell’auto per fuggire se non dopo essersi appropriato di una banconota da 20,00 euro. Gli agenti lo hanno inseguito e raggiunto prima che potesse allontanarsi dal parcheggio. Di Nardo è stato trovato in possesso sia del copricapo che del taglierino che sono stati sequestrati. Nel frattempo le anziane vittime si erano allontanate dal centro commerciale. Gli agenti hanno arrestato il rapinatore che è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Poggioreale.

Premio Raffaele Pezzuti all’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Domani presentazione del bando

Nell’Aula Magna dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli, sarà presentato domani, mercoledì 10 gennaio alle ore 11.30, il bando della Terza Edizione del Premio “Raffaele Pezzuti” per l’arte, che quest’anno ha come tema “Nuovi Luoghi”.
Istituito dal comune di Napoli in collaborazione con Anm, il premio nasce per consentire a giovani artisti emergenti di sperimentarsi e concorrere per vedere una propria opera esposta presso la Stazione della Metro “Vanvitelli”, accanto a quelle dei più grandi esponenti dell’Arte contemporanea. Alla presentazione parteciperà l’assessore ai Giovani, Alessandra Clemente, l’Amministratore unico di Anm, Ciro Maglione, il direttore dell’Accademia di Belle Arti, Giuseppe Gaeta, la professoressa Erminia Mitrano, che per l’Accademia segue i lavori della commissione di valutazione del Premio, l’ideatore del Premio, Marco Izzolino, il papà di Raffaele Pezzuti, a cui il premio è intitolato, Alfredo Pezzuti e il Presidente della Fondazione “Achille Scudieri” e Presidente di “Eccellenze Campane”, Paolo Scudieri, che quest’anno, grazie a una sinergia di intenti e di attività rivolte ai giovani nell’ambito delle arti e dell’artigianato, sponsorizza e promuove l’iniziativa. Il bando, la cui scadenza è fissata per il prossimo 28 febbraio, è pubblicato sul sito del Comune di Napoli www.comune.napoli.it

Verdi al Napoli?, l’agente: ‘Decide quando torna dalle vacanze’

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“Verdi al Napoli? Ci siamo presi una pausa di riflessione, appena torna dalle vacanze ci siederemo io e lui dinanzi ad un tavolo e decideremo”. Lo ha detto l’agente Donato Orgnoni a Kiss Kiss Napoli, confermando l’apertura del calciatore del Bologna al trasferimento in azzurro. Verdi ha preso alcuni giorni di vacanza nella sosta di campionato anche per decidere sul suo futuro, invertendo la rotta che era stata tracciata nei giorni di Natale, quando lo stesso manager del giocatore in un’intervista al Resto del Carlino aveva dichiarato: “Simone ha deciso di rimanere a Bologna, non si torna indietro”. Il pressing del Napoli starebbe avendo effetto su Verdi che si vedrebbe raddoppiare l’ingaggio e avrebbe avuto garanzie dal club azzurro di diventare il primo ricambio per l’attacco. Il Napoli ha offerto una base di venti milioni di euro al Bologna a cui si aggiungerebbero dei bonus.

Omicidio a Venezia fermato il presunto assassino: è un napoletano

Omicidio a Venezia: fermato presunto assassino: è un napoletano. Il presunto omicida si chiama Ciro Esposito, ha 50 anni ed e’ originario del napoletano. L’uomo, uno sbandato che viveva di espedienti, aveva occupato abusivamente a Venezia, a pochi passi da Piazzale Roma, un alloggio vicino da quello della vittima. Secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri, Ivano Gritti aveva bussato alla porta di Esposito per farsi aprire ma quest’ultimo, per tutta risposta, ha esploso due colpi di pistola, uno dei quali ha raggiunto la vittima in un occhio. Gritti abitava in una casa ereditata dalla madre e da tempo aveva stretto rapporti con il suo assassino. Esposito e’ stato arrestato il flagranza di reato per omicidio e porto abusivo d’arma. La vittima abitava alla Giudecca e conosceva bene il sospettato. Ivano Gritti, che avrebbe compiuto 48 anni fra 5 giorni, aveva alle spalle molti precedenti penali: il primo arresto ben 23 anni fa per una vicenda legata alla droga.

Castellammare: pizzo con smartphone, aggravante ‘mafiosa’ per Spagnuolo

Castellammare ‘pizzo’ con smartphone, arrestato ‘per metodo mafioso. Pagamento del ‘pizzo’ intimato con smartphone a Castellammare é ‘metodo mafioso’. L’aggravante e’ stata contestata a Vincenzo Spagnuolo il 33enne sottoposto a una misura di vigilanza, imparentato con personaggi legati al clan D’Alessandro, che il 19 dicembre si era presentato insieme al complice Emanuele Cioffi, un 18enne incensurato, al titolare di un bar della centralissima piazza Giovanni XXIII di Castellammare di Stabia, esibendo un cellulare e mostrando un sms: “vengo a nome di Scanzano, dammi 1.500 euro per i carcerati”. Scanzano e’ la roccaforte dei D’Alessandro di Castellammare, e quindi l’uomo si dichiarava un emissario del clan. Al rifiuto del barista, il 33enne si era appropriato dei soldi contenuti nella cassa, circa 200 euro, annunciando che sarebbe tornato il giorno dopo a prendere il resto. I carabinieri, intervenuti d’urgenza dopo una richiesta di aiuto al 112, avevano bloccato e sottoposto a controlli tutti i presenti, e l’uomo era stato trovato in possesso dei soldi appena presi dalla cassa. Il complice 18enne, invece, aveva un revolver a salve uguale a quelli veri infilato nella cintola dei pantaloni. I due erano stati arrestati in flagranza. Questa mattina i militari dell’Arma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli per concorso in estorsione aggravata dal metodo mafioso. Vincenzo Spagnuolo è il fratello di Nino detto ‘capastorta, uno dei reggenti della cosca di Castellammare.

Nino Spa­gnuolo, detto capastorta, uno dei ras del clan D’Alessandro era tornato in libertà a gennaio dello scorso anno dopo aver scontato un residuo di pena ad un anno, per deten­zione abusiva di arma da fuo­co. Spagnuolo fu trovato in possesso di una pistola 7.65 sulla sua scrivania nel corso di un controllo abituale della polizia. Spagnuolo era agli arresti domiciliari ma evidentemente si sentiva in pericolo. Personaggio noto alle cronache per la sua condotta violenta ma anche per le sue numerose evasioni come quella della fuga dal Tribunale di Gragnano durante un’udienza. Spagnuolo fu protagonista di un clamoroso e spettacolare agguato avvenuto sulla spiaggia di Vico Equense.

Era la notte di Ferragosto del 2012 quando Nino Spagnuolo riuscì a scampare alla raffica di colpi, esplosi da un sicario arrivato via mare su un gommone con motore silenziato durante la classica serata ferragostana sulla spiaggia. Era da poco sta­to scarcerato e in quell’estate era sempre in compagnia dei rampolli di Scanzano in disco­teche e locali della penisola sorrentina.  Spagnuolo rimase ferito in maniera non grave. Ora è tornato libero ma sempre in regime di sorvegliato speciale.

I cibi del benessere contro il cancro

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Il cancro è una piaga del nostro secolo, di sicuro non si cura con la sola alimentazione ma un’alimentazione giusta e alcuni cibi in particolare possono ridurre i rischi di insorgenza creando per esso un terreno sfavorevole in cui svilupparsi.

Il primo a parlare di alimentazione correlata al cancro è stato il Prof. Umberto Veronesi e precisò l’importanza del piatto unico, per evitare eccessi e dimenticanze garantendo all’organismo tutti i nutrienti di cui necessita. Il piatto ideale sarebbe composto da due terzi di alimenti vegetali. Basterà dividere idealmente il piatto in quattro parti:

-un quarto di frutta.
-un quarto di verdure.
-un quarto di cereali integrali.
-un quarto di proteine salutari.

Vediamo nel dettaglio quali sono i cibi del benessere contro il cancro. Altri approfondimenti interessanti sono presenti su passionebenessere.it .

Semi oleosi e frutta disidratata

Sono ricchi di proteine, vitamine, sali minerali, zuccheri, fibre, grassi saturi e polinsaturi. I loro benefici sono quelli di abbassare i livelli di colesterolo nel sangue, di ridurre le sindromi metaboliche, di agevolare il transito intestinale e diminuire lo stress.

Secondo recenti studi, consumare abitualmente frutta secca (per almeno cinque giorni a settimana) ridurrebbe della metà il rischio di malattie cardiovascolari. E’ importante non abusarne in termini di dosi, massimo trenta grammi al giorno.

Cereali integrali

Mai togliere pane e pasta dalla dieta, sono fondamentali. Ma è bene prediligere cereali integrali e, quindi, non raffinati. Il vantaggio dei cereali integrali è che saziano di più, hanno meno calorie e sono quindi più dietetici, riducono l’intolleranza al glucosio, i livelli ematici di colesterolo e controllano l’ipertensione.

Cibi senza glutine

Anche chi non è celiaco o intollerante al glutine può seguire una dieta gluten free. Basta sostituire il grano con grano saraceno (che controlla molto bene la glicemia), mais, riso (anche in questo caso è preferibile quello integrale), amaranto e quinoa.

Legumi

I legumi sono un agglomerato di proteine, vegetali e vitamine del gruppo B e C e contengono molto più ferro rispetto agli spinaci. Per evitare il gonfiore addominale conseguente all’assunzione di legumi, è bene abituare l’intestino iniziando con l’assunzione di lenticchie rosse e farina di ceci fino ad arrivare ai piselli.

Per rendere più digeribile la buccia dei legumi è consigliato aggiungere un pò di bicarbonato all’acqua di cottura. I legumi, ed in particolare i fagioli rossi, aiutano a prevenire anche rischi cardiovascolari.

Pesce azzurro

Secondo molti studi l’assunzione di pesce e quindi di omega-3 apporterebbe numerosi effetti benefici all’organismo riducendo malattie metaboliche e cardiovascolari. In generale, preferire carni bianche o pesce alla carne rossa.

Erbe aromatiche

Sarebbe un’abitudine salutare imparare a sistemare il cibo prima con le erbe aromatiche e successivamente con il sale, in modo da ridurre l’eccessivo consumo di quest’ultimo.

Erbe aromatiche come l’alloro hanno proprietà antidolorifiche e lenitive per i sintomi di bronchite e tosse. Il basilico, invece, ha proprietà diuretiche ed antisettiche mentre la menta ha proprietà curative contro l’insonnia ed i disturbi gastrointestinali. L’origano ed il rosmarino sono, infine, ottimi antiossidanti.

Frutta e verdura

Mangiare frutta e verdura deve entrare a far parte delle abitudini quotidiane, anche se la frutta è preferibile mangiarla lontano dai pasti. Grazie alla frutta si ha un apporto di carboidrati e liquidi mentre la verdura aiuta la regolarità intestinale.

Infine, i funghi hanno delle particolari proprietà benefiche tra cui la stimolazione del sistema immunitario e la riduzione del colesterolo ematico.

Alghe

Le alghe hanno una potente azione disintossicante ed, inoltre, proteggono dall’osteoporosi. Alcune particolari tipologia di alghe sono benefiche per la salute del fegato e riducono il gonfiore intestinale.

Germogli

I germogli non fanno parte della dieta della maggior parte delle persone ma sarebbe bene integrarli poiché sono ricchi di micronutrienti come:

-enzimi
-minerali
-proteine
-vitamine

I germogli, solo se consumati crudi, hanno un’azione ipoglicemizzante e, soprattutto, antitumorale. Da tenere a mente che, però, non tutti i germogli sono commestibili.

Sicuramente molti cibi appena citati fanno parte dell’alimentazione quotidiana di tutti mentre altri vanno, con il tempo, integrati cambiando le proprie abitudini. Ci vuole un pò di tempo ma se lo si fa per avere effetti benefici contro il cancro ne vale sicuramente la pena.

Arsenale trovato a casa di un incensurato nel Salernitano

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Arsenale trovato dalla Squadra Mobile di Salerno a casa di un incensurato. A casa dell’uomo oltre all’arsenale la polizia ha trovato anche droga. E’ finito in carcere con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di armi clandestine. Si tratta del 50enne T.F. incensurato di Pontecagnano Faiano. Nell’ambito di mirate attività di controllo del territorio disposte dal Questore della Provincia di Salerno durante l’ultimo ponte delle festività natalizie, personale della Polizia di Stato appartenente alla Squadra Mobile di Salerno ha effettuato numerosi controlli e perquisizioni domiciliari volte a contrastare il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti in città e provincia. In particolare, tra i risultati conseguiti, nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio, la Sezione Narcotici della Squadra Mobile ha tratto in arresto in flagranza di reato, T.F., 50enne incensurato, di Pontecagnano Faiano, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di armi clandestine. Infatti, durante la perquisizione presso la sua abitazione, T.F. è stato trovato in possesso di circa 42 chilogrammi di hashish e di 6 pistole di cui quattro semiautomatiche e 2 revolver, tutte complete del relativo munizionamento. Per tali fatti, T.F. è stato arrestato e condotto presso la locale casa circondariale di Fuorni a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Le armi sono state inviate alla scientifica che dovrà stabilire se sono state utilizzate in recenti fatti di sangue che si sono verificati nella zona di Salerno e provincia oppure utilizzate per commettere rapine o altri reati. Le indagini della polizia continuano per accertare eventuali legami dell’uomo con la criminalità organizzata. Gli investigatori vogliono anche capire chi era il fornitore della droga e se l’uomo la detenesse e la spacciasse in proprio (cosa poco probabile) oppure la spacciava per conto di qualche organizzazione criminale. Discorso analogo per le armi recuperate. E’ probabile che l’uomo le custodisse in cambio di soldi per conto di qualcuno. E proprio a questo qualcuno che gli investigatori vogliono arrivare.

Camorra, colpo al clan Vigilia: sei arresti. IL VIDEO

Camorra a Soccavo: alle prime luci del giorno la Squadra Mobile di Napoli, con la collaborazione del Commissariato di P.S. San Paolo, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice distrettuale per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di sei soggetti, VIGILIA Pasquale, cl. ’88, MONACO Cristian, cl. ’92, TESTA Luigi, cl. 89, ALLEGRETTI Francesco, cl. ’75, DIVANO Antonio, cl. ’61, MAZZIOTTI Giuseppe, cl. ’87. appartenenti al clan Vigilia di Soccavo, ritenuti responsabili di estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Le indagini, coordinate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, hanno documentato più condotte estorsive poste in essere dal gruppo malavitoso facente capo al  al boss della camorra del quartiere Soccavo, VIGILIA Pasquale, perpetrate ai danni dei titolari di una ditta di panificazione del Quartiere Soccavo.




Da circa due anni le parti offese subivano continue vessazioni e tentativi di estorsione da parte del gruppo di camorra, operante in zona Soccavo, culminati, dopo che gli imprenditori si erano rifiutati di consegnare l’ennesima tangente, nella minaccia di far esplodere i punti vendita aziendali. Dall’attività investigativa svolta emergeva che l’attività imprenditoriale suddetta, a far data dal settembre 2015 e fino al giugno 2017, veniva sottoposta a continui tartassamenti connotati da gravi minacce ed atteggiamenti di chiara metodologia camorristica. La vicenda ben si inquadra in un modello estorsivo “classico”, volto essenzialmente alla percezione di somme di denaro da parte delle vittime cadenzate nel tempo, secondo i canoni classici della criminalità organizzata.

La zona di insediamento dell’attività imprenditoriale vessata e quella di predominanza del gruppo criminale di riferimento sono sovrapponibili, tant’è che quasi tutti gli autori delle condotte vessatorie rientravano pienamente nella loro sfera di conoscenza. L’aver ceduto alla prima richiesta di “pizzo” nel settembre del 2015 di euro 1800 ha dato la stura alle successive vessazioni, caratterizzate da continui atti intimidatori nei confronti delle parti offese avvenuti presso le loro abitazioni, per le strade del medesimo quartiere e nei loro punti vendita.

Napoli, Vittorio Pacifico è irreperibile dopo la stesa sotto la sua abitazione

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Vittorio Pacifico il pregiudicato 47enne legato al clan Mazzarella è irreperibile. La scorsa settimana nei pressi della sua abitazione nella zona di piazza Mercato c’è stata una stesa di camorra da parte degli avversari del clan Rinaldi di san Giovanni a Teduccio. Gli investigatori avrebbero voluto ascoltarlo per capire qualcosa in più rispetto ai suoi ultimi contatti e movimenti ma Pacifico ha preferito tagliare la corda. Non perché ci fosse qualche provvedimento a suo carico ma già per il fatto di essere entrato nel mirino dei Rinaldi lo hanno indotto a lasciare la sua abitazione per cercare riparo e tranquillità altrove. Ma soprattutto capire chi ce l’ha con lui e perchè. Ma secondo gli investigatori la spiegazione è da ricercare nella furiosa guerra che da mesi sta interessando la zona orientale di Napoli a partire da San Giovanni a Teduccio e passando per le Case Nuove e Piazza Mercato arrivata fino al mercato della Maddalena e a Forcella e che vede coinvolti appunto i Mazzarella da una parte ( al quale Pacifico, ex del clan Sarno è legato) e gli alleati e dall’altra i Rinaldi del rione Villa con le cosche vicine.

L’ultimo arresto di Vittorio Pacifico risale al gennaio del 2013 quando fu arrestato dai carabinieri che lo sopresero ad Ercolano nel corso di un summit insieme con il fratello Gianfranco e due giovani pregiudicati: Luigi Pisani e Gennaro Spagnoli. Fu recuperata una pistola e alcune fondine di pistola. Noto trafficante di droga insieme con il fratello era stato arrestato il 18 febbraio 2008 in un’operazione denominata “Drugs market” in un blitz in provincia di Taranto. Con i due fratelli finirono in carcere il boss  Vincenzo Balzo, soprannominato “Sceriffo kid”, Cataldo Sebastio, di 31 anni, e  Luigi Guarini, di 42 anni. dalle indagini era emerso che i due  sodalizi criminali dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti . Uno faceva capo a Mario Rosario D´Elia, di 35 anni, nato a Taranto e residente a Palagianello, che avrebbe spacciato ingenti quantitativi di eroina, cocaina e metadone nei comuni di Taranto e Palagiano; l´altro invece faceva riferimento a Luigi Guarini, di 41 anni, di Taranto, che avrebbe gestito un lucroso giro di cocaina fra Taranto e Massafra.

Durante le conversazioni, gli indagati legati al gruppo di D´Elia utilizzavano un linguaggio in codice per fare riferimento ai luoghi del taglio e confezionamento, ai luoghi della vendita, alla quantita´ e ai prezzi delle sostanze stupefacenti: ´vino nuovo´, ´vecchio o nero´ stava per eroina, ´vino bianco´ oppure ´olio´ per cocaina, bottiglie o sciroppo per metadone.D´Elia, secondo quanto emerge dall´ordinanza di custodia cautelare, si approvvigionava della droga da Vincenzo Balzo, detto ´Sceriffo kid´, 28 anni, di Taranto; da Cataldo Sebastio, di 30 anni, di Taranto; e da Maria Potenza, di 21 anni, di Taranto. Il gruppo vicino a Luigi Guarini, che si riforniva di droga dal napoletano tramite Vittorio Pacifico e Gianfranco Pacifico, nelle conversazioni telefoniche faceva riferimento al ´caffe´´, al ´panzerotto´ o al ´cervello pieno´ per indicare la sostanza stupefacente e ai ´lacci´ per indicare il prezzo della rifornitura. Guarini, indicato nell´ordinanza come fornitore-grossista, aveva referenti a Napoli e Cattolica. Ma la droga veniva spacciata anche nel nord Italia tramite Bruno Lazzarini, di 68 anni, di Roma, che aveva il ruolo di ´referente-finanziatore´.

Maltempo: nave merci si incaglia nel porto di Casamicciola

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Maltempo: nave merci si incaglia nel porto di Casamicciola.All’alba ispezioni dei subacquei per verifiche allo scafo.

Una nave merci a causa del maltempo si e’ incagliata all’uscita del porto di Casamicciola.Il “Giuseppina Prima” della compagnia di navigazione Traspemar, intorno alle 4 del mattino, durante la manovra di uscita a causa di forti raffiche di vento da sud, si e’ parzialmente incagliato sul fondale sabbioso a ridosso del molo di sopraflutto, a circa 6 metri dal limitrofo banchinamento.

A bordo c’erano l’equipaggio e alcuni trasportatori.L’unita’ e’ ora in sicurezza e ormeggiata lateralmente con dei cavi di ormeggio.

Le operazioni commerciali in porto sono regolari, fa sapere il Tenente di Vascello Alessio De Angelis, comandante della Guardia Costiera.Alle prime luci dell’alba sono state fatte delle immersioni subacquee per verificare lo stato dello scafo e da tali immersioni non risultano danni e pericoli di alcun genere.

Sono in corso le operazioni di disincaglio che potrebbero interessare anche un’altra unita’ navale in appoggio, questo compatibilmente con le condizioni meteo marine in atto.

Orologi donna, é boom di vendite: il mercato degli orologi vince con l’ecommerce

Con il 2017 da poco passato, ed è dunque tempo di bilanci per i mercati italiani ed esteri. Gli orologi donna hanno contribuito sostanzialmente e nettamente alla crescita del mercato italiano della vendita di orologi. Questo trend di crescita si affianca ad un altro elemento positivo, ovvero la crescita esponenziale della vendita di orologi online ovvero sulle piattaforme di ecommerce. Nel 2015, gli ecommerce movimentavano le vendite con il 14% a valore, per passare nel 2016 a ben il 25% del mercato italiano, come riportato da Assorologi. E’ facile aspettarsi che questo dato sarà confermato anche per il 2018, considerando i dati raccolti per trimestre.

Sempre secondo quanto sostenuto da Assorologi gli orologi donna hanno raggiunto il 44% delle vendite a quantità ed il 41% a valore. Crescita questa a discapito degli orologi uomo che dal 48% di vendite a quantità sono crollati al 44%.
Sempre più donne considerano l’orologio un must have del proprio outfit. L’orologio da polso fino a qualche anno fa era un accessorio che faceva gola maggiormente agli uomini: sarà perché é uno dei pochi accessori fra i quali poter caratterizzare il proprio stile, al contrario delle donne che possono spaziare in jwellery di tutti i tipi.
Oggi, l’orologio é uno staus symbol tanto per li uomini che per le donne e proprio queste ultime stanno dimostrando da customers tutto il loro interesse. Indossare un orologio donna può essere simbolo di determinazione ed indipendenza, caratteristiche che oggi le donne dimostrano con le proprie capacità e con il proprio modo di essere.

Come scelgono il proprio acquisto le donne? Design e prezzo si confermano le principali motivazioni per la decisione. Sempre più donne (ma anche uomini) sono disposti a spendere di più per accessori di lusso come l’orologio; insomma, la qualità si paga e sembra che gli italiani lo stiano capendo. Nel settore degli orologi dunque é stata già da tempo abbandonata la la logica del basso prezzo rinunciando alla qualità. Chi compra un orologio sa che acquista un pezzo di alta gioielleria, un accessorio che dura nel tempo. Per questo, si é maggiormente disposti a spendere qualche euro in più (la spesa media calcolata si aggira intorno ai 200 euro ad acquisto), purché vi sia garanzia di qualità.

Altro dato positivo sono le intenzioni di acquisto che ci confermano che dopo il primo acquisto, i consumatori sono più propensi ad affettuarne un secondo. Questo andamento ci conferma ancora una volta che nell’immaginario dei consumatori un bene di lusso come l’orologio da polso é molto più che un semplice accessorio: é un acquisto importante, un simbolo su cui debba riflettersi la propria personalità, un segno distintivo

Un dato altrettanto favorevole é quello relativo alla vendita di orologi donna in ecommerce. I brand più importanti ed ormai anche quelli di nicchia, stanno assaggiando le occasioni di business che possono cogliere online attraverso le piattaforme di ecommerce. Gli ecommerce di orologi si dividono in siti brandizzati oppure piattaforme che rivendono svariate collezione dei brand.

A contribuire a questa positivissima dinamica di mercato negli orologi donna é stato sicuramente il nuovo panorama della comunicazione e della pubblicità. Con l’avvento della Digital Adv e dei Social Media, la comunicazione del prodotto é cambiata totalmente ed i brand produttori e rivenditori di orologi donna e uomo ricercano il proprio target proprio online. Il supporto degli influencer marketing e brand ambassador é una delle chiavi di successo che stanno spingendo il prodotto verso il consumatore: Raz Degan per citarne uno del mercato italiano, ma anche star del panorama internazionale come Shawn Mendes (con 23 milioni di follower su instagram). Questi testimonial attraverso il loro canale social condividono immagini del prodotto contestualizzato alla loro quotidianietà, innescando un turbinio di sentimenti nei consumatori e consumatrici.

Salerno, è uscito dal coma il bambino che ha ingerito l’hashish

Ingoia un pezzetto di hasish e finisce in coma, migliorano le condizioni del piccolo di 15 mesi

E’ uscito dal coma il piccolo di 15 mesi ricoverato da venerdì notte dopo aver ingoiato un pezzetto di hashish che il papà aveva lasciato sul tavolo della cucina. Le buone notizie sono arrivate ieri mattina quando i medici hanno sciolto la prognosi e traferito il piccolo dalla Rianimazione alla Pediatria. Ancora qualche giorno di ricovero e il bimbo potrà tornare a casa. Intanto sul caso lavorano anche i servizi sociali di Salerno che stanno cercando di far luce sulla famiglia del piccolo e del loro stile di vita perché l’episodio avvenuto la scorsa settimana è molto grave ed avrebbe potuto avere conseguenze peggiori. La Procura intanto ha aperto un fascicolo. Le accuse rivolte al padre sono quelle di lesioni personali e abbandono di minore. Al momento questi capi di imputazioni sono provvisori, solo le relazioni dei carabinieri e assistenti sociali, accompagnate dal referto dei medici, potranno disporre eventualmente nuovi capi di imputazione e decidere se allargare l’inchiesta anche alla madre qualora si accertasse che la stessa era a conoscenza di ciò che stava facendo il marito.

Le contestazioni rivolte al papà del piccolo, lesioni personale aggravate e abbandono di minore, sono al momento soltanto provvisorie. Sarà il nuovo magistrato assegnatario dell’inchiesta, dopo aver letto le relazioni dei carabinieri e dei servizi sociali, a disporre eventualmente un nuovo capo di imputazione, confermare quello iniziale e decidere se chiudere l’inchiesta o, eventualmente, allargarla anche alla madre qualora si accertasse che la stessa era a conoscenza di ciò che stava facendo il marito.
L’esito della vicenda giudiziaria, comunque, dipenderà anche da ciò che stabiliranno i medici, relativamente alla prognosi del piccino, una volta che lo stesso verrà dimesso. Intanto il padre del piccolo si è affidato alle cure di un legale di fiducia, l’avvocato Arturo Della Monica.
E se questo potrebbe essere l’iter seguito dalla procura ordinaria per quanto attiene alla posizione del padre, colpevole di aver lasciato la droga incustodita sul tavolo della cucina e di aver perso di vista il più piccolo dei suoi tre figli, sul caso sta in queste ore lavorando anche il sostituto Antonella Ciccarella della procura dei Minori per cercare di capire se affidare il piccolo di quindici mesi, ed eventualmente i suoi due fratellini, alla sola madre o addirittura sottrarli ad entrambi in attesa che vengano chiariti tutti i passaggi della storia. Soltanto lo scorso settembre, a Legnano in provincia di Milano, una bimba della stessa età del piccolo salernitano anche lei giunta in ospedale per intossicazione da hashish, fu sottratta ai genitori e affidata all’ospedale in attesa di una decisione da parte del tribunale dei Minori.

Napoli, 260mila prodotti non sicuri sequestrati dalla Finanza

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Napoli, la Guardia di Finanza ha sequestrato in diversi interventi oltre 260.000 pezzi tra giocattoli, dolciumi ed altri articoli non sicuri, data la mancanza del marchio “ce”. In particolare, in un primo intervento, i finanzieri hanno sequestrato quasi 200 mila giocattoli: auto radiocomandate (anche recanti le effigi ed i colori della gdf), bambole, personaggi walt disney, nonche’ lavagnette, telefonini e strumenti musicali. In un secondo intervento in improvvisate bancarelle di dolciumi sul territorio provinciale ed in alcune zone cittadine, sono stati sequestrati oltre 60.000 prodotti tra giocattoli, dolciumi ed articoli non sicuri. Inoltre, e’ stato controllato anche il regolare rilascio di scontrini/ricevute fiscali, riscontrando che oltre il 70% e’ risultato irregolare. Tre persone sono state denunciate, mentre per altre 7 persone si e’ provveduto alla segnalazione amministrativa. L’operazione della Guardia di Finanza di Napoli si inserisce nel quadro dei controlli sul territorio che sono stati incrementati a ridosso delle appena trascorse festività natalizie e che ha portato ad importanti risultati.

In particolare, in un primo intervento, il gruppo pronto impiego di Napoli ha sequestrato quasi 200mila giocattoli: auto radiocomandate (anche recanti le effigi ed i colori della gdf), bambole, personaggi Walt Disney, nonché lavagnette, telefonini e strumenti musicali. Tra gli articoli sequestrati, c’erano anche quelli già oggetto di un decreto di ritiro dal mercato disposto dal ministero della Salute, perché contenenti pericolose materie plastiche ed elementi chimici in quantitativi superiori a quelli previsti dalla normativa.In un secondo intervento, attuato dal I gruppo di Napoli, i finanzieri, anche attraverso il contrasto del fenomeno della vendita eseguita da improvvisate bancarelle di dolciumi ubicate sul territorio provinciale ed in alcune zone cittadine, hanno sequestrato oltre 60.000 prodotti tra giocattoli, dolciumi e articoli non sicuri. Inoltre, è stato controllato anche il regolare rilascio di scontrini/ricevute fiscali, riscontrando che oltre il 70% è risultato irregolare.

Scafati, ladri a scuola: rubati pc, proiettori e chitarre

Rubano computer e materiale elettronico dalla scuola, i carabinieri di Scafati cercano la banda dei furti

Scafati. Il personale della scuola “Samuele Falco” ieri, alla riapertura, ha fatto una triste scoperta. Durante le festività natalizie sono stati rubati computer, proiettori e chitarre elettriche utilizzate dagli studenti per i corsi di musica. Un bottino dal valore di circa 20mila euro secondo le prime stime fatte dalle forze dell’ordine. I malviventi secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Scafati hanno avuto tutto il tempo per entrare nella scuola, mettere a soqquadro le diverse aule dell’edificio e rubare tutto ciò che poteva essere rivendibile sul mercato dell’usato. Secondo i primi rilievi, i malviventi, almeno due, non hanno avuto alcuna difficoltà ad accedere da una finestra di un’aula al piano rialzato, rubando sedici computer dal laboratorio di informatica, proiettori e chitarre elettriche utilizzate dagli studenti per i corsi di musica. Tutto questo materiale è stato acquistato con i fondi Comunitari. L’edificio scolastico non è dotato di un sistema di allarme né di un impianto di videosorveglianza. I carabinieri non escludono possano trattarsi di malviventi che abbiano già messo a segno un colpo nella stessa scuola dopo Natale.

Nikita, l’ex killer ‘dissociata’ denunciata per rissa

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Nikita, per l’anagrafe Cristina Pinto, 47 anni di Pozzuoli, torna a far parlare di se. Ieri è salita nuovamente alla ribalta della cronaca per aver partecipato a Pianura a una rissa in strada, ancora da ricostruire nei dettagli. Con lei sono state denunciate altre 5 persone, tra cui la sorella e un uomo che guidava la macchina con le due donne all’interno. I tre sarebbero entrati in contrasto intorno alle 15 di ieri, per gli strascichi un incidente stradale avvenuto in mattinata, in via Prima Levi con un 26enne, il fratello 27enne di quest’ultimo e un passante che cercava di mettere pace e si è trovato coinvolto nella zuffa.




Ma qualche parola pronunciata non deve essere stata gradita, tant’è che nel primo pomeriggio,  come ricostruisce Il Roma, mentre camminava nei pressi dell’ abitazione, è stato affiancato da un’auto con a bordo “Nikita”, la sorella di 37 anni e un loro amico. E’ scoppiato un violento diverbio e in difesa del giovane sono accorsi il fratello e un passante. A riportare la peggio è stato proprio il 26enne (15 giorni per una lussazione alla spalla) e la sorella di Cristina Pinto (7 giorni per contusioni varie). Poi sono arrivate le volanti della polizia, con le vetture del commissariato locale e del Reparto prevenzione crimine Campania che hanno riportato la calma e hanno denunciato tutti.Cristina Pinto, che ha una gamba ingessata e si aiuta con le stampelle per camminare, ebbe nel 2016 il suo momento di gloria partecipando al docu-film di Sky “Camorriste” in cui si è raccontata. Non si è mai pentita, ma ha dichiarato di essersi dissociata per poter ricominciare a vivere. Oggi ha un lavoro e si definisce una “pescatora”.Cristina Pinto, detta ‘Nikita’ per la sua abilità con le armi. Entra a fare parte del clan Perrella, e si trasforma nella guardia del capoclan Mario Perrella.

Partecipa a molte sparatorie e scorrerie. Poi viene arrestata. Sconta vent’anni di carcere, e torna in libertà.  Nei mesi scorsi fu protagonista di una furiosa polemica partecipando  alla presentazione della seconda stagione di ‘Camorriste’ alla Festa del Cinema di Roma, durante un evento speciale di Alice nella Città, la sezione parallela e autonoma della Festa.  Nell’incontro con le scuole di Roma, dichiarò di ”non essere pentita, ma di dissociarsi dal suo passato”.  Quando le fu chiesto cosa pensa dello Stato rispose: ”mi avvalgo della facoltà di non rispondere”. La gente abbandonò la sala e da una polemica per giorni sui social e sui quotidiani nazionali.

 

 

 

Ragazzina molestata nel parco: è caccia all’orco nell’Avellinese

Ragazzina 12enne molestata nel parco, i carabinieri cercano l’orco

Ragazzina avvicinata e toccata nelle parti intime da uno sconosciuto. E’ quanto ha raccontato una 12enne ai familiari che hanno deciso di sporgere denuncia ai carabinieri. La piccola di 14 anni, secondo quanto è emerso nel suo racconto,  è stata avvicinata nella villetta comunale mentre tornava a casa dopo impegni extrascolastici. Erano da poco trascorse le 19 quando la giovane è stata avvicinata da un uomo, probabilmente un 30enne, che le ha rivolto dei complimenti, portandola con la forza in un luogo appartato. L’uomo ha poi iniziato a toccarle le parti intime.  Fortunatamente la ragazzina è riuscita a scappare e raggiungere casa e raccontare tutto. I genitori immediatamente  hanno sporto denuncia ai carabinieri che stanno cercando di individuare chi si è macchiato di questo reato odioso. Ad ora non sarebbero emersi importanti elementi per individuare il molestatore, salvo la dichiarazione di un ragazzo che ha visto un uomo allontanarsi a bordo di un’automobile scura nelle stesse ore in cui avveniva la violenza. Un dettaglio inutile. La ragazzina però ha fornito un identikit su cui lavorano i militari.




Secondo quanto la bambina ha raccontato  ai familiari, mentre ripercorreva la strada verso casa da sola costeggiando la zona della villetta è stata avvicinata da un uomo dall’apparente età di trenta anni che le ha rivolto dei complimenti. Qualche battuta per accattivarsi le simpatie della ragazzina, poi la trappola: lo sconosciuto, ha raccontato la dodicenne, l’ha portata con la forza in un luogo appartato e l’ha toccata nelle parti intime. Attimi di terrore, pochi minuti di un incubo da cui è riuscita a scappare divincolandosi e trovando infine rifugio tra le mura domestiche.
Sono stati i genitori ad accorgersi che qualcosa nella loro bambina non andava e dopo una serie di domande accorte e mirate la piccola ha raccontato la tremenda avventura.
Al padre ed alla madre sono bastati pochi minuti per decidere di rivolgersi ai carabinieri e di sporgere denuncia. Con delicatezza e tatto, i militari della compagnia di Baiano hanno ascoltato la testimonianza della teenager di Mugnano ed avviato le indagini. Trattandosi di una ragazza con meno di quattordici anni si procede per violenza sessuale.

Questi fantasmi!, per la regia di Marco Tullio Giordana, al Teatro Bellini di Napoli

Questi fantasmi! di Eduardo De Filippo, da questa sera 9 gennaio e fino al 21 – poi in tournée fino al 22 aprile – diretto da Marco Tullio Giordana con Carolina Rosi e Gianfelice Imparato. Dopo circa un anno dalla prematura scomparsa di Luca De Filippo, avvenuta il 27 novembre del 2015, la Elledieffe, compagnia teatrale oggi diretta da Carolina Rosi, metteva in scena con la regia di Marco Tullio Giordana il capolavoro eduardiano Questi fantasmi!.
“Un debutto che è stato molto importante per la compagnia – spiega Carolina Rosi – per tante ragioni. Sintesi di un lavoro che ci ha portato ad avviare percorsi artistici condivisi e che oggi, nel rigoroso segno di Luca, continua a rappresentare e proteggere l’immenso patrimonio culturale di una delle più antiche famiglie della tradizione teatrale italiana”.
Un debutto significativo e fortunato, quello di Questi fantasmi!, a settant’anni dalla sua prima rappresentazione – avvenuta il 7 gennaio 1946 al Teatro Eliseo di Roma -, in un’edizione affidata a uno dei più rigorosi e autorevoli registi italiani.
IL cast tiene insieme più generazioni di attori: Gianfelice Imparato, nel ruolo di Pasquale Lojacono, affiancato da Carolina Rosi (Maria, la moglie) e da Nicola Di Pinto, Massimo De Matteo, Giovanni Allocca, Paola Fulciniti, Gianni Cannavacciuolo, fino ai giovanissimi Federica Altamura, Andrea Cioffi, Viola Forestiero. La scenografia e le luci sono di Gianni Carluccio, i costumi di Francesca Livia Sartori, le musiche di Andrea Farri.
”Eduardo è uno dei nostri grandi monumenti del ‘900 – sottolinea il regista Marco Tullio Giordana – conosciuto e rappresentato, insieme a Pirandello, nei teatri di tutto il mondo. Grandezza che non è sbiadita col tempo, non vale solo come testimone di un’epoca. Al contrario – prosegue – l’attualità di un testo come Questi fantasmi! è per me addirittura sconcertante. Emerge dal testo non solo la Napoli grandiosa e miserabile del dopoguerra, la vita grama, la presenza liberatrice/dominatrice degli Alleati, ma anche un sentimento che ritrovo intatto in questo tempo, un dolore che non ha mai abbandonato la città e insieme il suo controcanto gioioso, quello che Ungaretti chiamerebbe l’allegria del naufragio”.

What do you want? Spettacolo scritto e diretto da Stefano Scognamiglio all’Elicantropo di Napoli

Alle ore 21.00 di giovedì 11 gennaio e con repliche fino a domenica 14, debutterà al Teatro Elicantropo di Napoli, “What do you want?”. Spettacolo scritto e diretto da Stefano Scognamiglio, che vedrà in scena Florence Omorogeva, Becky Collins, Jennifer Omigie, Tessy Akiado Igiba, Osman Nuhu, Israel Emovon, Ibrahim Diallo, Wadud Husseini. Otto attori di cui quattro uomini – appartenenti al Servizio protezione richiedenti asilo rifugiati – e quattro donne, tutti provenienti dall’Africa occidentale, per una commedia dolce e amara che racconta frammenti di vita vissuta e sognata. Il testo è stato scritto nel corso di un laboratorio teatrale presso il centro sociale Ex Canapificio di Caserta, ed è stato cucito su ciascun interprete, con una incidenza di pidgin english con incursioni di benin e esan nigeriani, twi ghanese e walof’ senegalese.
“La scrittura scenica che avevo in mente – ha raccontato il regista – si è sviluppata, volta per volta. Con loro il risultato è un lavoro non tradizionale, giacché non esiste una trama definita, piuttosto si procede per immagini e suggestioni, per frammenti di vita vissuta e di vita un po’ sognata. Nonostante l’assenza di un nucleo narrativo definitivo, c’è un piano di immanenza emotivo comune, che scaturisce dai singoli racconti di ognuno di loro”. Poco spazio, dunque, alla narrazione tradizionale in What do you want?, a vantaggio della storia dei protagonisti. L’esperienza personale viene mescolata con quella altrui e distillata per la scena, nei gesti, nei suoni.