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Juve Stabia, dimissioni del vicepresidente Palma: “Poca chiarezza da parte di alcuni dirigenti”

C’era una volta un avvocato che diventò vice presidente della Juve Stabia, che portò un nuovo sponsor sulle maglie e nuove risorse in società, un giornale dedicato alla squadra, e un progetto con un’app con una web tv dedicata. Comunque forza Juve Stabia sempre! Ad maiora”. È il post che ha scritto ieri sera l’avvocato Palma vice presidente della Juve Stabia che ha fatto preoccupare tanti stabiesi. Un post poco chiaro, lo stesso Palma poi nei commenti ha specificato che si trattava “di un messaggio di congedo dal ruolo di vicepresidente”. Un fulmine a ciel sereno, considerato l’andamento delle Vespe, che ha suscitato tanto scalpore tra i tifosi gialloblù. Il post nella tarda mattinata di oggi, dopo aver ricevuto decine di commenti è stato rimosso.
Tanti sono stati i commenti degli utenti per capire la motivazione di questo gesto estremo e l’avvocato ha così risposto ad una delle tante domande: “C’è poca chiarezza e non ho condiviso la linea presa a gennaio dagli altri dirigenti, quindi è giusto fare un passo indietro per non destabilizzare l’ambiente.” Questa risposta ha destato ancora più sospetti soprattutto perché dall’esterno non sembrava esserci nessuna frizione in società. Ovviamente questo episodio non dovrebbe intaccare il percorso della squadra verso la serie B ma il mistero resta fitto attorno a questo episodio e c’è chi spera in un ripensamento da parte dell’avvocato. Dall’ufficio stampa o qualche altro organo societario non è arrivata alcuna comunicazione, bisognerà attendere qualche giorno per risolvere la questione e riportare l’ordine che c’era prima della pausa.Intanto la Juve Stabia è tornata da poco ad allenarsi dopo le festività natalizie per preparare il ritorno in campo domenica 20 gennaio in casa della Viterbese. Anche in sede di calciomercato il direttore Ciro Polito si sta muovendo sottotraccia per ragalare qualche innesto a mister Caserta, ma la priorità resta comunque quella di mantenere in blocco un gruppo che fino ad oggi sta stracciando ogni record.

Grande successo per l’Open day al Leonardo da Vinci di Santa Maria Capua Vetere

Grandissima partecipazione di genitori ed alunni per la terza giornata dell’evento “OPEN DAY”, presso l’ITES “Leonardo da Vinci”- SMCV.
Il nostro Istituto apre le sue porte, ai futuri “Leonardini”, perché non esiste la scuola migliore , non esiste la scuola di serie A e di serie B, ma solo scuole adatte.
L’istruzione tecnico-economica è fondamentale per lo sviluppo di un territorio, moltiplica i posti di lavoro,dà dignità e grandezza alla cultura del “fare”.
Il centro delle attività produttive, il cuore delle imprese sta nelle competenze gestionali, amministrative e di marketing, competenze che si acquisiscono all’istituto tecnico economico.
Scegliere la scuola superiore, infatti, è il primo passo verso il futuro, e gli Istituti tecnici costituiscono una valida scelta anche per proseguire con qualsiasi percorso di studi universitari.
E’ possibile l’accesso a tutte le facoltà, fornendo una preparazione specifica e approfondita per quelle ad indirizzo economico, aziendale,giuridico, linguistico e informatico.
Perché scegliere l’ITES “Leonardo da Vinci”?
Perché nel nostro Istituto il futuro prende forma, perché “fai della tua passione, il tuo lavoro”.

Perché l’allievo sceglie l’Istituto Tecnico?
• È curioso e vuole capire il “perché” delle cose;
• Vuole poter “vedere” quello che si studia sui libri;
• Vuole realizzare personalmente l’attività di laboratorio;
• È appassionato di ricerca;
• È interessato alle applicazioni della tecnologia;
• Vuole essere protagonista dello sviluppo scientifico, turistico, motorio e dell’innovazione tecnologica.
I nostri indirizzi di studi sono:
 Amministrazione, Finanza & Marketing;
 Sistemi Informativi Aziendali;
 Potenziamento Sportivo;
 Corso Serale CPIA;
 Relazioni Internazionali per il Marketing;
 Turistico;
 Trasporti e Logistica →nuovo indirizzo attivo dal prossimo 01/09/2019, dove il Perito in Trasporti e Logistica,opera nell’ambito della programmazione, gestione e controllo degli aspetti organizzativi del trasporto: aereo- marittimo e terrestre.

Sanità, Borrelli: “Vogliamo chiarezza sulla morte al Moscati”

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“Chiediamo alla magistratura di fare chiarezza sulla morte di un 35enne, affetto da tetraparesi spastica, all’ospedale Moscati di Avellino”. Cosi’ il consigliere regionale dei Verdi e membro della commissione Sanita’ Francesco Emilio Borrelli sul fascicolo aperto dalla Procura irpina sul caso. “L’improvviso aggravamento delle condizioni dell’uomo, costretto alla sedia a rotelle in seguito ad un incidente stradale, e’ avvenuto durante la permanenza in ospedale. Secondo i familiari, che hanno presentato un esposto per denunciare il caso, il 35enne si sottoponeva da tempo ad esami, rispettando i programmi dei controlli di ruotine. Gli inquirenti indaghino con la massima attenzione per rilevare eventuali responsabilita’, in questi casi non possono esserci zone d’ombra. Ci soddisfa la decisione della direzione del nosocomio di richiedere ai reparti la documentazione relativa al paziente per ricostruire la vicenda. Chi entra in un ospedale per farsi curare ha il diritto al miglior trattamento possibile”, conclude Borrelli.

Violento scontro tra auto e trattore, due feriti gravi in ospedale

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per estrarre i feriti dalle lamiere
Un gravissimo incidente stradale è avvenuto intorno alle 18 a Casaluce, poco distante dall’impianto sportivo per go kart. Lo schianto ha coinvolto una vettura e un trattore, ma la dinamica dello schianto, molto violento, non è ancora chiara.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno operato per estrarre dalle lamiere i feriti. Due persone, il conducente dell’auto e l’agricoltore a bordo del trattore, sono state trasportate in gravi condizioni dal personale medico del 118 all’ospedale ‘Moscati’ di Aversa e alla clinica Pineta Grande di Castel Volturno.
Grande preoccupazione le ferite riportate dall’uomo alla guida del mezzo agricolo: il conducente a seguito dell’impatto è stato sbalzato dal trattatore.

Gustavo Gentile

Servizio civile, circa 450 euro mensili per 25 ore settimanali riservato ai giovani fino a 28 anni. ecco le graduatorie dei candidati ammessi nel casertano

Resi noti gli ammessi nella graduatoria dei progetti presentati dalle Pro Loco della provincia di Caserta
Ecco nel dettaglio i Comuni del casertano
Caserta (Unpli Caserta): Maria Piccolo, Giuseppe Bisicchia, Giulio Morlando (Terra Laboris); Marica Merola, Daniela Cafaro, Giovanna Emanuela Plomitallo (Lungo le antiche strade); Michela Mataluna, Pieraldo Cassanelli, Vincenzo De Luca (Curiosando nel parco del Matese);
Alife (Pro Loco Alifana): Armando De Lellis, Liberata Nizzardi (Terra Laboris); Maria Rosaria Di Cerbo, Filomena Catalano (Lungo le antiche strade); Alessandra Renzo (Curiosando nel parco del Matese); Carlo Ronga (Circolazione Monetaria e Storie della Campania Felix)
Alvignano (Pro Loco Alvignano): Isabella Ferdinando, Miriana Audino (Terra Laboris); Assunta Valentino (Lungo le antiche strade); Gaia Di Meo, Ilaria Riccio (Curiosando nel parco del Matese);
Arienzo (Pro Loco Arienzo): Ilaria Pellone (Terra Laboris); Anna De Lucia (Curiosando nel parco del Matese);
Caianello (Pro Loco Caianello): Pamela Di Lorenzo (Terra Laboris); Marco Pieretti (Curiosando nel parco del Matese);
Caiazzo (Pro Loco Caiazzo): Antonietta De Sorbo, Rosa Mirto (Terra Laboris); Fausta Giorgio, Miriam Mennillo (Lungo le antiche strade); Serena Parillo (Curiosando nel parco del Matese); Giulia Vecchiarelli (Circolazione Monetaria e Storie della Campania Felix)
Casapesenna (Pro Loco di Casapesenna): Lorena Natale, Adele Pellegrino (Terra Laboris); Silvio Di Costanzo (Curiosando nel parco del Matese);
Castel Campagnano (Pro Loco Castel Campagnano): Michelangelo Parente (Terra Laboris); Nicola Veccio (Curiosando nel parco del Matese);
Castel di Sasso (Pro Loco Castel di Sasso): Adele Luongo (Terra Laboris); Grazia Giuseppina Grasso, Mario Arezzo (Curiosando nel parco del Matese);
Cellole (Pro Loco Cellole): Maria Francesca Ciriello (Terra Laboris); Noemi Biancardo (Lungo le antiche strade); Francesco Martino (Curiosando nel parco del Matese);
Falciano del Massico (Pro Loco del Trivice): Valentina Prati (Terra Laboris); Diletta Sellitti, Maria (Curiosando nel parco del Matese);
Giano Vetusto (Pro Loco Janus): Anna Bonacci, Stefania Carusone (Terra Laboris); Maria Rosaria Feola, Maria Mercone (Curiosando nel parco del Matese);
Gioia Sannitica (Pro Loco Gioiese): Carmen Vicco (Terra Laboris);
Letino (Pro Loco Letizia): Annalisi Delli Carpini (Terra Laboris); Antonella Tartaglia, Brigida Orsi, Giuseppe Palumbo (Curiosando nel parco del Matese);
Marcianise (Pro Loco Marcianise): Roberto Cirillo, Rossella Scialla (Terra Laboris); Rosa Lauritano (Curiosando nel parco del Matese);
Mondragone (Pro Loco Mondragone): Simona Piccirillo, Giovanni Palmieri (Terra Laboris); Antonella Forte (Curiosando nel parco del Matese);
Parete (Pro Loco Parete): Margherita Maione (Terra Laboris); Michele Dovere, Anna Grimaldi, Roberta Pirozzi (Curiosando nel parco del Matese);
Piedimonte Matese (Pro Loco Vallata): Domenico Giustino, Alessandra Onorii (Terra Laboris); Francesco Di Baia (Curiosando nel parco del Matese);
San Felice a Cancello (Pro Loco Polis): Vincenzo Gagliardi, Clemente Ruotolo (Terra Laboris); Maria Giuseppina Trusio (Lungo le antiche strade); Alessia Migliore (Curiosando nel parco del Matese);
San Felice a Cancello (Pro Loco Botteghino): Emanuela Balletta (Terra Laboris)
Pontelatone (Pro Loco Pontelatone): Raffaele Funaro (Terra Laboris); Angelo Ciaramella (Curiosando nel parco del Matese);
Pontelatone (Pro Loco La Trebulana): Alessandra Isolda (Terra Laboris); Michele Rotondo (Curiosando nel parco del Matese);
Rocca d’Evandro (Pro Loco Rocca d’Evandro: Erminia Cioffi (Terra Laboris); Bartolomeo Del Giudice (Curiosando nel parco del Matese);
Ruviano (Pro Loco Raiano): Giuseppe Mastroianni (Terra Laboris); Valeria De Filippo, Antonio Coppola (Curiosando nel parco del Matese);
Ruviano (Comune di Ruviano): Giovanni Di Meo, Simona Vecchiarelli, Pierluigi Marotta (Terra Laboris); Assunta Manuela Papale, Crescenzo Papale, Angelica Russo (Curiosando nel parco del Matese);
San Marcellino (Pro Loco San Marcellino): Giuseppe Barone (Terra Laboris); Angela Bova (Curiosando nel parco del Matese);
San Potito Sannitico (Pro Loco San Potito Sannitico): Vincenza Dell’Ungaro (Terra Laboris); Fausto Della Rossa, Nadia Civitillo (Curiosando nel parco del Matese);
Sant’Angelo d’Alife (Pro Loco Santangiolese): Gianmaria Pece (Terra Laboris); Pierluca Sabatini (Curiosando nel parco del Matese);
Santa Maria a Vico (Pro Loco Santa Maria a Vico): Domenico Vigliotti (Terra Laboris); Domenico Di Nardo, Teresa Caiazza (Lungo le antiche strade); Carmine Puzone (Curiosando nel parco del Matese);
Sessa Aurunca (Pro Loco Sessa Aurunca): Carlo Matano, Giovanna Pianella (Terra Laboris); Aldo Matano (Curiosando nel parco del Matese);
Teano (Pro Loco Teano e Borghi): Ede Myriam Fiato, Valerio Gammardella (Terra Laboris); Gianluca Napolano (Curiosando nel parco del Matese); Antonietta Vicario, Rosanna Napolano (Circolazione Monetaria e Storie della Campania Felix)
Trentola Ducenta (Pro Loco Terra Asprinia): Marica Abategiovanni (Terra Laboris); Michele Chiacchio (Curiosando nel parco del Matese);
Vairano Patenora (Pro Loco Vairano Patenora): Davide De Nardo, Luca Aniello (Terra Laboris); Antonella D’Andrea, Enrico Fetta (Lungo le antiche strade); Marianna Piccirillo, Antonella Rossi (Curiosando nel parco del Matese);
Vitulazio (Pro Loco Vitulatina): Gabriele Di Lillo (Terra Laboris); Alessandro Pezzullo (Curiosando nel parco del Matese).

Gustavo Gentile

Napoli, pusher ai domiciliari continuava vendere droga: arresto bis per il 24enne

Napoli. Ieri pomeriggio gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Vicaria Mercato, hanno arrestato Giuseppe Gelato, 24enne napoletano, accusato di spaccio di droga, già sottoposto ai domiciliari per lo stesso reato. I poliziotti, in servizio di prevenzione  e repressione dei reati in genere,  hanno notato, nella via Carbonara, un sospetto andirivieni di alcuni soggetti. In particolare alcuni entravano nel vico dei Candelari, sostavano brevemente vicino al civico 4 e poi si allontanavano, frettolosamente, disperdendosi nel dedalo dei vicoli della zona. Gli agenti ben conoscevano il civico 4, dove risiede Giuseppe Gelato, noto pusher del quartiere. Infatti, un controllo nella sua abitazione e sulla persona,  ha permesso ai poliziotti di trovare, nella tasca del maglione che indossava, 19 involucri di cellophane termosaldati, contenenti sostanza bianca per un peso complessivo di 2.92 grammi e 5 involucri di cellophane, sempre termosaldati, contenenti sostanza giallastra (eroina) per un peso complessivo di 1.2 grammi; nel borsello che portava a tracolla aveva la somma di 58.50 euro, in banconote di piccolo taglio. Inoltre in un borsello occultato in camera da letto hanno trovato la somma di 385.00 euro, suddivisa in banconote di diverso taglio, un quaderno riportante nominativi e cifre. La sostanza ritrovata, sottoposta a sequestro ed analizzata nei laboratori della Polizia Scientifica è cocaina ed eroina. Il giovane è stato arrestato e come disposto dall’autorità giudiziaria, lasciato ai domiciliari nella sua abitazione in attesa del giudizio con rito direttissimo.

Preso il truffatore seriale, la polizia diffonde la foto di Pasquale Gente di Marano: “Ci sono altre vittime”

Ragusa. Si spacciava, insieme ad almeno due complici, per avvocato e maresciallo per truffare anziane donne di Ragusa: è stato arrestato il truffatore seriale Pasquale Gente, 59 anni originario di Marano di Napoli.
L’uomo è ai domiciliari su disposizione del Gip di Ragusa, accusato di aver messo a segno quattro truffe per complessivi 25mila euro, ma la Polizia ritiene che siano molte di più ed invitano le vittime a presentare denunce. Il bottino di ogni truffa commessa a Ragusa a danni di donne anziane che hanno riconosciuto il malvivente superava i 5 mila euro, ma i truffatori avanzavano anche richieste fino a 30 mila euro. E quando le vittime non avevano tutto il denaro, si faceva consegnare oggetti in oro. Secondo la polizia, l’uomo, assieme a complici, sarebbe un truffatore seriale che avrebbe agito in diverse regioni italiane. Per questo è stata distribuita la sua foto e un video, nell’ipotesi, spiegano dalla polizia, che altre eventuali vittime possano denunciarlo. “Sono stata contattata sull’utenza telefonica di casa da un uomo che mi ha detto di essere un avvocato – ricostruisce un’anziana in una denuncia alla squadra mobile di Ragusa il modus operandi tipico della truffa – e mi spiegava che mio figlio aveva avuto un incidente stradale e che aveva causato delle lesioni ad un ragazzo che viaggiava con un motorino. Poi mi passava al telefono un’altra persona che si qualificava come il maresciallo che mi confermava che mio figlio era in caserma in stato di fermo. Il danno provocato da mio figlio era di 25.000 euro, ma – aggiunge la donna – essendo la nostra una famiglia per bene, il nostro avvocato e l’avvocato del ragazzo si erano accordati per un risarcimento di 7.500 euro. L’interlocutore mi riferiva che era stato mio figlio a chiedere di contattarmi per procurare il denaro”. Così la madre impaurita si è recata in banca prelevando del denaro. “Ho preso 5.000 euro – continua la vittima nella denuncia – e pressata al telefono l’interlocutore mi esortava a sbrigarmi perchè l’avvocato era sotto casa. Ho aperto il portone e ho trovato un giovane al quale ho consegnato i soldi”. “Chiunque dovesse riconoscere l’autore del reato – è l’appello della Polizia – è pregato di recarsi in un commissariato o in Questura per denunciare i fatti”.Secondo la polizia, l’uomo, assieme ad almeno altri due complici, avrebbe agito in diverse regioni italiane. Per questo è stata distribuita la sua foto e un video nell’ipotesi, spiegano dalla Questura di Ragusa, che altre eventuali vittime possano denunciarlo.

Napoli, minaccia gli addetti al controllo della Stazione Centrale: arrestato migrante

Napoli. Minaccia gli addetti di R.F.I. con un paio di forbici: arrestato. Durante i controlli di sicurezza attuati nella stazione di Napoli Centrale mediante il dispositivo di restringimento degli accessi in corrispondenza dei varchi presidiati dalle pattuglie della Polfer è stato arrestato in flagranza un quarantenne ghanese responsabile di aggressione ai danni di personale ferroviario. In particolare gli agenti della Polfer hanno notato due dipendenti di RFI che indicavano una persona di colore poco distante che, in precedenza per guadagnare l’accesso al treno aveva prima cercato con forza di oltrepassare il blocco e successivamente estratto un paio di forbici dalla tasca puntandole contro di loro e minacciandoli.
Gli operatori Polfer hanno avvicinato il soggetto invitandolo a togliere le mani dalle tasche ed a mostrare il contenuto, ma l’uomo ha proseguito nel suo atteggiamento violento ed aggressivo, spintonando violentemente con colpi alle braccia ed al torace, i poliziotti che sono riusciti con molta fatica a bloccarlo, rinvenendo nella tasca dei jeans indossati dall’uomo le forbici che aveva utilizzato per minacciare i ferrovieri che gli sono state immediatamente sottratte e sequestrate.
L’aggressore, identificato per Kyere Francis è stato dichiarato in stato di arresto per resistenza e minaccia a incaricato di pubblico servizio e resistenza e lesioni personali dolose aggravate a pubblico ufficiale mentre gli agenti operanti, a causa dei colpi ricevuti, sono stati costretti a ricorrere alle cure mediche presso il locale nosocomio “Loreto Mare” e giudicati guaribili in gg.7 s.c..
Sottoposto a giudizio con rito direttissimo il Kiere è stato condannato a mesi 9 e giorni 20 di reclusione.
Sempre nel corso dei controlli di sicurezza nella stazione di Napoli Centrale sono stati denunciati due senegalesi, O.M. e F.M. trovati in possesso di materiale contraffatto. Ingente il quantitativo di capi d’abbigliamento, calzature e accessori riportanti marchi contraffatti di famose case produttrici e di DVD e CD ‎ sottoposti a sequestro.
Complessivamente sono stati conseguiti i seguenti risultati:
• Nr. 2 persone arrestate;
• Nr. 2.770 persone identificate;
• Nr. 985 bagagli a seguito di viaggiatori controllati;
• Nr. 64 treni scortati;
• Nr. 13 persone deferite all’Autorità Giudiziaria;
• Nr. 50 sanzioni amministrative;
• Nr. 19 sequestri;
• Nr. 7 fotosegnalamenti;
• Nr. 2 minori rintracciati e riaffidati agli aventi potestà.

Il conto è salato, torna al ristorante col fucile: arrestato

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Il conto era troppo salato e cosi’ il giorno dopo si e’ presentato al ristorante armato di fucile ma e’ stato arrestato dai carabinieri. Poche ore dopo la moglie dell’uomo contrariata per l’arresto in un altro ristorante ha minacciato di suicidarsi con una pistola. E’ accaduto ieri sera a Roma. All’arrivo delle pattuglie dei carabinieri della compagnia Roma Eur e del Nucleo Radiomobile di Roma, l’uomo – un romano di 52 anni con numerosi precedenti alle spalle – si era gia’ dato alla fuga. Grazie alle numerose testimonianze raccolte, i militari lo hanno individuato mentre tentava di confondersi tra i clienti di un vicino bar. Il fucile che portava con se e’ stato trovato dai militari sotto un cassonetto dove l’uomo lo aveva gettato durante la fuga ed e’ risultato di un uomo deceduto nel 1991. L’uomo e’ stato arrestato con l’accusa di detenzione abusiva di arma comune da sparo. Piu’ tardi la moglie dell’uomo, 50 anni, in un locale di via Portuense in forte stato di alterazione e dicendosi irritata per l’arresto del marito ha improvvisamente estratto una pistola, puntandosela contro e urlando di volersi uccidere. Sono state decine le chiamate giunte al “112” da parte dei testimoni atterriti che hanno subito dato l’allarme, permettendo ai Carabinieri della Stazione Roma Porta Portese e del Nucleo Radiomobile di Roma di arrivare sul posto in pochi istanti. L’arma e’ risultata essere un giocattolo privo del previsto tappo rosso. Nei confronti della donna e’ scattata una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale e procurato allarme.

Nome dei Riina sull’insegna del ristorante parigino, la figlia del boss: “Volevo valorizzare la mia identità di artista”

Parigi. “Non è stata una provocazione, era per valorizzare la mia identità di artista-pittrice”. Risponde così Lucia Riina, 38 anni, figlia dell’ex boss della mafia, Totò Riina, presa in contropiede dalla visibilità sui media e dalle polemiche sul suo cognome, Riina, sull’insegna del suo ristorante parigino “Corleone”. La figlia dell’ex boss della mafia Totò Riina ha annunciato al quotidiano francese Le Parisien che toglierà il nome della famiglia dall’insegna del locale. Finora in silenzio, ha spiegato al quotidiano francese di uscire allo scoperto “soltanto per mettere a punto alcune cose e spegnere la polemica”. “Non ho cercato di provocare ne’ di offendere nessuno – spiega – volevo soltanto valorizzare la mia identità di artista-pittrice. E anche mettere in risalto la cucina siciliana. Affinchè non ci sia nessun malinteso, vi annuncio che ho deciso di ritirare il mio nome dall’insegna del ristorante e dalle pubblicità, anche se mi dispiace che la mia identità di pittrice e di donna venga negata”. Lucia Riina conferma di essersi trasferita a Parigi raccogliendo l’invito di Pascal Fratellini (ultimo discendente della famiglia di un celebre trio di artisti di circo originari di Firenze, ndr) a lavorare nel ristorante e ad esporvi le opere. “Siamo a Parigi da 3 mesi e il ristorante è aperto dal 5 novembre”, aggiunge. “Siamo dei dipendenti – aggiunge – io ricevo i clienti, mio marito si occupa del bar e impara il mestiere. Non c’e nessun riciclaggio di denaro, come ho letto da qualche parte. Tutto è trasparente, Pascal ha fatto un mutuo con la banca e ci ha messo a disposizione un appartamento nel quartiere, dove viviamo con mia figlia di 2 anni. E’ un’opportunità per cambiare vita e vendere i miei quadri, anche se rimpiango il mio paese”. “Penso che tutti abbiano il diritto di esprimersi e vivere la propria vita – aggiunge Lucia Riina -. Ho vissuto a Corleone da quando avevo 12 anni, epoca in cui mio padre fu arrestato. Ho avuto una vita normale. Oggi sono pittrice e madre di una bambina. Mio padre ha la sua storia, io la mia”. Aggiunge di avere soltanto “pochi ricordi” di quando era bambina e di non “avere voglia” di parlarne: “Io sono stata al liceo, ho preso la maturità e ho studiato da commercialista. Non voglio essere associata all’immagine di mio padre, a tutto quello che è mafia. Voglio uscire da questa trappola. La mia vita è trasparente, non ho nulla da nascondere. Oggi sono a Parigi, lavoro in un ristorante e sono un’artista. Voglio essere conosciuta per quello che sono senza dover cambiare nome, scegliere uno pseudonimo. Ho cominciato con questo nome e con questo nome continuerò”.

Camorra, chiedeva il pizzo sulle slot machine: preso esattore del clan D’Ausilio

Il tribunale del Riesame di Napoli lo aveva scarcerato e da circa un anno era libero. Ma ora e’ stato arrestato con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Diomede Romualdo, 47 anni, di Qualiano, e’ stato portato in carcere perche’ dovra’ scontare 5 anni di pena dopo la condanna in primo grado. Il tribunale, contestualmente alla sentenza, ha emesso anche l’ordinanza che ripristina il suo stato cautelare detentivo. Per gli inquirenti, Romualdo e’ vicino al clan D’Ausilio di Bagnoli guidato da Felice D’Ausilio, il boss ergastolano che era riuscito a evadere a maggio del 2016 dal penitenziario di Tempio Pausania in provincia di Sassari, per poi essere arrestato il 19 dicembre a Marano. Romualdo era stato arrestato l’11 maggio del 2017 con altri due esponenti di spicco della camorra Flegrea perche’ accusato di aver imposto il pizzo ai negozi che avevano installato slot machine nei propri locali. Piu’ ne avevano e piu’ pagavano. “Qui comandiamo noi e dovete versare le quote per i carcerati”, diceva su ordine del clan. Il ‘pizzo’ e’ la maggior fonte di guadagno della camorra Flegrea che chiede estorsioni anche ai parcheggiatori abusivi della zona del lungomare di Bagnoli che posteggiano abusivamente davanti alle discoteche della movida. Ma l’attenzione maggiore della cosca e’ la riqualificazione dell’ex Italsider. E’ uno scenario ancora ricco di incognite quello di Bagnoli e zone limitrofe, dove da anni i clan cercano di posizionarsi al meglio in attesa dei soldi pubblici che arriveranno per il recupero e il rilancio del territorio. Sulla scena malavitosa, fermo restando la presenza degli Esposito, sono comparsi come gruppo autonomo i Giannelli, protagonisti di una guerra lampo con i Monti, e alleanze incrociate con Pianura e Soccavo. Poi il grande ritorno dei D’Ausilio, cui le forze dell’ordine e la procura antimafia hanno imposto lo stop con l’arresto dei fratelli Antonio e Felice e di 6 fedelissimi in meno di un anno.

Esplode una panetteria a Parigi, ferita una giovane italiana e un giornalista Rai

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Parigi. Esplode una panetteria a Parigi: 3 morti, grave italiana, ferito anche un videomaker di Cartabianca. Erano poco dopo le 8,30 del mattino quando una panetteria del nono arrondissement a Parigi è esplosa a causa di una fuga di gas. Sono morti due pompieri, che erano intervenuti per la fuoriuscita di gas ma non sono riusciti ad evitare la deflagrazione, e una donna spagnola che alloggiava in un albergo adiacente. Altre 47 persone sono rimaste ferite, dieci in modo grave tra cui una ragazza italiana che lavora come cameriera all’hotel Ibis Styles situato a pochi passi dal panificio. La giovane, Angela Grignano, originaria di Trapani, è ricoverata all’ospedale Lariboisiere. Era in Francia da un mese e mezzo. Dopo gli studi universitari, aveva scelto di trasferirsi nella capitale francese per due ragioni: non pesare economicamente sulla famiglia (il padre fa l’idraulico – elettricista, la madre una casalinga) e cercare di sfondare nel campo dell’arte. Per ben dieci anni, fino al compimento della maggiore età, Angela ha frequentato a Xitta una scuola di danza, la “Crisalide”.  “I medici mi dicono che Angela sta meglio ma è ancora in sala operatoria”. Ha detto il papà, Vincenzo Grignano, che appena ha appreso la notizia è partito per Parigi. Anche la Comunità diocesana trapanese si è stretta intorno ai familiari e in particolare al fratello di Angela, Giuseppe, sacerdote nella Diocesi di Trapani.
Tra i feriti in modo lieve c’è un secondo italiano: il videomaker di Cartabianca (Rai3), Valerio Orsolini, che ha ripreso gli attimi subito dopo l’esplosione. “La deflagrazione è avvenuta quando c’erano persone per strada e i pompieri all’interno dell’edificio”, ha spiegato il ministro dell’Interno, Christophe Castaner, accorso sul posto insieme al procuratore generale di Parigi, Remy Heitz. Il ministro ha elogiato il coraggio dei pompieri che “hanno recuperato un loro collega rimasto sepolto sotto le macerie per oltre due ore e mezza e hanno salvato almeno sette vite”. Sul posto sono intervenuti circa 200 vigili del fuoco per domare le fiamme ed evacuare gli edifici. Oltre cento agenti hanno bloccato invece diverse strade della zona, sede di ristoranti e mete turistiche tra cui il museo delle cere Musvin Grevin e la famosa Rue des Martyrs. La polizia ha anche chiuso le strade davanti all’Opera: il piazzale antistante è stato trasformato in un eliporto d’emergenza per evacuare con gli elicotteri i feriti più gravi. L’onda d’urto dell’esplosione “è stata avvertita fino a quattro isolati di distanza”, ha spiegato il comandante dei pompieri di Parigi, Eric Moulin. Diverse auto sono state catapultate. “Dormivamo tutti e c’è stato un rumore, pensavamo fosse un terremoto”, racconta un giovane che abita nella strada adiacente, rue Montyon. “Siamo andati giù e abbiamo visto un edificio in fiamme”, aggiunge il fratello. “Sono stato svegliato dall’esplosione”, racconta Claire Sallavuard che vive nell’edificio in cui si trova la pasticceria. “Tutte le finestre dell’appartamento sono esplose, tutte le porte aperte che erano aperte sono uscite dai cardini, per lasciare la stanza ho dovuto camminare sulla porta, i bambini sono stati presi dal panico, non potevano uscire dalla loro camera”, ha aggiunto. La famiglia è stata evacuata con una scala dei vigili del fuoco dal primo piano.

Scafati, evade i domiciliari: trovato su un treno diretto a Roma

Scafati. Nel weekend sono proseguiti i controlli di sicurezza del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania, che ha intensificato le misure di osservazione e vigilanza nelle principali stazioni ed a bordo dei convogli.
Arresto per evasione: durante un servizio di scorta ad un Intercity partito da Napoli Centrale e diretto a Roma, i poliziotti della Polfer hanno proceduto al controllo di Procia Domenico, pregiudicato, classe 1969. Tramite il palmare in dotazione alla ferroviaria, hanno inserito il nominativo nella banca dati Sdi, ed hanno verificato in tempo reale che il Procia, oltre ad annoverare numerosi precedenti di polizia, era sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari in Scafati e quindi non poteva trovarsi a bordo del treno. Dichiarato in arresto per evasione, dopo le formalità di rito, è stato associato preso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale a disposizione dell’A.G. procedente.

Lucia Riina: ‘Toglierò il nome dall’insegna del mio ristorante a Parigi’

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Presa in contropiede dalla visibilita’ sui media e dalle polemiche sul suo cognome, Riina, in bella mostra sul suo ristorante parigino “Corleone”, la figlia dell’ex boss della mafia Toto’ Riina ha annunciato al quotidiano francese Le Parisien che togliera’ il nome della famiglia dall’insegna del locale. Finora in silenzio, Lucia Riina, 38 anni, spiega al quotidiano francese di uscire allo scoperto “soltanto per mettere a punto alcune cose e spegnere la polemica”. “Non ho cercato di provocare ne’ di offendere nessuno – spiega – volevo soltanto valorizzare la mia identita’ di artista-pittrice. E anche mettere in risalto la cucina siciliana. Affinche’ non ci sia nessun malinteso, vi annuncio che ho deciso di ritirare il mio nome dall’insegna del ristorante e dalle pubblicita’, anche se mi dispiace che la mia identita’ di pittrice e di donna venga negata”. Lucia Riina conferma di essersi trasferita a Parigi raccogliendo l’invito di Pascal Fratellini (ultimo discendente della famiglia di un celebre trio di artisti di circo originari di Firenze, ndr) a lavorare nel ristorante e ad esporvi le opere. “Siamo a Parigi da 3 mesi e il ristorante e’ aperto dal 5 novembre”, aggiunge. “Siamo dei dipendenti – aggiunge – io ricevo i clienti, mio marito si occupa del bar e impara il mestiere. Le mura non mi appartengono, non c’e’ nessun riciclaggio di denaro, come ho letto da qualche parte. Tutto e’ trasparente, Pascal ha fatto un mutuo con la banca e ci ha messo a disposizione un appartamento nel quartiere, dove viviamo con mia figlia di 2 anni. E’ un’opportunita’ per cambiare vita e vendere i miei quadri, anche se rimpiango il mio paese”. “Penso che tutti abbiano il diritto di esprimersi e vivere la propria vita – aggiunge Lucia Riina -. Ho vissuto a Corleone da quando avevo 12 anni, epoca in cui mio padre fu arrestato. Ho avuto una vita normale. Oggi sono pittrice e madre di una bambina. Mio padre ha la sua storia, io la mia”. Aggiunge di avere soltanto “pochi ricordi” di quando era bambina e di non “avere voglia” di parlarne: “Io sono stata al liceo, ho preso la maturita’ e ho studiato da commercialista. Non voglio essere associata all’immagine di mio padre, a tutto quello che e’ mafia. Voglio uscire da questa trappola. La mia vita e’ trasparente, non ho nulla da nascondere. Oggi sono a Parigi, lavoro in un ristorante e sono un’artista. Voglio essere conosciuta per quello che sono senza dover cambiare nome, scegliere uno pseudonimo. Ho cominciato con questo nome e con questo nome continuerò”.

Napoli, proiettili e guanti in lattice recuperati dalla polizia al rione Sanità

Napoli. Ieri sera gli agenti della Polizia di Stato dell’ufficio prevenzione generale, “sezione Volanti”, hanno rinvenuto e sequestrato, in via salita Miradois, nel quartiere Sanità, all’interno di un foro ricavato in una pietra in tufo, in un pezzo di stoffa, 19 proiettili calibro 22 e 2 guanti di lattice. Il tutto sarà sottoposto agli accertamenti della polizia scientifica.

Pontecagnano, medico di Benevento si schianta al suolo col suo paracadute: è grave

Pontecagnano. E’ in gravissime condizioni all’ospedale di Pontecagnano, un paracadutista esperto della provincia di Benevento che – verso ora di pranzo – ha avuto un incidente in fase di atterraggio a Pontecagnano, dove ha sede la Scuola di paracadutismo, nei pressi dell’aeroporto Costa d’Amalfi. L’uomo, un medico beneventano di 67 anni in pensione, si è schiantato al suolo probabilmente a causa del forte vento che spirava sulla zona, nonostante il paracadute si fosse regolarmente aperto. La persona ferita, è stata trasportata, in condizioni critiche, in ospedale. Le sue condizioni sono giudicate molto gravi.  Sul posto sono giunti i carabinieri di Pontecagnano che stanno verificando cosa sia in realtà accaduto. Sono in corso accertamenti e rilievi da parte dei carabinieri della Compagnia di Battipaglia, guidati dal maggiore Vitantonio Sisto.

Solidarietà per i giornalisti dell’Espresso aggrediti

Tutta esaurita, stamattina, la sala del cinema Nuovo Sacher di Nanni Moretti, per l’iniziativa di solidarieta’ con l’Espresso, dopo l’aggressione subita lo scorso 7 gennaio da un giornalista e un fotografo del settimanale diretto da Marco Damilano da parte di neofascisti andati al Verano per commemorare le vittime di Acca Larentia, tra i quali il plurindagato Giuliano Castellino di Forza Nuova. In centinaia i cittadini romani che hanno voluto esserci, tanto che e’ stato necessario aprire anche gli spazi dell’ex dopolavoro Gil e molte persone sono lo stesso rimaste fuori. Sul palco si sono avvicendati gli studenti del liceo Virgilio denunciati per l’occupazione, partigiani, scrittori come Guido Crainz, Donatella De Cesare, Michela Murgia. Gli attivisti di Baobab Experience denunciati per aver portato latte caldo ai migranti ‘sfrattati’ dal centro di Via Cupa hanno ricordato Sandro Pertini e il suo stare dalla parte degli operai nel 1960 durante gli scontri di Genova – Citta’ medaglia d’oro della Resistenza – sotto il governo Tambroni che si reggeva con l’appoggio dei missini. Filo conduttore degli interventi e’ stata “la parola antifascista”, un invito a riflettere su come – ha ricordato nel suo applauditissimo discorso l’attore Fabrizio Gifuni – “la destra le sue parole d’ordine se le ricorda benissimo mentre la sinistra in questi anni le ha dimenticate prendendo le distanze da tutto e minimizzando gravi segnali di ripresa delle forze fasciste in Europa”. Diego ‘Zoro’ Bianchi, che ha rischiato di rimanere fuori perche’ e’ arrivato quando il cancello del Nuovo Sacher era stato chiuso per l”overbooking’, ha ricordato che “alla manifestazione di Salvini a Piazza del Popolo sono stati mandati via due giovani che avevano un cartello con su scritto ‘ama il prossimo tuo’: la stessa scritta l’ho vista in Messico a Tijuana dove i migranti vengono bloccati ma nessuno, nemmeno la polizia messicana, ha mandato via chi manifestava con quel cartello”. Aboubakar Soumahoro, sindacalista, e’ stato molto applaudito quando ha detto che “nei quartieri di periferia accanto alle persone sotto sfratto ci sono soltanto i neofascisti perche’ la sinistra ha abbandonato queste battaglie”. Alla fine, Damilano – nell’elenco di parole antifasciste che venivano suggerite anche da chi seguiva gli interventi in streaming, tra le quali l’inedita “pigiamino” – ha detto “istituzioni” e ha ringraziato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e anche la leder della Cgil Susanna Camusso per “la lunga lettera affettuosa” che ha scritto all’Espresso, oltre a Nanni Moretti che “ci ha custodito” e che si e’ prodigato per far entrare piu’ persone possibile, segnalando i posti liberi in balconata.

Sfera Ebbasta indagato a Pescara, istigazione all’uso di droga

Il ‘trap boy’ Gionata Boschetti, in arte Sfera Ebbasta, “risulta indagato dalla Procura di Pescara per istigazione all’uso di sostanze stupefacenti. Il fascicolo a suo carico è stato aperto a seguito dell’esposto presentato da due senatori di Forza Italia, Lucio Malan e Massimo Mallegni” che hanno individuato anche la procura di Pescara come destinatario in quanto il capoluogo adriatico è stato tappa del tour del cantante. A darne notizia è un articolo sull’edizione in edicola oggi de ‘il Centro quotidiano dell’Abruzzo’.

Nell’articolo viene ricordato che il nome dell’artista è “anche tristemente legato” alla tragedia della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo (Ancona), “dove la notte tra il 7 e l’8 dicembre scorsi persero la vita 6 persone, cinque giovanissimi tra i 14 e i 16 anni, e una madre che accompagnava la figlia”. Il 12 luglio scorso Sfera Ebbasta, si ricostruisce nell’ articolo de ‘il Centro’, ha tenuto un concerto nell’ex Cofa a Pescara, nell’ambito del Terrasound Festival che, secondo gli amministratori pescaresi che hanno voluto il giovane trapper, era gremito di fan in delirio. E proprio per accertare queste circostanze la procura ha dato incarico di svolgere specifiche indagini alla polizia giudiziaria. I due senatori, riferisce ancora ‘il Centro’, sostengono che, oltre a “frequenti oscenità”, i testi delle canzoni di Sfera Ebbasta “si riferiscono pressoché tutti all’uso di droghe e spesso al loro spaccio, senza ma accennare alle negatività di tali pratiche, anzi prospettando tale stile di vita come simbolo di successo”.

“Al termine della fase istruttoria, che il procuratore Massimiliano Serpi ha voluto comunque disporre – si legge ancora nell’articolo de ‘il Centro’ – senza valutare l’eventuale possibilità di spostare magari la competenza alla procura corrispondente alla prima città in cui il cantante si è esibito, è possibile che il magistrato che conduce l’inchiesta decida di ascoltare lo stesso Gionata Boschetti”.

Nuoto: Pellegrini lancia Isl, sara’ la rivoluzione

“Sono molto contenta di poter partecipare alla International Swimming League. Sara’ la rivoluzione del nuoto, l’obiettivo e’ portare l’intero movimento in una nuova dimensione. Il nuoto ha il dovere di diventare uno sport professionistico”. Federica Pellegrini ha firmato oggi a Milano il contratto che la lega ufficialmente alla Isl, la ‘Champions League’ del nuoto che vedra’ il proprio debutto nel 2019. Un progetto fortemente osteggiato dalla federazione internazionale Fina che minaccia gli atleti di sospensioni e addirittura di estrometterli dalle Olimpiadi. “Questo braccio di ferro – spiega Pellegrini, che unira’ il ruolo di atleta a quello di ‘Global Ambassador’ della manifestazione – non ha senso e sono certa si trovera’ un accordo per soddisfare tutte le parti in causa. D’altronde come si potrebbero fare le Olimpiadi senza gli atleti di e’lite?”. Sono molto contenta di poter partecipare alla International Swimming League. Sara’ la rivoluzione del nuoto, l’obiettivo e’ portare l’intero movimento in una nuova dimensione. Il nuoto ha il dovere di diventare uno sport professionistico”. Federica Pellegrini ha firmato oggi a Milano il contratto che la lega ufficialmente alla Isl, la ‘Champions League’ del nuoto che vedra’ il proprio debutto nel 2019. Un progetto fortemente osteggiato dalla federazione internazionale Fina che minaccia gli atleti di sospensioni e addirittura di estrometterli dalle Olimpiadi. “Questo braccio di ferro – spiega Pellegrini, che unira’ il ruolo di atleta a quello di ‘Global Ambassador’ della manifestazione – non ha senso e sono certa si trovera’ un accordo per soddisfare tutte le parti in causa. D’altronde come si potrebbero fare le Olimpiadi senza gli atleti di e’lite?”.

Scossa di terremoto di magnitudo 3.6 in mare in Calabria

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Una scossa di terremoto di magnitudo 3.6 e’ stata registrata, alle 11.20, dalla Rete sismica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, in mare, nel Tirreno Meridionale, al largo delle coste della Calabria. L’evento é stato localizzato ad una profondità di 282 chilometri, proprio di fronte alla città di Paola. La scossa non ha causato danni.