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Massiccio attacco infromatico in Italia. Attenti alle email del Ministero delle Finanze

L’allarme arriva da Yoroi, società di sicurezza italiana, che ha intercettato una serie di messaggi di posta elettronica contenenti un link infetto che sembrano provenire dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

L’email, in sé, non è un capolavoro di social engineering: nonostante il riferimento al Ministero e l’uso di un italiano corretto (un’eccezione rispetto a simili campagne avviate da pirati informatici stranieri) utilizza mittenti piuttosto sospetti come info@amber-kate.com e info@fallriverproductions.com, che dovrebbero mettere sul “chi va là” i destinatari.

A rendere particolarmente insidioso l’attacco, però, è il riferimento a un F24 (il modello per il pagamento delle imposte – ndr) e il fatto che la campagna di distribuzione coincida con un periodo di scadenze esattoriali che rendono la trappola più credibile. L’oggetto delle email varia, ma utilizza formule come “Codici Tributo Acconti F24” o “Acconti-Codice Tributo 4034”

“Rispetto ad altri attacchi che prendono di mira interi settori, questo è specificatamente localizzato nel nostro paese” spiega Marco Ramilli, fondatore di Yoroi. “Stando a quanto abbiamo potuto ricostruire, ha colpito decine di società italiane, compresi alcuni enti pubblici come il Ministero degli Interni e la Camera dei Deputati”.

Il messaggio di posta, come spiegato, contiene un link che punta a pagine Web pubblicate su vari domini Internet e che avvia il download di un JavaScript il cui codice è pesantemente offuscato. La sua funzione è quella di scaricare ed eseguire un file chiamato 1t.exe.

Ministero Finanze
Il messaggio è piuttosto scarno e non contiene loghi o altri elementi grafici. Ma il fatto che arrivi in un periodo in cui ci sono delle scadenze fiscali lo rende molto più credibile di email simili che si sono viste in passato.

Si tratta di un malware che, secondo Ramilli, ha una certa somiglianza con GootKit. “Non abbiamo ancora analizzato a fondo il sample, ma sembra trattarsi di un classico trojan bancario, progettato per rubare le credenziali di accesso ai servizi di home banking”.

Secondo il ricercatore, però, il trojan in questione va un po’ oltre. “Dalle nostre analisi risulta che il malware rimanga in ascolto per ulteriori comandi dal server Command and Control” spiega Ramilli. Tradotto: a essere a rischio non sono solo le credenziali dei servizi bancari online, ma è possibile che il malware vada a rubare anche altre informazioni e crei una vera botnet sotto il controllo dei pirati informatici.

Yoroi ha intercettato i primi messaggi venerdì e ha completato l’analisi nel giro di 24 ore, inviando un alert a tutte le autorità competenti per contenere gli attacchi. Stando alle analisi, però, il malware avrebbe già fatto un discreto numero di vittime, di cui Ramilli ha pubblicato un elenco piuttosto impressionante.

Tra le aziende risultano anche Trenitalia; la società Autostrade; Banca Monte Dei Paschi Di Siena S.P.A.; Costacrociere; FINECO; Videotime; Telecom; Wind e FASTWEB. Tra gli enti pubblici il Ministero dell’Interno; la Camera dei Deputati; alcuni Comuni (Brescia, Bologna) e regioni (Basilicata, Toscana e Veneto).

Ma come ha fatto Yoroi a individuare le vittime? “Siamo riusciti a rintracciare i log di collegamento ai domini usati per diffondere il malware e, da qui, siamo risaliti alle possibili vittime attraverso gli indirizzi IP” spiega Ramilli.

L’uso del termine “possibili”, come ci ha spiegato nel corso dell’intervista il ricercatore, è una formula dettata più che altro dalla cautela. “Nei miei test ho verificato che i normali tentativi di collegamento ai siti usati per diffondere il malware non vanno a buon fine, mentre quelli fatti attraverso il dropper funzionano. Molto probabilmente sono filtrati in base all’agent che tenta il collegamento”.

Insomma: se nel log risulta che un collegamento ha avuto successo, è ragionevole presumere che sia avvenuto in seguito all’azione del JavaScript attivato dal link malevolo all’interno della mail.

Ramilli però invita a una certa cautela anche per quanto riguarda l’inclusione nell’elenco di alcune aziende che operano come Internet Provider, come Telecom e FASTWEB. “In questo caso è molto probabile che l’indirizzo IP si riferisca alla loro infrastruttura, ma a essere stati colpiti siano normali clienti che usano i loro servizi per la connettività”. Per essere chiari: l’ipotesi che dalle parti di Telecom abbiano migliaia di computer infetti è decisamente improbabile.

Il problema, però, è che nei giorni in cui è partito l’attacco (lo scorso week-end) il malware passava indenne il controllo della maggior parte degli antivirus. “Da una verifica su Virus Total, solo un antivirus considerava il file sospetto” conferma Ramilli.

Ora che Yoroi ha fornito le informazioni reperite nel corso di questi tre giorni, tutti i software di sicurezza stanno aggiornando le definizioni e il livello di protezione aumenterà sensibilmente.

Nel frattempo, però, se doveste ricevere un’email come quella descritta, la soluzione migliore è di cancellarla senza pensarci troppo.

fonte securityinfo.it

Hackerate le pompe di benzina

Le truffe “informatiche” riguardo le pompe di benzina sono abbastanza comuni e di solito si tratta di furti dei dati di carte di credito fatte con la complicità degli impiegati o con la manomissione dei sistemi di pagamento self-service.

Invece quello accaduto nel sud della Russia è una cosa nuova : i clienti delle pompe di benzina ricevevano una quantità di carburante tra il 3 e il 7% inferiore rispetto a quella che avevano pagato.

Sembrerebbe una truffa di poco conto che qualunque benzinaio potrebbe mettere in atto ; in realtà è un’operazione su larga scala che ha permesso ai criminali di incassare milioni di euro grazie a un malware estremamente sofisticato.

La crew di hacker che ha fatto questa truffa era composta da impiegati delle pompe di benzina e da Denis Zayev, un hacker che secondo le forze di polizia è riuscito a creare un malware in grado di sfuggire a qualsiasi controllo alterando i dati in modo che la benzina effettivamente pompata nel serbatoio dei veicoli fosse meno di quella che risultava sul display del distributore. In questo modo i suoi complici potevano rivendere il carburante non erogato.

Tutto questo avveniva in modo che non risultasse nulla nel back end e le stesse compagnie non potessero notare alcuna anomalia.

Il meccanismo, come riportano fonti di stampa russe, funzionava in questo modo: ogni mattina gli impiegati trovavano una scusa per fare in modo che uno dei serbatoi delle pompe rimanesse vuoto, ad esempio per manutenzione.

Nel corso della giornata, poi, servivano normalmente i clienti, ma grazie al malware di Zayev, nei veicoli veniva introdotta una quantità di carburante inferiore a quella pagata. La differenza veniva poi automaticamente trasferita al serbatoio fuori servizio.

Il software cancellava i dati relativi ai trasferimenti e, quando avevano raccolto abbastanza carburante, i truffatori cominciavano a venderlo normalmente, senza però che le transazioni risultassero sul sistema.

In questo modo non rimaneva traccia di nulla, nemmeno di fronte ai controlli che le autorità federali russe eseguono periodicamente per verificare la conformità dei sistemi informatici che gestiscono gli impianti di rifornimento.

Secondo le forze di polizia, che hanno arrestato Zayev con l’accusa di pirateria informatica e truffa, le decine di distributori coinvolti avrebbero permesso al gruppo di incassare centinaia di milioni di rubli, l’equivalente di milioni di euro.

Casoria, cadavere sui binari: interrotta la circolazione Roma-Napoli

Casoria. Dalle 17.10 il traffico ferroviario fra Napoli e Casoria (linea Roma – Napoli, via Formia) è sospeso, in direzione Casoria, per il rinvenimento di un cadavere sui binari. In corso la riprogrammazione del servizio ferroviario. Sul posto l’Autorità giudiziaria per i rilievi di rito.

Caserta, sequestro per 850mila euro a due imprenditori di Aversa

Caserta. Sequestro preventivo per un valore complessivo di 850mila euro sono stati eseguiti dalla Guardia di Finanza di Aversa a carico di imprenditori residenti a Teverola e Lusciano, nel Casertano. I due operatori economici, operanti rispettivamente nel settore edile della lavorazione e della commercializzazione del legno, sono indagati per i reati per falsa compensazione, nel versamento delle imposte, di crediti non spettanti, e per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti. L’indagine, coordinata dalla sezione criminalità economica della Procura di Napoli Nord, è partita dalle verifiche effettuate dai finanzieri del Gruppo di Aversa sulla documenti fiscale delle due aziende. E’ così emerso che l’impresa edile con base a Teverola, avrebbe usato dei debiti previdenziali con l’Inps e ruoli relativi ad un precedente accertamento per compensare crediti Irpef inesistenti, in quanto non risultanti da alcuni dichiarazione fiscale. L’evasione realizzata sarebbe pari a oltre 760mila euro, che è anche il valore del sequestro che ha colpito i beni e le disponibilità finanziarie riconducibile all’imprenditore e all’azienda. Nel secondo caso, all’azienda operante nel settore del legno, è stata contestata la frode nella presentazione della dichiarazione, basata su fatture emesse per operazioni mai fatte, pari ad oltre 76mila euro.

Clan Moccia, anche due poliziotti al servizio della cosca. ECCO I NOMI DI TUTTI GLI ARRESTATI

Napoli. Spiate al clan Moccia: anche due poliziotti nella lunghissima lista di indagati stilata dall’antimafia di Napoli che stamattina ha portato al blitz denominato Leviathan della Direzione distrettuale antimafia. Tra gli arrestati finiti in carcere figura anche Salvatore Zimbaldi, poliziotto di Casoria accusato di aver informato costantemente i vertici della cosca di Luigi Moccia e i suoi familiari, rispetto ad indagini in corso. Il 46enne avrebbe inoltre trasmesso comunicazioni ed ‘imbasciate’ agli affiliati oltre ad agevolare gli incontri e ad assurgere al ruolo di trait d’union per il passaggio di danaro. Secondo gli inquirenti Zimbaldi sarebbe interventuo anche per eludere o distogliere le indagini di altre forze di polizia che indagavano sul clan.
“Un ispettore della polizia, tale Salvatore, era a nostra disposizione”. Aveva detto il pentito Rocco D’Angelo il 14 novembre del 2007 ai pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Zimbaldi è stato arrestato per associazione camorristica e riciclaggio. “Una volta in un incontro con alcuni esponenti del clan lui ci diede informazioni sui nostri telefoni cellulari, informandoci se gli stessi erano o meno sotto intercettazioni, dicendoci di disfarci di alcuni nostri cellulari – continua il pentito – Così io diedi all’ispettore una serie di numeri che lui mi controllo'”. Su Facebook, l’ispettore ostentava poi foto con appartenenti al clan Moccia di Afragola e in particolare con Vincenzo Angelo, figlio del capoclan Antonio, mentre la compagna, che non è indagata, ha rapporti di amicizia con Anna Diletta Moccia, anche lei figlia di Antonio ed è ritratta più volte in foto poi pubblicate sui profili social. A Zimbaldi è contestato il reato di riciclaggio perche’ avrebbe trasferito denaro per conto dei Moccia, in un caso circa 200mila euro in contanti, che lui stesso in una telefonata intercettata racconta essere il profitto di fatture per operazioni inesistenti della società Campana Petrol Group, che secondo la Guardia di Finanza e la Dia, apparteneva alla cosca. Zimbaldi, poi, insieme ad Antonio Boemio, assistente capo in servizio al Commissariato di San Giovanni-Barra, per il quale il pm aveva chiesto l’arresto ma che è stato interdetto per un anno per favoreggiamento personale e accesso abusivo ai sistemi informatici, ha ‘bonificato’ da microspie i locali della Campana Petrol Group. Boemio per verificare se i titolari della Campana fossero indagato è entrato nei sistemi informatici della polizia giudiziaria. Questi accessi, diciannove per l’esattezza, sono tutti stati monitorati dalle forze dell’ordine. La moglie, detiene il 10 per cento di quote societarie. Dopo la verifica fiscale avvenuta nella società il 2 ottobre 2013 da parte della Guardia di Finanza, fu Boemio a incaricare un esperto informatico di bonificare l’intera azienda dalla presenza di eventuali microspie. L’organizzazione guidata da Anna Mazza, poi deceduta, Luigi e Teresa Moccia e da Filippo Iazzetta riusciva sembrava invincibile. I capi riuscivano a gestire il clan che si estende in tutta la provincia di Napoli e nel Lazio, anche durante i periodi di detenzione, grazie alla ‘strumentalizzazione di qualsiasi tipo di modalità comunicativa esterna” scrive il giudice che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 45 presunti affiliati e fiancheggiatori.
Sono centinaia le ditte prese di mira dal clan che chiedeva il ‘pizzo’ nelle festività a imprenditori e commercianti. Dei quarantasei capi di imputazione contestati dal gip di Napoli Tommaso Perrella ai 45 raggiunti da misure cautelari nell’ambito dell’operazione Leviathan, ben quaranta riguardano estorsioni aggravate dal metodo mafioso. Il clan agiva solo ad Afragola, Caivano, Acerra, Frattamaggiore. Tutti i paesi limitrofi al quartier generale della cosca erano nella ‘competenza’ del gruppo. I Moccia, così, hanno chiesto 30mila euro al responsabile dei lavori per la realizzazione di nuovi loculi al camposanto di Caivano, e lo stesso hanno fatto per i cantieri nei cimiteri di Frattamaggiore, Frattaminore e Grumo Nevano. Gli ‘esattori’ della cosca hanno estorto denaro anche alle ditte che si sono occupati negli anni di consolidamenti e ristrutturazioni di immobili comunali, come la ex casa del Fanciullo di Afragola. Ad Acerra invece il clan ha chiesto il ‘pizzo’ alle aziende che si occupavano della raccolta di rifiuti, come a Caivano dove avrebbero pagato diecimila euro. Stessa situazione a Frattamaggiore e Frattaminore dove invece le ditte avrebbero sborsato appena 6mila euro. Quarantamila euro invece sono stati chiesti alla ditta che nel 2015 si è occupata della ristrutturazione del castello medievale di Caivano, cifra poi salita fino a 70mila euro all’anno. Le estorsioni sono state finanche chieste alla ditta che nel giugno 2011 ha ristrutturato la caserma dei carabinieri di Frattamaggiore: 2mila euro a rata per un totale di 6mila euro. Risulta ancora il versamento di oltre 40mila euro da parte di un consorzio di imprese per la realizzazione ad Acerra di 40 appartamenti tra il giugno del 2011 e la primavera del 2012. Infine, proprio per non lasciare spazio a nessuno, il clan imponeva anche il pagamento di 250 euro all’anno a tutti gli ambulanti che operavano nel mercato rionale di Afragola. In altri casi, anzichè pretendere la tangente, i Moccia imponevano il noleggio di slot machine a bar e locali e di distributori di bibite e merendine persino in locali dell’Asl. E non trascuravano l’assunzione di persone a loro vicine in ditte delle pulizie e della raccolta rifiuti.

Ecco gli indagati.
In carcere
Angelino Giuseppe,
Auletta Antonio
Barra Vincenzo
Belardo Luigi
Bello Carmine
Bencivenga Mauro
Castiello Giovanni
Cennamo Gioacchino
Ciotola Giuseppe
Ciccarelli Antonio
D’Ambrosio Giuseppe
Del Prete Giovanni
Esposito Antonio
Esposito Luigi
Falco Giuseppe
Favella Francesco
Favella Maria
Felli Sabato
Ferraiuolo Luigi
Franzese Antonio
Iazzetta Filippo
Laurenza Antonio
Laurenza Raffaele
Liberti Domenico
Moccia Luigi
Moccia Teresa
Nobile Giuseppe
Nobile Raffaele
Pezzullo Angelo
Polizzi Corrado
Puzio Michele
Puzio Pasquale
Rocco Luigi
Sodano Roberto
Tranchino Giorgio
Zimbaldi Salvatore

Ai domiciliari
Bencivenga Giovanna
Capone Anna
Del Prete Vincenzo
Tuccillo Bruno
Tuccillo Teresa
Divieto di dimora nella provincia di Napoli per Levano Pasquale; obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Tuccillo Domenico e sospensione dal pubblico servizio per la durata di un anno per Boemio Antonio.

Uxoricidio a Bellona, la Procura: “La donna non aveva mai sporto denuncia”

Santa Maria Capia Vetere. Nessuna denuncia da parte della moglie di Davide Mango uccisa dal marito ieri pomeriggio. A sottolinearlo in una nota la Procura di Santa Maria Capua Vetere. “In merito ai gravi fatti occorsi nel pomeriggio di ieri, a Bellona – si legge nel comunicato- quest’Ufficio tiene a precisare che alcuna denuncia risulta essere stata sporta dalla signora Anna Carusone nei confronti del proprio coniuge Davide Mango e ne’ da altri familiari nei confronti di quest’ultimo. Pertanto – continua la nota -, questa Procura non è stata mai investita delle vicissitudini afferenti i due coniugi e dell’eventuale conflittualità esistente fra i medesimi. La tragicità degli eventi impone ancora una volta di ribadire che, a fronte di eventuali situazioni di conflittualità, venga operata una denunzia da parte delle donne interessate, onde consentire l’emersione di situazioni di violenza domestica e far sì che vi possa essere il pronto intervento delle forze dell’ordine, dei servizi sociali operanti sul territorio e dell’autorità giudiziaria’. ‘Solo l’emersione di tali fenomeni e l’intervento delle forze dell’ordine e della magistratura possano consentire che eventi del genere, per quanto possibile, vengano scongiurati nel futuro – si legge in conclusione della nota della Procura di Santa maria Capua Vetere – . Questa Procura della Repubblica persegue l’obiettivo della massima tempestività nel dare una risposta ai casi di violenza familiare oggetto di denunzia e ha sottoscritto un apposito protocollo con le Forze dell’Ordine e con gli Enti operanti nel settore, che consente di realizzare una efficace rete di sostegno alle vittime onde consentire alle medesime di superare qualsiasi remora nell’emersione delle vicende che le riguardano e di essere accompagnate nel percorso di denuncia e di affrancamento dalla violenza”.
Sul profilo Facebook della donna era apparso recentemente un messaggio contro la violenza sulle donne: “No alla violenza sulle donne”. E’ stato questo uno degli ultimi messaggi di Anna Carusone, moglie di Davide Mango, il 47enne che ieri a Bellona ha ucciso la donna e si è suicidato dopo aver tenuto per ore sotto scacco le forze dell’ordine ferendo lievemente 4 persone, tra cui il capitano della stazione dei Carabinieri di Vitulazio, a colpi di fucile esplosi dal balcone della sua abitazione. Una situazione familiare di forte conflittualità che, secondo gli investigatori, era presente da tempo in casa e che potrebbe essere la causa principale di quanto avvenuto ieri. Ha rischiato la vita anche la figlia 14enne dei due, riuscita a fuggire dall’abitazione e a mettersi in salvo giusto in tempo, prima che la follia omicida del padre prendesse il sopravvento su tutto e tutti.

Pozzuoli: sgomberati dai container, in cento davanti Comune

Un centinaio di persone del campo container di via Carlo Alberto Dalla Chiesa ad Arco Felice, a Pozzuoli (NAPOLI), che su ordinanza del sindaco devono lasciare gli alloggi precari per la presenza di amianto, entro il prossimo 30 gennaio, da due giorni stanno manifestando, con un presidio permanente, dinanzi all’ingresso della sede principale del comune. Chiedono il rinvio dello sgombero e una sistemazione futura per tutte le famiglie. Sul posto sono presenti le forze dell’ordine. Momenti di tensione si sono registrati quando i dimostranti hanno cercato di entrare negli spazi riservati agli uffici. A fianco delle famiglie si e’ schierato il sindacato inquilini che in una nota ha chiesto al sindaco di subordinare gli sgomberi alle sistemazioni abitative dei 43 nuclei. “Abbiamo proposto un percorso di accompagnamento per la ricerca di una adeguata e idonea soluzione anche per gli abusivi”, afferma dal suo canto il sindaco, Vincenzo Figliolia. “Stiamo facendo tutto cio’ che e’ nelle nostre possibilita’, – continua il primo cittadino – offrire aiuto a coloro che vivono condizioni di disagio e tutelarne la salute”. Delle 43 famiglie, poco piu’ di 170 persone, presenti nel campo container, sorto nel 1984, 19 avranno diritto ad una sistemazione negli alloggi popolari in via di completamento a Monterusciello, le altre, risultano abusive e per queste il comune, comunque, sta valutando ipotesi di sostegno. Intanto oggi tre nuclei familiari hanno lasciato il campo avendo ottenuto una sistemazione negli alloggi popolari di Monterusciello 1.

Camorra: Zagaria, ex sindaco? Lo avrei ucciso a modo mio

“Se avessi voluto uccidere Giovanni Zara lo avrei fatto con o senza Barone, e non lo avrei fatto con un incidente, ma a modo mio”. Dichiarazioni choc quelle rilasciate spontaneamente dal boss dei Casalesi Michele Zagaria, collegato in video-conferenza con il tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), al processo che lo vede imputato insieme con Fortunato Zagaria (sono solo omonimi, ndr), ex sindaco di Casapesenna, suo paese d’origine, per il reato di violenza privata con l’aggravante mafiosa commessa ai danni di un altro ex primo cittadino di Casapesenna, Giovanni Zara. Parole talmente gravi, che potrebbero celare un messaggio criptato verso l’esterno. Tanto che il pm della Dda di Napoli presente in aula, Maurizio Giordano, ha chiesto al presidente del collegio giudicante Maria Francica di inviare il verbale d’udienza alla Procura di Napoli.

Giugliano. Di Girolamo sarà capo coordinatore dei circoli PD

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Il dott. Pietro di Girolamo, segretario del circolo PD di Giugliano, sarà a capo del coordinamento dei circoli PD rientranti nel collegio 1 di Campania 1 che raccoglie i comuni di Calvizzano, Casandrino, Giugliano in Campania, Melito di Napoli, Mugnano di Napoli, Qualiano, Sant’Antimo e Villaricca per le prossime elezioni politiche del 4 Marzo 2018. La segreteria Metropolitana di Napoli del Partito Democratico, al fine di ottimizzare l’efficacia dell’azione politica durante la prossima campagna elettorale, ha deciso di individuare e quindi realizzare un coordinamento dei circoli del collegio e di affidarne il compito di coordinatore al dott. Pietro di Girolamo, attuale Segretario del circolo PD di Giugliano. Il coordinamento si riunirà per fornire alla Segreteria Metropolitana una rosa di nomi di cittadini legati al territorio e aderenti al Partito, da indicare come eventuali candidati per le prossime elezioni. Tali azioni mirando a meglio strutturare le realtà politiche dei territori, indirizzandone le risorse, si prefigge l’ottimizzazione dell’azione politica. L’indicazione degli eventuali candidati legati al territorio dà un segno profondo di cambiamento della strategia politica, cercando di suggerire a chi dovrà elaborare le liste, che prioritaria dovrà essere la conoscenza delle realtà locali di cui si è espressione.

Camorra, i Moccia davano ordini dal carcere. Tutte le accuse e i ruoli

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Camorra: 45 arresti clan Moccia, nel mirino pm ‘senatori’ cosca.Ci sono i boss ma anche i ‘senatori’ dei Moccia nel mirino degli inquirenti che, dopo indagini della Dia partenopea, dei carabinieri di Castello di Cisterna e della Squadra Mobile di Napoli, hanno ottenuto dal gip l’emissione di un provvedimento cautelare per 45 di 79 indagati che ha portato agli arresti di oggi. Tra questi, ci sono i vertici della cosca tra le piu’ potenti del Napoletano, con interessi nel Lazio e e in altre regioni italiane, militarmente ed economicamente di peso nel panorama della criminalita’ organizzata: Anna Mazza, morta qualche mese fa, nota come la ‘vedova’ per eccellenza della camorra, moglie del boss defunto Gennaro e madre di Luigi, ma anche di Teresa; tutti e tre insieme a Filippo Iazzetta componevano la ‘cupola’ del clan. Oltre ad Anna Mazza, altri due deceduti eccellenti sono elencati negli indagati le cui posizioni sono state valutate nelle 736 pagine firmate dal gip Tommaso Perrella, nonche’ tre collaboratori di giustizia. E ci sono anche i ‘senatori’ del gruppo, gli uomini cioe’ piu’ vicini ai vertici, diretti interlocutori dei boss. Anna Mazza e il figlio Luigi, scrive il gip, anche dal carcere nei loro periodi di detenzione hanno controllato saldamente la ‘famiglia’, con un condizionamento “violento, pervasivo e diffuso” delle attivita’ economiche di Afragola, di molti comuni dell’area Nord del capoluogo campano, e “con proiezioni affaristiche in altre regioni italiane”, gestendo interi settori imprenditoriali anche in maniera monopolistica; ma anche delle “amministrazioni pubbliche locali e centrali”. Anche da detenuti la ‘vedova’ e il figlio, dice il gip, impartivano direttive al clan con la “strumentalizzazione di qualsiasi modalita’ di comunicazione esterna”, grazie soprattutto ai colloqui con i familiari liberi, “accumulando nel tempo cospicue ricchezze illecite”, e riuscendo ad avere il controllo della cosca e “la supremazia sugli affiliati”. I loro ‘fiduciari’ distribuivano ordini e denaro. E ‘senatore’ e’ Salvatore Caputo, uno degli indagati, per gli inquirenti capo e promotore degli investimenti imprenditoriali e finanziari dei Moccia. Sempre destinatario della misura, Domenico Liberti, principale incaricato della trasmissione delle direttive dei boss e imprenditore del territorio “agli ordini dei Moccia, protetto e a disposizione della famiglia”, la cui attivita’ di gioielliere tornava utile anche per gli affari della cosca. Poi ci sono Pasquale Puzio, per gli inquirenti una sorta di addetto alle relazioni esterne, con compiti delicati, anche di interlocuzione con altri clan, con i quali del resto i Moccia fin dagli anni ’80 intrecciavano complesse alleanze compresa quella della Nuova Famiglia nella guerra di camorra contro la Nco di Raffaele Cutolo; Raffaele Corcione, a disposizione per esigenze logistiche come gli accompagnamenti; Antonio Franzese, plenipotenziario sul territorio di Afragola, roccaforte dei Moccia. e Claudio Piscitelli, componente del ‘gruppo di fuoco’ fin dagli anni ’80, braccio armato dei Moccia coordinato da Salvatore Scafuto che si occupa anche delle estorsioni e dell’usura a Casoria.

Pompei, carabinieri eseguono 4 ordinanze per furti in centro commerciale

I carabinieri di Pompei hanno dato esecuzione a un’occ emessa dal gip del tribunale di Torre Annunziata per associazione a delinquere finalizzata ai furti e per indebito utilizzo di carte di credito. Sono tutti legati tra loro da vincoli di parentela nei periodi di festa o durante l’estate le 3 donne scendevano a Pompei e in provincia di Salerno e lì si davano ai furti. I militari hanno accertato 4 colpi, tutti in centri commerciali di Pompei, Pontecagnano e Salerno: l’indagine per identificare i malfattori ha fatto leva sull’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza istallati dentro e fuori gli esercizi commerciali e sulle descrizioni fornite dalle vittime oppure dai testimoni presenti nei luoghi in cui erano stati commessi i furti. tutto è partito nell’agosto 2017 quando la petrillo fu arrestata in un centro commerciale di pompei dopo aver tentato il pagamento di 3 smartphone del valore complessivo di circa 900 euro con un bancomat. Fu bloccata dai carabinieri proprio mentre tentava il pagamento e perquisendo la sua borsa i carabinieri rinvennero 1600 euro e 200 franchi, sequestrati poiché ritenuti verosimilmente di provenienza illecita; accertarono inoltre che quel bancomat era stato rubato poco prima in un supermercato di pompei. poi le verifiche si estesero in particolare sulla macchina utilizzata per arrivare in uno dei centri presi di mira e unendo i vari elementi i militari riuscirono a risalire a tutti i componenti del gruppo. Il provento di questo accordo è stato quantificato in circa 3mila euro: in parte sono stati recuperati in contante (i 1600 euro), il resto lo sarà grazie a un decreto di sequestro emesso dal gip nei confronti dei loro conti correnti.

Centrodestra, fatti i primi nomi dei candidati Sindaco

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Torre del Greco – Alessandra Tabernacolo, Romina Stilo, Antonio Spierto e Salvatore Quirino: questi sono i nomi delle prime candidature ufficiali della coalizione di Centrodestra. Ieri sera, al Tavolo del Centrodestra, hanno partecipato i partiti Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega (già Noi con Salvini), con le civiche Insieme per la Città (guidata da Alfonso Ascione), Lista civica Ora (composta dal gruppo Spierto-Brancaccio-Gentile-Guida), Forza Torre dell’ex vicesindaco Donato Capone, e le nuove entrate: Torre Futura (rappresentata da Ciro Balzano e Pietro Paolo Panariello) e Movimento Torrese (con Salvatore Iacomino e Francesco Lavela). Assente giustificato il Partito repubblicano per impegni romani dei propri vertici nella composizione delle liste per le Politiche di marzo.
“Alessandra Tabernacolo e Salvatore Quirino sono la nostra scelta per la candidatura a sindaco, nulla toglie poi, che, per i principi di unità e di condivisione dei facenti parte della coalizione, siamo disponibili a valutare altre candidature. Sempre che, abbiano le caratteristiche dei nostri candidati: figure politiche e con consenso elettorale”, così i rappresentanti di Fratelli d’Italia hanno spiegato ieri sera la loro posizione al Tavolo. Mentre, in maniera più diretta le due civiche Forza Torre e Torre Futura hanno supportato la candidatura di Romina Stilo. Così come è stato diretto la lista civica Ora nell’indicare Antonio Spierto come proprio nome di riferimento. La lista civica Insieme per la Città ha, invece, chiosato che “siamo per la condivisione del candidato, e solo insieme si può fare un nome che vada bene a tutti. Poi, va bene la figura politica nella scelta del candidato, ma se non si dovesse trovare un accordo sul nome, si potrebbe prendere in considerazione anche la possibilità che il candidato venga dalla società civile.” Le altre liste e partiti, invece, si sono riservati di fare in seguito i nomi dei loro candidati a sindaco. Prima di toccare l’argomento delle candidatura a sindaco, c’è stato un primo passaggio sulla costituzione del Tavolo Tecnico per il programma di governo. Luca Alini, per Fdi; Roberto Auciello, per la lista Ora, Annarita Ottaviano, per la civica Insieme per la Città; Donato Capone, per Forza Torre; Michele Langella e Riccardo Loffredo, per la Lega; Movimento Torrese ha fatto i nomi di Salvatore Iacomino e Francesco Lavela; Torre Futura ha optato per Ciro Balzano e Pietro Paolo Panariello. Mentre Forza Italia si è presa una settimana di tempo per comunicare i propri nomi per il Tavolo Tecnico che si occuperà di approfondire i seguenti punti del programma di governo: patrimonio, periferie, impiantistica sportiva, sviluppo economico e sociale, servizi sociali, mobilità e riorganizzazione della pianta organica comunale. Al tavolo è intervenuto nuovamente in maniera esplorativa anche l’ex consigliere comunale Ciro Piccirillo in rappresentanza di tre liste civiche: La Svolta, Terra Mia e Momento di Cambiare che ha dichiarato che “pur avendo anche un proprio nome da proporre al tavolo in rappresentanza delle tre liste, che però verrà presentato al momento della scelta della compagine più affidabile, nonostante ciò, esprimo in questo frangente apprezzamento per i seguenti nomi proposti dal tavolo: Spierto, Tabernacolo e Quirino.” Il prossimo appuntamento è stato fissato per martedì 30 gennaio.

Aversa, rapina e spaccio di stupefacenti: 3 in manette

Aversa. In data odierna, all’esito di indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, i Carabinieri del Reparto Territoriale di Aversa hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa di misura cautelare della custodia cautelare in carcere nei confronti di due indagati, della misura degli arresti domiciliari nei confronti di tre indagati e dell’obbligo di dimora nei confronti di un indagato, emessa dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su conforme richiesta della locale Procura, ritenuti responsabili, in concorso tra loro ed a vario titolo, dei reati di rapina (art. 628 c.p.), estorsione (art. 629 c.p.), spaccio di sostanze stupefacenti (art. 73 D.P.R. 309/90) e sfruttamento della prostituzione (art. 3 L. 75/1958). L’indagine, condotta dai Carabinieri della Stazione di Trentola Ducenta (CE) nel corso dell’anno 2013, scaturisce da alcuni controlli originariamente relativi a delitti di ricettazione e contraffazione di documenti di identità. II monitoraggio di alcuni soggetti emersi in quella circostanza, ha delineato il coinvolgimento di questi ultimi nella commissione di numerosi reati di natura diversa. In particolare, è stato raccolto un grave compendio indiziario in relazione alla commissione di: quattro rapine ad esercizi commerciali in Santa Maria C.V., aggravate dall’uso di un’arma e compiute da alcuni degli indagati al fine di procurarsi denaro da impiegare per l’acquisto di sostanze stupefacenti; estorsioni nei confronti di uomini, previamente adescati attraverso truffaldini annunci pubblicati su internet, con relativa offerta di prestazioni sessuali dietro corrispettivo. In tali casi, a fronte del tentativo di alcune delle vittime di recuperare il denaro consegnato, gli indagati minacciavano di ritorsioni finalizzate a farli desistere dalla pretesa restitutoria; numerosi episodi di cessione di sostanze stupefacenti in favore di giovani acquirenti, residenti in diversi comuni del casertano e del napoletano; un’attività di sfruttamento della prostituzione di alcune ragazze lungo la via Carlo III in località San Nicola La Strada, perpetrata da uno degli indagati, resosi altresì responsabile di una condotta estorsiva posta in essere ai danni di un transessuale, minacciato e costretto a consegnare del denaro in cambio della possibilità di esercitare l’attività di meretricio nella suddetta località.

Cori razzisti, curva Atalanta chiusa un turno con sospensiva

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Il giudice sportivo ha disposto la chiusura di un turno della curva Nord dell’Atalanta a causa dei cori razzisti dei tifosi bergamaschi all’indirizzo di Koulibaly, difensore del Napoli. L’esecuzione di tale sanzione è sospesa per un anno e diventerà effettiva in caso di nuova violazione. Nella relazione dei procuratori federali al giudice sportivo “si riferisce che i sostenitori della società Atalanta, assiepati nel settore ‘Curva Nord Pisani’ si rendevano responsabili, al 20° minuto del secondo tempo, nel numero di circa 4.000 (rispetto ai 8.068 occupanti), ed al termine della gara, nel numero dei circa 300 ancora presenti, di cori espressione di discriminazione razziale nei confronti del calciatore del Napoli Koulibaly”. Tali cori, spiega il giudice sportivo, “venivano percepiti da tutti e tre i collaboratori della procura, posizionati anche in parti dell’impianto distanti dal settore sopradetto”.

La maglia record di Hamsik al Museo Nazionale di Napoli

Marek Hamsik ha lasciato la sua maglia indossata contro la Sampdoria, quella con cui ha segnato il gol numero 116 con il Napoli, in una teca del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. “Fa effetto vedere la mia maglia in un museo – ha spiegato Hamsik – li ho segnati in oltre dieci anni, che sono tre quarti della vita di un calciatore. Sono contento di essere riuscito a fare tanti gol da centrocampista”. Hamsik ha messo la sua maglia accanto ad altre magliette storiche della squadra azzurra nella mostra che celebra con i trofei e le immagini i successi e i momenti piu’ belli del club, e restera’ allestita fino al 28 febbraio in una sala del Mann. “Sono contento di far parte di questa mostra e della storia del Napoli – ha detto Hamsik – ho fatto tanti gol belli e importanti ma quelli che si ricordano di piu’ sono quelli che portano trofei e quindi dico che preferisco quello in finale di Coppa Italia con la Juve”. A proposito del nuovo record di gol con cui ha superato Maradona diventando il giocatore che ha segnato piu’ reti con la maglia del Napoli, Hamsik ha spiegato: “Ancora non me ne rendo conto bene, anche se ogni giorno me lo ricordano tutti quelli che incontro, soprattutto i bambini. Me ne rendero’ conto pienamente quando smettero’ di giocare e ripensero’ alla mia carriera, ora abbiamo troppe partite e impegni uno dietro l’altro”. Hamsik ha depositato la maglia con orgoglio nel Museo ma poi ha sorriso, sottolineando: “L’accordo e’ che resta qui fino alla fine della mostra, poi me la riprendo, la conservero’ sempre”.

Vinilici – perché il vinile ama la musica: presentazione del film giovedì 1 febbraio al The Gallery Studio

Parte da Napoli, originaria capitale della musica e del disco in Italia, “Vinilici – perché il vinile ama la musica”: il primo film completamente italiano dedicato a questo meraviglioso supporto.
Il progetto sarà presentato giovedì 1 febbraio 2018, alle ore 19.00, al “The Gallery Studio” in occasione di una mostra fotografica delle foto di scena di Davide Visca e con la proiezione – a cura di Napoli Film Industry – di una serie di frame del docufilm in corso di realizzazione.
The Gallery nasce ufficialmente nel dicembre 2017 con la presentazione del suo spazio nel centro di Napoli in cui mettere a confronto le esperienze più stimolanti del panorama artistico e culturale della città, con particolare riguardo per le giovani generazioni di designer e fotografi: progetti pionieristici legati alla definizione di un linguaggio e di una identità artistica del presente contemporaneo.
Davide Visca, classe 1964, fotografo professionista dal 1996, ha come background un passato da musicista. Per diversi anni si è occupato di fotografia commerciale e di architettura, per poi approdare al ritratto. Dal 2008 si occupa quasi esclusivamente di fotografia di eventi live e teatro, ritratto e book per artisti.
Saranno presenti alla mostra gli autori del film: Nicola Iuppariello – già curatore del volume “Vinilici. La passione per il disco” e di DiscoDays, la fiera del disco e della musica a Napoli – Vincenzo Russo, organizzatore di eventi musicali e del DiscoDays, ed il regista Fulvio Iannucci che, insieme alla troupe, girerà alcune scene del docufilm.

Musica Libera presenta la seconda parte della stagione concertistica. Venerdì 26 alla Fondazione Humaniter

L’associazione culturale Musica Libera presenta, venerdì 26 gennaio alle ore 17.00 presso la Fondazione Humaniter in Piazza Vanvitelli 1 (Aula Magna quarto piano scala C), la seconda parte della sua stagione concertistica 2017/18. Durante l’incontro verrà lanciato il primo crowdfunding (coordinato da Lucio de Feo e Franco Piras) per il grande concerto pasquale di Sant’Eligio del 26 marzo in collaborazione con La Corale Giubileo diretta dal Maestro Filomena Scala. “Con questa raccolta fondi, la prima nella storia ventennale dell’associazione, oltre a voler attirare l’attenzione su un gioiello dell’architettura sacra napoletana come Sant’Eligio, il nostro obiettivo è riattivare l’organo della chiesa (non a canne), così da poter permettere anche ad altre formazioni di eseguire musica sacra in questo luogo meraviglioso. Il Concerto per Sant’Eligio vede in programma il famosissimo “Stabat Mater” di Pergolesi in una versione per coro e strumenti da me curata e eseguita dalla Corale Giubileo e dall’Ensemble strumentale della nostra associazione. Il concerto sarà preceduto da una rara esecuzione delle Litanie in Sol minore di Francesco Durante, che di Pergolesi fu Maestro. Il tutto sarà ampiamente descritto anche sul nostro nuovo sito internet dove viene sottolineato come la nostra associazione si caratterizza per l’interazione con altre realtà culturali, la scelta di musicisti campani, perlopiù napoletani ”, spiega Lucio De Feo, presidente di Musica Libera.
Da domenica 11 febbraio fino a domenica 10 giugno, la Domus Ars (via Santa Chiara 10) ospiterà sei concerti con tanti protagonisti: l’11 febbraio si esibirà il duo Synthesis con Andrea Caputo, tra i più promettenti solisti di clarinetto che lo scorso anno non ancora ventenne ha vinto il Master biennale di specializzazione presso il Mozarteum di Salisburgo, dove attualmente studia sotto la guida del 1° clarinetto dei Wiener Philarmoniker. Il 4 marzo sarà la volta dei Brigan, formazione che fonde la musica di due tradizioni, quella campana con quella celtica. Il pianista Genny Basso, musicista nato nell’associazione Musica Libera, diplomato al Conservatorio di San Pietro a Majella e oggi molto apprezzato in Europa e in Giappone, si esibirà il 18 marzo.  L’Ensemble Novissimo, formato da giovani e giovanissimi allievi del Conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli suonerà il 15 aprile mentre i Vibra Piano il 6 maggio. Gran finale il 10 giugno con Mimmo Maglionico e Roberto Trenca.

‘Torre di note’ a Palazzo Vialdo: la rassegna di musica live parte con Giovanni Block

L’elegante Palazzo Vialdo, che vanta dodici anni di esperienza e successi nell’ambito enogastronomico a Torre del Greco (via Nazionale 981), inaugurerà venerdì 26 gennaio, alle ore 20.00, la rassegna “Torre di note” dedicata alla musica live con l’intento di custodire quanto di più prezioso esiste nel tessuto tradizionale e culturale del territorio. In collaborazione con la Polosud Records & Be Quiet, la famiglia Di Prisco, capitanata da Vincenzo, patron della struttura, inizierà il nuovo anno aprendo le porte a un appuntamento fisso quindicinale con la musica di qualità e offrendo un’ulteriore attrattiva per i suoi clienti. Tra i tanti spazi del palazzo d’epoca che ha da sempre coniugato, nel suo arredo e nelle sue attività, raffinatezza e dinamismo, sarà la sala Pa’Nino, riproduzione di un’antica casa napoletana, a ospitare gli artisti della rassegna.
Il cantacompositore partenopeo Giovanni Block farà da apripista esibendosi in quartetto (ingresso 15 euro con consumazione). Lo accompagneranno sul palco Dario Maiello (basso), Augusto Bortoloni (batteria) e Francesco Lettieri (pianoforte). L’artista pluripremiato, dalla personalità irrequieta e imprevedibile, fondatore del collettivo Be Quiet e attualmente direttore artistico del teatro Bellini e dell’Ugo Calise Festival di Oratino (il festival nazionale per la giovane canzone d’autore), è anche produttore e arrangiatore di dischi. Porterà in scena alcuni tra i suoi brani di successo tratti dai due lavori “Un posto ideale” e “S.P.O.T.” senza tralasciare inediti e altre sorprese.
La rassegna proseguirà il 9 febbraio con il pianista Mariano Bellopede, il 23 febbraio con il cantante, musicista e attore Attilio Fontana e il 9 marzo con il cantautore napoletano Ciro Sciallo.

Salerno, abusò di una minore: risarcisce il danno e patteggia la pena

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Salerno. Due anni di reclusione per T.M., ventisette anni, accusato di avere abusato di una quattordicenne ospite di una casa famiglia della zona orientale della città dove il giovane lavorava come educatore. Ha risarcito il danno e patteggiato la pena. La sentenza è stata pronunciata ieri dal Gup del tribunale di Salerno, Piero Indinnimeo, che ha ratificato il patteggiamento a carico del giovane assistito dall’avvocato Agostino De Caro. La ragazzina, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Denami, ha rinunciato alla costituzione di parte civile in virtù del risarcimento, pari a cinque mila euro, che la madre della minore, che non ne ha mai perso la potestà genitoriale, intende vincolare fino al raggiungimento della maggiore età della figlia. Violenza sessuale aggravata era la pesante ipotesi di reato contestata al giovane educatore in seguito alla denuncia della ragazzina che, dopo essersi confidata con le assistenti sociali della struttura di Salerno. La vicenda risale al 2015 nell’ambito di un clima estremamente confidenziale che si era creato tra la ragazzina e l’operatore.  T.M., all’epoca dei fatti giovanissimo, aveva stabilito con lei un forte legame. La ragazzina  fragile e con una storia familiare difficile e complicata ulteriormente dall’arresto della madre per spaccio di stupefacenti, in virtù di quella fiducia riposta non aveva denunciato prima quegli episodi di cui è stata vittima. Il suo malessere, però, non è sfuggito alla responsabile della struttura che è riuscita a raccoglierne le confidenze. È stata la stessa minore nel corso dell’incidente probatorio ad affermare che credeva ciecamente in quell’uomo che ogni giorno incontrava in quella casa che, per lei, rappresentava ormai una famiglia. L’imputato, dal suo canto, avrebbe perso la testa per quella ragazzina che appariva bisognosa di tanto affetto. Gli abusi palpeggiamenti e atti sessuali si sarebbero consumati una notte all’interno della stanza dove l’adolescente dormiva. Sarebbe stata la stessa ragazzina a far entrare l’uomo per chiacchierare ma la situazione sarebbe sfuggita di mano e il giovane educatore, approfittando del suo ruolo, avrebbe abusato della ragazzina che, dal suo canto, non avrebbe però opposto alcun tipo di resistenza. Le accuse formulate dalla Procura di Salerno, che lo scorso mese ha chiesto il rinvio a giudizio per l’imputato, erano aggravate dal suo ruolo di educatore.

Vandali sui treni regionali in partenza da Napoli: distrutte otto vetture in pochi giorni

Napoli. Vandali in azione sul treno regionale Napoli-Formia: danneggiate altre otto vetture. Secondo quanto rende noto Trenitalia, ieri, il capotreno del R12352 Napoli – Formia si è accorto, in arrivo a San Marcellino, che in due vetture erano stati frantumati i vetri di due finestrini, probabilmente per un lancio sassi. Nelle carrozze danneggiate non c’erano passeggeri. Il treno ha proseguito il viaggio, ma la corsa di ritorno è stata cancellata e sostituita con autobus per parte del percorso. Il 6 gennaio, a Maddaloni Inferiore, distrutti da ignoti 50 vetri tra finestrini, porte interne e di salita su 6 carrozze del R2421 Roma – Napoli. Ad appena 24 ore di distanza, la sera successiva, nella stessa località e sempre allo stesso treno, frantumati i vetri di due finestrini. Per tutti gli episodi è stata presentata denuncia. Le conseguenze degli atti di vandalismo, ricorda Trenitalia, oltre al danno economico e d’immagine, si traducono principalmente in disagi procurati alla clientela, privata della corsa o costretta a viaggiare su treni con un minor numero di posti a disposizione. Infatti, le vetture danneggiate non possono circolare fino a quando non escono dalle officine dove vengono inviate per le necessarie riparazioni. In Campania, nel 2017, le azioni di vandalismo sulle vetture dei treni regionali hanno causato a Trenitalia danni economici per oltre 145mila euro.