Napoli.Denunciato barista 19enne a Secondigliano: alimentava il suo locale con allacciamento abusivo alla rete pubblica. L”operazione di controllo in tutto il quartiere è stata portata a termine dai carabinieri della stazione di Secondigliano hanno effettuato nel quartiere un servizio per contrastare fenomeni d’illegalità diffusa. Sottoposte a verifiche numerose attività commerciali ed alcune abitazioni. Denunciato per furto aggravato e continuato di energia elettrica un 19enne del “Rione dei Fiori” già noto alle forze dell’ordine che alimentava il suo bar sul viale Barbiere di Siviglia con un allacciamento abusivo alla rete elettrica, come accertato con il supporto di tecnici dell’Enel fatti intervenire sul posto.
Come i killer più spietati: Capasso ha sparato anche in testa alla figlia alla quale aveva detto: ‘Non ti farò mai del male’
Luigi Capasso come i killer più spietati. Si è accanito contro la sua vittima e le ha esploso addirittura in colpo in testa. Solo che la vittima non era un camorrista da ammazzare ma una povera bambina innocente di soli 8 anni e chi ha fatto fuoco è il suo papà. Quell’appuntato dei carabinieri originario di Secondigliano che tre giorni fa a Cisterna di Latina ha prima ferito gravemente la moglie Antonietta Gargiulo, originaria di Melito ( e dalla quale si stava separando), e poi ha ucciso le due figlie prima di suicidarsi. Ma i particolari che stanno emergendo da quello che sembra sempre più un racconto dell’orrore vanno anche al di là della immaginazione umana. Secondo quanto riportano i media del basso Lazio, ci sono dettagli raccapriccianti rispetto a come Capasso abbia ucciso Martina e Alessia, le figlie. Contro la prima ha fatto fuoco tre volte, mentre dormiva nel letto matrimoniale. Era in stanza con la mamma, evidentemente, e la donna l’aveva lasciata lì per andare al lavoro, in attesa dell’arrivo della baby sitter. Alessia, invece era nella stanza a fianco, ha sentito, si è alzata, ha provato forse anche a difendersi dall’uomo del quale aveva grande timore. Il papà, accecato dalla sua furia omicida, si è accanito contro di lei, ha esploso sei colpi con la pistola d’ordinanza, raggiungendola anche alla testa.
E pensare che proprio ad Alessia il 9 dicembre, in una telefonata che lui stesso aveva registrato e diffusa in questi giorni da tutti i media nazionali dopo che era stata anticipata dalla trasmissione Pomeriggio 5, le diceva: “Papà non ti farà mai del male”. E invece ha infierito contro di lei senza pietà. E infine gli altri due colpi rimasti del caricatore della sua pistola di ordinanza (quattro li aveva esplosi poco prima nel garage contro la moglie, rimasta ferita gravemente) sono stati esplosi uno verso la porta-finestra della stanza da letto e l’altro a sé stesso prima che i carabinieri entrassero nell’appartamento dove si era asserragliato e dopo 6 ore di unitili trattative. Sul fatto che possedesse ancora la calibro 9 parabellum in uso ai militari c’è un inchiesta della Procura di Latina e due inchieste interne all’arma dei carabinieri. Visto che Capasso era un cura da uno psicologo dopo la separazione dalla moglie ma dopo una solo settimana di riposo gli era stato consentito di tornare al lavoro. Le indagini della Procura ordinaria che sono coordinate dal pm Giuseppe Bontempo di Latina, e che ha disposto anche l’acquisizione di tutte le lettere lasciate da Capasso e nei prossimi giorni sentirà anche i familiari e la sua amante alla quale ha lasciato i 5mila euro. Ma il magistrato vuole rileggere anche tutti gli esposti presentati da Antonietta Gargiulo. Poteva essere fermato Capasso? Si dovevano analizzare meglio gli esposti presentati in Questura? Domande che a questo punto sembrano anche inutili visto quello che è stato capace di compiere l’appuntato dei carabinieri ma che devono far riflettere tanto. Intanto i funerali delle figlie, Alessia e Martina, non sono stati ancora fissata. Le due bambine sono state ricordate prima dell’inizio della partita dell’Olimpico tra Lazio e Juventus, la tifoseria biancoceleste le ha salutate con uno striscione.
Rubano bici elettriche a Sorrento e poi cercano di scappare in Circum: arrestati
Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Sorrento hanno arrestato Gaetano Beneduce di 29 anni, e Ernesto Caruso di 33 anni, entrambi di Ercolano, responsabili in concorso del reato di furto.Ieri mattina su nota della Sala Operativa i poliziotti sono intervenuti nei pressi della Stazione Circumvesuviana di Sant’Agnello bloccando la coppia di ladri prima che potesse prendere il treno. Beneduce e Caruso sono stati trovati in possesso di due biciclette elettriche rubate poco prima in via Sersale a Sorrento. Erano di due studenti del Liceo Scientifico Salvemini, messe con tanto di catena di fronte al Parco Ibsen. Indosso al 29enne gli agenti hanno rinvenuto diversi arnesi atti allo scasso: tronchese, cacciaviti e viti.Le due biciclette elettriche erano parcheggiate e legate da catene ad una ringhiera. Ma quest’ultime erano state tranciate presumibilmente con la tronchese sequestrata.Domani mattina i due ladri saranno giudicati con rito direttissimo dal Tribunale di Torre Annunziata.
Napoli, nasconde la droga nel muro: preso 18enne di San Giovanni
Napoli. E’ stato sorpreso dai Carabinieri mentre stava nascondendo eroina e cocaina in un anfratto ricavato in un muro: in manette è finito è finito Ernesto Monaco, 18enne di San Giovanni a Teduccio già noto alle forze dell’ordine.L’arresto è avvenuto nel quartiere di Poggioreale. Nel nascondiglio, in una parete di uno stabile di via Comunale Ottaviano, i militari hanno trovato una busta con circa 6 grammi di eroina in dosi pronte per lo spaccio al dettaglio e una dose di cocaina. Al giovane sono stati sequestrati anche 75 euro ritenuti provento dello spaccio. I carabinieri ora stanno indagando per risalire al fornitore della droga al ragazzo.
Elezioni, file ai seggi di Napoli e provincia
Lunghe code intorno all’ora di pranzo si stanno verificando ai seggi di Napoli, sia al centro che nelle periferie, come Ponticelli. “Ho fatto una fila di oltre un’ora”, sbotta una donna appena uscita dal seggio di Piazza del Gesu’ insieme alla figlia piccola. Le operazioni di voto risultano rallentate in particolare dalla nuova regola del tagliando antifrode da staccare dalla scheda: “Bisogna spiegare il nuovo sistema a moltissimi elettori – spiega la presidente di un seggio, al Liceo Genovesi, nel cuore della citta’ – e molti devono tornare nella cabina elettorale perche’ non avevano piegato bene la scheda”. Qualche nervosismo da parte degli elettori anche per la nuova regola che prevede che sia lo scrutatore a mettere la scheda nell’urna: “Diverse persone si sono sorprese – spiega un’altro scrutatore – ma quando spieghiamo loro la nuova legge e vedono che quando ci consegnano la scheda la mettiamo nell’urna sotto il loro sguardo si tranquillizzato”.
Dramma Astori: rinviate la Serie A e le restanti partite di B
Napoli, il vigilante aggredito è sempre in prognosi riservata
Resta ancora riservata la prognosi per la guardia giurata Francesco Della Corte di 51 anni di Marano di Napoli ferito gravemente con un colpo alla testa mentre effettuava il servizio di perlustrazione notturna nella stazione della linea 1 della metropolitana di Piscinola a Napoli. L’uomo e’ in gravi condizioni e sotto sedazione. Dopo il trasporto in ospedale, al Cardarelli, e’ stato sottoposto ad un lungo intervento chirurgico. Dolore e rabbia tra i familiari per la violenta aggressione. L’uomo e’ stato trovato riverso a terra, privo di sensi e sanguinante, dopo essere stato colpito alla testa forse col piede di un tavolo. Ancora da accertare le cause dell’aggressione. Continua la caccia agli autori del violento pestaggio da parte delle forze dell’ordine.
Choc nel mondo del calcio: morto Astori, il capitano della Fiorentina
Mondo del calcio sotto choc. Il capitano della Fiorentina Davide Astori e’ morto in nottata per cause non ancora precisate. Secondo quanto si e’ appreso, il giocatore era in un albergo di Udine con la squadra. – Udinese-Fiorentina, in programma oggi, non si giochera’ in segno di lutto per la morte del capitano dei viola Davide Astori.Il rinvio e’ stato deciso dal commissario della Lega di serie A, Giovanni Malago’.
A causare la morte del giocatore sarebbe stato un arresto cardiocircolatorio. E’ confermata la notizia che Astori, 31 anni, capitano della Fiorentina e difensore della Nazionale, al momento del decesso si trovava nell’albergo ‘La’ di Moret’ in ritiro insieme con la squadra in vista della partita, di oggi, con l’Udinese. L’incontro e’ stato rinviato per decisione del commissario della Lega Calcio, Giovani Malago’.
Benevento, famiglia Vigorito: “il presidente presto sarà dimesso”
Pescara: via Zeman, grillino trombato
Zeman non e’ piu’ l’allenatore del Pescara: boemo trombato nel giorno delle elezioni, appuntamento per lui a 5 stelle dopo il recente pronunciarsi pubblico a favore. La decisione e’ stata presa dal presidente Daniele Sebastiani nella nottata dopo una lunga riflessione. Fatali al boemo, oltre al ko di ieri a Cittadella, anche i risultati negativi della squadra che si trova a cinque punti dalla zona play-out. La squadra sara’ affidata al tecnico della Primavera Massimo Epifani, ma per la sostituzione di Zeman si fa il nome di Roberto Stellone, che da alcune settimane si e’ trasferito a Pescara. Questo il comunicato ufficiale della societa’ biancazzurra sul sito: “La Delfino Pescara 1936 comunica di aver sollevato dall’incarico l’allenatore della Prima Squadra Zdenek Zeman ed il suo staff tecnico. Ringraziandoli per la professionalita’ profusa in questi mesi la Societa’ augura al tecnico e ai suoi collaboratori le migliori fortune professionali”.
Elezioni: per il riparto dei seggi nazionali bisognerà attendere l’arrivo di tutti i dati al Viminale
Sono aperti dalle ore 7 alle ore 23 oggi i seggi dove si svolgeranno le operazioni di voto per il rinnovo del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. Le operazioni di scrutinio elettorale cominceranno alle ore 23.00 di domenica, in successione immediata alla chiusura delle sezioni.La prima fase – si legge sul sito del Ministero dell’Interno – consisterà nella verifica, da parte dei Presidenti di seggio, del numero delle schede, con la conseguente comunicazione del dato complessivo dei votanti.Immediatamente dopo affronteranno lo scrutinio del voto del Senato, a conclusione del quale si proseguirà con quello della Camera dei Deputati.I dati affluiranno direttamente dai seggi ai Comuni, alle Prefetture e al Ministero dell’Interno che, come è noto, fornisce esclusivamente un dato ufficioso, rimanendo nella competenza delle Corti d’Appello, la verifica dei verbali e la proclamazione degli eletti.Qualsiasi cittadino, oltre naturalmente gli organi di informazione, accedendo al sito www.interno.gov.it al link “eligendo” potrà seguire in diretta lo scrutinio dei dati che, immessi nel sistema elettorale senza soluzione di continuità, concorreranno a costruire il risultato. La complessità del meccanismo prevede un riparto nazionale che tenga conto della cifra che ciascuna lista elettorale ottiene su tutti i territori per definire le percentuali necessarie al riparto dei seggi.I voti delle liste in coalizione che a livello nazionale non avranno ottenuto almeno il 3%, ma più dell’1%, concorrono alla cifra elettorale nazionale di ciascuna coalizione.Questa operazione presuppone, pertanto, la necessità che tutte le oltre 61.000 sezioni abbiano concluso le operazioni e abbiano inviato i dati. La mancanza, anche di una o più sezioni, che (per i motivi più vari) non abbia concluso e trasmesso i risultati, non rende possibile la determinazione della cifra nazionale e, quindi, il conseguente riparto.Meno complessa e prevedibilmente più rapida è l’individuazione dei candidati eletti nei collegi uninominali, per i quali non è necessario attendere la cifra nazionale, ma solo la chiusura del collegio uninominale.Individuata la cifra nazionale di ciascuna lista o coalizione e la percentuale spettante alle singole circoscrizioni, il Viminale indicherà i seggi delle liste nei collegi plurinominali, nonché i candidati che risulteranno ufficiosamente eletti in uno o più collegi plurinominali.Alla proclamazione degli eletti provvederanno, sulla base dei verbali di sezione, gli Uffici delle Corti d’Appello.Il procedimento potrà risultare particolarmente articolato nel caso di eletti in più collegi plurinominali a fronte di liste cosiddette “incapienti” (caratterizzate, cioè, da un insufficiente numero di candidati rispetto ai seggi spettanti). In quest’ultimo caso gli Uffici Giudiziari competenti (Corte d’Appello e Ufficio Centrale presso la Corte di Cassazione) dovranno individuare definitivamente gli eletti ai fini della proclamazione.Una costante e proficua collaborazione – si legge sempre sul sito- è da tempo in atto tra il Ministero dell’Interno, le Corti d’Appello e l’Ufficio Centrale Nazionale (Corte di Cassazione) per raggiungere l’obiettivo di una corretta gestione delle operazioni susseguenti alla consultazione elettorale e di un reciproco, costante confronto e supporto nelle varie fasi del procedimento.
Torre del Greco: arrestata la figlia del boss
I carabinieri della stazione torre del greco centro hanno arrestato su ordine di carcerazione emesso dalla procura di Napoli, Antonietta Papale, 31 anni, domiciliata al vico Portosalvo, (figlia di luigi, il capo dell’omonimo clan operante nel controllo degli affari illeciti a Torre del Greco ed Ercolano, già nota alle forze dell’ordine e ritenuta affiliata). La Papale si trovava agli arresti domiciliari ed è stata arrestata perchè dovrà espiare una condanna definitiva a 6 anni, 10 mesi e un giorno di reclusione per associazione di tipo mafioso commessa dal 2007 al 2014 in Ercolano. Dopo le formalità di rito è stata rinchiusa nella casa circondariale di Santa Maria Capua a Vetere.
La donna era stata condannata insieme con la madre Gelsomina Sepe, per associazione a delinquere con l’aggravate del 416 bis ed estorsione ai danni di alcuni imprenditori di Ercolano. Nel corso del processo non sono mancati i colpi di scena. Infatti, nel corso di una delle udienze Antonietta Papale, in lacrime, chiese alla corte di poter abbracciare la madre che non aveva avuto modo di vedere da dopo l’arresto. I giudici e il pubblico ministero acconsentirono e alla fine dell’udienza Antonietta abbracciò la madre Gelsomina Sepe.
Strage di Cisterna, Antonietta verso il risveglio. Capasso ha lasciato soldi anche all’amante
Antonietta Gargiulo, l’unica sopravvissuta della strage familiare di Cisterna di Latina, potrebbe essere risvegliata dal coma farmacologico in cui si trova da tre giorni, al massimo entro domani. I medici dell’ospedale san Camillo di Roma, dove si trova ricoverata, hanno iniziato da ieri le operazioni che la porteranno al risveglio completo. La prognosi dell’operaia della Findus, originaria di Melito di Napoli, resta riservata e dall’ospedale romano i medici rendono noto che i valori della donna sono stabili. Antonietta è stata ferita da tre colpi di arma da fuoco, esplosi dalla pistola di ordinanza del marito ( dal quale si stava separando) l’appuntato dei carabinieri Luigi Capasso, originario di Seconsigliano che dopo averla ferita ha uccisa le due figliolette e poi si è suicidato. Antonietta quindi non sarà cosciente prima di due o tre giorni e i medici escludono che possa parlare. Sia la mascella che la mandibola sono bloccate dopo l’intervento chirurgico eseguito nelle scorse ore. Sulla vicenda che ha sconvolto l’Italia intera emergono altri particolari che fanno capire come questa “strage annunciata” poteva essere evitata. Oggi i giornali Il Mesaaggero e Il Mattino riportano la notizia secondo la quale Luigi Capasso nella sua lucida follia di pianificazione della strage oltre ad avere lasciato lettere e soldi ai suoi familiari in cui spiegava i motivi della strage e dava disposizioni per i funerali di tutta la famiglia ha lasciato anche una busta con un assegno da cinquemila euro intestato alla sua amante. Ma non è finita perché gli investigatori hanno trovato sul letto della stanza matrimoniale un foglio con scritto «non doveva farlo», riferito evidentemente ad Antonietta Gargiulo, la donna che lo aveva mandato via di casa e non voleva che vedesse le figlie perché aveva paura del suo essere violento.
E a questo proposito ieri a Radio Rai ha parlato la signora Michela, amica di famiglia nonché ex collega in pensione di Antonietta Gargiulo, che ha ripercorso quei pochi secondi trascorsi al telefono con Luigi Capasso la mattina della strage. “Quando al telefono di Antonietta ha risposto Luigi -ha spiegato-ho capito che era successo qualcosa di grave. Mi detto che la colpa era la mia che aveva ucciso le figlie, diceva cose confuse prima di chiudere la conversazione”. La signora Michela appena chiuso il telefono ha prontamente chiamato i carabinieri informandoli della conversazione avuta con Capasso. Ed era proprio Michela la donna che i carabinieri hanno provato a far parlare con il 44enne senza successo. Lei sapeva benissimo della situazione delicata della coppia, in quanto Antonietta e le bambine erano state ospitate dalla donna lo scorso settembre, subito dopo quell’aggressione davanti lo stabilimento Findus. E forse Capasso a Michela non ha perdonato questo, il sostegno fornito all’ex moglie. Invece tra i particolari che in queste ore stanno emergendo, grazie anche alle testimonianza di questa amica di famiglia è la gelosia morbosa, come riportato da Latinaoggi, che Capasso aveva nei confronti della moglie al punto di hackerarne il cellulare. Secondo quanto ha raccontato la signora Michela, ogni messaggio e chiamata di Antonietta erano sotto il controllo del marito, attraverso un applicazione che fungeva da ponte col suo cellulare. Così avrebbe scoperto dell’appuntamento con gli altri colleghi per un caffè ad inizio Settembre. Una situazione che ha scatenato in Capasso una gelosia accecante, esplosa poi fuori il parcheggio della Findus.
Torino: negato l’atto di nascita a figli di gay
Un ufficio del Comune di Torino ha negato la trascrizione dell’atto di nascita di due gemelli nati in Canada da una coppia di uomini con il sistema della gestazione per altri: l’atto era già stato trascritto per il padre biologico e non è stato esteso all’altro genitore. Palazzo Civico precisa che “le indicazioni date agli uffici erano di eseguire la trascrizione senza indugio. E’ una questione tecnica che affronteremo e risolveremo”.
Uno dei motivi del diniego, secondo quanto si è appreso, si richiama alla legge 40 sulla procreazione assistita, che vieta la surrogazione di maternità (permessa in Canada).
L’amministrazione spiega anche che “non appena si è avuto sentore di casi simili, la Città ha presentato una interrogazione al ministero dell’Interno e all’Anusca, l’associazione degli stati civili e anagrafi”. “Inoltre – aggiungono – si sta valutando la possibilità di intraprendere una costituzione di parte civile a fianco delle coppie che richiedono il riconoscimento dei figli”.
Il giorno delle elezioni: errori, neve e autisti che arrotondano
C’è chi ha dovuto spalare la neve per l’insediamento dei seggi. Come è accaduto ad Acervia in provincia di Ancona dove il centro storico è stato coperto da 80 centimetri di neve. Molti autisti dei bus di Roma e dei vaporetti a Venezia, inoltre, hanno scelto di arrotondare lo stipendio facendo gli scrutatori. Un fenomeno non nuovo, ma meno bus nella Capitale e corse saltate di vaporetti hanno suscitato le lamentale degli utenti sui social. Schede ristampate per errori dal nord al sud dello Stivale. A Palermo 200mila ristampate per un errore. Problemi anche a Bolzano e Mantova.
Il giorno delle Elezioni: seggi in ritardo a Palermo
Si sono registrate proteste dei cittadini per i ritardi nell’apertura di alcuni seggi elettorali a Palermo per la distribuzione delle schede – poco meno di 200mila – ristampate nella notte, a causa di un errore nella perimetrazione dei collegi Palermo 1 e Palermo 2, con 200 sezioni interessate. Oltre un’ora e mezza dopo l’orario previsto per l’apertura, non sono ancora cominciate le operazioni di voto in alcuni seggi, E’ il caso dell’istituto comprensivo Uditore Setti Carraro dove nelle cinque sezioni gli elettori sono stati invitati a tornare dopo mezz’ora. I presidenti in questo momento stanno timbrando le schede. Entro pochi minuti, assicurano dalla Prefettura, tutti le sezioni di Palermo saranno tutte aperte.
Elezioni: il Presidente Mattarella tra i primi a votare. Ecco dove votano i big della politica
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è il primo fra le cariche istituzionali e i leader politici a votare per le elezioni del nuovo Parlamento. Il capo dello Stato ha raggiunto di buon mattino il suo seggio a Palermo in via Mario Rutelli allestito presso la scuola Giovanni XXIII-Piazzi, a poca distanza dalla sua abitazione privata di via Libertà. Chi al Sud, chi al Centro e chi al Nord, tutti i vip della politica sono attesi ai seggio: da Palermo a Bolzano, passando per Roma Firenze Bologna e Genova, solo per citare le città capoluogo dove viene espressa la quota di sovranità popolare di cui sono titolari i leader politici e le cariche istituzionali. A Roma, a metà mattinata vanno alle urne sia il premier Paolo Gentiloni (al seggio di via Manin allestito presso il liceo classico Pilo Albertelli), sia il presidente del Senato Pietro Grasso (intorno alle 11 nella scuola Tre Fontane di viale Tintoretto) che ora è anche leader della nuova lista di sinistra Liberi e Uguali. E fra i capi politici delle liste in gara alle elezioni, nella capitale esprime il suo voto anche Emma Bonino, attesa intorno alle 11 al seggio elettorale del liceo Vittoria Colonna , in via dell’Arco del Monte, nel cuore di Roma. Quanto al centrodestra, fra i leader ai seggi della Capitale è attesa la sola presidente e candidata premier Fdi Giorgia Meloni, intorno alle 12 nel seggio di via della Beata Vergine del Carmelo, presso l’istituto comprensivo Pallavicini nel quartiere periferico del Torrino. Non lontano da Roma in direzione Sud, a mezza strada con Frosinone, vota invece il neocandidato premier di Forza Italia e Noi con l’Italia-Udc Antonio Tajani. Il presidente dell’Europarlamento è atteso in mattinata nel seggio elettorale della sua Fiuggi. Più a Sud di lui ma meno di Mattartella, votano l’ex premier LeU Massimo D’Alema (in mattinata in una scuola del Salento) e il capo politico di Nci-Udc Raffaele Fitto (a Trani, in mattinata). E anche, a Napoli, il candidato premier e leader M5s Luigi Di Maio che è atteso intorno alle 11 nel seggio napoletano di Pomigliano d’Arco, presso l’Istituto Comprensivo Sulmona Leone. Nel Centro Italia, invece, votano Matteo Renzi e Romano Prodi. L’ex premier oggi segretario del Pd vota intorno alle 9 nella sua Firenze – dove almeno per il momento ha deciso trascorrere la nottata elettorale, salvo raggiungere last minute Roma- alla sezione n.10 presso il liceo Machiavelli di via santo Spirito. L’ex presidente del Consiglio e della Ue e fondatore di Ulivo e Pd, invece, esprime il suo voto a Bologna, raggiungendo tradizionalmente a piedi dopo la Messa domenicale in compagnia della signora Flavia il loro centralissimo seggio di via Castiglione presso il liceo Galvani. Sempre in Emilia Romagna, ma a Piacenza, vota l’ex segretario Pd Pierluigi Bersani oggi fra i fondatori di LeU: è atteso nel suo seggio presso la scuola Pezzani di via Emmanueli di prima mattina: intorno alle 10. Come loro, l’Emilia Romagna ospita in queste elezioni per la prima volta il voto della ministra romana Beatrice Lorenzin, leader di Civica Popolare, che nel collegio mantovano della Camera è candidata per il centrosinistra. E’ attesa anche lei intorno alle 10 al seggio di via Scacciera presso la scuola Emilio Po. Di contro, ancora in Toscana ma al Mugello vota il segretario Psi promotore della lista Insieme Riccarrdo Nencini: intorno alle 11,30 nel seggio di Galliano. Ai seggi di Milano, infine, sono attesi oltre alla presidente della Camera Laura Boldrini (intorno alle 10,30 al liceo Berchet di via della Commenda) che sotto la Madonnina è candidata con le insegne, i due leader protagonisti della super-sfida interna al centrodestra sulla leadership. L’ex premier Silvio Berlusconi, presidente di Forza Italia, dovrebbe esprimere il voto intorno alle 11,30 nel seggio di via Scrosati presso l’omonima scuola. Mentre Matteo Salvini, per il momento, risulta l’ultimo fra i big del palazzo a deporre le schede dell’urna: non prima delle 17 nel seggio della scuola Tommaso Gulli in via Martinetti. Ma non è detto sia la sua l’ultima parola: Beppe Grillo non ha finora reso noto a che ora a pensa di raggiungere l’Istituto Marsano a sant’Ilario. Il seggio genovese numero 617 passato alle cronache lo scorso anno in occasione del referendum sulla riforma della Costituzione non solo per l’elettore vip che abitualmente ospita ma anche perchè fu rifornito di matite copiative non indelebili. E fece scandalo. Più a nord di tutti al debutto in Alto Adige, infine, è il voto della toscanissima Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi. Alla scuola Goethe in piazza della Madonna a Bolzano la attendono un pò prima di mezzogiorno.
Detenuto aggredisce ispettore e agente penitenziario in carcere
“Altra aggressione avvenuta ieri alle 18 circa, dopo quelle avvenute a danno di 4 agenti a Regina Coeli, questa volta però nel carcere di Velletri. Un detenuto albanese per futili motivi ha colpito l’ispettore di sorveglianza generale ed un preposto. I due sono stati portati in ospedale e hanno avuto 20 giorni di prognosi per trauma cranico, e 3 giorni al preposto. La Fns Cisl Lazio esprime vicinanza al personale coinvolto. Preoccupante è il il sovraffollamento negli istituti: CC Velletri +129 detenuti”. Lo comunica in una nota Massimo Costantino Segretario Generale Aggiunto Cisl Fns. Quello di ieri è solo l’ultimo atto di una serie di aggressioni e violenze subite nelle carcere italiane dagli agenti penitenziari da parte dei detenuti
Clan Vastarella, il pentito: ‘Il nero sfondò il muro durante la strage delle Fontanelle e fece scappare Antonio, figlio del boss’
Sono due i pentiti che hanno collaborato all’inchiesta della Dda di napoli e che dall’alba di ieri ha stroncato il potente clan “familiare” dei Vastarella del rione Sanità con 18 arresti di cui 16 in carcere e due ai domiciliari e altri due indagati a piede libero. Si tratta di Rosario De Stefano, già noto per aver aiutato Carlo Lo Russo a organizzare l’omicidio dell’e boss del rione Pietro Esposito detto “Pierino” , dando in pratica campo libero alla nuova ascesa dei Vastarella e Salvatore Marfè ex affiliato del gruppo di Forcella del boss, anch’egli pentito Maurizio Ferraiuolo.. Il primo ha parlato di Patrizio Vastarella e della moglie, ma ha pure riferito un particolare inedito relativo alla strage delle Fontanelle del 22 aprile 2016. Il secondo invece ha parlato in particolare delle alleanze tra i clan del rione Sanità e i clan di Forcella. È stato lui a raccontare che i Sequino e i Savarese si erano alleati con i Sibillo. E’ stato il pentito Rosario De Stefano a svelare un particolare inedito dell’agguato delle Fontanelle nel circolo Madonna Santissima dell’Arco in cui furono uccisi Giuseppe Vastarella, il cognato Salvatore Vigna e rimasero feriti Dario Vastarella, Antonio Vastarella (figlio di Patrizio) e Alessandro Ciotola, questi ultimi due tra i 16 finiti in carcere ieri. Nell’’interrogatorio reso ai pm antimafia il 31 ottobre del 2016 De Stefano ha raccontato: “Per quanto mi ha raccontato ’o zo, è stato Micol il nero a rompere la parete consentendo la fuga di Antonio Vastarella. Io avevo un buon rapporto con Micol: era lui la persona da cui mi rifornivo quando frequentavo le Fontanelle tutti i giorni. Non ho mai parlato con Micol della strage delle Fontanelle. Avevo saputo da Fabio Vastarella e dal cognato di quest’ultimo, tale “Tozzillo”, che lui aveva salvato Antonio Vastarella sfondando il muro. Ma non ne ho mai parlato con Micol. Ho poi incontrato Patrizio Vastarella, sono andato a fargli le condoglianze e abbiamo parlato del figlio che si era salvato grazie all’intervento di Micol”.Oltre alle 18 misure cautelare tra cui 16 in carcere e due donne ai domiciliari Manuela Murolo e Gelsomina Galasso, nell’inchiesta figurano anche i nomi di Antonio Ciotola e Agostino Riccio per i quali il Gip non ha concesso la misura cautelare chiesta dalla Dda.
(nella foto da sinistra il boss Patrizio Vastarella, la moglie Dora Staterini, il figlio Antonio, Mike Korkoi, Giuseppe Vastarello e Salvatore Vigna)
Scontro tra due auto: tre giovani morti e due in fin di vita
Tre giovani sono morti e due feriti gravemente in un incidente stradale che si è verificato nella tarda serata di ieri lungo la superstrada Cassino-Formia al km 19, in territorio di Ausonia tra una Golf e una Bmw X3.. Tre i ragazzi di San Giorgio a Liri in provincia di Frosinone sono morti sul colpo di 21, 30 e 44 anni. Gli altri due sono estratti dalle auto in condizioni disperate. I vigili del fuoco e si soccorritori si sono trovati di fronte una scena raccapricciante. le due auto erano in pratica accartocciate l’una contro l’altra. I vigili del fuoco hanno dovuto faticare non poco per estrarre i corpi dalle lamiere. Sull’incidente indagano i carabinieri.
(foto tratta da ciociariaoggi.it)



