“E’ assurdo che si continui ad associare il Reddito di Cittadinanza al lavoro nero. Non e’ pensabile che la possibilita’ che ci sia qualcuno che tenti di truffare lo Stato – perche’ di truffa si tratta – fermi il nostro impegno ad aiutare milioni di famiglie che sono in difficolta’ e che hanno bisogno di essere tutelate”. Cosi’ in una nota i deputati del Movimento 5 Stelle in commissione Lavoro alla Camera. “Coloro che dovessero cercare di percepire il Reddito dichiarando il falso e lavorando in nero – proseguono i deputati – saranno puniti con sanzioni pesantissime che potranno arrivare ai 6 anni di carcere. Chi diffonde messaggi catastrofici collegando una misura che serve a dare dignita’ con il lavoro nero, dovrebbe vergognarsi profondamente”. Il Reddito di Cittadinanza, aggiungono i deputati, “e’ una misura indispensabile per i milioni di persone che in Italia oggi vivono sotto la soglia di poverta’. E’ un provvedimento che punta al reinserimento e alla riqualificazione lavorativa nonche’ alla formazione. Aumenteremo i controlli per fare in modo che questa preziosa opportunita’ non venga usata in maniera irregolare. E’ per questo che nella legge di bilancio abbiamo previsto l’assunzione di piu’ di 900 ispettori del Lavoro che avranno anche il compito di controllare gli eventuali abusi e portare avanti la nostra lotta al lavoro nero”, concludono.
Pagarono la squillo con soldi falsi: assolti
Assolti i due clienti di una prostituta che cercarono di pagare una prestazione sessuale con una banconota falsa. La donna li denunciò per rapina a mano armata e violenza. I due clienti finirono agli arresti domiciliari poi dopo il rito abbreviato sono stati assolti. Il fatto è avvenuto lo scorso giugno, la protagonista in assoluto è una prostituta che svolgeva la sua attività in un’abitazione nel cuore di Aversa. I militari accolta la denuncia della prostituta si adoperarono anche per una perquisizione domiciliare dei due accusati di aver rubato un computer e due collanine armati di pistola. Il pm aveva chiesto per loro sette anni di carcere sostenendo che i due si erano recati in casa non in cerca di una prestazione sessuale ma per rubare. Gli imputati si sono difesi dicendo che la donna si era rifiutata di concedersi dopo aver costatato la falsità di una banconota. Dopo averli messi alla porta andò a denunciare. Ieri il Tribunale di Napoli ha assolto i due.
Napoletano in trasferta in Sicilia per truffare anziani: arrestato dalla polizia
La Polizia di Stato di Ragusa ha arrestato un truffatore seriale napoletano che agiva in tutta Italia ai danni di anziane signore. Fondamentale la collaborazione delle vittime che hanno riconosciuto il malvivente dopo lo shock del reato subito. Telefonicamente si spacciava per avvocato o maresciallo e chiedeva 5.000 euro per risarcire la vittima di un incidente stradale causato dal nipote privo di copertura assicurativa e che per questo si trovava in stato di fermo presso la caserma e non poteva avere contatti telefonici. Il bottino di ogni truffa superava i 5.000 euro con richieste fino a 30.000 e quando le vittime non avevano tutto il denaro, il truffatore si faceva consegnare oggetti in oro. Complessivamente l’uomo avrebbe truffato ragusani per oltre 25.000 euro in 4 occasioni. Si tratta di Pasquale Gente, pluripregiudicato di 58 anni di Napoli, arrestato in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Procura di Ragusa a seguito dell’ordinanza del gip del Tribunale. Indagini sono in corso per risalire ai complici del truffatore, dimoranti in territori del Napoletano dove era stata organizzata una vera e propria centrale telefonica dalla quale quotidianamente partivano decine e decine di telefonate al fine di poter individuare la vittima. I malfattori fingevano una chiamata da parte di un avvocato con cognome comune nei luoghi dove operavano, e poi chiamando le vittime per nome dopo averlo acquisito dall’elenco telefonico riuscivano ad ottenerne la fiducia.
Intesa tra M5s e Lega: via libera entro febbraio alla legge sulla legittima difesa
La legittima difesa diventerà legge. La commissione Giustizia della Camera, infatti, inizierà a votare gli emendamenti depositati venerdì già dalla prossima settimana. La maggioranza giallo-verde non ha presentato alcun emendamento al testo approvato dal Senato. Sono, invece, circa un’ottantina le proposte di modifica delle opposizioni: una decina quelle del Pd, altrettanti gli emendamenti di Fratelli d’Italia, mentre si aggirano sulla ventina quelli di Forza Italia. La conferenza dei capigruppo è stata convocata per giovedì prossimo, così da ottenere il via libera definitivo entro febbraio. La linea che è passata è quella del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che voleva approvare il testo frutto di un compromesso ottenuto al Senato ed evitare che il tema della legittima difesa spaccasse le due anime dell’esecutivo. Per il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, la legge deve passare senza problemi e, soprattutto, senza modifiche al testo per scongiurare l’allungamento dei tempi che comporterebbe una terza lettura del provvedimento. “Siamo pronti ormai anche per riconoscere il sacrosanto diritto alla Legittima difesa per gli italiani che in casa propria, nel proprio negozio, nella propria azienda, nel proprio cortile, se aggrediti devono potersi difendere senza poi passare anni in tribunale e pagarsi migliaia di euro per gli avvocati”, ha dichiarato Salvini. Fortemente contrari alla riforma il Pd e Leu.
Portici, camminavano lungo i binari delle Fs: scoperti grazie al drone e denunciate 21 persone
Tra i comportamenti impropri o anomali che interessano il mondo ferroviario, l’attraversamento dei binari e lo scavalcamento delle recinzioni delle linee ferroviarie rappresentano fenomeni estremamente preoccupanti perché sono spesso all’origine di incidenti gravi o mortali. La pericolosità di queste condotte è sovente ignorata o sottovalutata, soprattutto dai più giovani, ed è per questo motivo che il Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania oltre ad essere attivo in una campagna di sensibilizzazione e di educazione alla legalità in ambito ferroviario denominata “Train… to be cool”, ha predisposto dei servizi mirati alla prevenzione di questi comportamenti ed alla tutela dell’incolumità delle persone, nell’ambito dell’operazione Rail Safe Day, promossa dal Servizio Polizia Ferroviaria.
Purtroppo in alcune zone questi atteggiamenti inadeguati e vietati diventano una sorta di azzardata consuetudine e dopo alcune segnalazioni riguardanti la tratta Pietrarsa – Portici, della linea storica Napoli Salerno, i poliziotti della Polfer hanno raggiunto i punti indicati nelle segnalazioni ed anche grazie all’ausilio di un drone, messo a disposizione da Protezione Aziendale, hanno individuato, sottoposto a controllo e sanzionato 21 persone per l’indebita presenza nell’area ferroviaria e per l’attraversamento binari.
Morte della ballerina di Melito, la Procura presenta Appello contro la condanna ‘mite’ all’ex fidanzato
Il pm Valeria Palmieri della Procura di Napoli Nord ha presento Appello contro la sentenza di primo grado che ha condannato a 4 anni e otto per omicidio stradale Giuseppe Varriale, il 26enne di Mugnano accusato dell’omicidio della sua ex fidanzata, la ballerina Alessandra Madonna. La pubblica accusa, per quella morte, aveva chiesto la condanna a 30 anni per omicidio volontario. Secondo il gup Antonino Santoro che a novembre aveva emesso la sentenza nel processo che si era celebrato con rito abbreviato: “L’intenzione di fondo dell’imputato era quella di allontanarsi velocemente da quella discussione e non quella di percuotere o ledere la ragazza”, così come riportato nelle 38 pagine delle motivazioni. E ora il pm ha presentato Appello perché: “La condotta di Giuseppe Varriale sulla base degli elementi probatori raccolti, può dirsi sorretta dal dolo eventuale. L’aver agito, accettando l’eventualità dell’evento morte come prezzo eventuale dell’obiettivo perseguito, consente di ricondurre il caso concreto nella fattispecie dell’omicidio volontario… Infine qualora dovesse essere riconosciuta la colpa e non il dolo, che sia applicata l’aggravante dello stato di ebbrezza”. Il pm, tra l’altro in subordine, ha chiesto che la condotta dell’imputato possa essere assumibile nella fattispecie dell’omicidio preterintenzionale.
Ucciso perché aveva offeso il boss: arrestati killer e mandante
Ucciso perché aveva offeso il boss: arrestati killer e mandante. Dalle prime ore di questa mattina, i Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale di Como stanno eseguendo un’Ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 2 indagati per l’omicidio di Franco Mancuso, assassinato l’8 agosto del 2008 all’interno del bar “Arcobaleno” di Cadorago in provincia di Como, frazione Bulgorello, a colpi d’arma da fuoco. L’omicidio, in pieno giorno e alla presenza di diversi avventori del bar, era avvenuto con modalita’ tipiche di un agguato mafioso. L’attivita’ investigativa, condotta dal Reparto Anticrimine di Milano grazie anche alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, ha consentito di individuare il mandante e l’esecutore materiale dell’omicidio e di svelarne il movente, ovvero una reazione punitiva ai danni di Mancuso che aveva osato offendere pubblicamente, al termine di una lite, Bartolomeo Iaconis, esponente di spicco del Locale di ‘ndrangheta di Fino Mornasco sempre in provincia di Como, gia’ condannato per associazione di tipo mafioso che, come ritorsione per l’offesa subita, ne aveva decretato l’uccisione, incaricando dell’esecuzione Luciano Rullo, cui era legato da datati rapporti di frequentazione e di solidarieta’ criminale. Entrambi arrestati.
Milan-Napoli del 26 gennaio verso il divieto di trasferta per i residenti in Campania
Non ci saranno variazioni d’orario ma la trasferta sarà vietata ai residenti in Campania. È
l’anticipazione relativa alla gara Milan-Napoli in programma il 26 gennaio alle 20,30.
Esattamente un mese dopo i fatti di Inter-Napoli la decisione dell’osservatorio, presa
ma non ufficializzata, è relativa proprio alla gara di Santo Stefano con i nerazzurri e al clima troppo teso per evitare contatti tra tifosi napoletani e frange del tifo interista o del Varese.
Caccia al complice della donna che ha avvelenato il cibo del marito in ospedale
Si indaga per risalire al movente, senza tralasciare nessuna ipotesi, ne’ quella sentimentale ne’ quella economica che ha spinto una donna di 49 anni a cercare di avvelenare il marito mentre era in cura in ospedale. Ci sono poi altri punti da chiarire, tra cui chi ha prescritto le sostanze tossiche alla donna, in quali farmacie lei si sia rifornita.Per piu’ di un mese ha cercato di avvelenare il marito, malato e in ospedale, facendogli ingerire con l’inganno veleno per topi. Laura Davico, 49 anni di Bra in provincia di Cuneo, e’ stata arrestata dai carabinieri del Nas, che l’hanno scoperta grazie alle telecamere nascoste nella stanza in cui l’uomo era ricoverato per i postumi di una polmonite. Dove la donna lo imboccava, nascondendo nei cibi, nelle bevande e nel thermos del caffe’ un cocktail micidiale di sostanze tossiche. Pastiglie e polveri di bromadiolone, molecole presenti nel topicida, e acenocumarolo – il principio attivo dei farmaci anticoagulanti – erano gli ingredienti della ‘ricetta’ che rischiava di uccidere il 55enne causandogli un’emorragia interna. A salvarlo sono stati i sanitari dell’ospedale dell’Asl Cuneo2. Nonostante le cure, il paziente non migliorava. In un primo momento, i medici hanno ipotizzato che fosse affetto da una rarissima sindrome che colpisce solo cinquanta persone su otto miliardi, poi, dopo aver notato negli esami tossicologici dosi massicce di anticoagulanti orali mai prescritti, hanno temuto l’avvelenamento e cosi’ hanno allertato le forze dell’ordine. Per incastrare la donna, i carabinieri hanno installato le telecamere nel reparto in cui l’uomo era ricoverato. Le immagini la mostrano mentre, con una cura certosina, sminuzza pastiglie nel piatto del marito. “Il nostro intervento e’ stato necessario per scongiurare conseguenze piu’ gravi – spiega il tenente colonnello Biagio Carillo, comandante dei Nas di Alessandria – La mattina del 28 dicembre abbiamo spedito le provette al centro di Pavia e in serata, appena ricevuti i risultati, abbiamo proceduto con il fermo su disposizione della Procura di Asti”. La ‘mantide’, soprannominata cosi’ dagli inquirenti, ora e’ reclusa nella sezione femminile del carcere ‘Lorusso e Cutugno’ di Torino con l’accusa di tentato omicidio aggravato e premeditato. Entrambi operai, Laura e Domenico sono sposati da vent’anni. Una casa nel braidese e due figli – il piu’ piccolo ancora minorenne – sembravano la coppia perfetta: spesso in giro mano nella mano, le discussioni erano rare e, almeno in apparenza, si concludevano sempre con un abbraccio. Dal mese di ottobre, lui aveva iniziato ad avere problemi di salute ed era stato ricoverato per una polmonite prima alle Molinette di Torino poi all’ospedale di Bra. Lei non lo lasciava mai solo. “Prendine ancora un po’, devi rimetterti in forze”, diceva per invogliarlo a mangiare. Sembrava un gesto affettuoso, invece lo stava uccidendo a poco a poco, boccone per boccone. Chi l’ha vista occuparsi del coniuge la descrive come una “signora amorevole, quasi d’altri tempi, con un abbigliamento austero, elegante e i capelli sempre in ordine”. Quando ha saputo dell’accaduto, il marito, sconfortato, si e’ portato le mani al volto: anche per lui rimane un mistero il perche’ la moglie abbia tentato di ucciderlo. Durante l’interrogatorio di garanzia, lei ha fornito alcune spiegazioni, tra cui quella di “voler aiutare il coniuge nella convalescenza”. Spiegazioni che il giudice ha ritenuto “illogiche e inverosimili”. Le indagini per risalire al movente continuano senza tralasciare nessuna ipotesi, ne’ quella sentimentale ne’ quella economica. Ci sono poi altri punti da chiarire, tra cui chi ha prescritto le sostanze tossiche alla donna, in quali farmacie lei si sia rifornita.
Napoli, migrante fa la pipì in Tribunale in attesa della convalida dell’arresto
Napoli. Ha fatto la pipì nell’aula del Tribunale dove era in attesa dell’udienza della convalida dell’arresto. Poi non contento dopo la conferma del carcere ha preso a testate il vetro della gabbia dei detenuti. E’ stato prima portato in ospedale per essere medicato e poi in carcere a Poggioreale. Il protagonista è il giovane gambiano che l’altro giorno aveva seminato il panico al corso Novara nell’Hotel Mignon diventato famoso per alcune scene di Gomorra 3 girate nella stanza 60 dove Ciro Di Marzio l’Immortale aveva preso alloggio appena rientrato dalla Bulgaria nelle prime puntate. Poi non contento di aver aggredito prima la titolare nel tentativo di rapinarla aveva anche aggredito i poliziotti che erano riusciti a fatica a fermarlo.
Pensionato napoletano truffava gli anziani al Centro Italia: arrestato
Arrestato a Napoli un finto maresciallo dei carabinieri che truffava anziani, telefonando a casa delle vittime e parlando di incidenti stradali in cui erano rimasti coinvolti dei loro parenti, per i quali servivano soldi in contanti (anche fino a 3.000 euro) per evitare guai giudiziaria. Con questo sistema un 67enne napoletano aveva messo a segno 24 colpi tra Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia. Le indagini dei veri carabinieri di Osimo, coordinati dalla Procura di Ancona, sono durate circa quattro mesi e sono partite dalla denuncia di una donna. L’uomo, un pensionato, dovra’ rispondere di truffa aggravata e continuata in concorso, sostituzione di persona e indebito utilizzo di carta di credito. Coinvolto anche un complice, un finto avvocato, non ancora identificato. In un caso la vittima ha consegnato il bancomat per far prelevare somme in contanti, ma venivano accettate anche fedi nuziali, collane, ciondoli.
Il sindaco di Castel Volturno: ‘Quadro sconcertante, pronti a collaborare’
Un “sistema corruttivo” che, qualora confermato, “è sconcertante”. Così il sindaco di Castel Volturno, Dimitri Russo insieme all’Amministrazione comunale commenta l’indagine della Procura di Santa Maria Capua Vetere culminata oggi nell’esecuzione di 7 provvedimenti restrittivi per reati che vanno dall’abuso d’ufficio alla corruzione e alla concussione. Tra i destinatari figurano anche il comandante della Polizia municipale e alcuni dirigenti dell’ufficio tecnico comunale. “Confidiamo e crediamo pienamente nell’operato delle forze dell’ordine e della magistratura – dichiarano sindaco e amministrazione comunale – il ‘sistema corruttivo’ emerso dal comunicato della Procura, qualora confermato, è sconcertante. Nel suddetto comunicato stampa si legge, con riferimento ad uno degli episodi attenzionati, un presunto coinvolgimento degli organi politici al fine di orientare e condizionare l’operato della Polizia Municipale. Nel merito, ciascun componente di questa Amministrazione si dichiara sereno e si rende completamente disponibile ad ogni forma di collaborazione con la magistratura”, conclude la nota.
Lungomare di Napoli, assegnata la gara per la progettazione dell’area pedonale
Si e’ concluso l’iter amministrativo per l’assegnazione della gara per l’affidamento della progettazione esecutiva, il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed il rilievo dell’intervento di “Riqualificazione ciclo-pedonale del lungomare di Napoli, tratto compreso tra Piazza Vittoria e il Molosiglio”. Al bando hanno partecipato quattro studi internazionali che sono stati giudicati e valutati, oltre che da tecnici del Comune di Napoli, anche dal Direttore della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, Luciano Garella. La gara è stata vinta da “RTP Studio Discetti/TecnoInn Spa”. Il progetto, il cui valore complessivo dei lavori è di 13.200.000 euro, prevede in sintesi: la sostituzione della pavimentazione attuale in asfalto con una nuova pavimentazione in pietra lavica, come prescritto dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Comune di Napoli; l’ampliamento del marciapiede lato edifici, al fine di aumentare lo spazio pubblico per la sosta dei pedoni, regolamentando quello destinato alle occupazioni da parte di bar e ristoranti; la razionalizzazione delle attuali funzioni stradali attraverso la realizzazione di due corsie veicolari, per garantire il transito dei mezzi di soccorso e di quelli autorizzati; la realizzazione di uno spazio da destinare all’uso ciclabile, in coerenza con il tracciato generale della rete cittadina, e la previsione di aree pubbliche di sosta per i pedoni e di aree da destinare all’occupazione da parte di bar, ristoranti e alberghi; la rifunzionalizzazione del sistema di raccolta delle acque di piattaforma e degli impianti fognari, risolvendo le attuali criticità; l’adeguamento e l’implementazione dell’impianto di pubblica illuminazione, attraverso sistemi sostenibili e di risparmio energetico.
Successivamente alla sottoscrizione del contratto, subordinata alle necessarie verifiche previste dalla legge, i progettisti avranno a disposizione 30 giorni naturali e consecutivi per redigere il rilievo e il progetto esecutivo, seguirà il bando di gara per la realizzazione dei lavori, così come previsto dalla normativa in materia. “Proseguono le azioni dell’Amministrazione comunale – hanno dichiarato gli assessori Piscopo e Calabrese – per consolidare le scelte che hanno consentito, dal 2012 ad oggi, di trasformare il Lungomare di Napoli in un luogo di incontro, di passeggio, di tempo libero, di godimento delle bellezze naturali e degli eventi sportivi”. “Gli interventi previsti dal progetto – hanno aggiunto gli assessori – principalmente a favore della pedonalità, della ciclabilità, della fruizione del paesaggio, danno forma fisica a quanto, con l’introduzione della Ztl, è già diventato realtà: restituire ai cittadini, pedoni, ciclisti e runners, uno spazio pubblico vivibile, attraversabile e aperto alla fruizione di tutti”.
Benevento, Mastella chiude due scuole a rischio sismico
Due scuole e una palestra sono state chiuse a Benevento per l’alto rischio alla vulnerabilita’ sismica. Lo ha deciso il sindaco Clemente Mastella dopo l’esito delle indagini condotte da una commissione di esperti sulle scuole cittadine. Si tratta dei due plessi dell’istituto comprensivo “Giovan Battista Bosco Lucarelli” del Rione Liberta’ e della palestra “Mazzini”. Intanto proprio oggi i genitori degli alunni dell’istituto Bosco Lucarelli hanno dato vita ad una protesta per sensibilizzare le autorita’ ad “intervenire su una vicenda che ha destato e desta preoccupazioni per gli studenti”. Il sindaco ed il suo staff sono al lavoro per trovare soluzioni alternative ai plessi scolastici che saranno chiusi gia’ da domani.
Incidente mortale a Benevento, salgono a tre gli indagati per la morte di Carminuccio Tuccino
Benevento. Travolsero un 56enne uccidendolo e rimasero ferite due donne tra le quali la madre della vittima: salgono a tre gli indagati per la morte di Carminuccio Tuccino Polvere, avvenuta sulla statale 372 alla periferia di Benevento il 2 gennaio scorso. Il pm della Procura di Benevento, Francesco Sansobrino, insieme con il decreto di convalida del sequestro dei mezzi ha notificato anche un’informazione di garanzia nei confronti del conducente della vettura coinvolta nel primo tamponamento. L’incidente era avvenuto sul raccordo che collega la Telesina al casello autostradale di Castel del Lago, tra la vettura, un Fiat doblò, a bordo del quale viaggiava la vittima e la madre di 76 anni, che era stata tamponata leggermente da una Fiat Punto guidata da una donna di 43 anni di Alife, in provincia di Caserta. L’uomo, sceso per constatare i danni, era stato poi travolto da un tir, sopraggiunto poco dopo. Prima della collisione mortale un fuoristrada era piombato sulle due auto incidentate. Nell’incidente erano rimaste ferite anche la madre di Tuccino Polvere e la conducente del fuoristrada.
Salerno, questione ospedale, l’attacco grillino a De Luca
“Il governatore delle grandi opere incompiute prova a mettere a segno l’ultimo colpo nel recinto del feudo di Salerno. La realizzazione di un nuovo ospedale Ruggi e’ fin dagli annunci uno spreco abnorme di denaro pubblico, a scapito della qualita’ dell’assistenza non solo per il vecchio nosocomio, quanto per l’intero comprensorio del Salernitano. Non si comprende quale sia la ratio di un’operazione dal costo di 400 milioni di euro, oltre 300 dei quali a valere sui fondi di sviluppo e coesione, quando sarebbe bastato spendere gli 80 milioni previsti da una delibera del maggio scorso per riammodernare e riqualificare l’attuale ospedale Ruggi”. Cosi’ la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino, firmataria nei mesi scorsi di un’interrogazione sulla questione. Ospedale, spiega, “che nel 2016 e’ stato oggetto di lavori di ristrutturazione che hanno riguardato diversi reparti, compreso il Pronto soccorso, con l’ultimazione della torre cardiologica. E’ paradossale leggere oggi, nero su bianco su un atto istituzionale, che il Ruggi e’ un ospedale obsoleto dopo le importanti opere realizzate appena due anni prima. Ne’ si capisce quali studi avvalorerebbero la tesi che la costruzione di un nuovo ospedale consentirebbe un risparmio del 30% dei costi di gestione”. “Nell’eterna attesa di una struttura avveniristica, ad oggi esistente solo sulla carta e negli annunci elettorali del governatore, non viene realizzata la manutenzione ordinaria nell’attuale Ruggi. Con quei 400 milioni – sottolinea Ciarambino – si potrebbe piuttosto mettere mano a opere di ammodernamento oltre che dell’ospedale preesistente, anche di strutture disseminate nelle aree interne della provincia di Salerno, dove si registra una pessima qualita’ dell’assistenza sanitaria. Sappiamo bene, purtroppo, quale sia il destino delle grandi opere in questa Regione. L’esempio lampante e’ l’Ospedale del Mare, per realizzare il quale ci sono voluti 15 anni, con costi lievitati da 200 a 400 milioni, e che oggi funziona ancora a scartamento ridotto”. “Di fronte a esempi come questo o come quello del Policlinico di Caserta, le cui pietre marciscono alle intemperie nonostante centinaia di milioni spesi, fa ridere l’annuncio di De Luca che parla di una realizzazione da compiersi in tre anni. Il rischio e’ quello di immolare, ancora una volta, soldi pubblici sull’altare delle passerelle elettorali”, conclude.
Calciomercato, Sarri insiste per Higuain.
Blindato ormai l’acquisto a parametro zero di Aaron Ramsey, la Juventus continua a lavorare in ottica futura provando a mettere le basi su due altri grandi colpi. La rottura tra Isco e il Real Madrid ormai insanabile ha di nuovo fatto drizzare le antenne al ds Fabio Paratici, da tempo sulle tracce del forte centrocampista spagnolo. A Torino stanno seguono con attenzione la vicenda e sono pronti a intervenire, dalla Spagna si parla già di una possibile offerta intorno ai 70 milioni ritenuta però troppo bassa dai Blancos. Per la difesa l’argentino Cristian Romero del Genoa resta l’ obiettivo principale. All’indomani del botta e risposta fra Mauro Icardi e l’Inter, tutto tace dagli uffici del club nerazzurro. Si lavora sotto traccia per cercare un avvicinamento che porti alla tanto sperata fumata bianca, come hanno lasciato intendere sia l’ad Beppe Marotta che il presidente Steven Zhang. Sulla vicenza ha fatto sentire la sua voce invece Massimo Moratti, storico ex presidente, secondo cui il bomber argentino “ha il diritto di pensare ad un ingaggio più importante, ma penso che la società abbia studiato una strategia per farlo rimanere”. Intanto con un tweet e un comunicato ufficiale, il Flamengo ha annunciato l’ingaggio di Gabriel Barbosa, per tutti Gabigol. Il 22enne attaccante brasiliano arriva dall’Inter con la formula del prestito per la stagione 2019.Da un bomber argentino all’altro. Dall’Inghilterra continuano le sirene per Gonzalo Higuain. Parlando in conferenza stampa il suo ‘mentore’ al Napoli Maurizio Sarri, oggi alla guida del Chelsea, è tornato a parlare del Pipita: “Come sapete non ho il controllo del mercato. Secondo me abbiamo bisogno di due giocatori, ma poi tocca al club” e se dovesse partire Morata (vicino al Siviglia, ma attenzione al Barcellona) “avremmo bisogno di un sostituto”. Poche ore dopo da Milano è arrivata la replica di Rino Gattuso: “Spero che rimanga al più a lungo possibile, se non sarà così, vedremo”. Insomma, tutto può ancora succedere anche se l’ultima parola spetterà alla Juve. Uno ‘sgarbo’ a Sarri sta provando a farlo il Napoli, che non molla la presa su Nicolò Barella. Negli scorsi giorni ci sarebbe stato un incontro a Milano tra il ds azzurro Cristiano Giuntoli e gli emissari del club rossoblu. Sempre in casa Napoli ha parlato ai media spagnoli il patron Aurelio De Laurentiis per fare il punto sulla possibile cessione di Marko Rog al Siviglia. “Presto, molto presto verrò in Italia e incontrerò il mio allenatore Carlo Ancelotti. In quel momento sapremo quale decisione prendere”, ha detto il patron azzurro. Nella Capitale, la Roma dopo aver allungato le mani sul messicano Hector Herrera in scadenza con il Porto a fine stagione lavora al rinnovo del contratto del baby Nicolo Zaniolo. In casa Lazio, invece, Davide Zappacosta resta il primo obiettivo. [19:51, 11/1/2019] Del Gaudio: per il mercato di gennaio. Il ds biancoceleste Igli Tare, contando sulla volontà del giocatore, punta a strappare l’ok del Chelsea per un prestito con diritto di riscatto. Sampdoria scatenata, nel giro di poche ore il club del presidente Massimo Ferrero ha annunciato l’ingaggio di Manolo Gabbiadini dal Southampton “a titolo definitivo” e quello del centrocampista norvegese Morten Thorsby dall’Heerenveen ma solo “a partire dalla prossima stagione sportiva”. Novità importanti dall’estero e in particolare dalla Francia, dove Neymar avrebbe deciso di lasciare il Paris Saint-Germain per tornare a giocare al fianco di Leo Messi al Barcellona. Secondo quanto riferiscono i media spagnoli, l’attaccante brasiliano avrebbe contattato più volte (ben cinque) il suo vecchio club per convincerlo ad intavolare una trattativa con il PSG. E’ ufficiale il passaggio di Cesc Fabregas dal Chelsea al Monaco. Il centrocampista spagnolo ha firmato un contratto fino al 2022. In Germania Borussia Dortmund scatenato. Secondo la BILD i gialloneri avrebbero raggiunto un accordo con il Boca Jr per il trasferimento del 19enne difensore argentino Leonardo Balerdi per 16 milioni di euro. Gialloneri sulle tracce anche di Thorgan Hazard, 25 anni ala belga del Borussia Moenchengladbach e fratello di Eden.
Naufragio Concordia, sette anni dopo…
L’ex comandante Francesco Schettino studia legge in carcere e cerca di fare pratica sportiva mentre sconta la condanna definitiva a 16 anni a Rebibbia. Gregorio De Falco, consegnato alla storia come suo alter ego di fatto, per via del celebre richiamo ‘Vada a bordo c…’, e’ passato alla politica dove appena alcuni giorni fa e’ stato espulso dal Movimento 5 Stelle nelle cui file e’ stato eletto come senatore in Parlamento. Anche la moldava Domnica Cermotan, che era in plancia di comando vicino al comandante mentre la nave fini’ sugli scogli, annuncio’, ben prima di De Falco, di volersi buttare in politica nel suo Paese. Ma di lei, che pure agli atti del processo risulta aver percepito un risarcimento di 30mila euro come parte offesa, si sono perse le tracce. Questi, sette anni dopo il naufragio della Concordia, i destini di alcuni dei protagonisti (a vario titolo) del disastro del Giglio, mentre l’isola si appresta a commemorare le 32 vittime con iniziative domenica 13 gennaio. Se Schettino mai piu’ potra’ risalire al comando di una nave – l’ex comandante affida un’estrema speranza al ricorso alla Corte di Giustizia europea per il quale i suoi avvocati stanno aspettando la data dell’udienza – gli uomini del suo equipaggio, anche quelli della plancia, hanno proseguito le loro carriere marittime, magari in modo un po’ defilato. Sparito invece ‘dai radar’, poi, l’ineffabile timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin accusato da Schettino di aver equivocato i suoi comandi nei metri decisivi per rimediare alla rotta errata: le autorita’ lo rintracciarono nel Sud Est Asiatico ma poi non si presento’ al processo dove era co-imputato. Si gode la pensione l’ex procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio, mentre proseguono in varie forme il loro lavoro, i magistrati del suo pool di inquirenti che ricostruirono interamente la vicenda – Maria Navarro, Alessandro Leopizzi e Stefano Pizza -, cosi’ come l’inappuntabile giudice del tribunale di Grosseto Giovanni Puliatti, che guido’ il collegio del primo processo al solo imputato Schettino, l’unico a scegliere il rito ordinario. Silenziosi i parenti delle vittime. I gigliesi, domenica, non si aspettano la loro presenza: come gia’ gli anni scorsi preferiscono stare appartati col loro dolore. Tra loro forse potrebbe esserci Kevin Rebello, il fratello del cameriere indiano Russell Rebello il cui corpo venne trovato 1000 giorni dopo.
Napoli, dopo 25 anni arriva il bando per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica
Napoli. Nella seduta di oggi, la giunta comunale di Napoli ha approvato la delibera, a firma dell’assessore al Diritto all’Abitare Monica Buonanno avente ad oggetto gli indirizzi per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e per l’indizione del nuovo bando. “Aspettavamo questo momento ormai da 25 anni – ha dichiarato l’assessore Buonanno – con questo atto revochiamo atti obsoleti e pubblicheremo, in attesa del nuovo regolamento regionale, il nuovo bando per l’assegnazione degli alloggi comunali acquisiti, da acquisire al patrimonio comunale o che si renderanno liberi. Lo straordinario valore aggiunto è dato dall’implementazione di una nuova piattaforma digitale che consentirà di gestire in modo ancor più rapido e trasparente l’intera procedura amministrativa”.
Gay cacciato dal dentista, colpa dell’Hiv
“La legge 135/90 a tutela delle persone con Hiv/Aids è molto chiara, infatti, l’azione del medico è del tutto illegittima e pertanto stiamo agendo sia presentando un esposto all’ordine dei medici e degli odontoiatri, sia presentando un reclamo al Garante della privacy che già si è occupato di questa materia – dichiara Alessandro Cataldi, legale di Gay Help Line. “Inoltre, il garante si è già espresso per un caso analogo di alcuni anni fa a Brescia, circa la possibilità per gli esercenti la professione sanitaria di raccogliere informazioni sullo stato sierologico attraverso lo strumento del questionario. Il Garante chiarisce che il questionario non può costituire una condizione indispensabile per l’accesso alle cure, potendo anche la persona rifiutare la compilazione e non dichiarare il proprio stato sierologico. Il principio è che uno studio odontoiatrico deve garantire sempre le stesse condizioni igenico-sanitarie nei confronti di tutti i pazienti e a prescindere dallo stato sierologico dichiarato o accertato, come del resto è previsto dalle linee guida del Ministero della Sanità”. “Il questionario inoltre – aggiunge – non deve essere rilasciato in sala da attesa ma andrebbe compilato con il consenso informato del paziente, al quale il medico deve fornire ogni valida spiegazione circa l’importanza di venire a conoscenza di tale informazione. Tale dato infatti può essere richiesto dal medico curante non in un’ottica di prevenzione per attuare ulteriori misure preventive rispetto a quelle comunemente utilizzate negli altri casi, ma per assicurare che la cura proposta non entri in contrasto con la terapia antiretrovirale prevista per le persone in Hiv”. “Questi casi mostrano quanto sia forte ancora oggi la discriminazione in ambiente sanitario per le persone in Hiv. Pertanto chiediamo alla ministra Grillo e all’Ordine dei Medici, che oltre ad intervenire nei singoli casi, nominino delle commissioni di controllo, volte anche ad emanare circolari e corsi di formazione obbligatoria, specifici per chiarire il trattamento dei pazienti Hiv positivi, al fine che venga abolita ogni discriminazione”. Lo afferma Fabrizio Marrazzo, responsabile Gay Help Line e portavoce di Gay Center, commentando il caso di un ragazzo sieropositivo che ha raccontato di essere stato messo alla porta in uno studio medico privato di Roma dopo aver dichiarato la sua sieropositività. In seguito è stato realizzato da Fan Page un video con telecamera nascosta. Non solo, l’associazione annuncia che “sta presentando un esposto all’Ordine dei medici e degli odontoiatri” e “un reclamo al Garante della privacy”. Al ragazzo, mentre era in sala d’attesa – riferisce una nota di Gay Center – viene subito chiesto di compilare un’anagrafica e indicare, tra le eventuali patologie, di avere l’Hiv, cosa che il ragazzo dichiara, barrando la specifica casella. In pochi istanti l’odontoiatra, uscendo dalla sua stanza con il foglio, ha chiesto spiegazioni al ragazzo sulla sieropositività dichiarata, affermando: “Devo mandarla all’ospedale. Non posso fare niente senza analisi attuali della sua condizione…provi ad andare in ospedale, lì sono più attrezzati per i pazienti con Hiv”. Tutta la conversazione, inoltre – fa nota Gay Center – si svolge in sala d’attesa senza concedere neanche la privacy di entrare nella stanza del medico.



