AGGIORNAMENTO : 14 Febbraio 2026 - 06:19
12.2 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 14 Febbraio 2026 - 06:19
12.2 C
Napoli

Castel Volturno, rifiuti interrati sotto i campi da golf : arrivano le ruspe 

Le ruspe tornano dopo 36 anni nel resort di Coppola a Castel Volturno. Il filo: un'intercettazione in cui un indagato si vanta di aver comprato un ufficiale per far sparire rifiuti speciali. La Procura di Santa Maria Capua Vetere indaga.

SULLO STESSO ARGOMENTO

Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

Castel Volturno- Le ruspe squarciano il manto erboso dei campi da golf di Castel Volturno. Non è un restyling, ma una caccia all’oro nero dello smaltimento illegale. Un’indagine che riaffiora dal passato, seguendo il filo sporco di una conversazione in auto.

Da settimane, sotto il coordinamento della Procura di Santa Maria Capua Vetere e il controllo dei Carabinieri, gli scavi perforano i terreni dell’ex Villaggio Coppola, il complesso residenziale e sportivo costruito dall’imprenditore Cristoforo Coppola – già noto per le celebri torri abusive poi demolite. L’obiettivo è verificare una verità sepolta. E forse, sepolta davvero.

Tutto parte da un’intercettazione del 2018, emersa nell’inchiesta sulla clinica Pineta Grande. In quella registrazione, un indagato, a colloquio con un altro coinvolto, si vantava della sua capacità di condizionare il Comune. E per dimostrarlo, tirava fuori un ricordo “di repertorio”: il 1990.

Quell’anno, durante i lavori per realizzare proprio quei campi da golf, erano già emersi rifiuti speciali. Un problema per l’imprenditore Coppola. La soluzione, secondo il racconto dell’indagato, fu lineare: una tangente da un milione e mezzo di lire all’allora comandante della Guardia Costiera di Castel Volturno. I rifiuti sparirono. E con loro, anche le tracce del procedimento penale.

Oggi, a distanza di 36 anni, quelle parole trovano un riscontro concreto. Le pale meccaniche sono tornate nello stesso punto, per “constatare la situazione ambientale”. Per ora sono emersi rifiuti ferrosi. Ma la vera posta in gioco è un’altra: scoprire se quell’antica superbia criminosa avesse un fondamento reale, se sotto il verde impeccabile dei fairway giaccia da decenni un segreto inquinato.

Una storia che intreccia ecomafie, appalti, resort e depistaggi. Un tango tra affaristi senza scrupoli e funzionari compiacenti, il cui ultimo, lento passo lo stanno scandendo le benne delle ruspe.

LEGGI ANCHE

Castel Volturno, blitz antidroga al Royal Residence: tre giovani denunciati

di Gustavo Gentile 5 Febbraio 2026 - 15:54 15:54

Castel Volturno – Nuovo colpo allo spaccio nella problematica area di Pinetamare. I Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone hanno denunciato a piede libero tre giovani, di età compresa tra i 21 e i 28 anni, sorpresi con una consistente quantità di stupefacenti già pronti per la vendita all’interno del complesso residenziale “Royal Residence”. L’intervento…

Continua a leggere

Accoltella l’ex compagna dopo una lite e tenta il suicidio: arrestato 33enne

di A. Carlino 5 Febbraio 2026 - 14:30 14:30

È accusato di tentato femminicidio il 33enne arrestato dalla Polizia di Stato a Castel Volturno, nel Casertano, dopo aver accoltellato la sua ex compagna al termine di una lite. I fatti sono avvenuti nella serata di ieri, in zona Ischitella, dove gli agenti sono intervenuti in seguito alla richiesta di soccorso di un’ambulanza. All’arrivo sul…

Continua a leggere

È stato rintracciato e arrestato a Castel Volturno un uomo di 58 anni, originario del Napoletano e residente nella cittadina del litorale domizio, destinatario di un ordine di carcerazione per reati legati al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione. L’intervento è scattato nella mattinata in largo delle Rondini, dove i Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone, insieme ai militari della Tenenza di Castel Volturno, hanno dato esecuzione al provvedimento.

L’ordine di carcerazione è stato emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone, al termine dell’iter giudiziario che ha riconosciuto in via definitiva la responsabilità dell’uomo per fatti risalenti agli anni 2012 e 2013, commessi nella provincia frusinate. La condanna complessiva stabilita dall’autorità giudiziaria ammonta a quattro anni, tre mesi e sedici giorni di reclusione.

Continua a leggere

Fonte REDAZIONE
PUBBLICITA
PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA