Scafati. “Chi è stato eletto con i voti della malavita non è degno di rappresentare i cittadini”: il Partito democratico di Scafati chiede le dimissioni di Monica Paolino, consigliere regionale di Forza Italia, che secondo la sentenza emessa oggi dal Gup Emiliana Ascoli del Tribunale di Salerno è stata eletta con i voti della camorra. Il giudice ha condannato i vertici dell’organizzazione criminale Loreto-Ridosso, Gennaro e Luigi jr Ridosso e Alfonso Loreto ritenendoli colpevoli di corruzione elettorale e scambio di voto per le amministrative del 2013 e le Regionali del 2015 nelle quali furono eletti Angelo Pasqualino Aliberti come sindaco e la moglie Monica Paolino come consigliere regionale. Alla luce della sentenza il Pd di Scafati, con un post sulla pagina Facebook ha chiesto che Monica Paolino rassegni le dimissioni dalla Regione. L’esponente politico di Forza Italia è imputata per scambio di voto nel processo che si sta celebrando al Tribunale di Nocera Inferiore insieme al amrito e ad altri esponenti politici e non dell’amministrazione Aliberti. “Con la sentenza di oggi sono ufficialmente e giudiziariamente riconosciuti la corruzione elettorale che nel 2013 ha visto protagonista il clan Loreto-Ridosso, e lo scambio di voto politico-mafioso che nel 2015 – tramite lo stesso clan – ha connotato l’elezione del Consigliere Regionale Monica Paolino-Aliberti. Siamo dunque in presenza di un Consigliere Regionale che lo Stato certifica essere stato eletto con i voti della camorra: è un’onta insopportabile per le Istituzioni e per la nostra Città. Chiediamo pertanto le immediate dimissioni della Consigliera Regionale in questione: chi è stato eletto grazie ai voti della malavita non è degno di rappresentare i cittadini”.
ANTEPRIMA. Si cerca a Napoli la casa per la famiglia di Cavani: al Psg 28 milioni più Mertens
Mentre il presidente del Napoli continua ad alimentare il gioco del “vero o falso” soprattutto sul Matador Cavani, c’è qualcuno che (forse a sua insaputa?) sta cercando casa a Napoli per lui e la sua famiglia. E lo stesso sostiene che l’affare Cavani si dovrebbe concludere entro fine settimana. Domani nel frattempo Giuntoli potrebbe essere a Parigi (forse per una gita di piacere tra il Museo del Louvre e la Torre Eiffel?). E’ li che molto causalmente potrebbe incontrare i dirigenti del Psg?E’ li che si dovrebbe chiudere l’affare con 28 milioni di euro e il cartellino di Mertens sul piatto? Tutto falso, la solita bufala dirà domani De Laurentiis. Si ma chi sta cercando la casa a Cavani e alla famiglia? Qualcuno di buon cuore per fargli trascorrere le vacanze di Natale a Napoli? Pochi giorni e speriamo che la bufala del vero o falso finisca presto per rispetto dei tifosi e soprattutto dei tanti giornalisti che da sempre seguono il Napoli e che non meritano certo di essere messi alla berlina da chi pensa che lo vita sia tutto uno ‘showbiz’.
Morti della Solfatara: il piccolo Lorenzo asfissiato per una foto alla fangaia
Voleva scattare una foto alla fangaia della Solfatara di Pozzuoli il piccolo Lorenzo Carrer, soffocato a 11 anni dalle esalazioni di un gas venefico tipica manifestazione delle fumarole che si era addensato nella cavita’ dov’e’ precipitato, apertasi sotto i suoi piedi, quel tragico 12 settembre 2017, a causa dell’attivita’ erosiva dell’attivita’ vulcanica. Per salvarlo sono morti prima il padre, Massimiliano, e poi la madre Tiziana. Tutti vittime dell’H2S, sotto gli occhi dell’altro figlio della coppia, di 7 anni, l’unico sopravvissuto della famiglia. E’ una zona estremamente pericolosa quella dov’e’ accaduta la tragedia. Ed era aperta al pubblico e percorribile. La crosta di terreno sulla quale i Carrer, e chissa’ quanti prima di loro, stavano camminando, era sottile e fragile, a causa dell’ erosione interna e, forse anche dalle intense piogge del giorni precedenti. Massimiliano si e’ calato in quella cavita’ per salvare il figlio, ma il gas l’ha ucciso; la moglie, Tiziana Zaramella, ha cercato di tendere una mano al marito e poi quando si e’ resa conto che cosi’ non poteva salvarlo, si e’ calata anche lei, inalando l’H2S e perdendo cosi’ la vita. La societa’ che gestisce il vulcano Solfatara, emerge della perizie della Procura di NapoliI, era a conoscenza della pericolosita’ rappresentata dalla presenza dei gas e della possibile apertura di voragini. Ciononostante non c’erano norme di sicurezza che avrebbero potuto salvare la vita alla famiglia Carrer, ai dipendenti in servizio, ai vulcanologi che li’ hanno strumenti per rilievi geotermici. Nell’area, ampia circa un chilometro quadrato, inoltre, c’e’ anche un camping e un punto ristoro. Anche queste due strutture erano altamente esposte a rischi. Nel 2004, inoltre, sempre secondo quanto emerge dall’attivita’ di indagine degli inquirenti, coadiuvata da esperti del settore, c’era stato un altro crollo, proprio nello spesso punto dove e’ morta la famiglia Carrer. I dipendenti, inoltre, ogni qualvolta si apriva una cavita’, la riempivano con materiale di risulta. Interventi “artigianali”, talvolta anche peggiorativi come il posizionamento a terra di pali di delimitazione che acceleravano di sgretolamento del suolo in quanto determinavano un ristagno di acqua. Non ultimo, i mezzi di soccorso erano impossibilitati all’ingresso nella struttura a causa dell’inaccessibilita’ del varco.
Trombe d’aria e fulmini rovinano l’estate al Centro-sud
Tromba d’aria in Salento, forte vento che sradica alberi e alimenta incendi in Sicilia, alcuni voli dirottati in Abruzzo, allagamenti a Roma e Napoli oltre a migliaia di fulmini in Liguria, alcuni dei quali hanno provocato roghi e danni. La perturbazione di origine atlantica ha raggiunto anche il Centro e il Sud dell’Italia, dove i temporali irrompono abbassando le temperature del clima torrido d’estate. Mentre il Nord si riprendeva appena dai disagi provocati dal maltempo alcune ore prima, gran parte del resto d’Italia si e’ svegliata sotto la pioggia. Gia’ ieri in Liguria oltre duemila fulmini sono caduti nelle ultime sei ore della giornata. Particolari danni nella zona del Muggiano dove, forse proprio a causa dei fulmini, ha preso fuoco la nave ‘Vulcano’ all’interno dello stabilimento di Fincantieri. Un fulmine avrebbe provocato anche l’incendio di un’abitazione a Campigliola, nel comune di Manciano (Grosseto). Nella notte sono andati a fuoco anche due container a Monte Argentario, usati per rimessaggio agricolo. Disagi nel Pisano e altri due incendi per i fulmini. Un forte temporale si e’ abbattuto nelle prime ore della giornata anche nella Capitale, provocando allagamenti di strade, traffico intenso, code e alberi caduti sul alcune carreggiate poi chiuse al traffico. Allagamenti anche in diverse strade di Napoli e provincia a causa della pioggia. Il forte vento che soffia in Sicilia dalla scorsa notte ha provocato disagi e incendi, che nella costa centro-nord orientale dell’isola hanno minacciato abitazioni, alcune delle quali evacuate, e centri commerciali. Sono decine gli interventi dei vigili del fuoco per alberi e pali di linee elettriche divelti e caduti sulle strade di Palermo, provincia e a Catania. Il ramo di un albero ha centrato la copertura superiore di un camion che stava percorrendo la A18, la Messina-Catania: l’autista e il suo aiutante sono rimasti feriti e sono stati soccorsi. Problemi anche per le linee aeree: il volo Blue Air Torino-Pescara e’ stato dirottato all’aeroporto di Bari. Sullo scalo abruzzese, invece, e’ stato dirottato il volo Ryanair Sofia-Ciampino. Nel pomeriggio il maltempo non ha risparmiato neppure la fascia costiera adriatica e l’entroterra: una tromba d’aria mista a pioggia si e’ abbattuta in numerosi comuni del Salento. A Martano il fortunale ha abbattuto la copertura di una tensostruttura. Il vortice si e’ abbattuto cogliendo di sorpresa i bagnanti sulle spiagge nelle marine di Melendugno. A San Foca sono cadute le luminarie per la Festa per la Madonna del Mare.
Agguato a San Giovanni a Teduccio: 50enne lasciato agonizzante all’ingresso del Loreto Mare
Si torna a sparare a Napoli dopo alcuni giorni di silenzio delle armi. Un 50enne è stato scaricato in serata davanti all’ospedale Loreto Mare, agonizzate per una ferita d’arma da fuoco. Il ferito poco prima delle 20 è stato lasciato davanti all’ingresso dell’ospedale da qualcuno che poi ha preferito dileguarsi per non farsi interrogare. sul posto sono arrivate le volanti della polizia che hanno identificato l’uomo. Si tratta di una persona nota alle forze dell’ordine originaria di San Giovanni a Teduccio. La polizia ha rintracciato i familiari e ha avviato le indagini per capire cosa è accaduto. L’agguato dovrebbe essere avvenuto davanti alla sede di un’associazione in vico detto Emanuele. Poi naturalmente si procederà con l’inchiesta per identificare chi ha fatto fuoco.
Omicidio-suicidio nel Casertano: tra i coniugi continue liti di gelosia
Una gelosia morbosa. Questo il movente che avrebbe spinto questa notte Antonio Topa, 51 anni, a strangolare la moglie, Antonietta Stabile, 48 anni, e poi a togliersi la vita impiccandosi a una trave in casa. La gelosia deviata, il movente passionale, infatti, e’ la pista che stanno seguendo i carabinieri del reparto territoriale di Aversa. La donna lo scorso settembre aveva sporto querela contro il marito raccontando ai militari dell’Arma che era sorvegliata in maniera patologia dal marito, che voleva sapere sempre dove era e controllava continuamente il cellulare. Inoltre, la 48enne aveva riferito che il marito le chiedeva continuamente rapporti sessuali di un certo tipo, cui lei era contraria. La querela pero’ fu rimessa dopo qualche giorno perche’ Antonietta Stabile disse di essersi riappacificata con il marito che le aveva chiesto scusa. A trovare i corpi sono stati i figli della coppia, un ragazzo e una ragazza di 25 e 23 anni, che al momento del delitto erano fuori con gli amici. La procura di Napoli Nord ha disposto l’autopsia. E’ probabile che l’uomo abbia strangolato la donna al culmine dell’ennesimo litigio e poi si sia suicidato dopo averla vista cadavere.
Serial killer muore in cella per gioco erotico
E’ stato trovato morto in cella, dopo aver tentato un atto di auto erotismo estremo, il 62enne serial killer condannato all’ergastolo per avere ucciso cinque autostoppiste. Lo hanno riferito le autorità tedesche, che in base alle leggi sulla privacy non hanno reso noto il nome dell’uomo. Un portavoce del carcere di Bochum, dove l’uomo era rinchiuso, ha riferito che ad uccidere il 62enne è stato una scarica elettrica. Nella sua cella sono stati trovati collegati ad una presa di corrente cinque cavi, utilizzati per autostimolarsi sessualmente. Non ci sono indicazioni che si sia trattato di un suicidio o che latri detenuti siano coinvolti nella morte dell’uomo. Il serial killer era stato condannato al carcere a vita nel 2008, dopo avere ucciso cinque autostoppiste tra il 1983 e il 1990, tre delle quali furono anche violentate. Ad incastrarlo, 17 anni dopo l’ultimo omicidio, il test del Dna.
Cucciolo di cane cade in un pozzo: salvato dai vigili del fuoco
Un lungo applauso ha salutato la venuta in superficie di un cucciolo di cane salvato in serata dai vigili del fuoco. Il cucciolo era finito in un pozzo, a circa 12 metri di profondità, in Via II Traversa provinciale Cardito 18 a Crispano. I vigili del fuoco intervenuti, con equipaggio 12 BB, unitamente all’equipaggio dei sommozzatori, sono riusciti a tirare fuori il cucciolo di appena due mesi di vita. ’L’evento, attirato l’attenzione di numerosissimi passanti e gente del posto che poi hanno salutato con un lungo applauso quando i vigili sono riusciti a portare in superficie il cagnolino. Ora è scattata la gara a chi vuole adottarlo.
Morte in Solfatara: tempo di super perizia per la sicurezza
Una “super perizia”, con un collegio di tecnici di nominati dai giudici, per stilate norme in grado di garantire la sicurezza di chiunque si rechi nel vulcano Solfatara di Pozzuoli (NAPOLI), dove nel 2017 persero la vita, precipitando in una cavita’ piena di gas venefico, un bimbo di 11 anni e i suoi genitori di 42 e 45. E’ la richiesta al gip Claudia Picciotti formulata dai pm Anna Frasca e Giuliana Giuliano della Procura di NAPOLI (VI sezione) che indagano sulla tragedia accaduta lo scorso 7 settembre. Con la richiesta di un nuovo incidente probatorio, in sostanza, gli inquirenti intendono cristallizzare norme che possano garantire la fruizione, in piena sicurezza, di un sito unico al mondo: un vulcano attivo. Del collegio di periti, secondo la richiesta, dovrebbero far parte un esperto delle norme di sicurezza, un geologo e un vulcanologo. Nella tragedia della Solfatara di Pozzuoli del 12 settembre 2017 persero la vita Lorenzo Carrer, di 11 anni, il padre Massimiliano, 45 anni, che si calo’ nella voragine apertasi sotto i piedi del figlio a causa disgregazione del sottosuolo, e la madre del ragazzino, Tiziana Zaramella, di 42 anni che dopo avere inutilmente allungato la mano per afferrare il marito decise, anche lei di scendere nella fossa della morte. Tutti furono soffocati dai gas venefici, tra cui il solfuro di idrogeno. Si salvo’ l’altro figlio di 7 anni della coppia originaria del nord Italia. Gia’ dai primi accertamenti apparvero carenti le misure di sicurezza presenti nella struttura, un vulcano attivo, dove, peraltro, insiste anche un campeggio e un punto ristoro. Il 26 ottobre il gip del Tribunale di N, su richiesta della Procura di NAPOLI (procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio), mise sotto sequestro l’intera area di proprieta’ di privati. Inizialmente la zona sequestrata era quella dove avvenne la tragedia. La societa’ che gestisce il sito, emerse, non ha mai tenuto in giusto conto la sicurezza, malgrado si tratti di un vulcano attivo collocato in zona rossa come classificato dal settore rischio vulcanico della Commissione Grandi Rischi. La polizza assicurativa per fronteggiare eventuali incidenti, inoltre, era assimilabile a quella che si stipula per garantirsi dai sinistri stradali pari a 3 milioni di euro.
Giuffredi: “Sarri voleva Hysaj al Chelsea”
– “Il futuro di Hysaj? Diciamo che avrebbe potuto seguire Sarri al Chelsea e anche De Laurentiis ha ammesso che il tecnico dei blues voleva 3/4 azzurri, cosa vera. Ora è concentrato sul presente, e con Ancelotti potrà anche proporsi in fase offensiva, mentre con mister Sarri la priorità era la fase difensiva. Rinnovo col Napoli? Sarò a Dimaro anche per questo motivo, ne parleremo e vedremo se c’è volontà da entrambe le parti”. Così Mario Giuffredi, agente del terzino del Napoli Elseid Hysaj, in un’intervista rilasciata ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli.
Fallimento ‘pilotato’: arrestato il cognato del boss Angelo Moccia ‘Il Papa’
Il capostipite di una delle famiglie imprenditoriali piu’ note di Afragola, il 64enne Giuseppe De Luca, cognato del boss di camorra Angelo Moccia detto ‘Il Papa’, e i figli Paolo e Leonardo, sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza su ordine del Gip del Tribunale di Napoli Nord per il reato di bancarotta fraudolenta. Il 64enne e’ finito in carcere mentre i figli ai domiciliari; l’ulteriore misura cautelare del divieto di dimora in Campania e’ stato notificata ad un macellaio residente a Napoli, cui era intestata la societa’ dal cui fallimento sono partite le indagini. Nel mirino degli inquirenti la societa’ Delgap della famiglia De Luca, fallita una decina di anni fa e operante nel settore delle costruzioni di infrastrutture ferroviarie, da sempre core business degli imprenditori partenopei, che hanno spesso lavorato con RFI (Rete Ferroviaria Italiana), societa’ del Gruppo Ferrovie dello Stato. La “fine” della Delgap inizio’ dopo l’arrivo di un’interdittiva antimafia, dovuta ai noti rapporti di parentela di De Luca con il boss di Afragola Angelo Moccia, che aveva sposato la sorella dell’imprenditore, ma anche a presunti legami di affari tra i due, peraltro non ancora sfociati in indagini antimafia. Per proseguire l’attivita’ e soprattutto continuare a lavorare con lo Stato, hanno accertato i finanzieri del Gruppo di Frattamaggiore guidati da Gravina con il coordinamento della Procura di Napoli Nord diretta da Francesco Greco, i De Luca crearono una nuova societa’, la Railway srl, che fu intestata ad un macellaio di Napoli mentre loro si fecero assumere come dipendenti. In questa nuova azienda, di fatto gestita dai De Luca, finirono tutti i beni della Delgap, che dopo due anni falli’ lasciando i creditori con un pugno di mosche in mano. Per gli inquirenti si sarebbe trattato di un fallimento pilotato, ovvero di una bancarotta. Oggi le Fiamme Gialle hanno anche sequestrato a Casoria lo stabilimento dove avveniva la produzione, con macchinari per milioni di euro; la gestione e’ stata affidata ad un custode giudiziario. Sotto sequestro sono finiti inoltre beni riconducibili agli indagati, in particolare un appartamento, una Porche Carrera e a somme per 56mila euro.
Napoli, reparto chiuso per la festa del primario, Borrelli: ‘Ho confermato tutto ai pm, vicenda assurda’
ì “Ho confermato tutto quanto avevo dichiarato quando sono venuto a conoscenza dell’assurda vicenda del reparto chiuso per permettere a tutto il personale di partecipare alla festa promossa dal primario, sottolineando che io per primo, quando cominciai ad avere notizia di quello che era successo, stentavo a crederci e ho fatto diverse verifiche e alcuni confronti tra le varie cose che mi venivano dette”. Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanita’, che denuncio’ la vicenda e, per questo, e’ stato sentito dal Nucleo anti sofisticazioni dei carabinieri che stanno indagando sulla vicenda per conto della Procura di Napoli. “Ho fatto la mia deposizione e risposto alle domande del Nas – ha detto ancora Borrelli – e mi auguro che le indagini dei carabinieri e della magistratura accertino tutte le responsabilita’ in una vicenda che va chiarita in tutti i suoi aspetti”. Per il consigliere regionale dei Verdi, “e’ inaccettabile che sia stato chiuso un intero reparto e chi ha pensato e permesso una cosa del genere va punito, sia con provvedimenti che vadano a condizionare il rapporto di lavoro con l’ospedale, sia con provvedimenti di carattere penale qualora ce ne siano i presupposti. Quel che e’ certo e’ che, su questa vicenda, si deve agire con le massime severita’ e intransigenza fermo restando che non si tratta di mettere in discussione la qualita’ del lavoro del dottor Pignatelli ma comportamenti che sono inaccettabili nella sanita’ pubblica”.
Sarri: “Basta, non rispondo più a certe cose”
“Volevo smantellare il Napoli? Non voglio più rispondere a De Laurentiis”. Il tecnico del Chelsea Maurizio Sarri preferisce non rispondere al suo ex presidente al Napoli, Aurelio De Laurentiis, che lo ha accusato di voler smantellare il club azzurro portando i giocatori migliori a Stamford Bridge. “Penso che i giocatori del Chelsea siano fortissimi e devo ringraziare quelli del Napoli, perché se sono qui forse è grazie a loro. Sono felice con i calciatori che abbiamo”, aggiunge Sarri in conferenza stampa dopo il successo in amichevole per 1-0 contro il Perth. Un gol dell’ex Barcellona, Pedro Rodriguez, dopo soli 5′ di gioco, ha regalato la prima vittoria a Maurizio Sarri sulla panchina del Chelsea, impegnato in amichevole in Australia, contro il Perth Glory. Sarri ha subito schierato l’italo-brasiliano Jorginho, playmaker proveniente dal Napoli, al quale ha consegnato le chiavi del centrocampo dei ‘Blues’. Sarri ha subito lanciato il modulo 4-3-3, con Jorginho davanti ai centrali difensivi David Luiz ed Ethan Ampadu, mentre Marcos Alonso sulla sinistra ha avuto minori possibilita’ di produrre le solite percussioni, ideali in uno schieramento difensivo a tre e non a quattro. Nella prima uscita con Sarri in panchina, per il Chelsea si e’ messo in mostra il 17enne Callum Hudson-Odoi (classe 2000), che ha servito a Pedrito il pallone per il gol-partita.
Altafini e il “gollasso” degli 80 anni
Gli auguri del giorno prima li respinge al mittente, “perche’ portano male”, dice. Ma nella sua vita si e’ divertito tanto: ha giocato, segnato (molto), vinto e fatto discutere (chi ricorda un gesto dell’ombrello nel 1969 a Palermo, con conseguente invasione di campo e l’arbitro Sbardella che lascia la Favorita in elicottero). Luci e ombre dell’ottantenne Jose’ Altafini (nato il 24 luglio 1938), di professione bomber dei due mondi, che oggi vive ad Alessandria con poco: ha dato tanti dispiaceri in Brasile come in Italia, e’ stato amato, osannato. “Nella mia vita ho realizzato tanto, ma tre cose le voglio ricordare – dice Altafini, detto ‘Mazzola’ (nel senso di Valentino, ndr) -: ho coronato il sogno di giocare al calcio, e questa e’ la cosa piu’ importante. Ma non solo: ho vinto un Campionato del mondo con la Selecao in Svezia, nel 1958; ho vinto la prima Coppa dei Campioni con una squadra italiana, segnando la doppietta decisiva del 2-1 milanista sul Benfica, a Wembley. Era il 1963. Basta e avanza”. Altafini in Italia ha giocato con il Milan, il Napoli e la Juve, prima di lasciare il calcio giocato e diventare commentatore televisivo. Adesso tagliera’ un altro traguardo: quello degli 80 anni. Auguri, ma solo da domani.
Napoli, tragedia sfiorata in via Marina, si stacca cavo del tram e colpisce due scooteristi
Napoli, tragedia sfiorata in via Marina, si stacca cavo del tram e colpisce due scooteristi. L’incidente, che solo per un caso fortuito non ha portato a gravi conseguenze, è accaduto poco dopo le 18. I centauri che si trovavano a transitare in sella a due scooter sono stati in via Marina dal cavo di acciaio della linea del tram. Il cavo, per cause in corso di accertamento, improvvisamente si è staccato ed è finito sulla carreggiata. Il cavo, in maniera rocambolesca sarebbe rimasto impigliato in una sporgenza su un automezzo dei Vigili del Fuoco che stava transitando all’altezza di palazzo Fondi e poi avrebbe colpito i due scooter in transito facendo cadere per terra i due centauri. I feriti, immediatamente soccorsi sono stati trasportati in ospedale.
Gaffe di Google: dà per morto Marchionne poi corregge l’errore
“Abbiamo corretto l’errore, siamo dispiaciuti per l’accaduto”. Con queste parole il portavoce di Google si scusa per la pubblicazione errata di un riquadro che compariva a destra dello schermo digitando la parola “Marchionne” su Google, in cui appariva il profilo di Sergio Marchionne con la data e il luogo di nascita dell’ex amministratore delegato di Fca ma anche la data (odierna, 23 luglio 2018) e il luogo (Maranello, sede della Ferrari mentre Marchionne è ricoverato, in condizioni definite ‘irreversibili’ in una clinica di Zurigo, in Svizzera) nel decesso, non avvenuto, di Marchionne.
Difensore civico Campania: gli onesti isolino chi non lo è
Cittadini e dipendenti pubblici non devono sentirsi su due fronti contrapposti. Piuttosto devono puntare sul fatto che chi è onesti deve impegnarsi a isolare chi non lo è. Questo, in sintesi, il messaggio del Difensore Civico della Campania, Giuseppe Fortunato, tornato a svolgere il delicato ruolo assegnato dal Consiglio regionale della Campania dopo una lunga querelle e la nomina di un’altra persona da parte dell’assemblea legislativa dell’attuale consiliatura. L’occasione è stata quella di un incontro con la stampa per fare il punto sulla prima settimana di attività dopo il suo rientro nel ruolo di Difensore Civico e di Garante della Salute (ulteriore affidamento di responsabilità che il Consiglio campano gli ha assegnato nei mesi scorsi) il 14 luglio scorso. “Basta con il porre i cittadini contro i dipendenti pubblici e i pubblici dipendenti contro i cittadini” è il ragionamento di Fortunato per cui “la divisione vera è fra chi fa il proprio dovere e chi non lo fa” per cui l’obiettivo deve essere quello per cui “cittadini e dipendenti pubblici onesti isolino i disonesti”. E in questa prospettiva, “il Difensore Civico profonderà ogni impegno per ricondurre la Pubblica Amministrazione al servizio del cittadino”. Tra le azioni già messe in campo Fortunato ha citato gli inviti ai comuni campani a “tutelare i dati dei cittadini, anche nominando correttamente il ‘Data Protection Officer'” e a “nominare correttamente il ‘Comitato Unico di Garanzia’ che garantisce anche il benessere nei luoghi di lavoro e contrasta ogni discriminazione”; il sollecito alla “nomina dei Difensori Civici ove obbligatori per favorirne la presenza sui territori e facilitarne l’accesso da parte dei cittadini” con l’impegno a esercitare i poteri sostitutivi nel caso in cui non si provveda. Fortunato ha poi ricordato che, nell’espletamento delle funzioni di Garante del diritto alla Salute, sono stati affrontati tutti i casi emersi “sia da ricorsi, sia da documentate informazioni di stampa” procedendo con “ispezioni per casi gravi e documentati” con l’intento non solo di “evidenziare lacune, ma di trovare soluzioni”. Massimo impegno e attenzioni saranno rivolti “ai Pronto Soccorso per la difesa dei pazienti e degli operatori”.
Castellammare, Forza Italia: ‘Nomina di Scafarto, contro di noi critiche strumentali’
“Le critiche al nostro partito e alle altre forze politiche della coalizione di centrodestra per la nomina di Gianpaolo Scafarto ad assessore alla Sicurezza e all’Ambiente nella giunta stabiese del sindaco Cimino sono assolutamente ingiustificate e strumentali”. Lo afferma il senatore Domenico De Siano, Coordinatore regionale campano di Forza Italia. “Anche i meno informati – aggiunge De Siano – sanno bene, infatti, che l’intesa raggiunta tra le liste e il candidato sindaco prevedevano, come e’ giusto che fosse, la piena autonomia di quest’ultimo nelle scelte per la composizione della giunta, giunta difatti tecnica”. “Pur non discutendo in alcun modo le qualita’ umane e l’adeguato profilo professionale del neo assessore alla Sicurezza – prosegue De Siano – non ci sfugge il tema dell’inopportunita’ di questa scelta che il sindaco avrebbe potuto comunque assumere a chiarimento avvenuto, visto che la stessa presta il fianco a critiche e strumentalizzazioni”, conclude il Coordinatore regionale campano di Forza Italia.
Somma Vesuviana, il sindaco firma l’ordinanza “antirumore”
Troppi rumori molesti, soprattutto in estate, stanno creando disagi ai cittadini. A porre un freno arriva l’ordinanza “antirumore” firmata dal sindaco Salvatore Di Sarno, si tratta della numero 94 del 20 luglio. “Soprattutto in estate infissi e le tapparelle delle abitazioni sono aperte per arieggiare l’aria a causa delle elevate temperature”, spiega Salvatore Di Sarno, “pertanto, le persone sono più soggette ad inquinamento acustico, ragion per cui era necessario porre un freno e lo abbiamo fatto puntando sul buon senso di tutti e la fattiva collaborazione per fare in modo che gli imprenditori possano lavorare, ma nel pieno rispetto delle regole”.
L’ordinanza in questione fa riferimento al decreto del presidente del consiglio dei ministri del 1 marzo 1991 sui “Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno”. Il sindaco ha ritenuto di “intervenire con misure mirate per una maggiore prevenzione dei fenomeni che compromettono la qualità e la salubrità dell’ambiente, mediante l’assunzione di idoneo provvedimento volto ad assicurare il corretto e legittimo funzionamento dei dispositivi, a tutela della salute pubblica, dell’igiene e della sanità ambientale, ORDINA A tutti gli esercenti il commercio e i pubblici esercizi, nessuno escluso che a titolo esemplificativo qui di seguito si indicano: bar, ristoranti, pasticcerie, trattorie, caffè e bar, osterie ed osterie con cucina, spacci di analcolici e di cibi cotti con consumo sul posto, discoteche ecc:
– di rispettare i limiti assoluti di immissione per l’ambiente esterno ivi compreso il limite differenziale (5 db durante il diurno e 3 db durante il notturno) dalle ore 22 alle ore 24;
– di rispettare il limite differenziale (5 db durante il diurno e 3 db durante il notturno) dalle ore 24:00 e di non superare il limite assoluto superiore ai 50 db valutati in facciata dell’abitato più esposto”. L’ordinanza resterà valida fino al 15 ottobre 2018. Il Comune si riserva di effettuare con l’ausilio di tecnici specializzati e di personale del Comando di Polizia Municipale controlli fonometrici in orario diurno o notturno nei locali di tutto il territorio comunale. Il personale incaricato dei controlli può accedere agli impianti ed alle sedi di attività che costituiscono fonte di rumore e richiedere i dati, le informazioni ed i documenti necessari per l’espletamento delle loro funzioni. Chiunque, nell’esercizio o nell’impiego di una sorgente fissa o mobile di emissioni sonore, supera i valori limite di emissione e di immissione è punito col pagamento di una somma pecuniaria da € 516,45 ad € 5.164,56 ( art. 10, comma 2 legge n. 447/1995).
Il sindaco può concedere deroghe alle disposizioni della presente ordinanza per casi specifici, previo richiesta espressa e per manifestazioni pubbliche di forte richiamo, organizzate dall’Amministrazione Comunale o patrocinate dalla stessa amministrazione.
Solfatara di Pozzuoli, la Procura vuole una ‘super perizia’ per garantire la sicurezza
Una “super perizia”, con un collegio di tecnici di nominati dai giudici, per stilate norme in grado di garantire la sicurezza di chiunque si rechi nel vulcano Solfatara di Pozzuoli , dove nel 2017 persero la vita, precipitando in una cavita’ piena di gas venefico, un bimbo di 11 anni e i suoi genitori di 42 e 45. E’ la richiesta al gip Claudia Picciotti formulata dai pm Anna Frasca e Giuliana Giuliano della Procura di Napoli(VI sezione) che indagano sulla tragedia accaduta lo scorso 7 settembre. Con la richiesta di un nuovo incidente probatorio, in sostanza, gli inquirenti intendono cristallizzare norme che possano garantire la fruizione, in piena sicurezza, di un sito unico al mondo: un vulcano attivo. Del collegio di periti, secondo la richiesta, dovrebbero far parte un esperto delle norme di sicurezza, un geologo e un vulcanologo. Nella tragedia della Solfatara di Pozzuoli del 12 settembre 2017 persero la vita Lorenzo Carrer, di 11 anni, il padre Massimiliano, 45 anni, che si calo’ nella voragine apertasi sotto i piedi del figlio a causa disgregazione del sottosuolo, e la madre del ragazzino, Tiziana Zaramella, di 42 anni che dopo avere inutilmente allungato la mano per afferrare il marito decise, anche lei di scendere nella fossa della morte. Tutti furono soffocati dai gas venefici, tra cui il solfuro di idrogeno. Si salvo’ l’altro figlio di 7 anni della coppia originaria del nord Italia. Gia’ dai primi accertamenti apparvero carenti le misure di sicurezza presenti nella struttura, un vulcano attivo, dove, peraltro, insiste anche un campeggio e un punto ristoro. Il 26 ottobre il gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura di Napoli (procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio), mise sotto sequestro l’intera area di proprieta’ di privati. Inizialmente la zona sequestrata era quella dove avvenne la tragedia. La societa’ che gestisce il sito, emerse, non ha mai tenuto in giusto conto la sicurezza, malgrado si tratti di un vulcano attivo collocato in zona rossa come classificato dal settore rischio vulcanico della Commissione Grandi Rischi. La polizza assicurativa per fronteggiare eventuali incidenti, inoltre, era assimilabile a quella che si stipula per garantirsi dai sinistri stradali pari a 3 milioni di euro. (ANSA). PIO 23-LUG-18 18:26 NNNN



