La Terza sezione del Tribunale del Riesame di Brescia(presidente Pagliuca), ha annullato con rinvio a un’altra sezione d’appello la misura cautelare limitatamente ad alcuni profili dell’imputazione per cinque indagati.
Il provvedimento riguarda il reato di traffico di sostanze stupefacenti) e l’aggravante del cosiddetto “metodo mafioso” . I giudici hanno rilevato vizi di motivazione sulla sussistenza degli elementi costitutivi dell’associazione e sulle modalità contestate.
La misura: scattano i domiciliari
Per gli stessi cinque imputati, a seguito della decisione del Riesame, sono stati disposti gli arresti domiciliari. Tra questi Paolo Russo, di Villaricca legato al clan Mallardo, difeso dall’avvocato Massimo Viscusi.
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Il contesto: l’inchiesta “Notte Bianca”
Il provvedimento si inserisce nell’indagine denominata “Notte Bianca”, coordinata dalla DDA di Brescia, che coinvolge complessivamente 15 persone appartenenti a diversi clan di origine operanti al nord (Ndrangheta, Camorra Alleanza di Secondigliano, Mafia Catanese Santapaola . Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di un’associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti, in particolare cocaina e marijuana.
Cocaina “purissima” e rotta Gioia Tauro
Secondo l’impostazione accusatoria, la cocaina — definita “purissima” negli atti investigativi — sarebbe arrivata attraverso il porto di Gioia Tauro e sarebbe stata poi distribuita su più piazze del Paese.
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Leggendo l’articolo, mi sembra che ci siano molte complessità nella questione del traffico di sostanze stupefacenti. È interessante notare come la misura cautelare sia stata annullata. Tuttavia, ci sono sempre domande su come queste indagini vengono condotte e le conseguenze per gli indagati.