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Cronaca Nera

Camorra: in manette il boss Vastarella, moglie, figli e nipoti. I NOMI, IL VIDEO

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Nella mattinata odierna, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia, la Squadra Mobile di , con la collaborazione del Commissariato P.S. di S. Carlo Arena, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le indagini preliminari nei confronti di 18 soggetti – dei quali 16[1] in carcere ed 2[2] agli arresti domiciliari – ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, tentata estorsione, detenzione e porto illegale di arma, ricettazione, con l’aggravante prevista dall’art.7 L.203/91.

Le indagini, coordinate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, hanno consentito di acquisire numerose fonti di prove su promotori e affiliati del clan VASTARELLA che, negli ultimi anni, ha affermato la propria leadership nel quartiere Sanità, ricorrendo frequentemente all’uso della forza – anche mediante l’allontanamento fisico dalle proprie abitazioni di soggetti ritenuti affiliati o contigui alle organizzazioni criminali rivali – e delle armi, rendendosi protagonista di scorribande armate all’interno del popoloso quartiere napoletano, in ogni ora del giorno e della notte.

L’attività investigativa, fondata su attività di intercettazione ambientale e telefonica oltre che sul contributo dichiarativo di recenti collaboratori di giustizia, ha consentito di ricostruire l’attuale operatività del clan Vastarella diretto negli anni da Raffaele Vastarella (detenuto dal 2014) e poi dal fratello Patrizio unitamente al figlio Antonio.

Si è in particolare ricostruito come , già condannato per la sua affiliazione al clan Licciardi di Secondigliano, scarcerato nel luglio 2015 è tornato nel quartiere Sanità ed è riuscito a riaffermare il suo potere criminale, forte dell’appoggio dei suoi familiari (il figlio Antonio, il nipote Fabio, la stessa moglie Dora Staterini, i nipoti Alessandro e Raffaele Ciotola e Korkoi Mike ) e dell’alleanza con la Masseria Cardone.

Sono state ricostruite le fasi degli scontri armati con il clan ESPOSITO GENIDONI (culminati nella cd. strage delle fontanelle di aprile 2016 in cui rimase ferito anche Ciotola Alessandro, odierno indagato) e con il clan SEQUINO che hanno fatto registrare, negli ultimi due anni, un clima di vera e propria faida contrassegnato da episodi di inaudita violenza.

In particolare, l’ascesa di Patrizio VASTARELLA è stata favorita dalla eliminazione, portata a compimento dal gruppo di fuoco di Carlo Lo Russo , di Pietro Esposito, esponente di vertice dell’omonimo clan ucciso il 15 novembre del 2015.

Indebolito il clan Esposito Genidoni, dalle perdite subite e dai provvedimenti restrittivi eseguiti dalla A.G, i VASTARELLA hanno esteso la loro supremazia sul territorio del quartiere Sanità dando inizio ad una nuova faida, tuttora in corso,con altri clan operanti sul territorio.

Tra gli indagati raggiunti dal provvedimento restrittivo figura anche Pandolfi Daniele, di recente scampato ad un agguato camorristico in cui ha perso la vita Bottone Antonio; Basile Salvatore transitato nelle fila del Clan Vastarella dal clan Esposito Genidoni, tre donne tra cui la moglie del capo clan Patrizio, oltre a soggetti già tratti in arresto per detenzione di armi come Stella Antonio.

Le attività di intercettazione hanno consentito di fare luce anche su una vicenda estorsiva contrassegnata dalla consueta omertà tipica dei contesti camorristici.

VASTARELLA Patrizio nato a Napoli il 16.09.1968, VASTARELLA Antonio nato a Napoli il 02.03.1991,VASTARELLA Fabio nato a Napoli il 24.07.1984, VASTARELLO Raffaele nato a Napoli il 5.2.1952, TOPO Raffaele nato a Napoli il 27/10/1963, STELLA Raffaele nato a Napoli il 07.05.1963, STELLA Antonio nato a Napoli il 28.01.1983, KORKOI Mike nato a Capua (CE) il 01.10.1991 PANDOLFI Daniele nato a Napoli il 21.09.1995, CIOTOLA Raffaele nato a Napoli il 27.11.1983, CIOTOLA Alessandro nato a Napoli il 31.07.1994, BASILE Salvatore nato a Napoli il 15.09.1988, ESPOSITO Girolamo nato a Napoli il 01.01.1975, CAPOCELLI Salvatore nato a Napoli il 22.09.1974, DI LORENZO Vincenzo nato a Napoli il 13.06.1986,STATERINI Addolorata nata Napoli il 3.3.1975

 

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Caserta e Provincia

Torna libera la sorella del boss Michele Zagaria

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elvira zagaria

Torna libera la sorella del boss Michele Zagaria. Elvira era stata condannata al processo sulle infiltrazioni nell’ospedale Caserta.

 

Dopo aver scontato quasi sei anni (cinque anni e nove mesi) dei sette cui era stata condannata per associazione camorristica, e’ tornata in liberta’ Elvira Zagaria, sorella del capoclan dei Casalesi Michele Zagaria. La donna, che ha usufruito della liberazione anticipata, era stata condannata per le infiltrazioni del clan nella gestione dell’ospedale di Caserta; fatti che avevano portato nell’aprile del 2015, allo scioglimento per infiltrazioni camorristiche dell’azienda ospedaliera casertana.

La Zagaria, dopo la scarcerazione dal carcere di Rebibbia, e’ tornata a Casapesenna, comune di origine e residenza della famiglia del capoclan. Appena il 22 settembre scorso, la Corte di Cassazione aveva confermato la condanna a sette anni per Elvira Zagaria, annullando pero’ la confisca dei beni. La sorella del boss, mentre scontava la pena, aveva usufruito anche degli arresti domiciliari in una lussuosa villa di Boville Ernica, in provincia di Frosinone.

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Qui, lo scorso mese di agosto, era stata raggiunta da un aggravamento della misura cautelare in seguito ad indagini che avevano documentato un’uscita secondaria, che poteva essere utilizzata per eventuali fughe, e la presenza presso l’abitazione di un altro affiliato al clan dei Casalesi. Per questo era stata portata nel carcere di Rebibbia dove e’ rimasta fino a ieri quando e’ stata scarcerata.

La Zagaria era stata condannata il 28 marzo 2019 con sentenza di secondo grado della Corte d’Appello di alla pena di anni 7 di reclusione, per il reato di associazione di stampo mafioso; era quindi finita al carcere di Messina, poi a maggio scorso aveva ottenuto i domiciliari, ma non aveva mai rotto i legami con il clan, di cui e’ stato un “dirigente” apicale dopo l’arresto di Michele e degli altri tre fratelli e la morte del marito Francesco, colui che si occupava di reperire appalti per conto del clan negli enti pubblici, come l’ospedale di Caserta.

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