Operazione antidroga in carcere a Carinola (Caserta): la polizia penitenziaria sequestra hashish e cocaina. A darne notizia è il Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe. Il segretario nazionale per la Campania del Sappe, Emilio Fattorello, spiega che si è ritrovata “un’ingente quantità, di droga che stava per entrare in maniera illecita nell’istituto Penitenziario. – continua – La perquisizione dei pacchi portava il personale della Polizia Penitenziaria alla scoperta di 48 gr di hashish in uno, nella cucitura di una piega di pantaloni e nell’altro pacco ben 98 gr di hashish più 5 grammi di cocaina nelle suola di scarpe. Il pacco per confondere i cani conteneva anche salumi e formaggi avariato ma ciò non è stato sufficiente ad ingannare l’infallibile fiuto di King e l’abilità professionale del suo conduttore che negli ultimi tempi costituiscono un eccellente Binomio per i risultati raggiunti nella ricerca di sostanze stupefacenti. La sostanza rinvenuta è stata posta sotto sequestro a disposizione dell’autorità giudiziaria competente per gli ulteriori accertamenti. Un plauso viene rivolto dal Sappe al personale che ha operato nella Casa di Reclusione di Carinola”. “Questo ennesimo rinvenimento di stupefacente destinato a detenuti, scoperto e sequestrato in tempo dall’alto livello di professionalità e attenzione dei Baschi Azzurri in servizio nel carcere di Carinola a cui vanno le nostre attestazioni di stima e apprezzamento, evidenzia una volta di più come sia reale e costante il serio pericolo che vi sia chi tenti di introdurre illecitamente sostanze stupefacenti in carcere. Ogni giorno la Polizia Penitenziaria porta avanti una battaglia silenziosa per evitare che dentro le carceri italiane si diffonda uno spaccio sempre più capillare e drammatico, stante anche l’alto numero di tossicodipendenti tra i detenuti”, commenta Donato Capece, segretario generale del Sappe.
Aversa, scoperti 7 lavoratori in nero all’interno di un calzaturificio
Nell’ambito dei controlli già da tempo in corso nel territorio dell’Agro-aversano finalizzati – tra l’altro – ad individuare laboratori abusivi di aziende che producono “in nero” e smaltiscono illegalmente rifiuti industriali e scarti da lavorazione, nella giornata di ieri i finanzieri del Gruppo Aversa hanno scoperto in Lusciano un opificio che si avvaleva di manodopera irregolare, utilizzata per la produzione e assemblaggio di parti di calzature. In particolare già nell’immediatezza dell’accesso è stato possibile accertare che nessuno dei 7 (sette) lavoratori presenti risultava regolarmente assunto, a conferma della dilagante diffusione di laboratori artigianali che svolgono singole fasi produttive in strutture inadeguate e in palese violazione delle normative in materia di diritti dei lavoratori, a cui spesso si accompagna anche una consistente evasione fiscale.
Gli effetti nefasti del fenomeno del sommerso da lavoro sono poi molteplici: innanzi tutto, è altamente probabile che un lavoratore occupato in violazione degli obblighi vigenti non abbia ricevuto un’adeguata formazione per svolgere la propria mansione comportando, in tal modo, un notevole aumento del rischio infortunistico. Per di più, l’irregolare impiego di lavoratori si traduce inevitabilmente in effetti negativi sull’intera collettività, a causa del mancato introito da parte dello Stato degli oneri fiscali, assicurativi e previdenziali, e perché ingenera – in relazione agli evidenti risparmi sul costo del lavoro – una concorrenza sleale tra le aziende, a discapito degli imprenditori onesti. Per la ditta controllata sono immediatamente scattate le conseguenti sanzioni amministrative ed è stata avanzata la proposta di sospensione dell’attività imprenditoriale al competente Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Gustavo Gentile
Legge Severino e violazioni dei diritti dell’uomo, Berlusconi ritira il ricorso. La difesa: “Non ha voluto esporre l’Italia ad una condanna”
La Grand Chamber della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha deciso, a maggioranza, di archiviare, tecnicamente di cancellare dal ruolo, il ricorso presentato nel settembre del 2013 dall’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, secondo il quale l’applicazione nei suoi confronti della legge Severino, che ne aveva provocato la decadenza dalla carica di senatore in conseguenza della condanna inflittagli per frode fiscale, avrebbe violato alcuni articoli della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Tenendo conto del fatto che Berlusconi è stato riabilitato l’11 maggio scorso e del suo desiderio di ritirare il ricorso, la Corte ha concluso che non sussiste “alcuna circostanza speciale connessa al rispetto dei diritti umani” tale da richiedere di continuare l’esame del ricorso. Nel caso di Silvio Berlusconi, secondo i giudici di Strasburgo, che hanno deciso a maggioranza, non sussistono motivi tali da ritenere che il ricorso debba essere ulteriormente esaminato. Il ricorso di Berlusconi alla Corte verteva, nel dettaglio, su diversi punti: anzitutto Berlusconi aveva sostenuto che l’applicazione della legge Severino, che gli aveva impedito di candidarsi e ne aveva provocato la decadenza dalla carica di senatore avesse violato i principi di legalità, prevedibilità, proporzionalità e applicazione non retroattiva della pena. Inoltre, per il leader di Forza Italia l’incandidabilità prevista dalla legge Severino non rispetterebbe inoltre i principi della legalità e di proporzionalità rispetto al fine previsto, violando in tal modo il suo diritto a portare a termine il mandato elettorale e ledendo l’aspettativa legittima degli elettori che egli sarebbe stato senatore. Il ricorrente aveva lamentato, poi, la mancanza di un rimedio accessibile ed efficace nell’ordinamento italiano attraverso il quale contestare la compatibilità del decreto legislativo in questione con la Convenzione e contestare la decisione del Senato del 27 novembre 2013, che ne aveva provocato la decadenza da senatore. Berlusconi lamentava anche che gli era stato vietato di candidarsi per sei anni, come sarebbe successo a una persona cui fosse stata inflitta una pena accessoria di interdizione dai pubblici uffici più severa della sua. Silvio Berlusconi ha successivamente ritirato il ricorso il 27 luglio 2018, alla luce della riabilitazione concessa dal Tribunale di Sorveglianza di Milano, chiedendo che il ricorso fosse cancellato dal ruolo, cosa che oggi la Corte ha fatto.
I difensori dell’ex premier – gli avvocati Franco Coppi, Bruno Nascimbene, Andrea Saccucci e Niccolò Ghedini – con una nota hanno spiegato i motivi per i quali il leader di Forza Italia aveva ritirato il ricorso: “Il Presidente Berlusconi a seguito di una ingiusta sentenza di condanna era stato privato, con indebita applicazione retroattiva dalla cosiddetta legge Severino, dei suoi diritti politici con conseguente decadenza dal Senato. Nell’aprile di quest’anno l’intervenuta riabilitazione ha anticipatamente cancellato gli effetti della predetta legge. La Corte EDU a distanza di quasi 5 anni dalla proposizione del ricorso, a quella data, non aveva ancora provveduto. Ovviamente, cosi’ come riconosciuto quest’oggi dalla stessa Corte, non vi era più necessità di proseguire nel ricorso essendo ritornato il Presidente Berlusconi nella pienezza dei propri diritti politici. Non vi era dunque più alcun interesse dopo oltre 5 anni di ottenere una decisione che riteniamo sarebbe stata favorevole alle ragioni del Presidente Berlusconi ma che non avrebbe avuto alcun effetto concreto o utile, essendo addirittura già terminata la passata legislatura. Una condanna dell’Italia avrebbe altresì comportato ulteriori tensioni nella già più che complessa vita del paese, circostanza che il Presidente Berlusconi ha inteso assolutamente evitare”.
San Tammaro e Maddaloni: denunciate tre persone per esercizio illegale di uccellagione e detenzione illecita di esemplari vivi di cardellini
Militari appartenenti alle Stazioni Carabinieri Forestale di Roccamonfina e di Caserta sono intervenuti, rispettivamente, in comune di San Tammaro (CE) dietro richiesta di collaborazione da parte dell’Esercito Italiano del contingente “Terra dei Fuochi”, ed in comune di Maddaloni (CE) dietro richiesta di collaborazione da parte di volontari appartenenti all’Associazione O.I.P.A., al fine di reprimere situazioni illecite connesse alla cattura e detenzione di specie animali protette “cardellini”.
In particolare, in comune di San Tammaro, alla località “Maruzzella”, una persona è stata sorpresa mentre svolgeva attività illegale di cattura di cardellini (Carduelis carduelis) con l’ausilio di n. 3 esemplari di cardellini vivi usati come richiami, riposti in due gabbiette, ed una rete da uccellagione.
Mentre in comune di Maddaloni, nei pressi dell’Ospedale, due persone sono state fermate mentre trasportavano nel bagagliaio della loro autovettura una gabbia contenente cinque esemplari di cardellini vivi.
I due soggetti non sono stato in grado di giustificare la regolare provenienza di detti uccelli che erano, peraltro, erano privi degli anelli F.O.I. (Federazione Ornicoltori Italiani) alle zampe.
Gli esemplari di cardellini e le attrezzature sono state sottoposte a sequestro giudiziario mentre tutti e tre i soggetti sono stati denunciati in stato di libertà per cattura e detenzione di specie protette. Il “cardellino” è, infatti, inserita tra le specie tutelate dalla convenzione di Berna sulla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa del 19.09.1979 (ratificata in Italia con la legge n. 503/1981), ed in quanto tale è specie protetta ai sensi dell’art. 2 della l57/1992.
Tutti gli esemplari di cardellini sequestrati si mostravano vitali e non presentavano evidenti segni di maltrattamento, e venivano, quindi, liberati in natura, così come previsto dall’art.28 della legge n. 157/1992.
Il commercio degli esemplari di cardellini è molto florido perché è una specie che è molto apprezzata per il suo canto melodioso. Una parte di detti esemplari prelevati in natura vengono avviati a traffici internazionali in quanto sono molto richiesti anche all’estero. Anche nel partenopeo c’è una tradizione legata alla detenzione di detti uccelli tra cui ci sono degli estimatori che sono disposti a sborsare anche migliaia di euro per i cd. esemplari “campioni”.
Gustavo gentile
Benevento: ‘Pietrelcina con il Cuore’, la nazionale cantanti nel paese di Padre Pio
Cresce l’attesa per “Pietrelcina nel cuore”, l’evento sportivo in programma domenica 2 dicembre, alle ore 14,30, allo stadio comunale di Pietrelcina (Benevento). La Nazionale Cantanti e la Rappresentativa amministratori sanniti scenderanno in campo per la solidarieta’, devolvendo l’intero incasso della partita per l’acquisto di uno scooter elettrico che consentira’ ai diversamente abili di accedere ai luoghi di Padre Pio. L’incasso della partita consentira’ ai diversamente abili di accedere ai luoghi natali del Santo. Una partita ancora piu’ speciale per Rocco Hunt, Clementino, Francesco Da Vinci e Lucariello, autore della colonna sonora della serie Gomorra e caposaldo del rap napoletano, che domenica saranno impegnati in un vero e proprio derby campano. “Dopo 37 anni di attivita’ – ha detto Paolo Belli, presidente della Nazionale Cantanti – arrivare nel paese del beneventano che ha dato i natali a Padre Pio sara’ un momento di grandissima emozione, di riflessione e di spiritualita’ per tutti noi. In questi anni, abbiamo raccolto oltre 90 milioni di euro per aiutare la ricerca, per l’integrazione, l’accoglienza, la tutela e l’assistenza sociale dei soggetti diversamente abili. Siamo felicissimi di metterci a disposizione”.
La Nazionale Cantanti, invitata a Pietrelcina da Costantino Boffa, schierera’ campioni ed artisti del calibro di Raimondo Todaro (per quattro volte vincitore di Ballando con le stelle), Moreno (ha trionfato ad Amici), Attilio Fontana (ha esordito con i Ragazzi Italiani, primo classificato nel programma Tale e Quale, attore nella fiction Il bello delle donne ed autore del musical Actor Dei dedicato a Padre Pio), Marco Ligabue (cantautore e fratello di Luciano), Mattia Briga (ha partecipato al talent Amici), Daniele Incicco dei La rua (in corsa per Sanremo Giovani), il rapper Marco Filadelfia (web star che vanta anche un romanzo edito da Mondadori dal titolo Con il cuore tra le nuvole), il portiere della Nazionale Andrea Maestrelli (candidato ai 40 dischi opera prima del premio Tenco), Antonio Maggio (ha vinto la prima edizione di X Factor, accompagnato dagli Aram Quartet, e Sanremo Giovani), Francesco Guasti (ha partecipato al talent The Voice e si e’ classificato al terzo posto a Sanremo nella categoria Nuove Proposte), Biondo (ha partecipato ad Amici), Vincenzo Capua (ha aperto i concerti del tour estivo di Fabrizio Moro), Luca Bussoletti (ha firmato la colonna sonora del film Tutti giu’ per aria, duettando con Dario Fo in A solo un metro e donando i proventi ad Amnesty International).
In occasione del ritiro a Pietrelcina, previsto per venerdi’ 30 novembre, saranno presenti anche Marco Morandi e Marco Masini. Il programma completo dell’evento, organizzato da Nazionale Italiana Cantanti, USAcli e Comune di Pietrelcina: venerdi’ 30, ore 15, conferenza stampa con Paolo Belli nella sede della CFP Srl (via Mollo Mandato, Pietrelcina); sabato 1 dicembre, allenamento a Pietrelcina; domenica 2, ore 12.30, apertura cancelli e, ore 14, cerimonia di consegna dello scooter (montascale elettrico); a seguire, alle ore 14.30, fischio di inizio. I biglietti sono gia’ in vendita – al prezzo unico di 3 euro – presso CFP Srl (per info tel. 0824.990080) e USAcli (per info tel. 350.0604771). Ingresso gratuito per disabili e per bambini fino ad 8 anni.
Borrelli (Verdi): ‘Cacciare i clan dalle case popolari di Napoli’
“Lo scorso ottobre ho sollevato in Consiglio Regionale durante il Questione Time lo storico problema delle lacp, gli istituti autonomi delle case popolari, che si trovano in ogni provincia campana”. Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi Emilio Borrelli. “La norma attuale infatti – ha dichiarato Borrelli -prevede che le assegnazioni degli alloggi vengano effettuate dalle Amministrazioni locali e che anche gli sgomberi siano gestiti dalle stesse amministrazioni. Delle 1.600 richieste di intimazione di sfratto richieste nel 2016 dall’Iacp al Comune di Napoli pero’ solo poche sono andate avanti da un punto di vista di attivita’ giudiziaria. In realta’ ad oggi nessuno sfratto e’ stato effettuato o e’ esecutivo. Insomma, si fanno partire le procedure d’ufficio ma raramente pero’ si arriva alla richiesta di azione giudiziaria e quasi mai si ottiene un risultato. Almeno secondo i dati ufficiali di due anni fa, perche’ quelli piu’ recenti sono ancora in fase di elaborazione. Come ho denunciato piu’ volte anche in aula e’ noto che in molte realta’ napoletane e non le case popolari sono occupate non da povera gente ma da abusivi nel migliore dei casi. In altri casi le case popolari sono gestite dalla camorra. Gli occupanti insomma paradossalmente pagano un fitto superiore a quello che dovrebbero alle pubbliche amministrazione direttamente ai clan che si ingrassano gestendo come se fossero loro gli alloggi pubblici. Per questo accogliamo con favore l’inizio degli sgomberi forzati a partire dalle famiglie dei clan su cui da tempo indaga la DDA. Adesso bisogna andare fino in fondo nel cacciare questi delinquenti perche’ se lo Stato arretrera’ davanti alla famiglie di camorristi che vivono alle spalle dei contribuenti nelle case popolari il danno sociale sara’ incalcolabile e la forza dei clan aumentera’ ulteriormente. Una volta lanciata la sfida non ci si deve piu’ fermare” ha concluso il consigliere regionale dei Verdi Emilio Borrelli.
Lavoro nero nella ditta dei Di Maio, spuntano altri due operai. Il prete di Pomigliano ‘si facciano i controlli’
Pomigliano. Lavoro in nero nell’impresa edile del padre del Ministro del Lavoro Luigi Di Maio emergono altri due casi raccontati da le Iene e si scatena la bagarre. Cronisti assediano l’abitazione dei genitori del vice premier che non rispondono alle domande. La Ardima srl di Pomigliano d’Arco, finisce nuovamente nell’occhio del ciclone e stasera sarà nuovamente al centro di un servizio delle Iene, il programma in onda su Italia 1. Secondo gli inviati del programma Filippo Roma e Marco Occhipinti, si allargano le irregolarità dell’impresa edile di famiglia del vicepremier (oggi ne è socio al 50%). Dopo il caso del manovale Salvatore Pizzo, che lavorò per l’azienda senza un contratto regolare e che ha denunciato il fatto alle Iene domenica scorsa, nella puntata di stasera vengono intervistati gli altri due operai: avrebbero lavorato in nero rispettivamente 8 mesi e tre anni e uno di loro avrebbe fatto causa per contributi e competenze mai versati. Luigi Di Maio, nuovamente interpellato, promette ulteriori verifiche. Secondo il quotidiano La Repubblica, contro il padre di Di Maio potrebbe aprirsi un altro fronte legato ad alcune strutture che si trovano su un terreno di sua proprietà nel vicino comune di Mariglianella, su cui la polizia municipale ha avviato accertamenti.
Luigi Di Maio, ha nuovamente ‘scaricato’ il papà sostenendo di essere a disposizione per dare ‘tutte le informazioni che servono, ovviamente riguardano un periodo in cui non ero né socio né gestore di quella azienda, come non sono gestore dell’attuale”.
A Pomigliano d’Arco, paese dove abitano i Di Maio c’è fibrillazione. Il prete-operaio di Pomigliano d’Arco, don Peppino Gambardella, ha annunciato che farà visita alla famiglia di Luigi Di Maio per portare la propria ”vicinanza spirituale” ma sottolinea di essere dalla parte dei diritti dei lavoratori ”se quanto riportano i giornalisti corrispondesse a vero, indipendentemente dal mio giudizio personale”. Il prete auspica che tutta questa storia faccia scattare dei controlli: “Se ci si guarda intorno, ci si accorge che ci sono centinaia di imprese e ditte edili che contano operai a nero. E molti lavoratori, quando sono inquadrati, hanno una busta paga fasulla. Se tutto quanto è venuto fuori corrispondesse a vero, auspico che però apra la strada a controlli capillari, in tutte quelle aziende dove si calpestano i diritti degli operai, e non è riconosciuta loro la dignità del lavoro. Ribadisco la mia stima ed il mio affetto per Luigi e per la sua famiglia – spiega il parroco – sono bravissime persone, a partire da Antonio, umile, molto riservato, senza grilli per la testa nonostante il figlio sia vicepremier. Di ispirazione cristiana, ha un gran senso del dovere e tanto amore per la sua famiglia. Continua a portare avanti una vita morigerata insieme ai suoi familiari, ed è davvero peccato offendere lui e la sua famiglia”. Don Peppino però ha delle perplessità: “Ho l’impressione che in questo caso specifico ci si trovi di fronte ad un disegno politico. E’ strano che si rispolveri una storia dopo così tanti anni, senza rivolgersi prima alle autorità, si ha l’impressione che ci sia volontà di voler fare del male a Luigi politicamente. E allora pero’ si dovrebbe lottare sul piano politico, non in questo modo”. Il parroco della chiesa San Felice in Pincis, parrocchia dei Di Maio, ha poi aggiunto: ”Non sono un giudice e non devo giudicare quello che è accaduto. Se Antonio ha sbagliato è giusto che paghi, perchè indipendentemente dal mio giudizio personale, difendo sempre i diritti degli operai. Per tutto il giorno alcuni cronisti sono stati sotto casa della famiglia Di Maio ma non è arrivata nessuna risposta dalla casa dei genitori del vicepremier.
“Non potete entrare, nessuno ha nulla da dire”, risponde una donna al citofono a quanti chiedono di poter parlare con il papà o con altri familiari del pentastellato vicepremier. Alcuni vicini, sin da ieri, chiedono “un po’ di pace” per la famiglia Di Maio, serrando le porte mentre i cronisti cercano una testimonianza. Nel piazzale adiacente la piccola palazzina dove abitano i familiari del vicepremier, dove c’è un distributore di benzina, alcuni anziani commentano il via vai dei giornalisti: “Vi state accanendo contro le persone sbagliate – sorride un uomo – questa è brava gente, famiglia onesta davvero”.
Napoli, si spaccia per il compagno di classe per evitare multe: denunciato
Non aveva mai ottenuto la patente di guida e, per ovviare a cio’, aveva pensato di sostituirsi a quello che era un compagno di scuola, al fine di eludere eventuali contravvenzioni e sanzioni nel corso dei controlli della Polizia Stradale. A scoprire quanto architettato da un giovane 26enne sono stati gli agenti della sottosezione autostradale della Polizia Stradale di Fuorigrotta, a NAPOLI che lo hanno denunciato. Sorpreso dai poliziotti per ben tre volte, nell’ambito di un controllo in tangenziale, infatti, il 26enne nelle medesime circostanze, fingendo di aver dimenticato a casa la patente di guida, aveva declinato le generalita’ di quello che era il suo compagno di classe, avallato dalle dichiarazioni della fidanzata che garantiva per lui, esibendo il suo documento di identita’. Quando la vittima si e’ vista recapitare a casa diversi verbali per infrazioni al codice della strada, che ovviamente disconosceva perche’ mai commesse, sono scattate le indagini della Polizia Stradale che hanno portato all’identificazione del vero trasgressore. Il 26enne e’ stato cosi’ denunciato, in stato di liberta’, perche’ responsabile dei reati di sostituzione di persona e, in concorso con la fidanzata 25enne, anche del reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale
A Scampia giornata dedicata a Gelsomina Verde, vittima innocente della camorra
L’Amministrazione Comunale promuove per domani, 28 novembre una giornata commemorativa dedicata a Gelsomina Verde, vittima innocente di camorra uccisa a soli ventidue anni il 21 novembre 2004. L’iniziativa, si svolgera’ nel quartiere Scampia presso il giardino di E. Montale in via F. Cervi alle ore 11.30, alla presenza degli assessori ai giovani ed all’educazione Alessandra Clemente ed Annamaria Palmieri, del Dirigente del Commissariato Scampia di Napoli, del Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, del Vice Presidente della Municipalita’ 8, dei Consiglieri della Municipalita’ 8, dei familiari, degli amici di Gelsomina. L’appuntamento “Un albero in memoria di Gelsomina” nasce dall’incontro dell’Assessorato ai Giovani con l’associazione Chi rom e…chi no e il circolo didattico “E. Montale” di Scampia. All’iniziativa di commemorazione parteciperanno la Fondazione Polis, l’Associazione Libera contro le Mafie, e il Coordinamento campano dei familiari delle vittime di criminalita’, col desiderio di ricordare Gelsomina dedicandole la piantumazione di un albero davanti al murale.
Un momento importante – ha detto l’Assessore Palmieri -. La scuola Montale di Scampia e’ da sempre in prima linea per un’educazione trasversale, e negli anni abbiamo costruito insieme , scuola amministrazione e associazioni tante progettualita’, dall’ educazione alimentare a quella sentimentale, dalla legalita’ all’educazione creativa . Oggi la scuola accoglie un nido realizzato da ‘Chi rom e chi no’, e la prima sperimentazione di Scuola senza zaino. Questo ulteriore momento conferma che l’idea di “periferia” va trasformata perche’ per l’educazione e i valori, le periferie per noi sono il centro”. Per l’Assessore Clemente, promotrice del ricordo di Gelsomina ” Gli studenti, hanno lavorato al percorso di racconto “C’era una volta la Terra di Yasmina…”, che ha portato alla realizzazione di un murale dedicato ai sogni, ai diritti e ai desideri dei bambini. Il murale ed un albero di Gelsomino saranno un ulteriore segno di cura, educazione e bellezza contro ogni tipo di violenza prodotta dalla criminalita’ organizzata” .
Traffico di droga lungo l’asse Torre Annunziata-Roma-Sardegna: quattro in carcere, uno latitante
Quattro persone con legami con camorra e ‘ndrangheta sono state arrestate nelle province di Roma, Varese e Viterbo, nell’ambito dell’operazione ‘Ichnos’, iniziata a settembre 2017 in Sardegna. Sono accusati di associazione per delinquere, finalizzata al traffico di droga Vincenzo Polito, romano di 47 anni, disoccupato e detenuto in carcere a Rebibbia, legato alla ‘ndrangheta, e Ismail Rebeshi, 35 anni, originario dell’Albania, ma residente a Viterbo, con legami alla criminalita’ albanese. Agli arresti domiciliari sono finiti Massimo Leoni, 42enne, disoccupato, originario di Castellanza in provincia di Varese ma residente a Mozzate in provincia di Como, e Giuseppe Tinenzo, 40 anni, artigiano, originario di Torre Annunziata, ma residente a Gallarate. Questi ultimi due, secondo i carabinieri della compagnia di Carbonia, sarebbero legati a clan camorristici. Un quinto uomo, sempre con contatti con la camorra, di cui non sono state fornite le generalita’ e per cui e’ stata emessa un ordinanza di custodia cautelare in carcere, per ora non e’ stato rintracciato perche’ si trova all’estero. I quattro arrestati sono ritenuti i fornitori extraregionali dell’associazione sarda capeggiata da Sandro Arzu e Alessandro Ghisu, che erano stati arrestati nel febbraio scorso, insieme ad altre tredici persone, sempre nell’ambito dell’operazione ‘Ichnos’. I traffici di droga si svolgevano tra la Lombardia, il Lazio e la Sardegna. Gli inquirenti hanno appurato che gli arrestati avevano contatti anche con fornitori di stupefacenti in Colombia e Albania. Tra settembre e novembre, in questa operazione, i militari hanno sequestrato una pistola a tamburo, di fabbricazione belga, detenuta illegalmente con le relative munizioni, e recuperato quasi 15 chili di cocaina e 1,5 chili di eroina, tra sequestri avvenuti a Olbia, Lanusei e Macomer. Per oltre un anno, a partire da settembre 2017, erano riusciti a far arrivare in Sardegna 85 chili di droga tra eroina e cocaina. Ma a febbraio del 2018 i carabinieri avevano gia’ assestato un duro colpo all’organizzazione criminale con l’arresto di 15 persone, tra cui i due capi, Sandro Arzu ed Alessandro Ghisu. Oggi il cerchio si e’ chiuso con l’esecuzione di quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico dei fornitori di droga.
Campania: oltre 300 richieste di efficientamento per gli edifici pubblici
Sono oltre 300 le richieste pervenute in risposta all’avviso pubblico per l’efficientamento degli edifici pubblici, promosso dall’Assessorato al Governo del Territorio della Campania, per un ammontare complessivo di poco più di 300 milioni di euro, a valere sull’obiettivo Specifico del POR FESR Campania 2014/2020. In particolare, l’avviso (approvato dalla Regione Campania) era finalizzato alla concessione di un contributo fino al 100% del costo dell’intervento per alcune tipologie di azioni. La promozione dell’eco-efficienza e riduzione dei consumi di energia primaria negli edifici e strutture pubbliche: interventi di ristrutturazione di singoli edifici o complessi di edifici, installazione di sistemi intelligenti di controllo, regolazione, gestione, monitoraggio e ottimizzazione dei consumi energetici (smart buildings) e delle emissioni inquinanti anche attraverso l’ utilizzo di mix tecnologici. L’installazione di sistemi di produzione di energia da fonte rinnovabile da destinare all’autoconsumo associati a interventi di efficientamento energetico dando priorità all’utilizzo di tecnologie ad alta efficienza.L’adozione di soluzioni tecnologiche per la riduzione dei consumi energetici delle reti di illuminazione pubblica, promuovendo installazioni di sistemi automatici di regolazione. “Registriamo con soddisfazione – dichiara l’Assessore Bruno Discepolo – l’ampia partecipazione degli Enti locali all’Avviso Pubblico per il finanziamento di progetti volti all’efficientamento energetico degli edifici e delle reti di illuminazione pubblica. Un numero così elevato di istanze cui corrispondono progetti esecutivi già cantierabili, dimostra la centralità del tema e la sensibilità delle Amministrazioni nel volerlo affrontare. Considerato il successo dell’iniziativa la Giunta Regionale si impegnerà a reperire nuove risorse da dedicare a questo tema che, come è evidente, riscuote chiari segnali di interesse sul territorio”.
Natale a Napoli: approvata la delibera per luminarie e addobbi
“In continuita’ con le politiche poste in essere negli anni passati, anche per le festivita’ natalizie 2018 l’amministrazione ha inteso contribuire alla realizzazione delle decorazioni luminose e di addobbi aventi qualita’ artistica e tecnica” affermano gli assessori comunali Ciro Borriello e Nino Daniele. “Accanto al progetto di luci realizzato grazie alla positiva risposta dei commercianti – spiega la nota del Comune – alla richiesta di collaborazione avanzata dall’amministrazione, la Giunta Comunale, a firma degli assessori alla pubblica illuminazione ed alla cultura e turismo Ciro Borriello e Nino Daniele ha approvato la deliberazione “Appalto del servizio di gestione integrata degli impianti di illuminazione pubblica ed artistica monumentale, ventilazione delle gallerie stradali e degli orologi storici stradali – attuazione del piano per l’efficienza energetica – durata anni dodici. Approvazione del progetto luminarie Natale 2018 finanziato da imposta di soggiorno”. “Con tale atto il Comune di Napoli – prosegue la nota – utilizzando fondi provenienti dalla tassa di soggiorno, si impegna ad intervenire nelle aree non coperte dalle installazioni realizzate dai commercianti e dagli imprenditori che hanno voluto investire sulla nostra citta’. Cio’ a riprova che favorendo forme di sinergia tra attivita’ imprenditoriali e sviluppo sociale, si crea un modello virtuoso a vantaggio esclusivo dello sviluppo e della valorizzazione della citta’ di Napoli”.
Universiadi, il delegato della Francia: ‘Napoli bella sorpresa’
Napoli e’ stata una bella sorpresa, pensavo che il lavoro fosse solo all’inizio e invece sta andando avanti, ho visto molti lavori in corso”. Lo afferma Vincent Rognon, inviato delle delegazione francese in vista delle Universiadi 2019 a Napoli. “Abbiamo visto – ha detto Rognon – impianti magnifici e molti sorrisi in citta’ e nei cantieri. Si vede che la gente ha voglia di fare bene e di contribuire alla riuscita di queste Universiadi”. L’inviato francese elogia le sistemazioni previste per gli atleti: “Ho visto alloggi bellissimi sia a Salerno che a Pozzuoli”, e sottolinea anche il contributo che l’evento potra’ dare alla crescita ulteriore del turismo: “Napoli – spiega – assomiglia molto alle nostre citta’ del sud della Francia, come Marsiglia. So bene che le citta’ hanno bisogno di questi eventi per far scoprire la cultura, il cibo e tutti gli aspetti belli della Regione, sono impaziente di farlo scoprire agli studenti atleti e allo staff, porteremo qui un gruppo di circa 300 persone”.
Imprenditore vittima di usura, ecco come Schiavone figlio di Sandokan minacciava gli ‘strozzati’
Caserta. Nella morsa della camorra più spietata e dell’usura: un imprenditore casertano si fece prestare 1,2 milioni di euro e li dovette restituire con 500mila euro di interessi. E’ quanto emerso nel processo che si sta celebrando a Caserta nei confronti di sei imputati, tra i quali anche esponenti del clan dei Casalesi. In sei anni, tra il 2004 e il 2010, a fronte del prestito versò interessi mensili tra il 5 e il 10%, l’imprenditore di Aversa finito in un giro di strozzini e poi in ultimo al cospetto di Nicola Schiavone, figlio del capoclan dei Casalesi Francesco “Sandokan” Schiavone, che gli intimò di pagare “altrimenti ti apro la testa” gli disse il boss. Nel processo che si sta celebrando sono imputate sei persone, tra cui gli esponenti dei Casalesi Gabriele Brusciano, braccio destro dell’ex capo dell’ala stragista del clan Giuseppe Setola. Nicola Schiavone, figlio di Sandokan, da luglio collaboratore di giustizia, nel processo abbreviato in cui è stato già condannato, disse che “i Casalesi non praticano l’usura”. Ma emerge tutt’altro dagli atti che stanno valutando i giudici, tant’è che lo stesso Schiavone ha accusato i suoi sodali imputati di essere usurai del clan, tra questi figura il 58enne Ferdinando Graziano, indicato come uno dei più grossi strozzini della cosca casertana, che impegnava i soldi di Michele Zagaria. Proprio il pentito Schiavone jr dovrà testimoniare al processo che si terrà il 20 dicembre prossimo, nato dalla denuncia dell’imprenditore vittima, della moglie e del suocero – tutti assistiti dall’avvocato Gianni Zara – e che vede sul banco dell’accusa il pubblico ministero della Dda Graziella Arlomede.
Alessandra investita e uccisa dall’ex: il ragazzo condannato a soli 4 anni. La mamma della vittima minaccia il suicidio in aula
Per la Procura di napoli Nord si sarebbe trattato di un omicidio volontario e guida in stato d’ebrezza. Ma il gip Santoro del Tribunale ha emesso una sentenza di condanna a 4 anni e 8 mesi di carcere per Giuseppe Varriale, 24enne di Mugnano accusato di aver travolto e ucciso con la sua auto l’ex fidanzata Alessandra Madonna. Peer lui la condanna è stata di omicidio stradale. La decisione è arrivata al termine del processo che si è svolto con rito abbreviato. Per la procura non fu solo un omicidio ma un femminicidio. Ma questa accusa sostenuta nel corso dell’udienza preliminare e la richiesta di condanna a 30 anni di carcere non hanno convinto il gip. Il ragazzo e’ agli arresti domiciliari e molto probabilmente all’esito della sentenza tra non molto potrebbe pure tornare in libertà in attesa del secondo grado e poi della sentenza definitiva. La vittima fu investita dall’auto di Varriale l’ 8 settembre del 2017 a Mugnano, area Nord di Napoli, dopo un violento litigio. Secondo Varriale, era stato un incidente perche’ la cinghia della borsetta della ragazza si era impigliata nella portiera e lui non se ne accorse, partendo veloce e facendo cadere e trascinando la ragazza a terra per metri. Per la Procura, il giovane, ubriaco e in stato alterato, la investi’ di proposito trascinandola al culmine di un litigio violento. La famiglia della ragazza ha commentato: “L’hanno uccisa due volte”. La madre di Alessandra, Olimpia Cacace, invece, si e’ chiusa in una stanza del tribunale e ha poi tentato di lanciarsi da un balcone. A intrattenerla e’ stata una cronista di Mediaset a cui la donna ha detto: “Questa non e’ giustizia, deve venire il magistrato qui e mi deve chiedere scusa”.La giornalista si e’ subita attivata chiedendo ad un avvocato di cercare il magistrato. “Io mi butto, 4 anni e 8 mesi gli hanno dato, – ha detto ancora la donna alla cronista – neanche a una bestia”. Nel frattempo alcuni agenti della polizia penitenziaria sono riusciti a sfondare la porta e bloccare la donna prima che si lanciasse nel vuoto.
Varriale e’ stato difeso dagli avvocato Raffaele Chiummariello e Nicola Pomponio. I genitori di Alessandra, si erano costituiti parte civile assistiti dagli avvocati Celestino Gentile, Giovanni Battista Vignola e Alessandro Caserta.
Rifiuti e plastica, fiume Sarno a rischio esondazione a San Marzano: l’allarme lanciato da contadini e residenti
San Marzano sul Sarno. Tappi di rifiuti nel fiume Sarno: c’è il rischio che il corso d’acqua possa esondare in più punti. A lanciare l’allarme è Aniello Robustelli, poliziotto in pensione da sempre amante della natura. “Tutti conoscono la limpidezza delle acque del Rio Palazzo e della foce del Sarno ma pochi chilometri dopo c’è l’altra faccia della medaglia, quella mostruosa fatta di rifiuti e montagne di plastica. Questa potrebbe sembrare una discarica – dice puntando il dito contro un cumulo di rifiuti al centro del corso d’acqua – c’e’ di tutto: plastica, sterpaglie, polistirolo. Ma e’ soprattutto un pericolo per le centinaia di persone che abitano in zona, perchè con il fiume ostruito per centinaia di metri si rischia un’esondazione”. Nel tratto del fiume che va da Sarno a Foce ci sono diverse isole di rifiuti di ogni genere, almeno 3 tappi si sono formati a San Marzano: plastica, rifiuti e vegetazione ostruiscono parte del corso d’acqua. Preoccupazione anche dei contadini della zona che più volte hanno allertato il Consorzio di bonifica che dovrebbe fare manutenzione e pulire le sponde per evitare allagamenti soprattutto in questo periodo dell’anno ricco di piogge.
Premio Napoli c’è. Il riconoscimento dell’Espresso napoletano alle eccellenze del territorio
La XIV edizione del Premio Napoli c’è, ideato dall’editore Rosario Bianco e assegnato ogni anno dal mensile l’Espresso napoletano (Rogiosi editore) a chi, con la sua opera quotidiana, dà lustro a Napoli e alla Campania, è stata dedicata ai 70 anni della Costituzione Italiana. “Napoli, con i suoi artisti, i suoi artigiani, i suoi imprenditori dà un contributo importante alla crescita della Nazione e al rispetto di alcuni canoni della Costituzione che possono sembrare marginali, ma non lo sono affatto – dichiara Rosario Bianco -. A Napoli è forte il senso dell’accoglienza e della libertà; è forte il sentimento della solidarietà. È molto sentito il tema della conservazione del patrimonio culturale. Alla rivista l’Espresso napoletano è assegnato sempre di più il ruolo di esaltazione di notizie positive, di cose belle e buone fatte sul territorio e la copertina è sempre dedicata a un focus su tanti argomenti: immigrazione, solidarietà, donne, musica, per fare qualche esempio”. Al Teatro Acacia, un parterre istituzionale e imprenditoriale importante ha assistito alla consegna dei riconoscimenti, in una serata, condotta da Gino Rivieccio e Ornella Mancini, dove non sono mancati i momenti di spettacolo. Dopo il coro dei 70 bambini della scuola Quarati di Napoli, uno per ogni anno della Costituzione Italiana, che ha intonato l’Inno di Mameli, è stata la chitarra dello “sciamano” Antonio Onorato ad accogliere il pubblico, con la sua dolce “Assaje”, composta per il figlio Gabriel. Poi, la consegna del Premio Napoli c’è, una scultura dell’artista Lello Esposito, insieme a una pacchetto benessere Pausilya e alla pergamena, con nastrino tricolore e con la motivazione del riconoscimento. Premiati l’Arma dei Carabinieri, il Corpo della Polizia di Stato e il Corpo della Guardia di Finanza, istituzioni quotidianamente al servizio del cittadino, con la consegna del Premio da parte del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, al Generale di Corpo d’Armata Vittorio Tomasone, al Questore di Napoli Antonio De Iesu e al Generale di Divisione Virgilio Pomponi. Guido Trombetti ha consegnato il premio al giornalista e scrittore Vittorio Del Tufo, al vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti Francesco Fimmanò e a Nicola Graziano, magistrato, giornalista e scrittore, giudice delegato per il fallimento dell’Edenlandia e dello Zoo, che si è impegnato a restituire alla città. Al momento della consegna del Premio a Graziano, sul palco è arrivato anche il presidente del Tribunale di Napoli Ettore Ferrara. Premio Napoli c’è al Procuratore generale della Repubblica Luigi Riello, consegnato da Sua Eminenza il Cardinale Crescenzio Sepe, a cui Rosario Bianco ha donato la riproduzione di una bottega di ciabattino dell’800, realizzata dal maestro Bernardo Lustrini, per l’asta di beneficenza, in programma il 18 dicembre presso l’Auditorium della RAI di Napoli. Il presidente della Banca di Credito Cooperativo di Napoli Amedeo Manzo ha premiato l’imprenditrice Alessandra D’Antonio. A premiare Bianca Iengo, coordinatrice del progetto “Un farmaco per tutti”, ideato dall’arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe, in collaborazione con Federfarma e l’Ordine dei Farmacisti, per garantire cure farmacologiche agli indigenti, sono stati Rosario Biancoe Catello Maresca, che insieme hanno creato e reso concreta l’Associazione Arti e Mestieri, nata con l’obiettivo di promuovere e valorizzare arti e mestieri della tradizione napoletana, attraverso lo sviluppo di due direttrici principali: il recupero delle tradizioni manifatturiere partenopee; la formazione e l’avviamento al lavoro di giovani provenienti da famiglie in difficoltà e in condizioni di disagio socio-economico. Premio Napoli c’è al pianista e compositore Antonio Fresa, ideatore, insieme a Fabrizio Fiore, dei South Designers, che, con “Napoli Files”, hanno proposto un viaggio contemporaneo nella storia della canzone napoletana, tra video e musica, che si è concluso con Pietra Montecorvino sul palco del Teatro Acacia con l’inedita “Tutte ’e juorne”. Come lo scorso anno, è stato assegnato il Premio #Vivinapoletano, che l’Espresso napoletano condivide con la Banca di Credito Cooperativo di Napoli e che è stato attribuito alla start up di successo Medspa Srl, ritirato dalla contessa Elena Aceto di Capriglia e consegnato dal Presidente Amedeo Manzo. Gino Rivieccio, oltre a regalare allegria con i suoi sketch, ha presentato una canzone accompagnata da un video, “Questa Napoli”, che mira a stimolare una riflessione sulla Napoli di ieri e di oggi. Altri momenti musicali con Caterina Molfino (voce) e Giulio Fazio (fisarmonica) che hanno eseguito la canzone “Je parte”, scritta da Aldo De Chiara; e i Panama Group, che hanno salutato il pubblico con una canzone dedicata alla mamma. Importante la platea del Premio Napoli c’è. Tra le tantissime istituzioni in sala, il Vice Prefetto Demetrio Martino, l’Assessore alla cultura e al Turismo del Comune di Napoli Nino Daniele, il Presidente della Corte D’Appello di Napoli Giuseppe De Carolis di Prossedi, il Comandante della Legione Carabinieri Campania Generale di Brigata Maurizio Stefanizzi, il Comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri colonnello Ubaldo Del Monaco, il Sindaco di Torre del Greco Giovanni Palomba e il Sindaco di Marcianise Antonello Velardi.
Luci d’artista, corse straordinarie dei treni Fs tra il 30 novembre e l’8 dicembre
Salerno. Corse straordinarie dei treni per le ‘Luci d’artista’ a Salerno. In occasione del tradizionale evento “Luci d’Artista”, tra venerdì 30 novembre e sabato 8 dicembre 2018 sarà modificato il programma di circolazione dei treni sulle linee che collegano Salerno a Caserta e Napoli. Le variazioni, programmate da Trenitalia (Gruppo FS) in accordo con Regione Campania e Comune di Salerno, prevedono anche l’effettuazione di corse straordinarie. Informazioni dettagliate con l’indicazione di treni, fermate e orari sono disponibili nelle stazioni, biglietterie, uffici assistenza clienti e sui canali informativi on line del Gruppo FS Italiane (fsnews.it e trenitalia.com).
Salerno, movida per i genitori figli all’asilo nido: le strutture comunali aperte il sabato sera
Salerno. I genitori amanti della movida possono dormire sonni tranquilli: due sabato al mese gli asili comunali – su richiesta – potranno restare aperti dalle 19,30 alle 23,30. I nove asili nido della città di Salerno presto diventeranno 11. Sono 463 i bimbi negli asili nido attivi . “Oltre dieci anni fa – ha detto l’assessore comunale Nino Savastano – abbiamo immaginato la costruzione di un sistema pubblico di educazione per l’infanzia perchè crediamo che la politica debba occuparsi in primo luogo delle persone”. Salerno ha attualmente nove nidi attivi ed accoglie 463 bambini. Il personale impiegato è di 158 unità tra educatrici, ausiliari, cuoche, coordinatori, segreterie, autisti e assistenti pulmino. Ogni nido è dotato di cucina interna. I pasti vengono preparati al momento della refezione e le derrate alimentari di prodotti freschi vengono consegnate dai fornitori quotidianamente. I nidi sono aperti 11 mesi l’anno, da settembre a luglio, dalle 7,30 alle 17,00. Nel corso dell’anno vengono implementati servizi aggiuntivi per andare incontro alle esigenze delle famiglie che ne faranno richiesta tra cui pre- accoglienza con apertura anticipata alle 7,00; post- accoglienza con chiusura posticipata alle 18,00; Sabato Insieme con apertura il sabato mattina dalle 7.00 alle 12.30; con orario 7:30/12:30. Ed ancora Festività Natalizie con apertura mattutina anche nel periodo di tradizionale chiusura. E quest’anno i nidi saranno aperti, a richiesta, anche il sabato sera. “Ripeteremo un servizio già sperimentato qualche anno fa – dice Savastano – il nido serale che offre alle famiglie richiedenti di poter usufruire nel servizio nido per due sabati al mese dalle 19.30 alle 23.30 consentendo loro di vivere momenti specificamente dedicati alla coppia. Speriamo, infine, di poter aprire altri due nidi a strettissimo giro, abbiamo presentato alla Regione Campania, su una misura di finanziamento FESR, due nuovi progetti per la realizzazione di una struttura al centro storico in Via Trotula De’ Ruggiero e l’altro nel quartiere Monticelli a Fuorni”. Il 29 e 30 novembre si terrà in città il convegno di studi dal titolo “L’approccio integrato 0/6 nell’educazione dei bambini” promosso dal Gruppo Cgm e dal Consorzio di Cooperative Sociali “La Rada”. La convention, in programma al Lloyd’s Baia Hotel, approfondirà tutti i risvolti legislativi ed operativi del Decreto attuativo della Riforma 107.
Aggredisce il padre senza motivo: 37enne vicino al clan Falanga arrestato a Torre del Greco
Torre del greco. Picchia il padre senza motivo: 37enne arrestato dai carabinieri.
I militari dell’aliquota radiomobile della compagnia di Torre del Greco hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia un 37enne del luogo già noto alle forze dell’ordine e ritenuto vicino al clan camorristico dei “Falanga”.
E’ stato bloccato nell’abitazione di famiglia dove aveva appena aggredito il padre senza motivo: i genitori, tornando a casa, gli avevano persino portato la cena calda ma appena li ha visti, in uno scatto d’ira, l’uomo ha sferrato al padre calci ovunque e gli ha rotto un quadro sulla testa.
Le lesioni procurate all’uomo sono state giudicate guaribili in 3 giorni ma il trauma è ben più profondo perché i genitori in sede di denuncia hanno dichiarato che le aggressioni sono iniziate da un anno, all’uscita del figlio dal carcere. Adesso l’arrestato è a Secondigliano.



