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Sole 365, scoppia il caso stipendi: i sindacati mettono in mora il colosso dei supermercati

Denunciate disparità salariali e il mancato rispetto degli accordi per migliaia di dipendenti. A rischio un "buco" da oltre 4 milioni di euro l'anno mentre il fatturato vola sopra il miliardo.
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Napoli– Non è tutto oro quello che luccica sotto le insegne del “Sole”. Nonostante la crescita travolgente che ha portato la AP Commerciale srl – società proprietaria dei marchi Sole 365 e La Speseria – a superare il traguardo dei 100 punti vendita in Campania e una forza lavoro di oltre 5.000 unità, si addensano nubi pesanti sul fronte dei diritti dei lavoratori.

I sindacati di categoria Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL hanno infatti rotto gli indugi, notificando un atto di diffida e messa in mora nei confronti dell’azienda.

La rottura delle trattative e l’accusa di disparità

Il casus belli risale allo scorso 20 gennaio, data in cui le sigle sindacali hanno sottoscritto un comunicato durissimo. Al centro della disputa c’è la mancata applicazione degli accordi del 19 luglio 2022.

Secondo i rappresentanti dei lavoratori, la società avrebbe generato una “palese disuguaglianza nei trattamenti normativi”, creando di fatto dipendenti di serie A e di serie B a parità di mansioni svolte.

Una situazione che, stando alla denuncia, colpirebbe in modo particolare le fasce più fragili del settore: i giovani e le donne, spesso inquadrati con livelli contrattuali non corrispondenti alle effettive responsabilità.

Il paradosso dei numeri: fatturato record e retribuzioni al palo

Il contrasto tra la salute finanziaria dell’azienda e il malcontento dei dipendenti appare stridente. La AP Commerciale ha chiuso il 2024 con un fatturato superiore al miliardo di euro, consolidando la sua posizione di leader nel settore della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) campana. Eppure, dietro i numeri da capogiro della crescita, si celerebbe un quadro di sottoccupazione che i sindacati non sono più disposti a tollerare.

Un contenzioso da milioni di euro

Se la vertenza dovesse arrivare nelle aule di tribunale, l’impatto economico per la società sarebbe rilevante. Ipotizzando il mancato riconoscimento di due livelli di inquadramento (circa 60 euro pro capite per livello) per la metà della forza lavoro totale — ovvero 2.500 dipendenti — la cifra che l’azienda dovrebbe recuperare si aggirerebbe intorno ai 4,2 milioni di euro annui, calcolati su 14 mensilità.

I sindacati chiedono un riscontro “chiaro, concreto e risolutivo” entro tempi brevi. In assenza di segnali da parte della proprietà, la battaglia si sposterà su due fronti: quello delle mobilitazioni di piazza e quello delle azioni legali per il recupero delle spettanze dovute a partire dal 1° luglio 2024 per i lavoratori inquadrati ai livelli 5 e 6.

Verso lo scontro totale

Il futuro della pace sociale nei punti vendita Sole 365 è ora appeso a un filo. Se il management di AP Commerciale non aprirà a una revisione degli inquadramenti, la Campania si troverà ad affrontare una delle vertenze sindacali più massicce degli ultimi anni nel settore del commercio, mettendo a rischio l’immagine di un brand che della “spesa tranquilla” aveva fatto il suo cavallo di battaglia.


Fonte REDAZIONE

Commenti (1)

La situazione sembra molto complicata e difficile per i lavoratori. È strano vedere un fatturato così alto ma retribuzioni basse, questo non è giusto. Spero che le parti possano trovare una soluzione prima di arrivare in tribunale.

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