Trapianto sbagliato a Napoli, il ministro Schillaci: «Inaccettabile, ma il sistema funziona»

Il ministro della Salute annuncia l’invio degli ispettori nelle strutture coinvolte di Bolzano e Napoli. “Verificare eventuali responsabilità. La sicurezza delle cure resta una priorità”.

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Napoli – È un caso che scuote la sanità italiana quello del bambino di due anni ricoverato a Napoli, al quale è stato trapiantato un cuore risultato gravemente danneggiato.

Sulla vicenda è intervenuto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, che in un’intervista a La Repubblica ha definito l’accaduto “inaccettabile”, sottolineando tuttavia che il sistema dei controlli è attivo e operativo.

“Quanto è accaduto è inaccettabile e attendiamo di verificare le responsabilità”, ha dichiarato il ministro, ribadendo che la sicurezza delle cure rappresenta “un impegno costante a tutti i livelli: ministero, Regioni, aziende sanitarie e ospedaliere”.

Ispettori nelle strutture di Bolzano e Napoli

Schillaci ha annunciato di aver disposto l’invio degli ispettori ministeriali nelle strutture coinvolte, tra Bolzano e Napoli, per accertare eventuali criticità nelle diverse fasi della procedura.

“Ci troviamo di fronte a un caso particolarmente grave e anche noi facciamo la nostra parte per verificare cosa sia accaduto”, ha spiegato.

Il Ministero, ha precisato, sta già esercitando i propri poteri ispettivi, lavorando in sinergia con il Centro Nazionale Trapianti. Nei prossimi giorni i controlli entreranno nel vivo direttamente nelle due strutture sanitarie interessate.

Procedure stringenti e protocolli da verificare

Il ministro ha ricordato che le attività di prelievo, conservazione, trasporto e trapianto degli organi sono regolate da procedure “estremamente stringenti e in continuo aggiornamento”. L’ultima revisione dei protocolli è stata formalizzata lo scorso luglio con un accordo in Conferenza Stato-Regioni.

L’obiettivo ora è capire se tali protocolli siano stati pienamente rispettati oppure se si sia verificata una mancanza in una o più fasi della filiera della donazione e del trapianto.

“È una situazione complessa e delicata, che richiede accuratezza. Ci vorrà il tempo necessario”, ha aggiunto Schillaci.

“Il rischio zero non esiste”

Il titolare della Salute ha infine sottolineato che, pur nella gravità del caso, il rischio zero in medicina non esiste.

“I trapianti possono sembrare ormai interventi di routine perché, fortunatamente, se ne realizza un numero maggiore rispetto al passato. Ma si tratta di procedure ad altissima complessità, nelle quali, nonostante l’elevata competenza dei professionisti, il rischio di insuccesso deve sempre essere considerato”.

Resta ora l’attesa per gli esiti delle verifiche ministeriali, chiamate a fare piena luce su quanto accaduto e ad accertare eventuali responsabilità.

Modifiche e revisioni di questo articolo

  • Articolo modificato il giorno 15/02/2026 ore 08:52 - Aggiornamento struttura del contenuto
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Fonte REDAZIONE

Commenti (1)

è un caso molto preoccupante quello del bimbo a Napoli, ma bisogna capire bene cosa sia successo. Le procedure devono essere seguite attentamente, ma ci sono sempre rischi anche se i trapianti sembrano routine ora.

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