Torino – Le suore Immacolatine, che gestiscono l’istituto paritario di via Vestigné a Barriera di Milano dove lavora la vittima, hanno formalizzato una richiesta di risarcimento danni da un milione di euro nei confronti della «gang» guidata dal tiktoker Don Alì (vero nome Alì Said), 24 anni, noto come il «re dei maranza».
L’atto di diffida stragiudiziale, assistito dall’avvocato Davide Salvo, è rivolto in solido ai tre giovani coinvolti nell’aggressione del 21 ottobre 2025: Don Alì e due complici (un 24enne e un 27enne), già indagati per atti persecutori e diffamazione aggravata.
Le religiose contestano la gravità dell’episodio, la violenza fisica e verbale subita dal maestro di prima elementare e – soprattutto – le pesanti accuse infondate di pedofilia e maltrattamenti diffuse online.Nel video virale postato dallo stesso Don Alì (rimasto visibile sui social dal 23 ottobre al 17 novembre), si vede il docente accerchiato e aggredito verbalmente mentre tiene per mano la figlia di tre anni, terrorizzata.
Il tiktoker lo insulta dandogli del «pedofilo» e lo minaccia, mentre uno dei presenti riprende la scena. Le indagini della Squadra Mobile hanno poi smentito ogni addebito al maestro, confermando invece la matrice persecutoria del gesto.
L’istituto sottolinea il «gravissimo danno d’immagine» provocato alla scuola, agli operatori e alle famiglie dei circa 180 alunni tra infanzia ed elementari: la diffusione del filmato ha esposto l’ingresso dell’istituto e ha offeso «onore, decoro, dignità professionale e buon nome» della congregazione.Prossimo passo: azione anche contro il presunto mandante
L’avvocato Salvo sta preparando una seconda richiesta risarcitoria, questa volta indirizzata a un maestro di boxe del quartiere, sospettato di aver istigato i tre giovani spingendoli a «parlare» con il docente per un presunto torto subito dal figlio della compagna (mai provato).
Secondo la ricostruzione, l’uomo avrebbe alimentato la spedizione punitiva.Don Alì, arrestato a novembre 2025 dopo essersi nascosto in una cantina di Barriera di Milano, si trova in carcere (ora ad Aosta) con l’accusa di stalking. La Procura ha chiesto il giudizio immediato, mentre la difesa ha invocato una perizia psichiatrica.
I due complici sono sottoposti all’obbligo di firma.Le suore, pur avendo espresso in passato parole di perdono cristiano verso gli aggressori, si dicono ora determinate a ottenere giustizia anche sul piano economico per tutelare la serenità della comunità scolastica e il lavoro del maestro, rientrato in classe dopo un lungo periodo di trauma.
Si era presentato come un uomo delle istituzioni, pronto a “verificare” gioielli e denaro per conto del Tribunale. In realtà era l’atto finale di una truffa ben orchestrata che ha fruttato circa 70mila euro ai danni di due anziani coniugi torinesi. Per quei fatti, la polizia ha eseguito una misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 37enne napoletano, arrestato a Napoli dagli agenti del commissariato San Ferdinando su ordine del gip di Torino.
La vicenda risale allo scorso 21 ottobre, quando il marito della coppia ricevette una telefonata sull’utenza fissa di casa. Dall’altra parte del filo, un sedicente carabiniere lo invitava a presentarsi con urgenza presso la Stazione dell’Arma di via Catania, sostenendo che la sua auto fosse stata coinvolta in una rapina. L’uomo, spaventato e convinto della veridicità della chiamata, uscì immediatamente di casa.
Si era rintanato nelle cantine di un palazzo alla periferia nord di Torino, nel quartiere Barriera di Milano, protetto da un gruppo di amici. Niente smartphone in mano, nessuna diretta, nessun video da trasformare in contenuto virale. È lì che la squadra mobile della Questura di Torino, coordinata dalla procura, ha arrestato Said Alì, 24…
Nella notte di Halloween, Torino si è risvegliata con una vicenda agghiacciante: un 15enne sarebbe stato sequestrato, seviziato e costretto a immergersi nelle acque gelide del fiume Dora da alcuni coetanei. La Procura dei minori della città ha aperto un’inchiesta per far luce su quanto accaduto, coordinando le indagini dei carabinieri che hanno già sequestrato…
Fonte REDAZIONE






Commenti (1)
E’ una situazione molto complicata e difficile da gestire per tutti i coinvolti. La violenza verbale e fisica non è mai giustificata, sopratutto in un contesto educativo. Speriamo che si possa trovare una soluzione per tutti.