AGGIORNAMENTO : 30 Gennaio 2026 - 09:40
7.7 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 30 Gennaio 2026 - 09:40
7.7 C
Napoli
Home Blog Pagina 7878

Rapinatori speronano l’auto della Polizia: due arrestati a Bagnoli dopo una colluttazione

Napoli. Gli agenti della Polizia di Stato – sezione antirapina Squadra Mobile di Napoli hanno arrestato Davide Emanuele Amato, di 34 anni, e Ciro Ramaglia, di 28 anni, entrambi napoletani responsabili in concorso tra loro di rapina aggravata, resistenza a Pubblico Ufficiale e danneggiamento di mezzo dello Stato. Stanotte a Piazza Bagnoli i poliziotti, impegnati nel contrasto alle rapine, hanno notato due uomini, uno su uno scooter bianco e l’altro su un’auto, che avevano bloccato un giovane viaggiante a bordo di un Honda SH costringendolo a seguirli nella vicina via Enea. Qui, una volta scesi sia il centauro sia l’automobilista, si sono avvicinati alla vittima che, era stata costretta ad accostare il suo scooter al marciapiede, ed hanno cominciato a colpirla con calci e pugni; il 34enne, conducente dell’autovettura, ha obbligato la vittima a salire sull’auto, una BMW, mentre il complice si poneva alla guida dello scooter rapinato. Prontamente, i poliziotti, sono intervenuti ma di risposta i due malviventi sono scappati innescando un inseguimento terminato poco dopo in via Di Niso, strada cieca. Il conducente della BMW per garantire la fuga al complice ha inserito la retromarcia tentando di investire i poliziotti che, li stavano braccando. Grazie alla prontezza di riflessi degli agenti l’auto ha investito solo lo scooter sul quale viaggiavano. Prontamente i due poliziotti che avevano evitato l’impatto, hanno bloccato dopo una violenta colluttazione, il 34enne. L’altra pattuglia dell’antirapina, impegnata nell’inseguimento, è riuscita a raggiungere e a bloccare Ciro Ramaglia che, aveva tentato di abbandonare lo scooter appena rapinato per scappare a piedi. Lo scooter rapinato è stato restituito alla vittima. I due rapinatori sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Poggioreale.

Lo Slai Cobas di Pomigliano chiede una commissione sui finanziamenti alla Fiat

Pomigliano. L’istituzione di una commissione parlamentare per “verificare l’eventuale uso difforme dei finanziamenti pubblici diretti, indiretti ed indotti percepiti dalla Fiat”, è stata chiesta dallo Slai Cobas al Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, nel giorno dell’incontro tra lo stesso vicepremier, sindacati e Fca per l’esame congiunto sulla proroga della Cig nello stabilimento di Pomigliano d’Arco. Una richiesta che il sindacato di base allega ad una proposta di legge firmata nel 2013 da 21 parlamentari del M5s, tra cui Di Maio, per l’istituzione della stessa commissione, a seguito di un dossier presentato a Montecitorio dallo Slai Cobas. “Sarebbe ora – spiega Mara Malavenda, dell’esecutivo nazionale Slai Cobas – che le promesse elettorali sulle delocalizzazioni si trasformassero in fatti. A questo punto il Ministro del Lavoro dovrà finalmente scegliere in quale ambito collocarsi: in quello della messa sotto inchiesta del gruppo di Marchionne, da lui stesso formalmente richiesto, o quello del Ministro delle Infrastrutture Toninelli che ha affermato ‘quello di Marchionne mi pare un buon piano’, e quindi accomodarsi al tavolo e tirare a campare”. Nella lettera inviata al Ministro e per conoscenza anche a tutti i gruppi parlamentari delle due Camere, lo Slai Cobas sottolinea di “impugnare ad ogni effetto la procedura di esame congiunto su proroga Cigs in Fca”, ed annuncia future iniziative a “tutela dei lavoratori”.

Potenza, eliambulanze superano il peso massimo: scatta il sequestro

Potenza. Scatta il sequestro disposto d’urgenza dalla procura di Potenza per due eliambulanze, in servizio a Matera e Potenza. “Almeno quattro missioni di elisoccorso”, da luglio a ottobre 2017, sono state effettuate “mediante l’impiego di elicotteri equipaggiati con peso massimo al decollo superiore alla soglia consentita”. E’ la motivazione alla base del provvedimento d’urgenza, eseguito dalla Guardia di Finanza, per il sequestro preventivo di due elicotteri della ditta Babcoock, utilizzati dal Dipartimento interaziendale regionale emergenza sanitaria (Dires) della Regione Basilicata e in dotazione alle piste di elisoccorso di Potenza e Matera. Il reato ipotizzato è di attentato alla sicurezza dei trasporti aerei. In una nota diffusa dalla Procura potentina è specificato che “la continuità del servizio viene garantita attraverso la dotazione di un mezzo sostitutivo”. Alle indagini hanno collaborato anche la sezione aerea della Guardia di Finanza di Napoli e personale dell’Enac.

Testimone giustizia: ‘Denunciai il clan La Torre ma senza l’aiuto di Landolfi’

La sua denuncia segno’ l’inizio dei declino del potente clan La Torre di Mondragone, ma anche la fine della sua vita da uomo libero. Francesco Paolo e’ l’imprenditore di Mondragone che nel 2001 denuncio’ ai carabinieri il tentativo di estorsione subita dal camorrista Michele Persechino, stretto collaboratore del boss Augusto la Torre (allora gia’ detenuto), per conto del quale raccoglieva le tangenti dagli imprenditori del luogo; Persechino fu arrestato e si penti’ dando un duro colpo al clan, mentre Paolo dovette chiudere il caseificio e cambiare residenza perche’ inserito nel programma di protezione. La storia del testimone di giustizia Francesco Paolo e’ tornata alla ribalta qualche giorno fa durante il processo in corso al tribunale di Santa Maria Capua Vetere in cui e’ imputato per presunti il legami con la camorra l’uomo politico mondragonese Mario Landolfi, ex parlamentare ed ex ministro delle telecomunicazioni nonche’ esponente di spicco a livello nazionale di An e Pdl. Durante l’udienza e’ stato sentito come teste della difesa il presidente dell’Anac Raffaele Cantone, che nel 2002 era pm della Dda di Napoli, che ha affermato che l’arresto di Persechino “segno’ il declino del clan La Torre, un clan che la Dda seguiva con grande attenzione”. Una deposizione, quella di Cantone, che pero’ non ha trovato concorde l’imprenditore, specie nella parte in cui l’ex pm ha affermato che il suo intervento era stato sollecitato da Mario Lanfoldi, che lo aveva contattato per parlargli di un imprenditore suo concittadino cui era pervenuta una richiesta estorsiva. “Su mio consiglio – ha affermato Cantone – l’imprenditore denuncio’ il suo estorsore ai carabinieri, che lo arrestarono”. In una breve lettera, Paolo da’ la sua versione dei fatti. “La mia denuncia scaturi’ solo e soltanto dalla mia autonoma decisione e dal mio senso di giustizia, senza alcun contatto o incoraggiamento esterno alla mia famiglia. Nel 2001 mi sono recato alla stazione dei Carabinieri di Mondragone, e ho sporto denuncia per tentativo di estorsione; inizio’ cosi la mia collaborazione con le forze dell’ordine, che porto’ all’arresto di Michele Persechino nel mio caseificio. L’arresto non fu eseguito sotto il coordinamento del dottor Cantone, ma dal dottor Luigi Landolfi, pm a Santa Maria Capua Vetere. Solo dopo il suddetto arresto subentro’ nella questione la DDA sotto la direzione del dottor Cantone. Quindi e’ impossibile che l’onorevole Landolfi abbia parlato di me con il dottor Cantone prima della mia denuncia. Ringrazio ancora il dottor Cantone per il suo personale incoraggiamento che segui’. Io non voglio remare contro nessuno, ma e’ necessaria stabilire la verita’ dei fatti”. Paolo denuncia poi di essere stato abbandonato dallo Stato. “Avrei dovuto avere una vita uguale a quella di prima, ed invece no – afferma – ho perso il caseificio perche’ lo Stato non ha trovato un amministratore, sono uscito dal programma dopo un anno e mezzo perche’ non potevo continuare una vita del genere, che non e’ vita, ma dopo nessuno ci ha piu’ aiutato. Ho chiesto il risarcimento allo Stato ma mi hanno sempre risposto picche perche’ le mia domande, dicevano, sono state presentate fuori termine. A Mondragone torno di nascosto, pero’ non si metta in discussione cio’ che ho fatto nel 2001 quando nessuno denunciava”, conclude l’imprenditore.

Pompei, scippa una ragazza, inseguito dalla vittima: arrestato da carabiniere libero dal servizio

Pompei. E’ stato arrestato in flagranza di furto con destrezza Luigi Prisco, un 43enne, di Boscoreale, Napoli, già noto alle forze dell’ordine. In sella a un Piaggio Liberty ha affiancato la Chevrolet Matiz condotta da una 28enne di Pompei che era ferma ad un incrocio e, dopo una manovra azzardata per la quale si è anche scusato con la ragazza, si è affiancato ed ha afferrato la borsa che la malcapitata aveva poggiato sul sedile del passeggero. Lei lo ha inseguito per un po’ ma poi lo ha perso: la scena, però, era stata notata da un brigadiere dei carabinieri libero dal servizio che ha inseguito il malvivente. Quest’ultimo durante la fuga in scooter è caduto, quindi ha proseguito a piedi tentando anche di nascondersi in alcuni cespugli lungo la strada, ma invano. Il brigadiere e i colleghi della Stazione Pompei nel frattempo intervenuti lo hanno arrestato e posto ai domiciliari.

Caivano, vendeva kobret in sella alla bici: arrestato

I carabinieri della tenenza di Caivano hanno arrestato un 43enne del luogo per detenzione di droga a fini di spaccio e detenzione illegale di munizioni da guerra. I militari lo hanno bloccato mentre era in sella alla sua bicicletta in via Salvemini, dove aveva appena venduto una dose di kobret a un acquirente, poi identificato e segnalato alla prefettura di Napoli.Nella sua abitazione sono stati trovati altri 0,8 grammi di kobret, 3 cartucce calibro 7,62 e 2 bossoli calibro 90. L’uomo è stato portato nel carcere di Poggioreale.

Camorra, catturato in Spagna il latitante Di Matteo

Nel tardo pomeriggio di ieri a Barcellona, personale della Polizia di Stato e del GRUPO FUGITIVOS DE LA UDYCO CENTRAL della Polizia spagnola ha proceduto all’arresto di DE MATTEO Antonio ‘40enne,, dando esecuzione al Mandato di Arresto Europeo emesso nei suoi confronti, in data 2/3/2018, dal GIP del Tribunale di Napoli.
Il DE MATTEO si era reso irreperibile all’alba del 20 febbraio u.s., in occasione del blitz della Squadra Mobile di Napoli allorquando, su disposizione della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti 17 persone, promotori e sodali di un’organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, ritenuta in rapporti d’affari con i clan di camorra operanti nel Rione Pazzigno, il famigerato Bronx nell’area orientale di Napoli.
Il traffico di droga ha riguardato le diverse tipologie di sostanza stupefacente, con particolare interesse per la cocaina. Stabili sono risultati essere i rapporti con la Colombia, la Spagna e l’Olanda, luoghi in cui venivano stipulati gli accordi per l’acquisto e il trasporto dello stupefacente in Italia dove, una volta giunto, veniva destinato ad alimentare le piazze di spaccio partenopee, con particolare riferimento a quelle presenti nei quartieri di Ponticelli e San Giovanni, nonché di altre regioni, come la Toscana (Massa Carrara).
All’indomani delle esecuzioni, il personale della sezione antidroga della Squadra Mobile, coordinato dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, ha avviato una mirata attività investigativa volta alla cattura del DE MATTEO. Le indagini hanno consentito, nelle ultime settimane, di raccogliere chiari elementi circa la presenza del latitante in Spagna, in particolare nella città di Barcellona.
Pertanto, con il supporto del Servizio Centrale Operativo e il coordinamento internazionale della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia è stato avviato un intenso scambio informativo con le Autorità spagnole e, in particolare, con il GRUPO FUGITIVOS DE LA UDYCO CENTRAL che è stato localizzato nella città catalana.
In tale frangente, però, il personale operante, appositamente disposto, ha notato la presenza del DE MATTEO dietro a un angolo di strada. I poliziotti spagnoli e italiani, dunque, disponendosi su più lati, hanno provato ad avvicinarsi il più possibile al latitante che, accortosene solo alla fine e vistosi circondato, ha provato un’ultima disperata fuga tra i vicoli del centro cittadino e le auto presenti. Dopo un inseguimento di alcuni minuti, tra le urla delle persone presenti, però, il DE MATTEO è stato bloccato e tratto in arresto. Lo stesso, peraltro, è stato trovato in possesso di un documento falso e solo la diretta conoscenza da parte di personale italiano ha facilitato la sua rapida individuazione, legittimando ancor più l’importanza della cooperazione internazionale di Polizia.

Muore a Napoli per un’ernia inguinale, aperta un’inchiesta. L’associazione Codici chiede chiarezza

Napoli. Muore all’ospedale San Paolo, dopo un intervento per ernia inguinale: l’associazione di consumatori Codici chiede chiarezza sulle cause del decesso. “La vittima della vicenda è un uomo di circa cinquant’anni che, ricoverato per un’ernia inguinale, è deceduto in seguito all’operazione presso l’Ospedale San Paolo di Napoli – si legge in una nota dell’associazione – l’uomo, che avrebbe dovuto essere sottoposto ad un veloce intervento in day hospital, è invece deceduto. I familiari hanno presentato una denuncia per ricostruire la dinamica dei fatti. Sarà necessario ora chiarire le cause che hanno portato alla morte l’uomo e stabilire le eventuali responsabilità”. “E’ urgente fare chiarezza sulla morte di un uomo di cinquant’anni, ricoverato per un’operazione del genere in una struttura sanitaria pubblica e punire eventualmente i colpevoli- dice il segretario nazionale di Codici Ivano Giacomelli”.

Scafati, impianto industriale senza autorizzazione sequestrato dal Noe

Scafati. I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Salerno, hanno sequestrato sequestro un noto impianto industriale ubicato nel Comune di Scafati. Nell’ambito delle attività di monitoraggio e controllo sul rispetto della normativa ambientale disposte dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, i Militari hanno ispezionato l’impianto, accertando che i responsabili non erano in possesso dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera. I responsabili della fabbrica sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore che ha chiesto al Gip il decreto di sequestro dell’intero impianto, onde precluderne la disponibilità agli indagati ed interrompere l’illecita attività.

Sbaglia manovra parcheggio e travolge una famiglia, muore una donna

E’ morta la donna filippina di 61 anni che ieri e’ stata travolta da un’auto guidata da una connazionale di 51 anni all’interno del parcheggio di un condomino in via Privata Bisceglie 74, a Milano. Nell’impatto sono state coinvolte altre quattro persone, tutti famigliari della vittima che erano seduti sotto un patio all’esterno di un’associazione cattolica: un uomo di 41 anni, due donne di 38 e 51, un bambino di 10. Nessuno ha riportato ferite considerate gravi mentre la vittima, Levita Dacillo, e’ morta circa mezz’ora dopo lo schianto al Policlinico. L’incidente e’ avvenuto alle 21.50, l’automobilista stava facendo una manovra di parcheggio quando ha perso il controllo della vettura e si e’ schiantata contro il gruppo di persone con la propria Dacia Duster. Secondo gli accertamenti della Polizia locale risulta che non abbia una patente italiana ma stava guidando all’interno di uno spazio privato che non la richiede.

Il Papa proclama santo un giovane Nunzio Sulprizio, giovane operaio dell”800

0

Roma. Il Papa ha proclamato santo il beato Nunzio Sulprizio (1817-1836), giovane garzone di una officina di uno zio fabbro, in occasione di un Concistoro ordinario pubblico che ha celebrato questa mattina nella Sala del Concistoro del Palazzo apostolico vaticano. Nunzio Sulprizio, ha ricordato in introduzione il cardinale Angelo Amato, prefetto uscente della congregazione per le cause dei santi, nacque il 13 aprile 1817 a Pescosansonesco, in provincia di Pescara. Dopo la morte dei genitori, fu allevato dapprima dalla nonna, a sei anni, e, dopo la sua morte, da uno zio, Domenico Lucani, che lo costrinse a lavorare come garzone nella sua officina di fabbro, vietandogli di andare in Chiesa. Per il lavoro pesante il ragazzo si ammalò di tubercolosi ossea. Nel 1832 un altro zio, Francesco Sulprizio, militare di stanza al Maschio Angionio, lo prese con sé a Napoli, dove, per interessamento di un colonnello, Felice Wochinger, che per lui fu un vero padre, fu assistito in ospedale. La malattia però degenerava, tanto che i medici pensavano di amputargli la gamba, e il ragazzo, sempre più debilitato, si spense il 5 maggio 1836. Aveva 19 anni. Quale sigillo della sua breve vita vissuta con devozione, Papa Leone XIII approvò nel 1890 il decreto sulla eroicità delle virtù del giovane, proponendolo a modello della gioventù operaia. Nel 1963 Giovanni XXIII promulgò il decreto che approvava i miracoli per la sua beatificazione e il successivo primo dicembre fu Paolo VI a proclamarlo beato. Francesco ha approvato il miracolo attribuito alla sua intercessione lo scorso otto giugno.

Mafia, sequestrati beni per mezzo milione di euro agli eredi del boss Agate ‘papetto’

Trapani. La Direzione Investigativa Antimafia di Trapani ha sequestrato beni mobili e immobili, per circa mezzo milione di euro, riconducibili ai figli e alla moglie di Mariano Agate, sanguinario boss mafioso di Mazara del Vallo deceduto nel 2013. Il provvedimento di sequestro è stato emesso dalla Sezione Penale e Misure di Prevenzione del Tribunale di Trapani, presieduta da Daniela Troja, su proposta della Dia, che ha applicato la norma del codice antimafia che consente di sequestrare i patrimoni illecitamente accumulati dai mafiosi anche dopo la loro morte. Mariano Agate, detto anche il “papetto” (il piccolo Papa) è stato uno dei più pericolosi boss mafiosi siciliani, condannato per traffici illeciti di stupefacenti, per associazione mafiosa, per diversi omicidi, alcuni dei quali eccellenti: fra tutti basti citare l’omicidio di Giangiacomo Ciaccio Montalto e la strage di Capaci. Numerose sentenze irrevocabili di condanna hanno attribuito a Mariano Agate, per oltre trent’anni, l’indiscusso ruolo di capo del mandamento mafioso di Mazara del Vallo, nel trapanese. Fedele alleato dei mafiosi corleonesi, Agate si sarebbe altresi’ prodigato per garantire nell’area di Mazara del Vallo lunga e sicura latitanza al boss Toto’ Riina, al quale venne fornito supporto logistico oltre che falsi documenti d’identita’ facenti capo all’agricoltore Giuseppe Bellomo, cugino di Agate. Insieme alle rilevanti interessenze dell’Agate nel traffico internazionale di stupefacenti e di tabacchi lavorati esteri, plurime sentenze irrevocabili hanno accertato il suo ruolo decisivo nella deliberazione e nell’esecuzione di numerosi omicidi di mafia.

Contrabbando di sigarette a Napoli, la guardia di finanza ferma un corriere: sequestrata una tonnellata di tle

Napoli. Contrabbando di sigarette: i finanzieri del comando del Comando Provinciale di Napoli hanno arrestato un contrabbandiere, sequestrando complessivamente oltre una tonnellata di sigarette di contrabbando. I finanzieri hanno individuato un’autovettura sospetta che si stava recando in un deposito nella zona di Secondigliano. Il successivo controllo del deposito ha consentito di individuare complessivamente un quantitativo di 1.008 chili di tle di varie marche, privo del contrassegno di stato. Il responsabile, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Napoli, è stato arrestato in attesa del rito direttissimo. Inoltre, i finanzieri hanno sequestrato il locale, utilizzato come deposito delle sigarette di contrabbando, nonché l’autovettura utilizzata per il trasporto. Continua, pertanto, incessante l’azione di contrasto ai traffici illegali da parte del comando provinciale della guardia di finanza di Napoli e l’operazione testimonia l’incessante azione dei militari della compagnia di Nola, che dal mese di gennaio, hanno complessivamente sottoposto a sequestro oltre 6 tonnellate di sigarette di contrabbando, arrestando 14 persone.

I carabinieri arrestano sorvegliato speciale vicino al clan Ianuale di Castello di Cisterna

Pomigliano d’Arco. I carabinieri del nucleo investigativo di Castello di cisterna hanno arrestato Domenico Iovine, un 62enne di Castello di Cisterna già noto alle forze dell’ordine e ritenuto vicino al clan camorristico degli “Ianuale”. Sottoposto alla sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza, è stato notato, riconosciuto e bloccato dai militari mentre si intratteneva lungo Via Torquato Tasso a Pomigliano. Iovine è stato arrestato per inosservanza degli obblighi legati alla misura di prevenzione e trasferito agli arresti domiciliari in attesa del giudizio direttissimo.

Violenza contro le donne e diritto all’informazione: convegno evento al sindacato dei giornalisti di Napoli

“Diritto alla giustizia-dovere dell’informazione a tutela delle donne contro le violenze”,  è il titolo della conferenza-evento promossa dall’associazione internazionale MISS CHEF®, che si svolgerà venerdì 20 luglio 2018, dalle ore 11, a Napoli, presso la sede del Sindacato Unitario dei Giornalisti della Campania-SUGC, in Via Cappella Vecchia, sala “Santo Della Volpe”. Dopo il plauso ottenuto per il progetto internazionale “Donne, intelletto d’amore e oltre” svoltosi, nei giorni 14 , 15 e 16 marzo scorsi, a Roma ed in Basilicata, si è deciso di dare vita ad una serie di altre conferenze-evento in giro per l’Italia e si ricomincia dalla città di Napoli il prossimo 20 luglio con l’iniziativa promossa da MISS CHEF®in sinergia con il Sindacato Unitario dei Giornalisti della Campania-UGC e con il media partner magazine Lo Strillo,con il patrocinio di Matera Capitale della Cultura 2019 e della LIDU Onlus –Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo.
La conferenza-evento nasce per raccontare il mondo delle Donne ed il loro potere creativo e di rinascita sempre facendo trionfare bellezza, amore ed intelligenza del cuore contro la violenza, l’emarginazione, l’abuso di potere, l’ignoranza e l’arroganza partendo dalle azioni socio-istituzionali messe in campo per la tutela delle Donne contro il femminicidio ed i maltrattamenti domestici e non, in un confronto di progetti e competenze focalizzando i temi, soprattutto sulle azioni e sulle responsabilità della giustizia e del mondo dei media e della stampa italiani. In particolare si parlerà di diritti ed esperienze territoriali, di informazione e linguaggio, quindi del “Manifesto di Venezia”. Saluti Claudio Silvestri, segretario Sugc, modera Mariangela Petruzzelli, giornalista e presidente dell’associazione Miss Chef. Relatori della conferenza: Alfredo Arpaia, presidente Lidu Onlus-Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo; Simona Marino, delegata Pari Opportunità Comune di Napoli; Laura Viggiano, componente del Direttivo SUGC con delega alle Pari Opportunità; Cristina Liguori, presidente Commissione Pari Opportunità del SUGC; Annamaria Ghedina, direttore responsabile magazine “Lo Strillo”; Paola D’Antonio, assessore ai Sassi e Patrimonio Unesco Città di Matera. Esperienze e testimonianze: Tiziana Primozich, giornalista e direttivo nazionale LIDU Onlus; Marinella Amoroso e Concetta Fusco, referenti Mo.I.CA.–Movimento Italiano Casalinghe nazionale; Luciana Amoroso, referente associazione “Haumea-Fuori dal silenzio”; Giovanni Saladino, neurologo e psicoterapeuta, direttore ISPPREF-Istituto di Psicologia e Psicoterapia Relazionale E Familiare di Caserta; Carolina Santoro, psicologa e psicoterapeuta MO.I.CA. Caserta ed operatrice dello sportello antiviolenza contro le violenze di genere di “Haumea-Fuori dal silenzio”;  il regista Giuseppe Papasso, autore del docu-film “Il sole è buio” e la signora Debora tra i protagonisti del documentario; Marcia Sedoc, presidente dell’associazione  “Fajaloby Onlus”; Maria Laura Moraci, autrice del cortometraggio “Eyes”, già vincitrice di diversi premi tra cui l’ “Ischia Film Festival”. Fotografo ufficiale e riprese video dell’evento Giuseppe Moggia.

 

MISS CHEF®, oltre ad essere un’Associazione con sei sedi in Italia ed anche una a New York-USA, è la prima competizione italiana ed internazionale, tra alcune delle migliori Chef Donne italiane con la proposizione, tutta in rosa, dei più rinomati menù della tradizione culinaria nostrana, valorizzando il “Made in Italy” delle eccellenze eno-gastronomiche e la dieta mediterranea. MISS CHEF®, nato nel 2012 ad Ischia (NA), nel 2014 è diventato itinerante in Italia toccando varie Regioni e territori per giungere fino a New York, nel periodo del Columbus Day, realizzando, da allora, per quattro anni di seguito, le sue edizioni internazionali.  Dopo aver già ottenuto importanti consensi in USA, soprattutto presso il sindaco di NY Bill De Blasio, presso Natalia Quintavalle, ex-console d’Italia a NY fino al 2015, e l’attuale console Francesco Genuardi, MISS CHEF® sta organizzando, anche per quest’anno, una serie di interessanti eventi a NY durante le celebrazioni del Columbus Day, in ottobre prossimo. PAOLA ARANCI, romana, chef executive presso Grace Mansion, residenza  del sindaco di New York, Bill De Blasio, collabora autorevolmente con il format MISS CHEF®, in veste di international testimonial madrina del Premio dal 2018, ANNO DEL CIBO. MISS CHEF® promuove ed organizza anche conferenze, convegni ed eventi di carattere sociale sulla valorizzazione della Donna in Italia ed all’estero.

 

Cocaina, mitragliatrici e pistole: nuovo arresto per Piccolo, il ras del Rione Pazzigno di Napoli

Napoli. Cocaina, mitragliatrici e pistole: nuovo arresto per Antonio Piccolo, l’uomo legato ai clan del Rione Pazzigno di San Giovanni a Teduccio. Stamane, gli agenti della Polizia di Stato hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip  del Tribunale di Napoli su richiesta della Dda, a carico di  Antonio Piccolo. L’uomo è accusato di 18 chili circa di cocaina rinvenuti, in una pertinenza della sua abitazione a San Giovanni a Teduccio, l’8 novembre del 2016. Nella circostanza, insieme alla sostanza stupefacente, furono rinvenuti nello stesso posto 2 mitragliatrici Uzi, 9 pistole di diversa specie e centinaia di proiettili di vario calibro. Piccolo è stato già arrestato dagli uomini della Squadra Mobile nel blitz del 20 febbraio scorso, su disposizione della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, in quell’occasione furono eseguite 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di promotori e sodali di un’organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, ritenuta in rapporti d’affari con i clan di camorra operanti nel Rione Pazzigno, il famigerato Bronx nell’area orientale di Napoli. Il traffico di droga ha riguardato le diverse tipologie di sostanza stupefacente, con particolare interesse per la cocaina. Stabili sono risultati essere i rapporti con la Colombia, la Spagna e l’Olanda, luoghi in cui venivano stipulati gli accordi per l’acquisto e il trasporto dello stupefacente in Italia dove, una volta giunto, veniva destinato ad alimentare le piazze di spaccio partenopee, con particolare riferimento a quelle presenti nei quartieri di Ponticelli e San Giovanni, nonché di altre regioni, come la Toscana e in particolare Massa Carrara.

 

Napoli, rapina una turista con un complice migrante: arrestato 56enne

Napoli. Ieri pomeriggio gli agenti della Polizia di Stato dell’UPG hanno arrestato Bruno Fusiello ,56enne napoletano, con pregiudizi di polizia, per tentato furto aggravato in concorso con un’altra persona rimasta ignota.I poliziotti, durante l’attività di prevenzione e repressione dei reati, passando per Corso Umberto, hanno notato 2 persone, una di etnia nord africana ed un altro uomo. Gli agenti hanno accertato che mentre il cittadino africano distraeva una ragazza straniera prima attirando la sua attenzione per poi sorpassarla e urtandola con la spalla, il 56enne napoletano apriva lo zaino cercando di prelevare il contenuto. I poliziotti sono intervenuti per bloccare i 2 malfattori che vistosi braccati dagli agenti hanno tentato di fuggire colpendoli con gomitate e pugni.Il cittadino nordafricano, dopo aver colpito violentemente uno degli agenti è riuscito a fuggire imboccando i vicoletti che portano a Piazza Mercato. Bruno Fusiello è stato arrestato e su disposizione dell’autorità Giudiziaria è stato sottoposto in regime degli arresti domiciliari, in attesa del processo con rito direttissimo previsto per stamani.

Incidente in tangenziale: un morto, bimba tra i feriti

Torino. Grave incidente stradale nella notte sulla tangenziale di Torino. Un 75enne e’ morto e altre quattro persone, tra cui una bambina di dieci anni, sono rimaste ferite. La vittima era alla guida di una Ford Fiesta, a bordo della quale viaggiavano anche la bimba e due donne di 21 e 35 anni di origini albanesi. Nei pressi dell’uscita di Debouche’, in direzione di Savona, l’auto e’ stata travolta da un furgone Renault guidato da un francese di 51 anni. La vittima, residente a Carignano e’ stata sbalzata fuori dall’abitacolo. L’uomo e’ morto sul colpo. Per estrarre dalle lamiere la bimba e le due donne, trasportate in ospedale, e’ stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Il conducente del furgone, risultato negativo all?alcoltest, e’ stato portato all?ospedale di Moncalieri per accertamenti. Gli agenti della polizia stradale di Torino stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

Mafia, colpo a Cosa Nostra di Messina: 8 arresti

Colpo alla Mafia messinese. Sgominata la ‘cellula’ operativa del clan Sparta’, egemone sulla zona sud di Messina. I carabinieri del Comando di provinciale di Messina hanno eseguito 8 misure cautelari con il supporto del 12esimo Nucleo Elicotteri carabinieri di Catania, sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Messina su richiesta della Dda guidata dal procuratore Maurizio De Lucia: 7 i reclusi in carcere, uno agli arresti domiciliari per associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, usura, intestazione fittizia di beni e violazioni degli obblighi della sorveglianza speciale, tutti aggravati dal metodo mafioso. Il provvedimento scaturisce da una complessa attivita’ di indagine, denominata “Polena”, avviata nell’ottobre 2014 dal Nucleo Investigativo del Comando provinciale carabinieri di Messina, coordinata dai sostituti procuratori Liliana Todaro e Maria Pellegrino, che ha preso le mosse dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Daniele Santovito, che hanno fatto luce sull’attivita’ del clan riconducibile al detenuto Giacomo Sparta’ (in carcere dal 25 marzo 2003), capo dell’omonimo Clan, egemone nel racket dell’usura e delle estorsioni in danno di commercianti ed avventori di sale scommesse, i cui proventi concorrevano ad alimentare la “cassa comune” della cosca.  L’esistenza di un gruppo mafioso nel territorio del popoloso quartiere a sud di Messina, Santa Lucia Sopra Contesse, e’ riconosciuta in diversi provvedimenti giudiziari, alcuni dei quali divenuti definitivi. Gli elementi raccolti hanno evidenziato la piena operativita’ del gruppo criminale, ben strutturato e ben radicato nel territorio cittadino e che aveva in programma numerosi reati contro il patrimonio e la persona. Al vertice c’era Raimondo Messina, reggente del clan Sparta’, insieme a Gaetano Nostro, entrambi in questo momento gia’ detenuti. L’attenzione si e’ inizialmente concentrata su Messina e su Luca’, entrambi indicati quali uomini di fiducia di Giacomo Sparta’ dal collaboratore Daniele Santovito. Messina gestiva la cassa comune del gruppo, alla quale attingeva anche per il sostentamento dei detenuti e delle loro famiglie. La cosca si e’ costantemente dimostrata capace di interferire e di condizionare l’attivita’ di alcuni imprenditori messinesi, non solo imponendo assunzioni di personale, ma anche imponendo loro le scelte imprenditoriali. In particolare, e’ stato accertato nel corso dell’inchiesta come, al fine di eliminare del tutto la concorrenza al bar “Il Veliero”, riconducibile a Saro Messina, un pasticcere sia stato obbligato a interrompere la vendita di bibite e caffe’ nel locale adiacente che, secondo gli arrestati, sarebbe stato responsabile di un calo degli introiti. In un altro episodio, un imprenditore attivo nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, e’ stato costretto a interrompere le forniture di carne e lavorati di macelleria ad alcuni ristoranti cittadini per favorire la nascente attivita’ di macelleria di uno degli indagati. Documentata la consuetudine di imporre l’assunzione di parenti e conoscenti degli indagati, oltre che di impedirne il licenziamento.

Camorra, il ‘raid d’onore’ dei Mazzarella contro il negozio e il bambino di due anni salvo per miracolo

E’ sfuggito ancora una volta alla cattura il ras Maurizio Donadeo, fratello di Salvatore o’ puzzolento ras dei Mazzarella a piazza Mercato. Era latitante da mesi e continua ad esserlo.Anche ieri mattina è sfuggito al blitz della squadra mobile di Napoli che ha portato in carcere 17 affiliati della cosca. All’origine del blitz in maniera particolare i due attentati ai danni della famiglia Capodanno, titolari del negozio di telefonia Tristal. In uno dei due solo per miracolo non ci ha lasciato la vita un bambino di due anni, Antonio, che si trovava in quel momento in braccio alla madre. Alla base di quei raid c’era un fidanzamento rotto. La mandante sarebbe stata Raffaella Boccia e gli esecutori materiali Raffaele Santaniello e Gennaro Napolitano.  Uno dei gestori del locale, Paolo Capodanno, secondo lei aveva intrapreso una relazione sentimentale con una donna in precedenza legata a Vincenzo Santaniello, detenuto, fratello di Raffaele e nipote della Boccia. Furono esplosi ben 14 colpi di pistola ad altezza d’uomo che mandarono in frantumi le vetrine del negozio. Nel pomeriggio successivo Paolo Capadanno, come ricostruisce Il Roma, pubblica un messaggio su Facebook che gli inquirenti ritengono diretto agli autori della sparatoria e a Raffaella Boccia: “se pensate di avermi creato dei problemi vi sbagliate di grosso. Il problema lo tenete voi..Stiamo nel 2015”. Nello stesso pomeriggio la madre di quest’ultimo contesta a Raffaella Boccia quanto accaduto e quest’ultima replica: “aspetta un poco…poi vi faccio vedere se non vi faccio uccide-re…tutti quanti”. La sera ecco la seconda sparatoria mentre all’interno del negozio “Tristal” gestito dai Capodanno c’erano Angelo Capodanno, Paolo Capodanno e contro Mariarca Capodanno e il bambino con la madre.

(nella foto da sinistra Franco Mazzarella, Pasquale Troise, Arcangelo Cimminiello, Ciro Russo, Raffaele Santaniello, Vincenzo Santaniello, Mariano Bonavolta, Luigi Bonavolta)

Ad is loading…
Ad is loading…