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Frana tra Vietri e Cetara, allarme Archeoclub: «Il dissesto mette a rischio il patrimonio UNESCO»

Dopo il maltempo di giovedì, il presidente nazionale Santanastasio: "Serve prevenzione, non si può demandare alla casualità". Rilanciata la proposta di una Protezione Civile dedicata ai beni culturali.

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La frana che giovedì scorso ha colpito il tratto costiero tra Vietri sul Mare e Cetara riaccende i riflettori sulla fragilità del territorio della Costiera Amalfitana. A lanciare l’allarme è Archeoclub d’Italia, che per bocca del suo presidente nazionale Rosario Santanastasio – anche geologo di professione – chiede interventi urgenti per salvaguardare un patrimonio che dal 1997 è riconosciuto dall’UNESCO come eccellenza mondiale.

Un patrimonio fragile da proteggere

“La Costiera Amalfitana rappresenta un eccezionale paesaggio culturale mediterraneo, caratterizzato da un’armonica interazione tra natura selvaggia e ingegno umano”, spiega Santanastasio. “È un esempio unico di adattamento del territorio attraverso terrazzamenti, borghi sospesi e architetture che sfidano la topografia scoscesa. Il dissesto idrogeologico rischia di minacciare proprio questa caratteristica distintiva”.

La frana di questi giorni, provocata dalle intense precipitazioni, ha riaperto una ferita mai del tutto rimarginata: quella della vulnerabilità di un territorio straordinario ma estremamente esposto ai fenomeni naturali.

“Non si può demandare alla casualità”

Secondo il presidente di Archeoclub, le cause degli smottamenti sono molteplici ma tutte riconducibili a una vulnerabilità strutturale del territorio che non può essere ignorata. “La lettura della geomorfologia dei luoghi e la loro caratterizzazione è una necessità imprescindibile. Non si può demandare alla pura casualità”, sottolinea Santanastasio. “C’è solo da intervenire, perché spesso il malato potrebbe essere facilmente curato in fase di prevenzione”.

L’esperto insiste sulla necessità di un approccio proattivo: monitoraggio costante, mappatura dei rischi e interventi tempestivi prima che le emergenze si trasformino in tragedie.

La proposta: Protezione Civile per i beni culturali

L’evento in Costiera Amalfitana si inserisce in un quadro nazionale preoccupante. Archeoclub cita anche i recenti danni al patrimonio culturale in Puglia, Sicilia e Calabria, tutti accomunati dalla mancanza di un sistema di protezione dedicato. “Rilanciamo con forza la proposta di rafforzare l’istituzione di una Protezione Civile anche per i beni culturali”, conclude Santanastasio.

L’obiettivo è garantire che la Costiera Amalfitana continui a essere non solo una meta turistica d’eccellenza, ma soprattutto un patrimonio culturale preservato per le generazioni future.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE
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Commenti (1)

L’articolo fa un buono lavoro nel far capire l’importanza di proteggere la Costiera Amalfitana, ma non sono sicuro se le soluzioni proposte siano effettivamente sufficenti a risolvere i problemi che il territorio affronta. Serve un maggiore impegno.

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