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La Cassazione: “Arrestate l’ex sindaco Aliberti e i due Ridosso”

Scafati. Scambio politico mafioso: rigettato il ricorso della difesa di Aliberti, Luigi Ridosso e Gennaro Ridosso. La Corte di Cassazione accoglie la tesi della Procura antimafia di Salerno e dispone gli arresti per l’ex sindaco e per i due pregiudicati del clan.
Per l’ex primo cittadino di Scafati è stata disposta la misura cautelare in carcere così come stabilito dal Tribunale del Riesame a settembre scorso, stessa sorte per Luigi Ridosso, già detenuto per altra causa. Arresti domiciliari, invece, per Gennaro Ridosso per il quale il Tribunale del Riesame aveva parzialmente riformato la prima decisione dopo il rinvio della Corte di Cassazione.

Rosaria Federico

Il baby calciatore ha aperto gli occhi, ma resta sempre in coma

“Il ragazzo ha aperto gli occhi, è vero, ma è ancora in coma. Questa è la condizione del coma vigile.Stiamo vivendo una fase di miglioramento, ma non ancora importante. Per ora, non registriamo reazioni intense alla riduzione della sedazione (cosa positiva). Ciò che conta è che il paziente respira autonomamente. Ci sono reazioni spontanee agli stimoli, ma siamo ancora lontani dalle risposte finalizzate agli stimoli esterni. Manteniamo dunque una condizione di equilibrio”- E’ un’altra notizia positiva che riguarda Luigi Pellegrino, il baby calciatore di parete in provincia di Caserta colpito da una pallottola vagante alla vigilia di Natale mentre transitava sul corso principale del paese insieme con un cugino e un amico. Le ha riferite Brunello Pezza, il responsabile del reparto di Rianimazione dell’ospedale di Caserta all’edizione di Caserta de Il Mattino. Sono segnali positivi sicuramente che danno speranza ai genitori e agli altri familiari che da un mese esatto in pratica stanno vivendo la loro vita nell’ospedale accanto a Luigi con la speranza che il ragazzo si svegli del tutto dal coma. Intanto le indagini per risalire ai colpevoli o al colpevole vanno avanti. I carabinieri stanno continuando insieme agli esperti il lavoro balistico ma soprattutto la certosina e complicata ricerca di tutte le persone che nell’immediatezza dell’orario degli spari avevano agganciato con la propria cella telefonica il ripetitore della telefonia mobile che si trova nel campo di via Vicinale da dove sarebbero partiti i colpi. Le indagini sono partite da Vincenzo Russo, titolare di un’agenzia di onoranze funebri a Parete. È lui il proprietario del terreno incolto di via Vicinale Vecchia da sarebbe partito il colpo che ha attraversato il cervello del baby calciatore. È stato interrogato per due volte e ha subito due perquisizioni: il 25 e il 31 dicembre 2017. Via Vicinale Vecchia è, infatti, la strada parallela a via Vittorio Emanuele, il corso dove Luigi è stato raggiunto da un proiettile.  Gli inquirenti hanno individuato la traiettoria del colpo di pistola esploso, probabilmente, dal terreno di Russo, a un passo dal confine con Lusciano. Proprio lì è stato installato, qualche anno fa, un ripetitore di telefonia mobile; subito dietro c’è un fondo con degli alberi che «sfocia» nel territorio di Lusciano. Stando al perito tecnico Claudio De Matthaeis, nominato dalla Procura di Napoli nord, il proiettile avrebbe seguito la traiettoria del “tiro utile”, scelto dal pistolero, che quel giorno probabilmente ha deciso di provare la sua pistola, per circa cinquanta metri, mentre per 800 metri avrebbe seguito la strada della “gittata”, in discesa. Ed ecco tracciato il percorso del proiettile. Ora, gli inquirenti, stanno cercando di chiudere il cerchio utilizzando le celle telefoniche. I carabinieri hanno stilato l’elenco di tutti i titolari dei numeri telefonici che nel raggio di cento metri si trovavano nei pressi del campo di via Vicinale. In questa lista c’è anche il nome di colui che ha fatto fuoco. Gli inquirenti, però, non abbandonano la pista dell’auto in corsa su via Vittorio Emanuele: è stato di nuovo visionato il video fornito dal titolare del bar Centrale, alla ricerca di qualche particolare in più.

 

 

I pentiti, ‘Moccia minacciò Cesarano: ti distruggo la famiglia e pure i bambini nelle culle’

Boss contro boss: minacce di morte contro minacce di morte. E’ quanto emerge dalle 736 pagine dell’ordinanza di cstordia cautelare che ieri ha colpito il clan Moccia. Un particolare inedito, raccontato dai pentiti, e che riguarda due boss del claibro di Angelo Moccia e Ferdinando Cesarano alleati e nel vertice di quella che negli anno Ottanta e Novanta è stata la cupola della Nuova Famiglia. Angelo Moccia infatti intervenne nei confronti del boss Ferdinando Cesarano alias Nanduccio ‘e Ponte Persica (capozona di Pompei e Castellammare di Stabia, nonché membro del direttivo della Nuova Famiglia) a tutela del nucieo familiare del capozona di Poggiomarino e dintorni, Rosario Giugliano alias o Minorenne. Scrive il gip nell’ordinanza: “… dalle convergenti dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Scafuto Salvatore, Zaccaro Antonio e Contaldo Sandro emerge infatti che il predetto Cesarano, a seguito della scelta “dissociativa” intrapresa da Moccia Angelo, ne aveva aspramente biasimato il comportamento definendolo un “infame”, il che aveva scatenato la reazione del Giugliano il quale, per difendere “l’onore” dell’odierno indagato, aveva malmenato il predetto Cesarano nel corso di un’udienza in Tribunale~ quest’ultimo, per vendicarsi, aveva allora pensato di far uccidere il nucleo fàmiliare del “minorenne”, ma il Moccia, venuto a conoscenza di tale proposito, gli aveva inviato dal carcere un’imbasciata con la quale gli aveva intimato di astenersi, aggiungendo che, in caso contrario,  avrebbe sterminato tutta la sua stirpe (“se tocchi la famiglia del minorenne, vi distruggo perfino i bambini nella culla”); il Cesarano, stante la supremazia militare dei Moccia, aveva obbedito”.
Ecco cosa ha risposto L’ex reggente del clan Moccia , Salvatore Scafuto in data 20 novembre 2015 su una domanda del pm della Dda a proposito di Rosario Giugliano ‘ o minorenne.
“…ne ho sentito sempre parlare da parte dei fratelli Moccia. In particolare me ne parlava Angelo Moccia durante i processi allorchè era già dissociato e ci vedevamo nei processi. Mi disse che Rosario voleva bene a Moccia, ed all’ epoca era considerato al mio pari. Quando Angelo si dissociò, altri sodali del clan Alfieri erano contrari e fra questi Cesarano Ferdinando lo accusò di essere infame e quasi un pentito. A questo punto Rosario autonomamente picchio’ Cesarano Ferdinando un  processo. Questo fatto me lo hanno raccontato tutti i fratelli. Per questo lo hanno sempre aiutato economicamente. So che era uno importante nella zona vesuviana e ora che ora è uscito. Però più recentemente non ho saputo altre cose. Anche Marzio Sepe nel 1990 a Poggioreale mi parlò del suo rapporto con questo Rosario e di come Angelo Moccia fosse legato a questi”.
Anche l’altro pentito Salvatore Zaccaro in data 14. novembre 2013 ha parlato di questa vicenda: “…Ci fu però un episodio in carcere molto eclatante noto a tutti noi malavitosi e di cui io sapevo da altri e ebbi la curiosità poi di chiedere notizie direttamente ad Angelo, e cioè il famoso litigio in carcere con Ferdinando Cesarano. Mi disse Angelo che in un primo momento Gaetano Cesarano (fratello di Ferdinando ndr) aveva anche condiviso la scelta di Angelo, invece Ferdinando lo chiamava infame; allora un affiliato di Alfieri, come lo era Angelo che
era uno di Alfieri, picchiò Ferdinando Cesarano in aula durante un processo a Napoli per vendicare questo affronto. Non ricordo ora il nome, ma anche lui aveva molti omicidi a suo carico e anche lui si è dissociato; Angelo Moccia fece discussione anche con Eduardo Contini perché Contini difendeva Ferdinando Cesarano. Il progetto di Angelo era una dissociazione diciamo così “a metà” cioè fatta per avere un cumulo di pene favorevole. Avendo egli commesso decine e decine di omicidi si fece il calcolo che prima o poi questi reati sarebbero stati scoperti e lui avrebbe dovuto pagarli con più di un ergastolo, invece ammettendoli avrebbe evitato l’ergastolo. Quello che era importante era però che non doveva raccontare tutto, cioè doveva accusarsi solo gli omicidi ma lasciare segreti gli altri fatti cioè i rapporti con gli imprenditori, sia come soggetti che avevano “spalleggiato” il clan sia come vittime di estorsioni; e soprattutto non si dovevano accusare gli altri. Insomma secondo il ragionamento di Angelo Moccia, fatto anche a me direttamente, e secondo quelli che comunque per noi malavitosi sono i termini della questione, c’è differenza tra dissociazione e collaborazione nel senso che nel primo caso uno ammette solo gli omicidi, li “chiude” nel senso che viene condannato con delle riduzioni di pena e con i cumuli che lo favoriscono, ma lascia fuori tutti gli altri reati, quelli con cui si è fatto i soldi, e lascia fuori gli altri affiliati. E in tal modo non mette a rischio la famiglia che non è costretta ad allontanarsi. Invece il vero collaboratore racconta tutto, soprattutto accusa anche gli altri, si accusa e svela anche i reati con cui si è arricchito e coinvolge anche la propria famiglia, cioè la mette a rischio di vendette altrui”.
Anche il pentito di Pagani, Sandro Contaldo detto Sandrino ‘o pazzo ha parlato di questa vicenda che aveva fatto scalpore nel mondo criminale. Il 22 gennaio del 2015 spiega ai magistrati della Dda:”Antonio Pignataro e il Rosario Giugliano sono quelli la  che che hanno picchiato Ferdinando Cesarano, hanno fatto il favore … da lì è nato il bene, hanno picchiato a Ferdinando Cesarano nella gabbia a Salerno la dottoressa lo sa bene. Quando Ferdinando Cesarano è andato latitante, vi aggiungo pure queste altre cose, io dissi vicino a mio fratello:” Se viene o Ferdinando Cesarano o Autorino mettiti  a disposizione . Mio fratello ve lo può dire. Ferdinando Cesarano aveva messo …stava tentando di uccidere la famiglia di Rosario Giugliano perché Rosario “o minorenne l’aveva picchiato. Arrivò l’imbasciata di Angelo Moccia dicendo:” Se tocchi la famiglia del minorenne, vi distruggo perfino i bambini nella culla “. Cesarano non aveva più la potenza militare così forte e dovette starsi, dovette esimersi dal fare qualcosa contro…”.

 Rosaria Federico

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Mafia, maxi blitz a Messina: 40 arresti

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Mafia: maxiblitz dei Carabinieri del Comando di Provinciale di Messina, del Ros e della Polizia di Stato che stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Messina, su richiesta della locale Procura Distrettuale della Repubblica, nei confronti di 40 persone gravemente indiziate. Sono accusate, a vario titolo, dei delitti di associazione di tipo mafioso e di numerosissimi reati, quali estorsione (consumata e tentata), rapina, trasferimento fraudolento di valori, reati in materia di armi e violenza privata reati aggravati dal metodo mafioso per aver fatto parte dell’associazione mafiosa denominata ”famiglia barcellonese” riconducibile a Cosa Nostra ed operante prevalentemente sul versante tirrenico della provincia di Messina. I particolari dell’operazione ‘Gotha’ saranno illustrati in una conferenza stampa che si terrà alle ore 11 presso la Corte d’Appello del Tribunale di Messina.

Vendevano falsi vini Chianti e Brunello di Montalcino: in 9 a processo

Vendevano falsi vini Chianti e Brunello di Montalcino: il pm chiede rinvio a giudizio per 9 persone Molto veniva esportato, inchiesta condotta da Dda di Firenze. Commercializzavano vino di bassa qualita’, adulterato con l’aggiunta di alcol, che poi veniva venduto in Italia e all’estero come Chianti doc, Brunello di Montalcino o Sassicaia. Al termine dell’inchiesta condotta dai carabinieri del Gruppo tutela della salute di Roma e del Nas di Firenze e coordinata dalla Dda fiorentina, il pm Giulio Monferini ha chiesto il rinvio a giudizio per 9 persone. Il gip Fabio Frangini ha fissato la prima udienza per il prossimo 5 aprile. L’inchiesta, avviata nel 2015, porto’ all’arresto di tre persone (poi ai domiciliari) mentre altre sette vennero iscritte nel registro degli indagati. Le accuse, a vario titolo, vanno dall’associazione per delinquere per la frode in commercio alla contraffazione di marchio e dell’origine del vino, dalla frode in commercio alla vendita di sostanze non genuine e riciclaggio. Il vino, di bassa qualita’ (non risulto’ comunque nocivo per la salute) dopo essere adulterato veniva imbottigliato in un’azienda agricola di Empoli, gia’ in concordato, dove poi erano apposte false etichette prima di inviarlo nei depositi del Lazio e dell’Emilia Romagna facenti capo a una ditta di import export. Da qui i vini Chianti e Brunello di Montalcino partivano per l’estero, in particolare per il Costa Rica, considerato “un’ottima destinazione”, grazie a una societa’ i cui titolari erano stati indagati anche per ‘Mafia Capitale’ e la cui sede fiscale era a Roma. La richiesta di rinvio a giudizio e’ stata formulata dal pm per Franco Alfani, 58 anni di Certaldo (Firenze), Armando Buonocore, 62 anni, nato nel Salernitano ma residente a Empoli (Firenze) e Alberto Nicodemo, 58 anni di Nocera Superiore (Salerno). Tutte e tre vennero arrestati e dal 6 marzo 2017 hanno l’obbligo di dimora. Davanti al gip compariranno anche Massimo Cesarano, 30 anni, di Poggiomarino (Napoli), Antonio Giglioli, 57 anni, residente a Viareggio (Lucca), Antonio Bruzzese, 29 anni residente di Eboli (Salerno), Pasquale Cioffoletti, 56 anni, di Battipaglia (Salerno), Ciro Mariotti, 58 anni, residente a Anzio (Roma), Antonella Borchi, 58 anni residente a Empoli.

E’ del 16enne di Arzano scomparso il cadavere trovato sui binari

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E’ del 16enne di Arzano scomparso il cadavere trovato sui binari. E’ stato trovato senza vita Ciro Ascione, il 16enne di Arzano, in provincia di Napoli, scomparso sabato sera dalla stazione centrale di piazza Garibaldi dove e’ stato immortalato per l’ultima volta dalle telecamere di sicurezza. Il suo corpo era quello trovato su binari nei pressi della stazione di Casoria ed e’ stato ritrovato intorno alle 16,30 dagli agenti della Squadra Mobile che avevano captato il segnale dal cellulare del ragazzo, che risultava spento ma con la batteria ancora attiva. I familiari di Ciro sono stati convocati in questura per un lungo interrogatorio. Non si esclude l’ipotesi del suicidio ma si indaga anche per omicidio. Le ferite sul cadavere non sono compatibili infatti con un impatto frontale o laterale con un treno in corsa. E’ stata ascoltata anche la fidanzatina del ragazzo e alcuni suoi amici.Ancora in fase di ricostruzione la dinamica dell’accaduto. Il ragazzo era scomparso sabato sera, mentre tornava ad Arzano, dove avrebbe dovuto incontrarsi con alcuni amici. Stava tornando da Napoli. Si era incontrato con la fidanzata, che abita nella zona dei Quartieri Spagnoli. La ragazza lo aveva visto l’ultima volta mentre entrava nella stazione Toledo. Avrebbe dovuto raggiungere in metropolitana piazza Garibaldi e da lì prendere il treno delle 21.25 per Caserta e sarebbe sceso a Casoria, dove l’aspettava il padre. Alcune telecamere di sorveglianza lo hanno ripreso mentre usciva dalla stazione della metropolitana e percorreva la galleria Garibaldi. Nella stazione centrale, però, non sarebbe mai entrato: non comparirebbe in nessuna delle tre telecamere posizionate agli ingressi e al binario da dove avrebbe dovuto prendere il treno.
I familiari avevano perso tutti i contatti intorno alle 21.20 e si erano recati in Questura per denunciare la sua scomparsa. Si erano rivolti anche a “Chi l’ha visto?”, che stamattina aveva rilanciato l’ultimo appello del padre e poco fa ha confermato la notizia del ritrovamento del corpo.

Camorra: il sistema Moccia non faceva sconti a nessuno: I 79 INDAGATI

Il ‘sistema’ Moccia non faceva sconti a nessuno. Sono centinaia le ditte prese di mira dal clan che chiedeva il ‘pizzo’ nelle tre canoniche rate di Natale, Pasqua e Ferragosto a imprenditori e commercianti. Dei quarantasei capi di imputazione contestati dal gip di Napoli Tommaso Perrella ai 45 raggiunti da misure cautelari nell’ambito dell’operazione Leviathan, ben quaranta riguardano estorsioni aggravate dal metodo mafioso. Ma il clan non agiva solo ad Afragola, localita’ a nord di Napoli, ma anche a Caivano, Acerra, Frattamaggiore. Tutti i paesi limitrofi al quartier generale della cosca erano nella ‘competenza’ del gruppo. I Moccia, cosi’, hanno chiesto 30mila euro al responsabile dei lavori per la realizzazione di nuovi loculi al cimitero di Caivano, e lo stesso hanno fatto per i cantieri nei campo santo di Frattamaggiore, Frattaminore e Grumo Nevano. Gli ‘esattori’ della cosca hanno estorto denaro anche alle ditte che si sono occupati negli anni di consolidamenti e ristrutturazioni di immobili comunali, come la ex casa del Fanciullo di Afragola. Ad Acerra invece il clan ha chiesto il ‘pizzo’ alle aziende che si occupavano della raccolta di rifiuti, come a Caivano dove avrebbero pagato diecimila euro. Stessa situazione a Frattamaggiore e Frattaminore dove invece le ditte avrebbero sborsato appena 6mila euro. Quarantamila euro invece sono stati chiesti alla ditta che nel 2015 si e’ occupata della ristrutturazione del castello medievale di Caivano, cifra poi salita fino a 70mila euro all’anno. Le estorsioni sono state finanche chieste alla ditta che nel giugno 2011 ha ristrutturato la caserma dei carabinieri di Frattamaggiore: 2mila euro a rata per un totale di 6mila euro. Risulta ancora il versamento di oltre 40mila euro da parte di un consorzio di imprese per la realizzazione ad Acerra di 40 appartamenti tra il giugno del 2011 e la primavera del 2012. Infine, proprio per non lasciare spazio a nessuno, il clan imponeva anche il pagamento di 250 euro all’anno a tutti gli ambulanti che operavano nel mercato rionale di Afragola. In altri casi, anziche’ pretendere la tangente, i Moccia imponevano il noleggio di slot machine a bar e locali e di distributori di bibite e merendine persino in locali dell’Asl. E non trascuravano l’assunzione di persone a loro vicine in ditte delle pulizie e della raccolta rifiuti.

 

  • I 79 INDAGATI
    1. ANGELINO Anna, nata a Caserta il 24.6.1985;
    2. ANGELINO Filippo, nato a Marcianise il 22.7.1989;
    3. ANGELINO Giovanni, nato a Napoli il 16.12.1973;
    4. ANGELINO Giuseppe alias Pepp’ ò lupo, nato a Caivano il10.8.1951;
    5. AULETTA Antonio, nato a Napoli il 18.6.1977;
    6. AURIEMMA Giuseppe, nato a Cardito il 22.4.1963;
    7. BARILE Alfredo detto’ o talebano, nato a Cesa il 29.3.1966;
    8. BARRA Vincenzo, nato a Cardito (N A) il 3.11.1966;
    9. BELARDO Giuseppe, nato a Caserta il 5.6.1989;
    10. BELARDO Luigi, nato ad Orta di Atella  il 19.11.1973;
    11. BELLO Carmine detto Carminiello, nato a Napoli i13.12.1976;
    12. BENCIVENGA Mauro detto Maurino, nato a Casoria il 15.12.1969;
    13. BENCIVENGA Giovanna nata a Napoli il 21.6.1986;
    14. BERTONE Raffaella detta Lina Hollywood, nata ad Orta di Atella il 26.01.1980;
    15. BOElVIIO Antonio, nato a Napoli l’ 1.3.1976;
    16. CAPONE Anna, nata ad Afragola  il 18.10.1963;
    17. CAPUTO Salvatore, nato ad Afragola  il 2.4.1945 – Deceduto
    18. CASTALDO Nunzia, nata a Napoli il 19.6.1976;
    19. CASTIELLO Giovanni, nato ad Afragola  il 5.11.1972;
    20. CENNAMO Antonio, nato a Crispano il 2.7.1954 – Deceduto
    21. CENNAMO Gioacchino detto jachino, nato a Napoli il 23.4.1981;
    22. CHIOCCARELLI Giuseppe, nato a Caserta il 4.10.1981;
    23. CIOTOLA Giuseppe detto Peppe ‘o mucc, nato a Napoli il 23.4.1982;
    24. CIPOLLETTI Giovanni nato a Napoli l’ 1.9.1982;
    25. CICCARELLI Antonio detto Tonino munneezza, nato a Napoli il 17.1.1970;
    26. CIMINI Domenico detto Minucuccio ‘o prevete, nato a Casoria  il 9.3.1972;
    27. CORCIONE Raffaele detto “Rafiluccio”, nato ad Afragola il 2.2.1971;
    28. D’AMBROSIO Giuseppe detto Peppe Cenn, nato a Crispano il 23.12.1968;
    29. D’AMICO Antonio, nato a Caivano il 22.1.1956;
    30 DEL PRETE Giovanni dctto Giovannone, nato ad Acerra  il 5.3.1987;
    31. DEL PRETE Raffaella, nata a Caserta il 13.11.1984;
    32. DEL PRETE Vincenzo, nato a Napoli il 24.11.1963;
    33. DI DOMENICO Marcello, nato a Nola il 19.3.1963, collaboratore di giustizia;
    34. DI FIORE Pasquale, nato a Maddaloni il 22.7.1982, collaboratore di giustizia
    35. ESPOSITO Antonio detto ‘o bob, nato a Napoli il 23.5.1969;
    36. ESPOSITO Luigi detto o’zappatore, nato a Caivano il 19.9.1959;
    37. FALCO Giuseppe detto ‘o Pop, nato a Frattamaggiore  il 9.11.1966;
    38. FAVELLA Francesco detto Francuccio ‘o ceccio, nato ad Afragola il 16.5.1963;
    39. FAVELLA Maria, nata ad Acerra il 19.12.1982;
    40. FELLI Sabato detto Sabatino, nato a Napoli il 18.6.1985
    41. FERRAIUOLO Luigi detto ‘o nir nir, nato a Cardito , il 26.12.1959;
    42. FRANZESE Antonio, nato a Casoria il 12.3.1966;
    43. IAZZETTA Filippo, nato ad Afragola il 14.1.1959;
    44. IENGO Alessandro, nato a Napoli il 17.7.1972;
    45. IENGO Antonio detto ‘o gemello e/o l’elettricista, nato a Napoli il 7.7.1972;
    46. LA MONTAGNA Domenico detto ‘o duttore, nato a Napoli il 30.5.1973;
    47. LA MONTAGNA Massimo, nato a Napoli il 30.7.1975;
    48. LAURENZA Anna, nata a Tubingen (Germania) l’ 1.1.1981;
    49. LAURENZA Antonio detto mattascione, nato a Caivano  il 10.2.1955;
    50. LAURENZA Raffaele nato a Marcianise l’ 1.9.1985;
    51. LEVANO Pasquale, detto “il topo” nato a Napoli il 03.04.1968;
    52. LIBERTI Domenico detto Mimmo ‘o gioielliere” o “Oro In”, nato a Napoli il 26.3.1969;
    53. LUONGO Mario, nato a Napoli il 4.12.1956;
    54. MAZZA Anna, nata a Napoli il 28.2.1937 – Deceduta
    55. MOCCIA Angelo detto Enzuccio, nato ad Afragola  il 25.7.1957;
    56. MOCCIA Luigi, detto Gigino, nato a Napoli il 5.9.1956;
    57. MOCCIA Teresa, nata ad Afragola  il 10.1.1961;
    58. MUGIONE Francesco, nato a Caserta il 21.1.1974
    59. NOBILE Giuseppe detto Peppe ‘o Zuopp, nato ad Acerra  il 24.8.1982;
    60. NOBILE Raffaele detto ‘o panzarottaro, nato a Napoli il 4.8.1978;
    61. PANETTIERI Gaetano, nato a Napoli il 16.10.1980;
    62. PELLINO Antonio, nato a Frattamaggiore  il 24.8.1968;
    63. PEZZULLO Angelo detto “Bardellino “, nato a Frattamaggiore  l’ 1. 7 .1970;
    64. PISCITELLI Claudio detto Carlucciello o’ curto, nato a Napoli il 13.11.1955;
    65. POLIZZI Corrado, nato a Napoli il 23.11.1985;
    66. PUZIO Michele detto Michelino, nato a Napoli il 22.10.1963;
    67. PUZIO Pasquale detto Pasqualino ‘o riccio, nato a Napoli il 5.2.1969;
    68. ROCCO Luigi detto Kojiak, nato a Caivano il 26.7.1964;
    69. SALIERNO Vincenzo, nato ad Afragola il 5.2.1965;
    70. SCAFUTO Salvatore nato ad Afragola il 30.3.1956, collaboratore di giustizia;
    71.SCIARRA Giovanni, nato a Napoli il 29.7.1987;
    72.SODANO Roberto, nato a Napoli il 16.10.1981;
    73. SUBERINO Maria, nata a Caivano il 14.7.1978;
    74. TRANCHINO Giorgio, nato a Napoli il 26./2.1982;
    75. TUCCILLO Bruno, nato ad Acerra  il 3.10.1986;
    76. TUCCILLO Domenico, nato a Acerra il 9.12.1981;
    77. TUCCILLO Luigia detta Gina, nata ad Acerra il 24.1.1979;
    78. TUCCILLO Teresa, nata ad Afragola il 14.6.1947;
    79. ZIMBALDI Salvatore, nato a Casoria il 27.6.1972

Vaccino scaduto ad un bimbo di 8 mesi: denunciati un medico e un assistente all’infanzia dell’Asl di Salerno

Salerno. Un medico e un assistente all’infanzia, dipendenti del Distretto sanitario 68 di Giffoni Valle Piana in provincia di Salerno, sono stati denunciati dai Carabinieri per somministrazione di medicinali guasti. Le indagini dei militari della compagnia di Battipaglia, agli ordini del maggiore Erich Fasolino, sono scattate a seguito di una segnalazione giunta lo scorso 18 gennaio alla stazione di Giffoni Sei Casali da una coppia di coniugi che avevano notato la data di scadenza di novembre 2017 sul bollino della vaccinazione apposto sul libretto del figlio di 8 mesi. I militari si sono recati al poliambulatorio di Giffoni Sei Casali dove era stato praticato il vaccino contro il meningococco di gruppo B al bimbo, riscontrando effettivamente che la confezione del farmaco utilizzato riportava la data citata.
Le successive verifiche condotte in collaborazione con i Carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità di Salerno hanno permesso di accertare che il medico che aveva effettuato la vaccinazione era stato assistito, per le attività di preparazione, da una persona in possesso di qualifica diversa da quella prevista. E’ stata sottoposta a sequestro la sola confezione scaduta in quanto le altre rinvenute, oltre un centinaio, sono risultate in corso di validità, con scadenze comprese fra maggio 2018 e novembre 2019.

Napoli, lite tra extracomunitari a Forcella: ferito cittadino del Mali

Lite tra extracomunitari a Napoli, ferito cittadino del Mali. Aggressore bloccato dalla Polizia e portato in commissariato.Un cittadino del Mali e’ stato accoltellato da un connazionale nel rione Forcella di Napoli, al culmine di una lite che, secondo quanto si e’ appreso, sarebbe stata causata da questioni di denaro. La persona ferita – che non e’ in pericolo di vita – e’ ora ricoverata nell’ospedale Loreto Mare della citta’. L’aggressore, invece, e’ stato bloccato dalla Polizia e portato nel commissariato Vicaria dove gli investigatori stanno cercando di accertare l’accaduto. Non è la prima volta che nella zona si verificano episodi di violenza del genere.

Superenalotto: nessun 6 ne 5+, il Jackpot sale a 89,7 milioni di euro

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Nessun 6 né 5+ al concorso odierno del Supernalotto

. Questa la combinazione: 2; 5; 24; 32; 47; 62. Jolly 17. Superstar 7. Jackpot per il 6 al prossimo concorso: 89.700.000 euro.

Queste le quote del Concorso Superenalotto/SuperStar n.10 di oggi:

Superenalotto Punti 6: NESSUNO

Punti 5+: NESSUNO

Punti 5: 4 totalizzano Euro: 44.811,81

Punti 4: 1.098 totalizzano Euro: 165,85

Punti 3: 23.879 totalizzano Euro: 22,99

Punti 2: 360.543 totalizzano Euro: 5,00

SUPERSTAR

Punti 6SB: NESSUNO

Punti 5+SB: NESSUNO

Punti 5SS: NESSUNO

Punti 4SS: 2 totalizzano Euro: 16.585,00

Punti 3SS: 181 totalizzano Euro: 2.299,00

Punti 2SS: 2.532 totalizzano Euro: 100,00

Punti 1SS: 14.883 totalizzano Euro: 10,00

Punti 0SS: 31.799 totalizzano Euro: 5,00

Vincite Immediate: 13.179 totalizzano Euro: 329.475,00

Montepremi disponibile per il prossimo 6 Euro: 89.700.000,00

Da Napoli a Bari per lavare il colon

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Tutti abbiamo sentito parlare almeno una volta nella vita di idrocolonterapia, a volte senza sapere neanche di cosa si tratti, altre volte storcendo un po’ il naso, reputandola un trattamento poco “scientifico”.
Eppure il lavaggio attraverso il colon secondo molte persone funziona, ne è la conferma il fatto che sempre più persone cerchino informazioni su come risparmiare sui costi dell’idrocolonterapia.
Un dato è certo: si tratta di una pratica costosa, visto che ogni singola seduta può costare anche 200 euro. Nei fatti però, se c’è di mezzo c’è la salute e la possibilità di eliminare le tossine dal proprio intestino tramite un’irrigazione dolce con acqua tiepida e aiutarci a vivere meglio, perchè allora non fare questo investimento?
Dopotutto, siamo abituati a spendere la stessa cifra per un qualunque consulto medico, semplicemente per una visita generica di circa 20 minuti o ad esborsi di pari entità, facendo un piccolo giro tra i negozi di Chiaia o di Via Toledo. Allora perchè non provare a ripulire il colon dalle scorie alimentari residue, evitando la loro decomposizione interna e l’intossicazione del nostro organismo, concedendo una chance all’idrocoloterapia?

La lunga strada verso il benessere intestinale

Anche in Campania esistono dei centri in cui si eseguono cicli di idrocolon, la decisione di approfondire l’argomento, è stata presa entrando in contatto con la dottoressa Racannelli del Centro Heliantus di Bari, essendo venuti a conoscenza del gran numero di pazienti che provengono dalla provincia di Napoli, Caserta, Benevento e Avellino.

“Il legame tra la Puglia e la Campania, per fortuna va al di là dei terribili fatti di cronaca che riguardano sparatorie, omicidi, camorra e lotte tra clan rivali”, ci spiega la dottoressa Rosa Angela Racanelli.

“..Napoli e Bari sono realtà molto simili, anche per quel che concerne la tradizione culinaria e la modalità con cui i loro abitanti si rapportano nella vita. Sono molto felice di visitare numerosi pazienti della Campania ogni anno, perchè sono certa di avere a che fare con persone motivate, realmente disposte a cambiare le proprie abitudini alimentari, pur di stare meglio. La frustrazione maggiore che posso ricevere dal mio lavoro è legata a quella tipologia di paziente rassegnato, che sceglie deliberatamente di non guarire, perchè non sente la necessità di un cambiamento radicale alla vita, caratterizzata da scelte scriteriate a tavola e abitudini quotidiane discutibili”.

Idrocolonterapia e dieta

Uno degli aspetti più interessanti dell’idrocolonterapia è la concreta possibilità di perdere peso. Lo sanno bene le tante soubrette e donne dello spettacolo, nate a Napoli, che confidano nell’irrigazione attraverso il colon, pur di perdere chili di troppo e mantenere tonico e sodo il corpo.
Quello che accade a livello fisico è solo una ripercussione di quello che accade all’interno del corpo. La principale ragione di sottoporsi ad idrocolon è quella di riuscire a risolvere problemi di stitichezza. Le difficoltà nelle evacuazioni infatti non sono altro che la conseguenza negativa dell’azione intossicante dei cibi, rimasti a marcire tra le anse e le curve di un colon per mesi e forse anni. La stipsi è a sua volta una delle cause più importanti del manifestarsi di tante altre malattie, anche di carattere nervoso.
Di conseguenza, decidere di eseguire un ciclo di sedute d’idrocolonterapia può contribuire a risolvere tensioni emotivi e sentirci a nostro agio con gli altri.

Non chiamatela medicina alternativa

In effetti non sarebbe rispettoso nei confronti dei tanti ospedali nel Mondo in cui questa pratica viene integrata, senza alcuna esitazione. Nelle culture orientali, da sempre più consapevoli del legame tra intestino e mente, si è soliti lavare il colon all’interno delle stesse strutture ospedaliere, a conferma di quanto venga apprezzata e considerata efficace questo tipo di trattamento.

In Italia restiamo ancora un po’ più indietro, da questo punto di vista, ma il fatto che sempre più dottori consiglino questo sistema per trattare i blocchi intestinali e rigenerare la flora batterica è un ottimo segnale. Molti centri benessere hanno intuito questo bisogno da parte della popolazione e quindi istituito delle specifiche zone in cui è possibile pulirsi il colon in maniera professionale.

Un’ultima raccomandazione agli amanti della pizza. Non tutte le operatrici sono favorevoli al consumo della buonissima pizza napoletana, pertanto è opportuno considerare l’eventualità che vi possano proibire di mangiarla per periodi più o meno lunghi. Qualora non foste disposti a questo tipo di rinunce però, meglio non chiedere all’idrocolonterapia, così come a qualunque altro dottore, di aiutarvi, perchè la salute è per prima cosa un atto di amore verso sé stessi, che va perseguito attraverso la forza di volontà.

Fidanzatini minorenni scomparsi dalla Penisola Sorrentina: appello per ritrovarli

Sta creando ansia e preoccupazione nei familiari e negli amici l’allontanamento avvenuto ieri di due ragazzi minorenni della penisola sorrentina. I due fidanzatini hanno fatto perdere le loro tracce. Si chiamano Federico Coppola, studente 15enne residente a Meta, e la fidanzata Michela Gambardella, 16enne originaria di Vico Equense. I due sono usciti nella serata di ieri, Federico e Michela non hanno fatto rientro a casa né durante la scorsa notte né stamattina. Ecco perché i genitori dei due ne hanno denunciato la scomparsa alla polizia. Gli agenti hanno già attivato tutti i canali di ricerca per fare luce sulla vicenda. Al momento non si esclude nessuna pista. Su facebook compare questo annuncia con le due foto: Scomparsi da meta di Sorrento!
Se qualcuno li ha avvistati nel napoletano puo’ gentilmente CONTATTARE Guido Russo (+39 3296237916)
Vi raccomando aiutateci a trovarli, hanno appena 15 anni, condividete per favore!
GRAZIE

 

Napoli, sorpreso su una moto rubata: preso 36enne

È stato bloccato da un agente della Questura di Roma libero dal servizio collaborato dai poliziotti del commissariato Arenella, un uomo di 36 anni per ricettazione. Il poliziotto fuori servizio, ha notato nella mattinata di ieri, in via E. A. Mario, due uomini in sella di due scooter, uno spingeva con il piede l’altro. Insospettito, il poliziotto, li ha avvicinati chiedendo spiegazioni sul loro procedere per strada in quelle condizioni. L’uomo che veniva “spinto” ha abbandonato lo scooter sul quale viaggiava per salire immediatamente in sella di quello del complice dandosi alla fuga. Ne è nato un inseguimento terminato in via San Giacomo dei Capri, dove il poliziotto è riuscito a bloccare lo scooter ed uno dei fuggitivi mentre l’altro è riuscito a dileguarsi. Il 36enne è stato condotto a Poggioreale.

Napoli, tunisino finisce in carcere per reati di spaccio

Gli agenti del Commissariato di Polizia Vicaria Mercato hanno arrestato un tunisino, 38enne con precedenti di polizia in quanto destinatario di un provvedimento restrittivo. I poliziotti, in seguito a dei controlli effettuati questa mattina, hanno notificato all’uomo, un provvedimento di sostituzione della misura cautelare di obbligo di presentazione alla PG con quella della custodia in carcere, per reati inerenti gli stupefacenti. L’uomo è stato condotto al carcere di Poggioreale.

Latitante sorpreso al bar a Casoria: arrestato

Carmine Fusco, 29enne napoletano con precedenti di polizia si era reso irreperibile dallo scorso 11 gennaio, quando venne sottoposto nuovamente agli arresti domiciliari dopo essere evaso dalla sua abitazione di via Stradera dove, scontava una pena per i reati di furto e ricettazione commessi nel settembre del 2017. L’uomo è stato intercettato questa mattina in Casoria alla Via Nazionale delle Puglie nei pressi di un bar dai poliziotti del commissariato di Poggioreale che lo avevano già arrestato. L’uomo questa volta è stato condotto al carcere di Poggioreale.

Calciomercato: Deulofeu fra Roma e Napoli, Joao Mario verso la Premier

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E’ sfida totale Napoli-Roma per Gerard DEULOFEU, esterno del Barcellona che, nella passata stagione, ha giocato in Italia nelle file del Milan. Il club partenopeo ha un accordo di base col giocatore, ma Sarri non ha ancora detto “si” al suo possibile arrivo all’ombra del Vesuvio. Nel frattempo si e’ fatta avanti la Roma che – salvo clamorose sorprese – a breve sara’ orfana di DZEKO. Il club giallorosso ha dei soldi da investire e quello di Deulofeu e’ un profilo che interessa a Di Francesco. Nel caso in cui non arrivasse il ‘barcelonista’, il Napoli punterebbe tutto su POLITANO. Il club di De Laurentiis, intanto, ha ‘prenotato’ Amin YOUNES che arrivera’ dall’Ajax la prossima estate. Per l’immediato si pensa a LUCAS MOURA del PSG, anche se i costi per arrivare al giocatore sono davvero proibitivi. JOAO MARIO sembra essersi convinto ad accettare il trasferimento in Premier, a Londra, per indossare la maglia del West Ham. L’Inter dovrebbe cederlo in prestito (oneroso) con diritto di riscatto fissato a 40 milioni. Ai nerazzurri andrebbe anche un milione come costo del prestito. La Juve continua a lavorare per garantirsi un futuro roseo, per questo ha messo gli occhi su PELLEGRI, giovanissimo attaccante di scorta del Genoa. L’operazione e’ prevista tuttavia per l’estate prossima. Il sogno del Genoa resta il milanista Manuel LOCATELLI, per il quale il club rossonero nelle ultime ore e’ apparso meno propenso al trasferimento, sia pure in prestito. La prima alternativa, per il centrocampista dei liguri, e’ Afriye ACQUAH, centrocampista che non riesce piu’ a trovare spazio nel Torino. Da una genovese all’altra: secondo il presidente dei blucerchiati, Massimo Ferrero, sono in aumento le richieste per TORREIRA. “Lo vogliono tutti – ha detto – anche il Napoli”. Luca MORA e’ pronto a lasciare la Spal, che ha contribuito a riportare in Serie A l’anno scorso: firmera’ con lo Spezia, tornando cosi’ in B. Per GUSTAVO GOMEZ al Boca, il Milan ha riaperto la trattativa e adesso aspetta notizie dall’Argentina. Nei pensieri del presidente del Real Madrid, Florentino Perez, c’e’ sempre l’ingaggio di un grande attaccante, in grado di garantire peso e soprattutto gol alla squadra piu’ titolata del mondo. L’ultimo ‘rumor’ arriva dall’Inghilterra, dove il quotidiano Times parla di un forte interessamento del Real per Harry KANE. Per il bomber del Tottenham, che in questa stagione va a caccia della scarpa d’oro, secondo il giornale, il club ‘blanco’ e’ disposto a sborsare 230 milioni. Una cifra che lo trasformerebbe nel giocatore piu’ costoso della storia. Dopo l’addio di Alexis SANCHEZ all’Arsenal, per vestire la maglia del Manchester United, Wenger punta a un altro attaccante, gia’ inseguito la scorsa estate: si tratta di Pierre AUBAMEYANG del Borussia Dortmund e gia’ nel mirino del Milan. Il Manchester City e’ molto attivo in questa finestra invernale di calciomercato. Secondo la stampa inglese, l’attaccante brasiliano dello Shaktar Donetsk, FRED, e’ l’obiettivo piu’ imminente dei ‘citizens’, che hanno nel mirino anche Aymeric LAPORTE, difensore della Nazionale francese e dell’Athletic Bilbao. L’allenatore del Manchester City, Pep Guardiola, come conferma il Mundo deportivo, ha richiesto la firma del del club basco per questo mercato. La clausola rescissoria del giocatore ammonta a 65 milioni. Infine, Javier MASCHERANO saluta il Barcellona e il club catalano ricambia con affetto sul proprio account di Twitter: l’argentino, che non riesce piu’ a trovare spazio in blaugrana, giochera’ in Cina, nell’Hebei Fortune, la squadra che dovrebbe consentirgli di conservare il posto in Nazionale ai Mondiali in Russia.

Tre omicidi del clan D’Ausilio: confermati due ergastoli per i boss, salvi dal carcere a vita Marigliano e Scarpa

Napoli. Tre omicidi commessi tra il 2007 e il 2009 nella zona di Fuorigrotta: la Corte d’Assise d’Appello conferma due ergastoli e riduce a 26 anni la pena per Gennaro Marigliano. La III sezione della Corte d’Assise di Napoli si è pronunciata sugli imputati accusati di aver ucciso Antonio Zito, Giovanni Toller e Amedeo Colle, per i quali erano stati comminati – in due gradi di giudizio – tre ergastoli al boss Domenico D’Ausilio dell’omonimo clan, Roberto Tripodi e Gennaro Marigliano, con isolamento diurno per il primo di due anni per il secondo di un anno e 4 mesi e per il terzo di sei mesi, mentre Luca Scarpa era stato condannato a 28 anni di reclusione. Il 28 settembre del 2016 la Suprema Corte di Cassazione, all’esito delle arringhe difensive degli avvocati Aricò, Vannetiello, Krogg e Liguori aveva però annullato la condanna emessa dalla Corte di assise di appello – II sezione – disponendo un nuovo giudizio per la rideterminazione della pena.
Oggi il collegio giudicante, presieduto dal presidente Mastursi, a latere Taddeo, ha confermato l’ergastolo nei confronti di D’Ausilio e di Tripodi, riducendo solo la durata dell’isolamento a mesi sei per il boss e 2 mesi per il luogotenente Tripodi.
Ma la decisione più significativa assunta dalla Corte riguarda l’altro braccio destro del capoclan, Marigliano Gennaro. Marigliano, seppur già in precedenza condannato per associazione camorristica, ha ottenuto la riforma della sentenza di condanna all’ergastolo sostituita con quella di 26 anni di reclusione in accoglimento della richiesta formulata dall’avvocato Dario Vannetiello del Foro di Napoli. Grazie a tale decisione, Marigliano ha definitivamente cancellato il pericolo del “fine pena mai” .
Infine, la Corte ha mitigato anche la pena per Luca Scarpa, difeso dall’avvocato Francesco Liguori, che è passata da 28 a 22 anni di reclusione.

Campania: 11 milioni di euro dalla giunta regionale per famiglie con disabili

E’ stato pubblicato sul Burc il bando della Regione Campania che mette a disposizione circa 11 milioni di euro, ripartiti dal Fondo Nazionale nell’ambito della legge ‘Dopo di noi’, per sostenere progetti a sostegno di persone, con gravi forme di disabilita’, rimaste prive del sostegno familiare. Sono quattro le modalita’ di intervento: percorsi per favorire la fuoruscita dal precedente contesto familiare; sostegno domiciliare; programmi per l’inclusione sociale e l’acquisizione della consapevolezza delle proprie competenze; sostegno materiale a rendere gli alloggi piu’ consoni e funzionali. I programmi, della durata di un anno, saranno sviluppati mediante percorsi singoli, per un importo complessivo singolo entro i 40mila euro. Le domande, presentate in forma individuale, verranno esaminate e gestite dagli Ambiti Territoriali Sociali di riferimento. “Sono molto orgogliosa del lavoro che abbiamo fatto”, ha affermato l’assessore regionale alle politiche sociali Lucia Fortini. “Grazie a questo provvedimento, rendiamo effettiva e pienamente operativa la legge sul ‘Dopo di Noi’, una delle norme piu’ significative approvate in questi anni, che ha colmato un vuoto enorme del nostro Paese sul terreno dei diritti e delle politiche sociali. La Regione Campania e’ in prima fila nella battaglia di civilta’ per garantire un futuro migliore alle persone piu’ sfortunate, che rimangono sole a dover affrontare il loro disagio. Diventa, in questo modo, anche meno pesante il pensiero di tanti loro familiari, angosciati dall’immaginare il domani del loro figlio, fratello, congiunto. Ora dobbiamo lavorare, insieme agli ambiti territoriali e a tutti i soggetti coinvolti, per accelerare e rendere quanto piu’ semplice ed efficace possibile tutta la procedura, affinche’ le persone che ne hanno diritto abbiano i migliori benefici da questa misura”, ha concluso l’assessore Fortini.

Grazie ad Aciief al via corsi di formazione a Poggioreale

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Al via i corsi di formazione per i detenuti del carcere di Poggioreale, a NAPOLI. Per 24 detenuti sara’ possibile seguire percorsi formativi per imparare a diventare, per esempio, degli acconciatori o massaggiatori. La possibilita’ arriva da “Garanzia Giovani”, grazie al contributo di Aciief, ente di formazione in Campania, che eroghera’ due percorsi formativi. I corsi, della durata di 200 ore, sono stati presentati oggi a Poggioreale e sono destinati a giovani inoccupati tra i 18 e i 29 anni non impegnati in altre attivita’ nella struttura penitenziaria. Dodici detenuti avranno accesso al corso acconciatore, che permettera’ loro di apprendere le basi di taglio e messa in piega. Altri dodici, invece, parteciperanno al corso massaggiatore estetico. “Chi opera a NAPOLI nel settore formativo – afferma la direttrice di Aciief, Dolores Cuomo – ha una responsabilita’ che va ben oltre il fornire competenze e noz2ioni didattiche, ma deve saper anche educare al rispetto delle regole e alla legalita'”. “Prepariamo queste persone professionalmente al lavoro – conclude – ma soprattutto cerchiamo di trasmettere loro il valore del lavoro e la speranza in un futuro ‘pulito’ con le proprie mani”.

Camorra, la donna uccisa era la ‘tuttofare’ della moglie del boss Formicola

Camorra: Annamaria Palmieri  detto “Nino D’Angelo” la 54enne uccisa ieri sera a san Giovanni a Teduccio era la  ‘tuttofare’ moglie boss. E’ quanto emerge a meno di 24 ore dal cruento omicidio: la donna è stata finita con tre colpi al volto. Un segnale di estremo disprezzo e di una violenza non usuale nel rituale della camorra ma che si riserva solo a chi ha commesso qualcosa di grosso oppure se si vuole lanciare un segnale ben preciso. E con quella esecuzione il segnale di certo è arrivato  al clan Formicola di Taverna del Ferro. I killer l’hanno inseguita e poi, davanti l’abitazione del figlio, hanno sparato senza lasciarle scampo: e’ morta cosi’, ieri sera a Napoli, Annamaria Palmieri, 54 anni, ritenuta una ‘tuttofare’ del clan Formicola, in particolare della moglie del boss Ciro Formicola. I sicari non le hanno lasciato scampo: tre colpi di pistola alla testa. Lo stesso trattamento che si riserva a un componente di rango della criminalita’ organizzata. L’agguato alla donna e’ scattato dopo le 21,30, nel quartiere periferico San Giovanni a Teduccio. A trovare il corpo esanime della donna, e a dare l’allarme, sono stati i parenti. I sicari sono entrati in azione in via dell’Albero Artificiale, in una zona considerata la roccaforte del clan: Annamaria Palmieri si e’ accorta della presenza dei killer. Ha tentato di scappare ma i sicari hanno fermato la sua corsa sparandole contro due colpi. Gli altri tre – quelli mortali – sono stati esplosi quando era gia’ a terra. Non e’ chiaro il movente dell’assassinio: secondo gli investigatori della Squadra Mobile della Questura partenopea la cinquantaquattrenne potrebbe essere stata eliminata dal suo stesso clan, forse per uno sgarro. In questo caso, pero’, a prendere questa decisione non sarebbero stati i vertici. D’altronde, per chi non e’ del clan, e’ difficile andare in giro da quelle parti senza essere notato. La seconda ipotesi invece e’ che qualche clan nemico dei Formicola abbia voluto mandare un avvertimento, molto forte, ai reggenti. Uccidere una persona molto vicina alla moglie del capoclan puo’ infatti considerarsi un messaggio decisamente forte. Sul luogo dell’agguato la Polizia Scientifica ha trovato cinque bossoli calibro 9X21. Sono in corso le perizie balistiche e le indagini che, pero’, non potranno avvalersi di testimoni e delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, non presenti nella zona.