Verso le ore 16.00 di oggi, un detenuto di nazionalità italiana, con problemi psichiatrici, ha incendiato la cella dove si trovava ubicato del carcere di Pescara e malgrado l’immediato intervento del personale di Polizia Penitenziaria, per i problemi che l’incendio stava causando e per evitare ulteriori conseguenze, si è dovuto richiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco, e allo stesso tempo procedere all’evacuazione degli altri detenuti presenti in sezione. Alcuni Agenti di Polizia Penitenziaria sono rimasti intossicati e sono ancora sotto il controllo medico. A dare la notizia è il Segretario Generale dell’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci che prosegue: “Nella sezione in questione sono allocati detenuti allontanati da altri settori e che manifestano disturbi di natura psichiatrica. Preoccupante peraltro il fatto che a seguito dell’incendio sarebbero state disponibili scarsi dispositivi di protezione individuale”. “Al di là dei motivi delle irrequietezze e delle ‘proteste dei detenuti’ – prosegue il leader dell’O.S.A.P.P. – la situazione del carcere di Pescara sta diventando incandescente proprio per la presenza massiccia di detenuti con problemi psichiatrici ed è l’ottimo personale di Polizia Penitenziaria in servizio nella struttura a pagarne le più dirette conseguenze”. “Peraltro – conclude Beneduci – preoccupa il fatto che istituti penitenziari quali quello di Pescara, di regola non investiti da particolari eventi critici riguardo l’ordine e la sicurezza interni malgrado il sovraffollamento, inizino a manifestare anch’essi quei segnali tipici della disgregazione e della disorganizzazione propri del sistema penitenziario italiano, in concomitanza da un lato, con la crescente presenza di detenuti affetti da disturbi di natura psichica (che in carcere non avrebbero dovuto esserci vista la legge di chiusura degli OPG) e d’altro canto in ragione di una progressiva carenza negli organici del personale di Polizia Penitenziaria che per errori del passato governo e dell’ancora attuale amministrazione investe ogni settore e servizio nelle carceri del paese”.
Diawara vuole spazio, confida in Ancelotti
“L’arrivo di Cristiano Ronaldo? Tutti guarderanno il nostro campionato, siamo felici di averlo in Serie A”. Cosi’ Amadou Diawara, centrocampista guinaiano del Napoli, commenta il colpo di mercato della Juventus. Il 21nne sta lavorando a Dimaro per conquistarsi un posto da titolare e gia’ ha avuto attestati di stima da parte del tecnico Ancelotti: “Essere stimolati da un tecnico cosi’ e’ importante – afferma – soprattutto per un giovane. Mi chiede di giocare poco all’indietro, di utilizzare passaggi corti e di cambiare spesso gioco”. Uno dei cambiamenti che il tecnico pprtera’ nel Napoli e’ il nuovo ruolo di Hamsik, da regista, in concorrenza proprio con Diawara dopo la partenza di Jorginho: “Marek – spiega il guineano – dovra’ adattarsi al ruolo, io ci gioco da tantissimo tempo e il mister so che mi stima molto. Daro’ il massimo per trovare piu’ spazio”.
La pentita di famiglia del clan Casamonica: ‘Fanno paura a tutti’
Ha vissuto per anni all’interno della famiglia Casamonica e quindi e’ stata “in grado di tracciarne perfettamente l’organigramma”. Ha fornito elementi preziosi, ricostruzioni su vicende vissute in prima persona, come testimone oculare. La maxioperazione della Dda di Roma che ha portato all’arresto di 33 persone, tutti appartenenti al clan di Roma est, si basa anche sulle confessioni di un collaboratore di giustizia, il primo nella storia criminale del clan capitolino. Si tratta dell’ex compagna di Massimiliano Casamonica, fratello del boss Giuseppe. La donna, madre di tre figli, era invisa alle mogli degli altri componenti del clan perche’ non sinti. Tenuta segregata, e’ riuscita a fuggire da quella realta’ e ha deciso di denunciare e collaborare con gli inquirenti. Ora la ‘pentita’, che ha meno di 40 anni, gode di un programma di protezione assieme ai figli. “La donna ha riferito – scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare – che del sodalizio fanno parte Massimiliano Casamonica e tutti i suoi fratelli e le sorelle, esclusa Marianna. Inoltre ha riferito che elementi di vertice del clan sono Giuseppe Casamonica e la sorella Liliana, detta Stefania”. Nel provvedimento sono citati anche stralci dei suoi colloqui con gli inquirenti dai quali emerge la capacita’ di intimidazione del gruppo criminale. “Loro sono perfettamente consapevoli di avere un notevole potere intimidatorio – fa mettere a verbale la collaboratrice di giustizia- che esercitano nelle loro attivita’. Incutono notevole timore e nessuno li denuncia mai”. E ancora: “La famiglia Casamonica costituisce un gruppo numeroso, e’ un vero e proprio clan, stabilmente dedito ad attivita’ illecita”. Per la collaboratrice di giustizia siamo in presenza di persone “che si aiutano reciprocamente per ogni tipo di esigenza, anche se c’e’ da picchiare qualcuno”. Il racconto della donna spesso e’ risultato prezioso perche’ ha descritto episodi di “quotidiana violenza”. “Ricordo che in una occasione – afferma – un ragazzo fu condotto da Salvatore Casamonica all’interno dell’abitazione di Giuseppe e massacrato di botte dai fratelli. Si sentivano distintamente il rumore degli schiaffi e le urla di questo ragazzo. Dopo un po’ svenne e tutti temevano che fosse morto”. L’attivita’ di indagine non si e’ basata solo sulle dichiarazioni della cognata del boss ma anche su quanto dichiarato da un altro soggetto, un calabrese residente da anni nella Capitale, che per il gruppo avrebbe curato interessi legati al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Anche in questo caso l’uomo, non un componente interno alla famiglia, avrebbe fornito a chi indaga elementi utili soprattutto per delineare il ruolo dei capi all’interno dell’organizzazione. “Prima di tutto va detto che siamo in presenza di un gruppo che ha una grande disponibilita’ di armi – racconta il collaboratore agli inquirenti – So che sono tutti armati”. Gli appartenenti al gruppo, a detta del collaboratore, continuano ad avere in Vittorio Casamonica, il padrino morto nell’agosto del 2015 ed omaggiato con un funerale sfarzoso, un punto di riferimento. “Era un pezzo da novanta a livello di tutto – aggiunge – A livello di forze dell’ordine, di Vaticano, lui entrava dappertutto: qualsiasi cosa gli serviva la otteneva”.
Napoli, De Gregorio accusa: ‘Di nuovo imbrattata la stazione di Edenlandia’
“Il 28 Luglio del 2016 riqualificammo la stazione di Edenlandia, in vista dell’apertura (sembrava imminente) del parco divertimenti. Oggi, dopo due anni, la stazione si ripresenta esattamente come era prima della riqualificazione, nel 2015. Tutta imbrattata e sporcata. I murales dello sponsor vandalizzati”. E’ quanto denuncia su Fb il presidente dell’Ente autonomo Volturno (che gestisce le ferrovie Cumana, Circumflegrea, Circumvesuviana e MetroCampania NordEst) Umberto De Gregorio. “Edenlandia sembra di nuovo stia per aprire i battenti. Ce lo auguriamo. Ma noi possiamo riqualificare una stazione ogni due anni? Ce lo possiamo permettere? A quale livello di incivilta’ dobbiamo assuefarci?”, si domanda il presidente dell’Eav. “Abbiamo installato ieri un sistema di videosorveglianza nuovo. E cercheremo di ripristinare il bello ed il pulito nei prossimi mesi. Ma la sorveglianza vera deve essere quella dei cittadini. Altrimenti, non servira’ ripulire di nuovo tutto”, conclude De Gregorio.
‘Viaggi in saldo’, la nuova App turistica realizzata da una Start up di giovani a Sant’Anastasia
Tecnologia e software a servizio della promozione di luoghi turistici in Italia e nel mondo. Dall’idea alla realizzazione dell’App per Android, Apple e Internet denominata “Viaggi in saldo” (www.viaggiinsaldo.it) completamente gratuita. L’innovazione offerta dai tre giovani (anastasiani e vesuviani) autori dell’App, ing. P. P., dott. R. S. e grafic designer S. G., è ciò che nel mondo moderno – dove tutto è veloce e in continuo mutamento, dove le distanze sono ormai ridotte al minimo dai mezzi di trasporto e/o metaforicamente annullate dai nuovi media e il digitale portatile, dove le informazioni sulle bellezze naturali, archeologiche, culturali e storiche dei popoli del globo sono a portata di un click – può affascinare i viaggiatori incalliti, i gruppi di amici e i nuovi utenti: il viaggio-vacanza breve, in località attrattive ed a prezzi competitivi.
L’App dei neo imprenditori spazia dalle mete turistiche consolidate alle mete dei paesi emergenti, cercando in rete le migliori offerte, selezionate da un’apposita redazione che poi assembla le informazioni reperite ed offre all’utente finale un pacchetto turistico bello e pronto per essere preso al volo. Il target ideale per gli autori della startup sono ovviamente i giovani, cui viene sottoposto un ventaglio ampio di scelte per poter permettersi di girare il mondo senza pesare troppo sulle “tasche” familiari o proprie. La redazione, infatti, cercando di cogliere le esigenze ed i desideri più vari dei giovani e dei viaggiatori, mette l’innovazione digitale alla base delle ricerche di mercato ma punta a rafforzare e rilanciare il settore turistico prendendo come parametri il miglior periodo, il tour più appetibile, il comfort ed il prezzo più competitivo, segnalando e scommettendo, inoltre, su luoghi turistici meno presenti nei circuiti specializzati.
“La piattaforma nasce, per puro caso, dalla nostra passione per i viaggi e le diverse etnie e culture del mondo. Ogni volta che c’era la possibilità di viaggiare ci riunivamo con i portatili ed attraverso le nostre conoscenze del web, acquisite tramite l’Università o semplicemente attraverso le interminabili ore passate davanti al pc, siamo sempre riusciti ad organizzare dei nostri viaggi in giro per il mondo a prezzi veramente bassissimi. Abbiamo potuto visitare le meraviglie archeologiche del mondo. In poco tempo siamo diventati il punto di riferimento dei nostri amici, che, avendo le tasche “sempre mezze vuote”, si affidavano a noi per la ricerca di una meta adeguata al loro desiderio di girare il mondo. Perché non offrire a tutti questa possibilità? Da questa domanda – spiegano i tre giovani imprenditori anastasiani – sono scaturiti il sito e l’applicazione: tutte le offerte che troviamo di capitali europee, scavi archeologici, monumenti storici e curiosità, sono studiate e verificate dalla nostra redazione per offrirle gratuitamente all’utente tramite la nostra app, scaricabile sia da Playstore, che da Appstore. Il nostro scopo è quello di promuovere un turismo di qualità o semplicemente segnalare dei week-end a tutti quelli che sognano di poter visitare le bellezze del mondo ma che purtroppo, come spesso capita soprattutto ai giovani, hanno risorse economiche limitate. Abbiamo aggiunto, inoltre, una sezione dedicata alle curiosità, una piccola rubrica che può risultare interessante grazie alla ricerca metodica e puntuale della nostra redazione, come ad esempio è avvenuto per la porta dell’inferno in Turkmenistan – una voragine di origine artificiale, che, da un “incidente” del 1971, brucia ininterrottamente e che ancora oggi non tutti conoscono”.
Napoli, rissa al vasto, Perrella: ‘La Municipalità da sola non può farcela’
“A nome dell’intera Municipalità esprimo la mia più totale solidarietà e vicinanza ai residenti del quartiere Vasto e delle zone limitrofe a piazza Garibaldi, che anche stamani, come del resto accade ormai da mesi, sono stati costretti ad assistere all’ennesimo episodio di violenza tra bande di extracomunitari. Come più volte abbiamo ribadito e sollecitato alle Autorità competenti, Comune, Prefettura e Questura, la situazione è insostenibile ed è necessario un intervento urgente per arginare i gravi problemi di criminalità che hanno raggiunto ormai livelli da Terzo Mondo”. Ad affermarlo è Giampiero Perrella, Presidente della IV Municipalità di Napoli.
“Come Municipalità -spiega Perrella- stiamo facendo di tutto per tenere alta l’attenzione delle Autorità preposte, perché chi conosce la macchina istituzionale ed amministrativa sa benissimo che noi non abbiamo strumenti e poteri per incidere come vorremmo. Abbiamo presentato esposti e denunce, fatto decine di riunioni per allertare tutti i principali livelli istituzionali, incalzato più volte il sindaco de Magistris affinché, nel Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura, si facesse portavoce della grave emergenza che sta colpendo il quartiere, ma ad oggi niente. Nulla di nulla. Anche nell’incontro della scorsa settimana a San Giacomo con l’assessore Alessandra Clemente sul tema della sicurezza, abbiamo evidenziato come l’ordinanza sindacale che impone la chiusura delle attività commerciali ad orari prestabiliti e il divieto di vendita di alcolici sia assolutamente disattesa e di gran lunga inefficace rispetto ai problemi del territorio. Per non parlare -continua Perrella- della concentrazione di oltre il 70% dei Centri di Accoglienza Straordinari nella zona della stazione centrale, altro tema su cui più volte abbiamo chiesto all’Amministrazione comunale di agire con determinazione nei confronti della Prefettura per stabilire un piano di delocalizzazione e spalmarli sull’intero territorio cittadino. Ma ad oggi il silenzio più totale”.
Chi ci conosce -conclude Perrella- sa che la Municipalità si sottrae alle passerelle dei politici, che negli ultimi tempi si sono moltiplicate nel quartiere Vasto e continuerà a lavorare, come sempre, al fianco dei comitati, delle associazioni e di tutti i cittadini che ormai si sentono completamente abbandonati da chi avrebbe il chiaro dovere di tutelarli”.
Camorra, si è pentito un ex reggente del clan Mallardo
Temeva per la sua vita o forse temeva di essere arrestato e da uomo libero si è presentato ai carabinieri dicendo di volersi pentire. Si tratta di F. C. 49 anni, esponente del clan Mallardo del Giuglianese e un tempo reggente nella zona di Qualiano. Aveva sulle spalle una condanna in primo grado a un anno e 10 mesi di carcere, ma sapeva che i pentiti avevano parlato molto di lui. Temeva di tornare in carcere ma temeva anche la situazione di tensione, che non si è mai affievolita, nonostante gli arresti, tra quelli dei Mallardo e gli scissionisti delle “Paparalle”. A marzo scorso, come anticipato da Internapoli.it, ha deciso di passare dalla parte dello Stato. Il suo primo verbale è stato depositato oggi preso la cancelleria del Tribunale di napoli Nord.
Decreto legge terremoto, la polemica del Pd: ‘Perché è stata esclusa Ischia?’
“E’ inaccettabile questa disparita’ di trattamento con l’esclusione dei Comuni di Ischia colpiti dal terremoto”. Cosi’ in una nota i deputati Pd Raffaele Topo, Paolo Siani, Piero De Luca e Gennaro Migliore che intervengono sul Decreto ‘Misure per le zone colpite dal terremoto’, in discussione oggi alla Camera. “Abbiamo presentato in aula – affermano – emendamenti finalizzati a estendere le agevolazioni fiscali previste dal decreto ai cittadini residenti nei Comuni dell’Isola di Ischia colpiti dal sisma dell’estate scorsa. La maggioranza ha pero’ dichiarato tali emendamenti inammissibili”. “Per noi si tratta di un’inaccettabile disparita’ di trattamento, che penalizza i cittadini dei Comuni di Ischia – sottolineano – e contraddice gli impegni presi dai leader del Governo nelle visite effettuate fino a qualche giorno fa a Ischia”. “Tra gli emendamenti proposti – spiegano i deputati – l’estensione delle misure di sostegno al reddito, la sospensione dei mutui, la proroga di un ulteriore anno il pagamento dei contributi previdenziali e delle cartelle di pagamento, nonche’ la sospensione dei pagamenti delle fatture relative ai servizi di luce, gas acqua e telefonia sino al 1 gennaio 2020 per i fabbricati ancora inagibili”.
Mafia, l’ascesa del clan Casamonica, gli affari e i legami con le altre cosche
Un mix di interessi legali e illegali, un rigido controllo del territorio ispirato a modelli mafiosi, un’irresistibile tendenza all’ostentazione della propria influenza. Il clan Casamonica, colpito oggi dall’operazione “Gramigna” dei carabinieri, conta un migliaio di ‘affiliati’ e un “tesoro” stimato dalla Dda in almeno 90 milioni di euro, con conti anche nel principato di Monaco: rappresentazione plastica di quanta strada abbia fatto questo gruppo di origine nomade, sinti stanziali originari dell’Abruzzo e del Molise, arrivati nella capitale per lo piu’ negli anni ’70 con alle spalle una solida tradizione di “cavallari”. L’ultima edizione del Rapporto “Le mafie nel Lazio”, curato dall’Osservatorio tecnico-scientifico per la sicurezza e la legalita’ della Regione Lazio, parla di “una galassia criminale complessa, composta dalle famiglie Casamonica, Di Silvio, Di Guglielmo, Di Rocco e Spada, Spinelli, tutte strettamente connesse fra loro sulla base di rapporti fra capostipiti, a loro volta sposati con appartenenti alle varie famiglie”. Una delle caratteristiche dei Casamonica – spiegano i magistrati della Dna – e’ infatti che “quasi tutti i matrimoni avvengono all’interno del clan, determinando vincoli di parentela che accomunano, in linea materna o paterna, la quasi totalita’ dei nuclei familiari rendendo anche complessa l’identificazione dei singoli soggetti a cui vengono attribuiti nominativi sempre ricorrenti”. I capisaldi tradizionali del clan sono i quartieri della periferia sud est della capitale (Romanina, Anagnina, Porta Furba e Tuscolano) con sconfinamenti sempre piu’ frequenti alla Borghesiana e in localita’ dei Castelli Romani, Ciampino, Albano, Marino e Bracciano. I Casamonica hanno solidi interessi in settori commerciali ed economici (edilizia, immobiliare, gestione di ristorazione e stabilimenti balneari, investimento di capitale in societa’) ma risultano anche coinvolti nel traffico di stupefacenti, nell’estorsione e nell’usura, con tassi di interesse fino al 300% e metodi di riscossione basati sull’intimidazione e la violenza. Ruoli di rilievo, ed e’ un inedito a certi livelli, lo ricoprono anche le donne, in particolare nella gestione delle piazze di spaccio.
Secondo il Rapporto, “il provvedimento che dispone le misure di prevenzione a carico di Enrico Nicoletti, meglio noto come il cassiere della Banda della Magliana, si rivela uno dei documenti fondamentali per comprendere la cifra criminale dei Casamonica e il loro potere di relazione con altri esponenti della criminalita’ romana”. Nel ’92 Nicoletti, infatti, fu condannato con Enrico Casamonica per il delitto di estorsione nell’ambito di quella che i giudici definirono “un’attivita’ da usurario e di estorsore svolta da Nicoletti assieme ad una banda di nomadi”. Fra processi, indagini e diverse sentenze i Casamonica sono sottoposti a un costante controllo degli investigatori, soprattutto nel loro feudo storico, la Romanina, ma il gruppo vanta contatti con sodalizi autoctoni – specie quelli del litorale romano, come i Fasciani, i Senese, gli Spada, i Di Silvio – e mafie tradizionali: si va dagli storici legami con cosche della ‘ndrangheta agli affari condivisi con uomini della camorra, passando per la “triangolazione di affari su ristoranti e attivita’ commerciali della capitale”, come documentato, tra l’altro, dall’indagine patrimoniale “All’ombra del Cupolone” e dall’operazione “Luna Nera”.
Ville concepite come fortezze, arredi in oro e marmo, Ferrari, Rolls Royce e Bentley. Per i Casamonica, quella per il lusso e’ una passione – esibita in tutte le occasioni possibili – ma anche una dannazione. Il 19 agosto 2015 ha un’eco mediatica clamorosa il funerale del capostipite Vittorio, celebrato nella chiesa di Don Bosco al Tuscolano: carrozza d’epoca trainata da sei cavalli, corteo funebre composto da circa 200 auto, le note del “Padrino” come colonna sonora e, dulcis in fundo, petali di rosa lanciati da un elicottero. Nella piazza campeggia la scritta “Re di Roma”. Inevitabile l’indignato corollario di accuse e polemiche, rinfocolate qualche settimana dopo da una discussa ‘ospitata’ a “Porta a Porta” della figlia e del nipote di Vittorio Casamonica. “Spegnere i riflettori su questa pagina nera della storia romana recente forse sarebbe stato meglio”, ammette – sempre nello studio di Vespa – l’assessore alla Legalita’ del Campidoglio, Alfonso Sabella. Ma intanto del potere dei Casamonica parla tutta Italia.
I Casamonica tornano sulle prime pagine dei quotidiani e nei titoli di apertura dei tg nella primavera di quest’anno: un video del quotidiano “la Repubblica” documenta il pestaggio del titolare romeno di un locale della Romanina, il “Roxy Bar”, e di una cliente invalida civile. Oltre un mese dopo, finiscono arrestati – con le accuse di lesioni, minacce e danneggiamento con l’aggravante del metodo mafioso – Antonio Casamonica ed Alfredo, Vincenzo ed Enrico Di Silvio: il raid, originato da banali questioni di precedenza nell’essere serviti al bancone, era in realta’ solo un modo per ribadire il controllo territoriale del clan sulla zona. “Non ti scordare che questa e’ zona nostra”, gridavano tra uno schiaffo e l’altro, “qui comandiamo noi”. (
Blitz anti-bracconaggio, 200 volatili sequestrati: 10 denunciati
‘ Circa 200 volatili, soprattutto cardellini, ma anche verzellini, lucherini, pettirossi e gheppi, oltre a svariati esemplari di tartarughe terrestri, sono stati sequestrati nelle province di Napoli e Caserta dai Carabinieri Forestali del Reparto Operativo S.O.A.R.D.A. (Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in Danno degli Animali) di Roma, coadiuvati dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare facente parte del Gruppo Carabinieri Forestale di Caserta e della Stazione di Marcianise. Dieci le persone denunciate, soprattutto commercianti, per i reati di detenzione e commercializzazione di specie animali protette per il delitto di ricettazione ed il reato di uccellagione; sono state elevate sanzioni amministrative per oltre 10.000 euro. Nel corso dei controlli, che hanno riguardato esercizi commerciali di animali e di allevatori di uccelli, i militari hanno inoltre rinvenuto e sequestrato anche reti da uccellagione, gabbie e materiale vario.
La maglia di Cr7 fa il boom in Campania: è sorpasso
In Campania, secondo i dati Juve, è già sorpasso. Per la precisione sorpasso di maglia, con il 7 ovviamente in grandissima evidenza causa arrivo in bianconero di Cristiano Ronaldo. C’è già una richiesta dalla Campania di ben 5 mila maglie del “divino”. Numero che sarebbe già superiore a quello riguardante le maglie degli idoli azzurri attuali. Solo l’amarcord di un Maradona o un nuovo grande acquisto potrebbe cambiare il corso degli eventi e dei numeri. Ci pensi Adl, prima di chiudere il portafoglio dinanzi al possibile ritorno in azzurro di Cavani.
Napoli: primissimo bilancio dell’era Ancelotti
Tempo di bilanci in casa azzurra dopo la prima settimana di ritiro a Dimaro-Folgarida, sette giorni in cui il nuovo Napoli di Carlo Ancelotti inizia lentamente a prendere forma. Una squadra camaleontica, che all’inizio non si discosterà molto da quella forgiata da Maurizio Sarri nell’ultimo triennio, nel segno di quella continuità di progetto che Ancelotti ha sempre utilizzato nella sua lunga carriera di club, dal Parma fino al Bayern Monaco, passando per Milan, Chelsea, Psg e Real Madrid.L’ARMONIA – Parola d’ordine: serenità. Al netto dei discorsi tecnico-tattici, è questa forse la grande novità rispetto alla passata stagione, contraddistinta da grande lavoro sul campo ma poca trasparenza verso l’ambiente esterno. Merito senza dubbio di Carlo Ancelotti e del suo staff, abituato a lavorare sul lato umano dei calciatori e creare sin da subito una grande armonia con l’ambiente, con i tifosi e soprattutto nel gruppo. Ed è in questa ottica che rientrano le serate di karaoke (con risate e applausi per tutti, allenatore compreso) e i simpatici siparietti in mezzo al campo con i nuovi acquisti, gesti all’apparenza banali, ma che in realtà aiutano molto a cementificare i rapporti tra compagni.LE NOVITÀ – Tornando all’elemento tecnico, la prima forte indicazione avuta dagli allenamenti, e poi confermata dall’amichevole contro il Gozzano, è l’utilizzo della cosiddetta difesa mista sui calci piazzati: tre giocatori in marcatura a uomo, altri cinque a creare densità nell’area piccola e due fuori area di rigore (uno spesso è Insigne) per ripartire subito in contropiede. L’altra grande novità sostanziale è il cambiamento in “regia”: ceduto Jorginho al Chelsea, le chiavi del centrocampo sono state affidate a Marek Hamsik nel suo nuovo ruolo “alla Pirlo” come mediano di costruzione. Il primo impatto è stato decisamente positivo (dopotutto qualità e visione di gioco non mancano allo slovacco), un esperimento che sarà riproposto anche in futuro e che sarà la nuova grande novità della stagione 2018-19.GLI OUTSIDER – Scorrendo la rosa azzurra, tre nomi su tutti saranno chiamati ad una grande stagione di rivalsa: Maksimovic, Diawara e Rog. Il difensore serbo era uscito totalmente dai radar e l’anno scorso era persino volato in Russia allo Spartak Mosca per ritrovare titolarità e riconquistare la Nazionale in ottica Mondiale, senza però riuscirci. Ora, invece, sembra rinato in questa prima settimana a Dimaro ed è pronto a lottare con Albiol e Koulibaly per una maglia da titolare nelle tre competizioni. Discorso simile va fatto per Rog e Diawara, utilizzati col contagocce da Maurizio Sarri e che invece saranno centrali nel nuovo progetto tattico azzurro. Il dinamismo di Rog da un lato, la regia e l’eleganza di Diawara dall’altro: due giocatori pronti a riconquistare fiducia, entusiasmo e soprattutto la fiducia del tecnico e dei tifosi.
Due pusher sorpresi a vendere droga a Battipaglia: finiscono ai domiciliari
Nella giornata di ieri, nell’ambito di mirati servizi di controllo del territorio per contrastare la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti, personale della Polizia di Stato del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Battipaglia, verso le ore 20.00, nel transitare in via Del Centenario a Battipaglia, notava un’autovettura Citroen Saxo di colore nero con a bordo tre giovani provenienti da un rione limitrofo frequentato da spacciatori e assuntori di droga.
I poliziotti, pertanto, hanno proceduto al controllo delle persone, identificate per S.L. di anni 20, C.G. di anni 18 e D.N.V. di anni 24.
Questi ultimi due sono stati sottoposti a perquisizione personale e domiciliare. In particolare, l’operazione di polizia giudiziaria eseguita nei confronti di C.G. ha consentito di trovare grammi 12,5 di hashish suddivisi in 10 dosi, oltre ad una somma di denaro presumibile provento dell’attività illecita, un bilancino digitale e, all’interno di un pacchetto di sigarette, altra sostanza stupefacente del tipo hashish. A seguito della perquisizione personale e domiciliare operata a carico di D.N.V. venivano rinvenuti grammi 49 di hashish, un bilancino digitale, un coltello a serramanico, una lama e due lamette da barba, utilizzati per confezionare le singole dosi. I due giovani, pertanto, sono stati arrestati in quanto ritenuti responsabili del reato di spaccio di droga in concorso tra loro e, come disposto dall’Autorità Giudiziaria, sono stati condotti presso le rispettive abitazioni, agli arresti domiciliari, per ivi rimanervi sino al rito direttissimo che si terra dinanzi al Tribunale di Salerno.
Torre Annunziata, barriere sommerse per contrastare l’insabbiamento del porto: il Comune approva il progetto e chiede i fondi alla Regione
Barriere sommerse permeabili ed ecocompatibili per contrastare il fenomeno dell’insabbiamento del porto, rinaturalizzando gli areali marini compromessi dal fiume Sarno.
Il comune di Torre Annunziata ha approvato il progetto esecutivo redatto dal dirigente dell’UTC Nunzio Ariano, chiedendo un finanziamento di circa 7 milioni di euro alla Regione Campania, dopo l’adesione alla manifestazione d’interesse per la presentazione di progetti relativi alla messa in sicurezza e potenziamento dei porti regionali.
L’Avviso si pone come obiettivo specifico il miglioramento della competitività del sistema portuale e interportuale, con azioni finalizzate al potenziamento delle infrastrutture e attrezzature di interesse regionale.
«Questa opera sarà fondamentale – afferma l’assessore ai Lavori Pubblici, Luigi Ammendola – per far sì che l’investimento di 33 milioni di euro, finanziato dalla Regione Campania con fondi europei per i lavori di dragaggio del porto, non risulti vano. Nel maxi progetto rientravano anche la realizzazione della bretella porto-autostrada e della diga foranea, opere che sono state già completate. L’Amministrazione Comunale – continua Ammendola – è particolarmente sensibile al tema della messa in sicurezza del porto di Torre Annunziata che si raggiunge anche mediante il posizionamento, in punti strategici, di barriere sommerse atte ad evitare, o quanto meno a ridurre, il fenomeno dell’insabbiamento e, contestualmente, favorire il ripopolamento marino dell’areale».
Truffa sui migranti in un centro nel Sannio: quattro indagati
Hanno costretto un mediatore culturale a firmare per mesi i fogli di presenza di migranti presso un centro di accoglienza di Morcone, per intascare i fondi erogati dalla prefettura di Benevento. Quattro persone, responsabili del centro, sono state raggiunte da una misura cautelare con obbligo di firma emessa dal gip del tribunale di Benevento, su richiesta del procuratore Aldo Policastro. Il mediatore culturale e’ stato minacciato diverse volte dai quattro e, quando non ha retto piu’ al clima intimidatorio, si e’ rivolto agli agenti della Squadra Mobile di Benevento che hanno avviato le indagini. Riscontri sui fogli di presenza e sui tabulati telefonici intestati ai migranti hanno permesso di verificare che le presenze nel centro di accoglienza erano inferiori a quelle registrate sugli elenchi che il mediatore era costretto a firmare. I fondi per il sostentamento di ciascun migrante, vengono infatti erogati dalla prefettura in base alle presenza reali. I quattro devono rispondere di minacce, falsita’ ideologica in atto pubblico e truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
Non commisero alcuna truffa, prosciolti sei carabinieri
Non hanno commesso alcuna truffa. Sei carabinieri, in servizio in Basilicata, sono stati prosciolti dal gip del tribunale militare di NAPOLI su richiesta dello stesso pubblico ministero. I sei militari erano finiti sotto indagine con l’accusa di aver omesso di comunicare al competente ufficio amministrativo di aver indebitamente percepito emolumenti per ore di straordinario o indennita’ stipendiali accessorie. Somme di denaro, elargite tra il mese di giugno 2012 ed il dicembre dell’anno successivo, di poche centinaia di euro a testa. Difesi dall’avvocato Carmine Gatto del foro di NAPOLI, i sei militari hanno sempre proclamato la loro innocenza. Il legale, nella memoria difensiva presentata a seguito dell’avviso di conclusione delle indagini, dopo l’interrogatorio reso dai sei indagati, ha ribadito che non vi fosse alcun dolo del reato contestato ne’, tantomeno, l’induzione in errore. Quindi il pm ha delegato ulteriori accertamenti, richiedendo successivamente l’archiviazione al gip. “Per i sei militari, che fin dall’inizio hanno proclamato la loro assoluta innocenza – dice l’avvocato Carmine Gatto – e’ stata la fine di un incubo”.
Isole minori: il sindaco di Capri è il nuovo presidente Ancim
Il sindaco di Capri Gianni De Martino e’ stato eletto nuovo presidente dell’Ancim, l’Associazione Nazionale Comuni Isole Minori. Il rinnovo delle cariche e’ avvenuto stamattina a Roma nel corso dell’assemblea dell’associazione. Nominati quali vicepresidente vicario e vice presidente, rispettivamente, Luca Montella, sindaco di La Maddalena, e Francesco Del Deo, sindaco di Forio d’Ischia. “Sono particolarmente orgoglioso della nomina e ringrazio tutti i colleghi Sindaci che mi hanno concesso la loro fiducia a ricoprire il ruolo di vertice di una associazione che, sempre di piu’ e soprattutto negli ultimi anni, ha rivestito un ruolo fondamentale nel riconoscimento del valore dei nostri territori isolani”, ha dichiarato il neo eletto presidente. “Il primo impegno sara’ quello di portare a compimento il percorso di approvazione di una legge specifica per le isole minori sulla quale hanno assunto preciso impegno la senatrice Vilma Moronese e l’onorevole Giorgio Trizzino che ringrazio per la partecipazione all’incontro di stamattina”, ha concluso De Martino.
Napoli, i Cinque stelle chiedono analisi benefici costi sul progetto per il waterfront del Beverello
“Per rifare il waterfront del Beverello, il presidente Spirito mette a rischio la funzionalità del porto di Napoli. Chiediamo al ministro Toninelli di verificare se questa operazione e l’utilizzo dei fondi senza gara è legittimo”. Così’ i senatori del M5S che, con primo firmatario dell’interrogazione Vincenzo Presutto, chiedono al Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli di verificare se l’analisi costi benefici sul progetto in questione, inviata al MIT dall’ADsP Tirreno centrale, sia in linea con la normativa vigente e di verificare la legittimità dell’operato della sunnominata ADsP in merito all’opportunità di usare risorse, destinate ad interventi prioritari necessari per garantire la funzionalità delle esistenti infrastrutture portuali e di altre che potrebbero necessitare di urgenti interventi manutentivi, per realizzare il terminal passeggeri situato alla Calata Beverello nel Porto di Napoli. I portavoce in parlamento del M5S dichiarano che continueranno a prestare la massima attenzione alle vicende del Porto di Napoli e alla sua gestione, auspicando che essa venga finalizzata alla valorizzazione e al rilancio di un asset fondamentale per lo sviluppo economico e sociale del territorio, ricordando che qualsiasi provvedimento sia rispettoso dell’ambiente e della salute dei cittadini.
Un musical per raccontare la vita di Padre Pio, il santo di Pietrelcina
Un musical per raccontare la straordinaria vita di Padre Pio. Lo spettacolo, “Actor Dei – L’Attore di Dio”, scritto da Attilio Fontana e Mariagrazia Fontana, Francesco Ventura, Antonio Carluccio e Michela Andreozzi, andrà in scena il 21 luglio alle 21.30 sul palco del Lin•ora Village, in località Linora di Capaccio Paestum.
Il musical ripercorre le tappe della vita del santo di Pietrelcina, una delle figure più amate dei nostri tempi. Quarantacinque giovani artisti, tra attori, cantati e ballerini, diretti da Bruno Garofalo con le coreografie di Orazio Caiti, racconteranno la vita di Padre Pio attraverso tra grandi momenti: dall’infanzia al miracolo delle stimmate, la sua vita a San Giovanni Rotondo fino alla morte della madre, le traversie dalla nascita della Casa Sollievo della Sofferenza fino alla sua completa realizzazione.
A interpretare il frate con le stimmate sarà Attilio Fontana, che è anche l’autore e il direttore musicale dello spettacolo. “Actor Dei – L’Attore di Dio” rappresenta, quindi, il sogno di un uomo semplice che era un “attore” nelle mani di un grande “regista”, Dio, il sogno di un uomo che oggi torna a parlare, attraverso il musical, con la forza del suo spirito senza uguali.
I biglietti sono disponibili in prevendita sui siti web Ticketone e Go2, oppure si possono acquistare presso i botteghini del Lin•ora Village.



