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Rebirth, il nuovo lavoro discografico dei Suck my Blues

“Rebirth” è il nuovo album dei Suck my Blues. Il gruppo, rinnovato nella formazione, torna sulla scena musicale con il secondo lavoro discografico, caratterizzato da un sound “potente”, dall’immediato impatto emozionale, con le radici attecchite nel blues e nel rock per poi giungere a sonorità elettro.
“Rebirth” è un inno alla speranza, un invito a vivere pienamente la vita. La struttura musicale, impreziosita dalla timbrica calda e persuasiva del cantante, conduce l’ascoltatore, dalla prima all’ultima nota, in una dimensione suggestiva.
Un percorso sonoro imponente, carico di personalità e sfumature, dal groove profondo, contraddistinto da una grande verve compositiva e da melodie morbide che si uniscono magistralmente a riff robusti e vibranti.
Il disco, destinato ad un pubblico internazionale, certifica, oltre all’indiscutibile talento della band, quanto sia attuale ed attraente la dimensione sonora del blues. Il blues è bellezza, narrazione e poesia, ed i Suck my Blues rendono accattivante l’equilibrio tra tradizione ed innovazione.
Cafiero (all’anagrafe Salvatore Cafiero), cantante e chitarrista della band, ha dichiarato: “Rebirth significa rinascita e rappresenta un nuovo inizio, personale e musicale. L’album, realizzato con la notevole forza generata da un grande dolore, nasce dopo l’improvvisa morte di Jessy Maturo, il cantante dei Super Reverb. Quel tragico giorno la storia del gruppo da me fondato, e con il quale ho condiviso gran parte del mio percorso artistico, è finita. Per tale motivo, in questa nuova avventura ho voluto al mio fianco i componenti dei Super Reverb, Tonio Longo (basso) e Filippo Longo (batteria), con l’ingresso di Michele D’Elia (elettro synth). Nel disco è chiaro il ricordo di Jessy, infatti non mancano momenti a lui dedicati. I testi, completamente in lingua inglese, parlano di vita, proprio come il blues, ma in chiave poetica/onirica. Quattro dei brani contenuti nell’album vantano, nella stesura, la collaborazione dell’autore Gianni Montanaro. Il progetto, per scelta, non sarà disponibile in digitale ma esclusivamente in formato fisico. Il mercato musicale, negli ultimi anni, ha subito vari cambiamenti dirigendosi verso il degrado e la distruzione creativa. Il digitale ha avuto un effetto dirompente sulla musica, ormai alla portata di tutti, generando una notevole mancanza di qualità. La scelta della band, di non essere presente su nessuna piattaforma digitale, deriva dal voler preservare il suono e vuole essere un invito a riscoprire il fascino dell’acquisto di un disco in formato fisico”.
“Rebirth”, prodotto da Cafiero e Michele D’Elia, sarà presentato in un “Live Tour” (partito, con successo, il 14 luglio da Tricase (Lecce) che vedrà i Suck my Blues esibirsi in ogni dove con uno show energico, sempre originale ed emozionante.

Aggiornamento tragedia Atene: morti abbracciati, come a Pompei

Sono almeno 54 le vittime dei devastanti incendi che interessano in queste ore la zona a nordest di Atene: lo riporta l’emittente greca Skai sul proprio sito, che cita – tra gli altri – un membro della Croce Rossa, Bill Andriopoulos. La situazione è drammatica: migliaia le persone evacuate, la località di Mati è incenerita. Il fumo denso ha raggiunto la capitale e si vede il Partenone avvolto da una nube fitta. Il governo greco ha chiesto aiuto all’Europa. Nel frattempo la Turchia, storicamente ‘rivale’ della Grecia, ha offerto aiuto nei soccorsi.

La Farnesina attraverso l’Unità di Crisi e l’Ambasciata ad Atene lavora per verifiche con le autorità locali ed assistenza ai connazionali, si legge in un tweet della Farnesina che diffonde anche un numero di emergenza da chiamare in caso di necessità.
Il bilancio ufficiale è ancora di 24 vittime, scrive Skai sul proprio sito, ma secondo Andriopoulos 26 corpi sono stati trovati nella regione della Costa d’Argento, tra alcune case a 30 metri dalla spiaggia. La notizia, prosegue l’emittente, è stata confermata dal sindaco di Pikermi-Rafina, Evangelos Bournos, secondo il quale gli incendi hanno distrutto finora almeno 1.000 abitazioni nella zona. Almeno altre quattro persone risultano disperse. Si teme che alcuni, per fuggire alle fiamme, si siano tuffati in mare e siano morti annegati. La Grecia ha chiesto l’aiuto dell’Europa.

“Ho visto cadaveri, auto bruciate, mi sento fortunata ad essere viva. Mati non esiste nemmeno più come insediamento”. E’ la testimonianza di una donna sopravvissuta agli incendi alla tv greca Skai, ripresa dai media internazionali. Mati è una località turistica costiera nella regione di Rafina, a circa 40 km a nordest di Atene. Qui si conta il maggior numero di vittime, morte nelle loro case o nelle auto.

La Turchia ha offerto il suo supporto. “Siamo pronti ad aiutare”, ha detto il ministro degli Esteri di Ankara Mevlut Cavusoglu in una telefonata all’omologo greco Nikos Kotzias. Non è chiaro tuttavia se Atene accetterà l’offerta. I due Paesi, divisi da una storica rivalità e protagonisti anche di tensioni recenti, avevano in passato cooperato in caso di disastri naturali, come nella cosiddetta ‘diplomazia dei terremoti’ del 1999.

Nella vicina Mati la Guardia Costiera è stata costretta a intervenire per evacuare i turisti intrappolati sulla spiaggia. Un secondo incendio sta devastando le pinete in una zona a 50 chilometri a ovest di Atene. Il fumo denso, arrivato fin sulla capitale, ha costretto alla chiusura della principale autostrada di collegamento con il Peloponneso. Sul campo sono stati dislocati centinaia di vigili del fuoco e decine di mezzi. Sette aerei anti-incendio e quattro elicotteri cercano di circoscrivere i roghi dall’alto.

Il governatore dell’Attica, che ieri ha proclamato lo stato di emergenza nella zona est e ovest, sta mettendo a disposizione bus e cisterne di acqua per aiutare a domare le fiamme. Migliaia le persone fuggite, decine le auto distrutte e le case incendiate. “Il fuoco infuria senza sosta, facciamo appello ai residenti di dirigersi verso Corinto per proteggere se stessi e i propri figli”, è il drammatico appello del vicesindaco di Megara, che sorge nei pressi di Kineta, dove le fiamme avanzano con maggiore velocità. “La gente piange, urla al telefono, mentre bruciano le auto parcheggiate e le sirene risuonano ovunque. L’aria è torrida, le fiamme sono vicine”, è la drammatica testimonianza di un cronista nei pressi di Rafina, non lontano da Penteli, epicentro dell’incendio.

Banda del buco in azione a Giugliano: i carabinieri sventano un colpo in banca

Banda del buco in azione a Giugliano: i carabinieri sventano un colpo in banca. I carabinieri della Compagnia di Giugliano sono intervenuti stamane in via Aniello Palumbo dove, ispezionando la rete fognaria, nei pressi di un’agenzia bancaria hanno trovato alcuni attrezzi da scasso. Non è la prima volta che l’agenzia viene presa di mira dai banditi. Solo poche settimane fa i rapinatori avevano praticato un foro che sempre dalla fogna portava all’ingresso dell’agenzia. Anche in questa caso il colpo non è stato messo a segno grazie al tempestivo intervento dei carabinieri, guidati dal capitano De Lise. Una serie di tentativo che sta causando preoccupazioni sulla tenuta della condotta fognaria: il timore è per le infiltrazioni delle acque reflue nelle fondamenta degli edifici. E’ stato lo stesso sindaco di Giugliano, Antonio Poziello, intervenuto questa mattina sul posto con i tecnici comunali ad annunciare nuovi interventi alla rete: “Faremo le dovute verifiche, e laddove sarà necessario provvediamo ad intervenire”.

Cane chiuso in auto sotto il sole liberato dai carabinieri a Salerno: proprietario denunciato

Saleerno. Era stato lasciato sotto il sole in auto nel parcheggio di una multisala: è stato liberato dai carabinieri un meticcio lasciato dal padrone nel veicolo. L’episodio scoperto ieri pomeriggio, il cane era nel portabagagli di un’auto nel parcheggio di via Bandiera, nei pressi del cinema Space a Salerno. Solo il finestrino anteriore era aperto, ma per appena un centimetro. I guaiti del cane lasciato sotto il sole in una gabbia rovente hanno richiamato l’attenzione dei passanti, che hanno contattato volontari della sezione salernitana della Lega Nazionale per la Difesa del Cane. Le condizioni del meticcio, che manifestava già segni di evidente sofferenza, hanno portato i volontari a chiamare le forze dell’ordine. Ad arrivare per prima è stata una pattuglia dei carabinieri che, vista la gravità della situazione, ha provveduto a spaccare il vetro per liberare l’animale. Il cane è stato così rifocillato e portato da un veterinario per un controllo. La sua temperatura corporea raggiungeva i 41 gradi, indice del fatto che fosse realmente in pericolo di vita. Per il proprietario del meticcio è scattata la denuncia per maltrattamento di animali e rischia, per il Regolamento Comunale di Tutela degli Animali di Salerno (articolo 9) una sanzione amministrativa pecuniaria che può arrivare a 500 euro.

Dall’Irpinia all’Europa: il farm festival Regio Tratturo and Friends guarda al decennale

Dalla terra alla tavola, nel cuore dell’Irpinia da tante regioni italiane e con tante presenze internazionali: da Malta al Messico, dalla Spagna all’Inghilterra. E’ stata un grande successo la nona edizione del Regio Tratturo & Friends, il farm festival sul consumo consapevole che si è svolto, come sempre, ad Ariano Irpino (Avellino).
Anche quest’anno c’è stata la conferma del grande interesse che ruota intorno al consumo consapevole del cibo,  all’agricoltura a km 0 ed in particolare per tutte le tematiche relative al territorio e  al turismo sostenibile.
L’edizione 2018 ha visto il coinvolgimento degli studenti dell’ Istituto d’istruzione superiore “Ruggero II” di Ariano Irpino che hanno concluso, proprio in occasione del Regio Tratturo & Friends, l’intensa esperienza del progetto PON dedicato al public speaking, introducendo i temi affrontati nel corso della giornata.
Grande interesse ha suscitato quella che è stata una delle novità dell’edizione 2018: la realizzazione di un orto verticale salva spazio, indirizzata a tutti coloro che hanno voluto apprendere i passaggi fondamentali per coltivare un orto con le proprie mani avendo a disposizione solo un semplice balcone. E molta partecipazione c’è stata anche per il seminario sulla biodiversità e il recupero delle varietà di frutta e ortaggi a rischio di estinzione della Campania, condotto dalla dottoressa Rosa Pepe del CREA – Centro di Ricerca per l’Orticoltura e il Florovivaismo di Pontecagnano (Salerno). Interesse e partecipazione, inoltre, per la degustazione guidata dell’olio di oliva con Mena D’Avino, Slow Food – Condotta “Irpinia Colline dell’Ufita e Taurasi. Spazio ad alcune varietà tipiche irpine, tra cui la cultivar storica Ravece e il suo olio extravergine “Irpinia-Colline dell’Ufita DOP”.  A completare la giornata un focus sulla produzione di liquori artigianali, l’introduzione all’apicoltura, yoga tra gli ulivi dell’agriturismo con Ilio Ragucci, musicoterapista e insegnante Yoga e Shiatsu.  La giornata si è conclusa con la musica degli Stragatti a ritmo di swing, boogie-woogie, surf e twist.
L’attenzione ora è rivolta all’edizione dell’estate 2019, che celebrerà il decennale del farm festival, con i piedi piantati saldamente in terra irpina e la testa proiettata verso l’Europa.
Regio Tratturo & Friends continua così la sua mission, quella di concentrarsi su una delle principali sfide dell’umanità: nutrire una popolazione in costante crescita senza danneggiare l’ambiente, preservando le risorse naturali del pianeta per le generazioni future e garantendo una gestione sostenibile dei processi produttivi. Con piccole azioni dei cittadini consumatori, applicate in maniera responsabile tutti i giorni, si può contribuire positivamente alla sostenibilità del nostro pianeta.

Camorra, chiuse le indagini sui fratelli D’Ari e il clan Lo Russo. Il medico: ‘..noi dobbiamo uscire da questo incubo’. LA DEPOSIZIONE DAVANTI ALLA DDA

“Dottoressa … le spiego subito qual è la situazione … noi abbiamo necessità di uscire da questa … da quest’incubo … oltretutto ci hanno dato un termine … queste persone delle quali abbiamo parlato finora … ci hanno dato un termine ultimo del trenta novembre … dopo di che loro non si faranno più sentire ma agiranno nei nostri confronti come loro ritengono opportuno agire … “. E’ il 22 novembre del 2017 quando davanti alle Pm Enrica Parascandalo e Celestina Carrano della Dda di Napoli si presenta il dottore Luigi D’Ari, stimato medico anestesista napoletano. E’ accompagnato dai suoi avvocati Pasquale Coppola e Lucio Cricri. Il professionista sa di essere finito nel mirino dei magistrati per i suoi legami con il clan Lo Russo. Il mese prima si era presentato per tre volte davanti agli agenti del commissariato Arenella per denunciare di essere rimasto vittima di estorsione insieme con il fratello Antonio (chirurgo estetico) da parte del clan Lo Russo. La sua è una deposizione lunghissima. Luigi D’Ari cerca di spiegare la sua versione. Nel mese di maggio i due fratelli DAri sono stati arrestati insieme con Domenico Mollica, cognato del boss pentito Carlo Lo Russo e degli altri fratelli dei “Capitoni” di Miano, con la moglie Adriana Lo Russo (finita ai domiciliari), con Vincenzo De Gaetano e Osvaldo Conoscenti (anche per lui i domiciliari). Mentre come indagati nell’inchiesta figurano anche il killer pentito Mariano Torre e la moglie Raffaella Capuozzo. Ora i pm Carrano e Parascandalo hanno firmato nei giorni scorsi la chiusura delle indagini e si apprestano a chiedere il rinvio a giudizio degli otto indagati. L’inchiesta riguarda il riciclaggio per conto del clan Lo Russo. I due fratelli D’Ari avevano rilevato tre ristoranti dai fratelli Iorio (pure loro coinvolti in un’inchiesta per riciclaggio con i “Capitoni” e poi scagionati). Il racconto di Luigi D’Ari, contenuto nelle 465 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Emilia Di Palma, e fatto davanti ai pm Parascandalo e Caranno continua:

“… noi abbiamo proprio necessità di uscire da un incubo perché noi non ce la facciamo più … sono stati degli anni allucinanti nei quali ci siamo trovati in mezzo a gente e a giri che non conosciamo … che non vogliamo neanche conoscere … non ci interessa neanche sapere … però noi non possiamo vivere così … io faccio il medico … mio fratello pure … vorremmo continuare a vivere serenamente senza dover mandare la mia famiglia a Malta da mio suocero per preoccupazione … senza dover stare con l’ansia di chi bussa al citofono … perché non è una vita che ci appartiene … abbiamo … probabilmente ci siamo messi in un vespaio fin troppo grosso rispetto a quella che era … la nostra aspettativa fare … abbiamo … l’unica cosa che io ci tengo a dire che anche se lei vedeva domande e risposte sul verbale … mi dissero che era un modo per tutelarmi … la Polizia mi disse che era un modo per tutelarmi … ma sono io che sono andato dalla Polizia … nessuno mi ha chiamato né mi ha chiesto di essere interrogato … io sono andato perché in qualche modo noi dobbiamo uscire da questa situazione … in questi anni abbiamo venduto una casa … abbiamo fatto un mutuo … abbiamo fatto cause contro Iorio … di tutti i tipi … abbiamo cause in corso di tutti i tipi … abbiamo un terzo del mio stipendio pignorato da Iorio … cioè noi non ce la facciamo più … quindi non so come funziona … lei faccia tutte le considerazioni del caso com’è giusto che lei faccia … però ci liberi da quest’incubo perché per noi non è più possibile … io non posso stare con dieci telefonate al giorno di questi personaggi … non posso stare con l’ansia che se mi chiamano la notte devo vedere chi c’è … perché io vengo chiamato di notte per motivi professionali … un cesareo … un parto … piuttosto che passo la notte in clinica perché ho il turno di notte e non posso stare con l’ansia che non sto a casa …insomma … non è … non è … non è più umano che noi … non possiamo più vivere così … quindi io capisco tutto … comprendo tutte le sue motivazioni … lei deve comunque … no … ma lei deve … Io … allora … il … il … il vero problema di questa … di questa situazione purtroppo … è un vizio di base … vizio di base dovuto al fatto che … se noi avevamo idea che questa situazione dopo dieci mesi dalla presa dei locali ritornasse in quella situazione … dottoressa ma con tutto l’affetto del mondo non avremmo mai fatto una mossa del genere … perché devo dirle la verità … a me Iorio non mi ha mai minacciato di persona … però il primo giorno noi trovammo tutti i frigoriferi aperti … dovemmo buttare carne … pesce … il secondo giorno trovammo i forni con il cemento dentro … quindi non fu possibile fare le pizze … il terzo giorno scomparve il vino … nessuno sapeva niente … Iorio a noi non aveva fatto niente … tranne una passeggiata fuori i locali il giorno di Natale … di quando fu … fu … fu liberato … diciamo … il giorno di Natale … questo fece … non fece altro … però la nostra vita da allora è diventata un incubo … abbiamo cercato di chiudere un accordo commerciale dove ci dissero Oliva e Maresca … non è stato rispettato nessun tipo di accordo … tant’è vero che abbiamo cause … e … abbiamo una causa di 950.000 euro con Iorio … tra le altre … nessun accordo rispettato … abbiamo cercato di acquistare un locale per tirarci fuori da questa situazione … ci sono venuti a prendere fino a fuori la sala operatoria dicendo che hanno dato a Iorio 400.000 euro … ma … ma noi che dobbiamo fare? … cioè … tutto quello che lei vuole … non abbiamo avuto a che vedere con nessuno … non conosciamo gente … facciamo i medici … io non sapevo nemmeno come era fatta una cambiale prima di cominciare questa storia … quando finirà? … come deve finire … dobbiamo … non lo … dica lei … mi dica lei io che devo fare … io faccio quello che lei mi dice di fare … chiudo il locale … tanto ormai non … non rende più … lo posso anche chiudere stasera se per lei è un segnale importante … io vado fuori alla riviera e lo chiudo … lo riconsegno al dottore Carignani che oltretutto … lo riconsegnerà a Iorio il giorno dopo … per i rapporti che hanno … ma … io devo uscire da questa situazione perché io non posso stare con … cioè … io veramente mi trovo in serie difficoltà proprio nel quotidiano … oltre al fatto che in questi anni abbiamo visto cambiare la nostra vita … perché comunque … debiti da pagare … situazioni da pagare … un … gli amministratori giudiziari che hanno comunque … che hanno fatto un … sono scomparsi …”.
Rosaria Federico
1. continua

Da Gino Rivieccio a Sandra Milo per la nuova stagione del Teatro Totò

Presentata la nuova stagione del Teatro Totò di Napoli e la ventottesima edizione del Festival del Teatro Comico, Musica e Cabaret, “Ridere” in programma dal 10 agosto al Maschio Angioino. “Nel solco lasciato dal grande Principe della risata Antonio de Curtis, figura da sempre ispiratrice dello spazio di via Frediano Cavara – ha detto il direttore artistico, Gaetano Liguori – il Teatro Totò, anche con la nuova programmazione 2018/2019, promette una stagione di qualità. Forte del grande pubblico che da sempre lo sostiene ed apprezza, imponendosi nel difficile Rione di Foria come indiscusso polo culturale e sociale con la sua affollata Scuola di Teatro, il Totò, pur senza finanziamenti pubblici e sovvenzioni, ribadisce la sua apertura alla città nel nome del teatro e di una società migliore”. Ad illustrare il cartellone e i contenuti degli spettacoli in abbonamento e fuori abbonamento sono stati Gaetano Liguori e Davide Ferri. Numerose le proposte per la nuova stagione in abbonamento: da Gino Rivieccio a Sandra Milo, da Marina Suma a Fanny Cadeo, Gigi Savoia, Gianni Parisi, Rosalia Porcaro, Francesca Marini, Oscar Di Maio, Mariano Bruno, Claudio Tortora, Ciro Liucci, Ciro Esposito, Gianfranco Gallo, Massimiliano Gallo, Simone Schettino. Tra i protagonisti degli spettacoli fuori abbonamento, le due compagnie vincitrici del festival del teatro amatoriale. Per gli omaggi per gli abbonati, spettacoli con Gennaro Scarpato e Oreste Ciccariello ed ancora con gli attori e cantanti Francesca Marini e Massimo Masiello. Due gli eventi speciali con Biagio Izzo e lo spettacolo “I Fiori del Latte” e Michele Placido con “Serata d’Onore”.
Federico Salvatore, Simone Schettino, Marco Cristi, Edoardo Guadagno, Nando Varriale, Paolo Caiazzo, Gino Cogliandro, Gino Rivieccio, Gianni Conte, Benedetto Casillo, Francesca Marini, Massimo Masiello, Peppe Iodice, Vittorio Marsiglia e Rosalia Porcaro, sono alcuni dei nomi che animeranno “Ridere” 2018, in programma al Maschio Angioino dal 10 agosto.

Napoli, va al commissariato per ritirare una denuncia, trova l’ufficio chiuso e picchia i poliziotti: arrestato

Napoli. Ieri sera glia genti della Polizia di Stato del Commissariato di Secondigliano hanno arrestato Marcello Manis, 38enne, per il reato di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale Nel tardo pomeriggio il 38enne si è presentato presso il Commissariato per ritirare una copia della denuncia ma gli agenti spiegando che l’ufficio era chiuso lo hanno invitato per l’indomani. A questo punto il giovane ha cominciato ad agitarsi e per citofono ha cominciato a proferire parole offensive verso gli agenti e verso la Polizia. All’interno del cortile, senza motivo ha colpito più volte uno degli agenti e subito dopo un altro. I poliziotti sono riusciti a bloccare l’aggressore che è stato arrestato in attesa del rito direttissimo.I due poliziotti sono stati costretti a ricorrere alle cure mediche.

Omicidio-suicidio, le amiche della donna: ‘Antonio istigato dalle maldicenze su Imma’

“Alcune persone ascoltano la metà, capiscono un quarto e raccontano il doppio” – scrive Immacolata Stabile, quarantotto anni, sul suo profilo Facebook qualche ora prima di essere ammazzata da suo marito Antonio Topa, suicida. Imma si lamentava spesso del fatto che qualcuno in famiglia parlasse male di lei con suo marito, inventava storie sul suo conto scatenando la gelosia dell’uomo già molto forte.
Un omicidio avvenuto nel silenzio assordante di un condominio di via Marsala a San Marcellino, nel quale, al momento della tragedia, era presente solo una delle inquiline. Nessun rumore, nessun segnale che potesse fare intendere una situazione così drammatica. A detta dei vicini, la coppia litigava ma non più di tutte le altre; lui si presentava come un uomo tranquillo e, apparentemente, non v’era alcuna situazione di particolare tensione che potesse far presagire un simile epilogo. Nessuno s’era accorto di nulla quindi, solo all’una della notte, quando i figli della coppia sono rientrati, si è saputo di quanto fosse accaduto nelle ore precedenti. Hanno diciotto e ventuno anni i due ragazzi, educati e tranquilli, sempre sorridenti. Biagio carpentiere come il papà e Paola da poco fidanzata, sono stati spettatori di una scena terribile. Al loro rientro in casa, dopo una serata tra amici, hanno ritrovato il corpo di Imma senza vita, strangolata dal marito a mani nude sul letto di casa e nell’altra stanza Antonio impiccato.
Un amore malato e avvelenato dai pettegolezzi che ha accecato l’uomo di cinquantuno anni istigandolo a compiere un gesto inconsulto.
“Ci sono responsabili che non pagheranno”, tuonano le amiche di Imma.
“Geloso, era geloso pazzo. Sin da quando erano fidanzati” – precisa un cugino di Antonio che non sembra stupito: “Lo sapevo che prima o poi avrebbe perso il controllo”. Eppure “La moglie era una brava donna. Le piaceva curarsi, vestirsi bene e anche questo lo irritava”. Casalinga, aiutava la famiglia accompagnando i bambini a scuola a bordo della sua Renault Scanic; le sue amiche sostengono che “Alcuni parenti passavano il tempo a infangare il nome di Imma, inventavano storie sul suo conto. Lo hanno fatto fino a ieri. Forse qualcuno ha istigato Antonio, gli ha raccontato qualcosa di falso, innescando tutto ciò”.
Un anno fa Imma querelò il marito per maltrattamenti. Ci fu un breve monitoraggio sulla coppia, periodo durante il quale, a dire degli investigatori, non è stato notato alcun comportamento violento da parte dell’uomo motivo – forse – per il quale poco tempo dopo la donna ritira la querela sostenendo di averla presentata in un momento di “stizza”. Nessuna indagine quindi, né i magistrati hanno avuto la possibilità di emettere un provvedimento restrittivo nei confronti dell’uomo.La Procura di Napoli Nord ha disposto l’esame autoptico sulle salme dei coniugi. La pista, l’unica considerata finora, è quella dell’omicidio-suicidio che ha portato all’ennesimo dramma della gelosia distruttiva.

Abbandonano rifiuti in strada: multata una coppia di romeni

Marigliano. Nel corso di un servizio per la prevenzione di reati ambientali, i carabinieri della stazione forestale di Marigliano  sono stati chiamati da un cittadino a intervenire dove due persone stavano abbandonando dei rifiuti.Giunti sul posto i militari hanno notato due cittadini romeni residenti a Mariglianella, un uomo di 23 anni e una donna di 31, che stavano abbandonando a terra dei vecchi mobili rotti: i due hanno spiegato che provenivano dalla loro abitazione e volevano liberarsene. Colti sul fatto, però, li hanno rimossi e caricati di nuovo sul furgone. I militari li hanno sanzionati per abbandono di rifiuti non pericolosi sul suolo in modo incontrollato da parte di privati. La sanzione ammonta a 600 euro e i trasgressori dovranno provvedere entro 10 giorni a portare in visione ai carabinieri la documentazione attestante il regolare smaltimento dei rifiuti: se non ottempereranno saranno denunciati all’autorità giudiziaria.

Gli attivisti di ‘magnammoce ‘o pesone’ occupano gli uffici del Comune di Napoli

Napoli. Alcune decine di persone, tra nuclei familiari con bambini e attivisti dell’organizzazione “Magnammoce ‘o pesone’, hanno occupato questa mattina alcuni uffici del Comune di Napoli al primo piano di Palazzo San Giacomo. Secondo gli stessi manifestanti si tratterebbe di una quarantina di persone che hanno inscenato la protesta contro l’amministrazione comunale che, a loro dire, non si sarebbe concretamente impegnata per risolvere i problemi abitativi di sei famiglie che da un paio di anni occupano uno stabile di proprietà di un ordine religioso in piazza Miraglia. I manifestanti hanno esposto uno striscione su cui campeggia la scritta “I bambini non possono aspettare, senza tetto non si può stare”. Gli attivisti di “Magnammoce ‘o pesone” assicurano che l’occupazione continuerà fino a quando non sarà trovata una soluzione al problema abitativo delle 6 famiglie. Pur riconoscendo che il sindaco De Magistris non abbia mai negato il dialogo, i manifestanti lo sollecitano ad agire in modo concreto.

Prodotti tecnologici per vivere al meglio le proprie vacanze

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Quando si decide di partire per le vacanze estive sono tanti i prodotti tecnologici che ci potranno servire a seconda della tipologia di vacanza che andremo a fare sia che decidiamo di andare in montagna, al mare o a visitare qualche città o luogo di interesse. Ovviamente ci sono prodotti che possono essere più adeguati per una determinata vacanza e altri che invece risulteranno esserlo per una vacanza diversa. Un prodotto che comunque va bene sempre sempre è la fotocamera (o eventualmente anche uno smartphone con una buona fotocamera) in quanto ci permette di immortalare (o anche di fare dei video per chi li preferisce) dei momenti più belli delle nostre vacanze.

Ci sono persone che preferiscono trascorrere le proprie vacanze in camper; per chi predilige la vacanza in camper ci sono tanti prodotti tecnologici che potranno essere utilizzati quali ad esempio un Tom Tom Go Live che ci permetterebbe di guidare senza evitare di perderci o anche un’ antenna satellitare per camper che ci permetterebbe di vedere anche i canali satellitari durante le nostre vacanze in camper.

Per coloro che decidono invece di andare in campeggio anche in questo caso i prodotti tecnologici da portarsi sono tanti quali ad esempio il Sunlighter che permette di accendere un fuoco da campo sfruttando la potenza del sole o le innovative stufe (ad esempio quella di Onja Stove), pentole e bollitori pieghevoli che gli appassionati del campeggio sanno quanto siano d’aiuto rispetto a quelle tradizionali ingombranti e molto più pesanti. Per il campeggio (ma anche per vacanze in camper, mare o montagna) sono sempre molto utili anche gli altoparlanti bluetooth portatili che ci permetteranno di ascoltare musica e rilassarci durante le nostre vacanze ovunque decidiamo di passarle.

Se invece si è deciso di trascorrere le proprie vacanze al mare, allora sarà importante scegliere alcuni accessori tecnologici specifici quali le custodie waterproof per smartphone o un caricabatterie solare che permetta di avere sempre carico il nostro smartphone. Altri prodotti molto interessanti per una vacanza al mare possono essere la videocamera subacquea oppure un drone che ci permetterebbe di fare degli scatti aerei molto belli.

Qualora decidessimo invece di andare in montagna il caricabatterie solare e il drone andrebbero comunque benissimo, ma in questo caso potremmo prendere una camera chiamata fototrappola che si attiva al passaggio degli animali e scatta delle foto (come ad esempio la Digitnow 16mp 1080p hd) e anche un binocolo.

Come avrete letto i prodotti tecnologici che possiamo prendere, a seconda della vacanza che andremo a fare, sono tanti e ci permettono di migliorare la qualità delle nostre vacanze e di godercele al meglio: diversi di questi prodotti fino a più di 10 anni fa non esistevano e non si pensava neanche che sarebbero stati inventati.

In conclusione quando decidete di andare in vacanza, dopo aver scelto la vostra meta ideale, pensate sempre a quali prodotti tecnologici potranno migliorare il vostro soggiorno e sicuramente ne rimarrete soddisfatti riuscendo ad innalzare il livello di qualità della vacanza.

Come sfruttare al meglio la propria fotocamera Reflex in vacanza

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Qualora vi siate trovati nella situazione di dover partire per le vacanze, non siate dei grandi esperti a livello di fotografia e volete comprare una fotocamera reflex per immortalare i momenti più belli delle vacanze, il prossimo problema che vi porrete sarà sicuramente il seguente: dopo che avrò comprato la fotocamera, sarò capace di utilizzarla?

Anche se sul mercato ci sono molte fotocamere reflex adatte anche ai principianti, non sono comunque intuitive e facili da utilizzare ma richiedono pazienza e del tempo da dedicare alla lettura delle istruzioni. Un modello che è adeguato anche a utenti non troppo esperti è la Canon Eos 1300d di cui si può trovare una recensione molto interessante su Reflex-Mania.

Dopo aver acquistato la macchina fotografica reflex bisogna innanzitutto mettersi in testa che la fotografia è un’arte e che ci vuole una buona tecnica per fare delle belle foto: pur essendo comunque un’arte e richiedendo una tecnica di un certo tipo, utilizzando determinati accorgimenti è comunque possibile fare delle belle foto che vi renderanno fieri di voi stessi. Andiamo a vedere insieme quali trucchi possono essere messi in atto per scattare delle fotografie di un certo livello.

Prima di tutto, dopo essere arrivati in un posto nuovo, è importante fare un giro alla ricerca dei punti e dei luoghi migliori da dove scattare le nostre fotografie: scattare tante foto senza selezionare i punti migliori da cui farle non servirà a niente se non ad avere tante foto di cui nessuna sia degna di nota. Meglio quindi perdere un po’ di tempo a scoprire gli angoli migliori da cui effettuare i nostri scatti.

Altre linee guida da seguire sono quelle relative alla tipologia di posto dove andremo in vacanza: se infatti ci dovessimo recare al mare gli orari migliori per scattare delle foto sono sicuramente l’alba e il tramonto. Una situazione ideale al mare può essere quella in cui il soggetto si trova in acqua in quanto l’acqua regala degli effetti di luce fantastici riflettendo gli scatti del sole.

Se invece avete optato per una vacanza in montagna, allora sarà meglio che evitiate di scattare nei momenti della giornata in cui la luce è più forte: meglio quindi di evitare dalle 11/12 del mattino fino alle ore 16.

Altro consiglio importante riguarda la manutenzione della macchina fotografica: è importante infatti tenere la macchina sempre pulita e l’ideale sarebbe anche portarla in un centro assistenza per effettuare la pulizia soprattutto della polvere che ci finisce dentro. Sempre meglio evitare anche di utilizzare la fotocamera in situazioni meteo estreme quali possono essere la pioggia, tempeste di sabbia, grandine,etc.

Per quanto riguarda l’attrezzatura e gli accessori per la fotocamera reflex non è necessario per dei principianti acquistare accessori o obiettivi particolari: si possono infatti fare degli scatti buoni anche con l’obiettivo che c’e’ in dotazione in quanto solitamente permette sia di effettuare scatti con grandangolo ampio che zoom anche molto dettagliati. Si consiglia dopo aver preso la fotocamera di effettuare delle prove con l’obiettivo in dotazione al fine di conoscere al meglio le funzionalità della macchina fotografica e non farsi cogliere impreparati.

Omicidio del pedofilo nel Beneventano: i killer non erano locali

L’unica certezza che hanno gli investigatori nell’inchiesta sull’omicidio di Giuseppe Matarazzo, è che gli assassini non erano locali. Il pastore di Frasso Telesino ucciso la scorsa settimana nel giardino di casa da due persone era uscito dal carcere nel mese di giugno dopo aver scontato una condanna a 11 anni per la violenza sessuale nei confronti di una ragazzina di 14 anni che poi si era suicidata. Gli investigatori hanno interrogato decine di persone hanno controllato gli smartphone dei familiari e delle persone sospette come, logico che sia in un caso del genere, i familiari della ragazzina suicida. Ma anche quelli degli amici e di quelli che aveva ripreso a frequentare dopo la sua scarcerazione. Non si lascia niente al caso. La testimonianza della mamma che era presente nel giardino di casa quando i killer hanno fatto fuoco contro il figlio risulta fondamentale ai fini delle indagini. La donna ha spiegato di aver visto due uomini in una machina grande e  scura avvicinarsi a Giuseppe e chiedere qualcosa e poi ha sentito i colpi e ha visto il figlio cadere. Erano a volto scoperto e quindi non erano del posto e hanno chiesto informazioni stradali alla vittima e quando questi si è avvicinato gli hanno esploso contro i tre colpi di pistola che lo hanno ucciso e si sono dileguati. Gli investigatori stanno anche cercando di arrivare ai killer attraverso i ripetitori telefonici. Si stanno analizzando le celle nella zona per stabilire se nelle immediatezza dell’omicidio nella zona siano transitati soprattutto pregiudicati non locali. In pratica killer assoldati. L’inchiesta quindi mira ad accertare anche il movente e quindi i mandanti oltre che ai due sicari. Nel frattempo domani sarà effettuata l’autopsia sul corpo di Giuseppe Matarazzo. E in paese non si spengono le polemiche dopo il manifesto affisso dalla sorella e l’iniziativa di alcuni amici che hanno lanciato l’hastag #iostocongiuseppe e secondo i quali il pastore sarebbe stato in carcere da innocente e quindi ucciso probabilmente per vendetta senza alcuna colpa. Sarà l’indagine sulla sua morte a stabilirlo.

Amalfi, ‘congelato’ lo sgombero degli stabilimenti balneari

Amalfi. Doveva essere eseguito nella mattinata di ieri il provvedimento di sequestro dei lidi balneari di Amalfi, raggiunti lo scorso lunedì da un’ordinanza del giudice per le indagini preliminari di Salerno. Molto probabilmente ci sarà una proroga in attesa delle decisione del Riesame a cui è stata presentata nei giorni scorsi un’istanza. L’udienza è fissata per il prossimo 31 luglio, i legali in quell’occasione presenteranno le loro motivazioni contro il provvedimento di sequestro preventivo che interessa i quattro lidi balneari della spiaggia grande di Amalfi. In gioco oltre alla stagione balneare, gli accordi con la clientela ci sono anche i posti di lavoro. Sono circa 20 le unità impegnate lungo la spiaggia di Amalfi. I sequestri ordinati dal gip lo scorso lunedì sono giunti dopo le sentenze del Tar che ha respinto tutte le argomentazioni con le quali i titolari dei lidi chiedevano l’annullamento delle ordinanze comunali di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi emesse dal responsabile dell’area tecnica del comune di Amalfi. Secondo la Procura sarebbero stata violate le concessioni perché sono state mantenute in essere le strutture oltre i termini di scadenza.

Uccise la moglie a coltellate: chiesti 30 anni di carcere per il parrucchiere di Cava

Trent’anni di carcere per il barbiere di Cava de’ Tirreni che lo scorso gennaio uccise sua moglie in casa. E’ quanto chiesto dal pm in virtù del rito abbreviato. Salvatore Siani quella mattina, una mattina come le altre, uccise con oltre quaranta coltellate sua moglie, Nunzia Maiorano. Siani aveva chiesto alla suocera di far dormire la moglie Nunzia, la cui relazione era ormai terminata, per l’ultima volta insieme. Una storia d’amore ormai naufragata nella separazione. Lui diceva di amarla e che non le avrebbe mai fatto del male eppure la relazione non funzionava più per colpa di lui che quasi sempre dimenticava di avere moglie e figli, continuando la sua vita da single. Quella mattina quando è avvenuta la tragedia Siani aveva accompagnato i figli a scuola e al ritorno scatenò la sua violenza contro la donna. Dall’ autopsia è emerso che l’uomo ha inflitto alla donna quaranta coltellate. Siani dopo aver ucciso la moglie continuava a chiamarla “l’amore della mia vita”. Dalle analisi del sangue è stato poi dimostrato che l’uomo era sotto effetto di sostanze stupefacenti. Sul corpo di Nunzia furono trovati anche dei morsi. Il suo viso era irriconoscibile: tumefatto con zigomi rotti. Molto probabilmente fu anche colpita alla pancia poiché il fegato presentava delle lesioni. Per giustificarsi l’uomo disse che si era difeso e che l’omicidio era maturato a seguito di una lite. Dopo aver ucciso la moglie, infatti, sferzò alcune coltellate anche contro se stesso.

Napoli, la Start dona 2mila euro all’associazione ‘Io rido ancora’ di Carla Caiazzo

La Start , azienda napoletana leader in Italia nella commercializzazione del settore energia e telecomunicazioni, ha consegnato un assegno da duemila euro a Carla Caiazzo, la ragazza di Pozzuoli sfigurata dall’ex compagno mentre era incinta. La cerimonia alla presenza del presidente Andrea Diffido, Simona Amoroso e all’assessore al Welfare del Comune di Napoli Roberta Gaeta. “Ringrazio la Start per questo sostegno che non va solo a me ma a tutte le donne che aiutiamo” ha commenta la Caiazzo che sta portando avanti la battaglia contro la violenze sulle donne con l’associazione da lei fondata “Io rido ancora” “La nostra azienda che si occupa del settore energia impiega tantissime ragazze, molte delle quali madri, per questo crediamo che anche il mondo dell’impresa debba fare la sua parte” ha spiegato il presidente Diffido.

Le prime pagine di oggi martedì 24 luglio

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Le prime pagine dei quotidiani di Martedì 24 luglio in edicola questa mattina.

Uccise e fece a pezzi due boss del contrabbando: condannato all’ergastolo

Nonostante il suo recente pentimento Domenico D’Andò detto o’ chiatto, 24 anni, è stato condannato al carcere a vita. Il giovane, che è nipote di Pietro Caiazza ras del clan Amato-Pagano e figlio di Antonino, vittima di lupara bianca nell’ambito della prima faida di Scampia tra il clan Di Lauro e gli scissionisti, è accusato di aver ammazzato e fatto a pezzi nella sua casa di Giugliano i due boss del contrabbando Luigi Ferrara e il suo socio Luigi Rusciano insieme con il suo complice minorenne Aniello I. di Acerra condannato nel marzo scorso dal Tribunale per i minori a 15 anni di carcere. I corpi dei due di Mugnano e Casoria furono ritrovati il 16 febbraio scorso fatti a pezzi e seppelliti in contrada Franzese di Afragola. Una operazione da “macelleria messicana” per sbarazzarsi dei corpi dei due che avevano “sgarrato” con i clan dell’area Nord di Napoli.  D’Andò ha fatto i nomi di quelli che lo avevano aiutato ma anche i mandanti di quell’orrendo omicidio, ma tutto questo nel processo di primo grado non gli è servito per evitargli il massimo della pena.

Tappa campana per Will Smith che si ferma a Marina di Stabia

Tappa a Castellammare di Stabia per l’attore americano Will Smith e la sua famiglia. Una sosta al porto turistico di Marina di Stabia, accompagnato dalla moglie Jada Pinkett, i figli Trey, Jaden e Willow insieme all’addetta stampa Karynne Tencer. La star hollywoodiana si è concessa una pausa di relax in costiera amalfitana e Capri per poi ripartire a bordo di uno splendido yacht alla volta della Sicilia.  Vacanza come sempre immortalata da scatti fotografici e video postati sui social. L’ultimo tratto dal suo profilo Instagram ufficiale dell’ex “Principe di Bel Air” impegnato in un’immersione subacquea nelle acque cristalline di Lipari insieme a tutta la sua famiglia.

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