Fa tappa a Napoli la mostra nazionale itinerante della Polizia Scientifica “Frammenti di Storia. L’Italia attraverso le impronte, le immagini e i sopralluoghi della Polizia Scientifica” Martedi’ prossimo 15 gennaio, alle ore 16, nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino, alla presenza del direttore centrale anticrimine, prefetto Vittorio Rizzi, si terra’ la cerimonia di inaugurazione della mostra fotografica itinerante, che racconta alcuni momenti salienti che hanno caratterizzato il lavoro di chi, da sempre, e’ in prima linea per mettere in campo le tecnologie piu’ avanzate al servizio dell’ordine e della sicurezza pubblica. L’evento sara’ introdotto da un incontro sul tema “Femmene: Grandi Donne vs Lady camorra”, che offrira’ un momento di riflessione sul ruolo delle donne nella storia napoletana dall’ingresso di Garibaldi ad oggi, con l’intervento del professor Isaia Sales e della giornalista Rosaria Capacchione. La mostra sara’ allestita nelle antisale dei Baroni e potra’ essere visitata fino a domenica 20 gennaio. Per tutta la durata della mostra sara’ presente personale della Polizia Scientifica, che provvedera’ ad illustrarne i contenuti ai visitatori. L’iniziativa, inaugurata a Roma lo scorso aprile, ripercorre alcuni dei momenti piu’ significativi della storia del Novecento e dell’inizio del nuovo Millennio, attraverso il lavoro ultracentenario della Polizia Scientifica, un’eccellenza del panorama mondiale, da sempre al servizio delle liberta’ del cittadino. Negli spazi espositivi saranno allestiti numerosi pannelli fotografici raffiguranti tra l’altro le fotosegnaletiche di alcuni personaggi noti (Turati, Mussolini, Pertini?) e “teche” contenenti la strumentazioni d’epoca. Nelle Antisale dei baroni la Polizia Scientifica offrira’ una “cena al castello con delitto”, accompagnando grandi e piccini nell’avvincente mondo delle investigazioni scientifiche: sara’ simulato un sopralluogo sulla scena del crimine e verra’ illustrato come le tracce raccolte sulla scena del crimine vengono poi sviluppate nei laboratori per incastrare i malfattori. Tra le dotazioni utili al sopralluogo sara’ mostrato all’opera il Forensic Fullback, il veicolo destinato alle scene del crimine piu’ complesse con dotazioni tecnologicamente avanzate.
Ischia, migliaia di gamberetti sulla spiaggia di Lacco Ameno: ‘Vietato mangiarli’
Migliaia di gamberetti sono stati trovati sul litorale sabbioso di San Montano a Lacco Ameno a Ischia. E’ cosi’ scattato l’allarme della Guardia Costiera che indaga sulle possibili cause di un evento all’apparenza inspiegabile. Invitata la popolazione a non mangiare i gamberetti ritrovati non essendo al momento note le cause di quanto e’ accaduto. Sul posto biologi della Stazione Zoologica Anton Dohrn che hanno proceduto al prelievo di alcuni campioni per accertare le cause del fenomeno. Nei prossimi giorni si dovrebbero conoscere i risultati delle analisi relativi ai campionamenti. “Allo stato attuale l’evento sembra circoscritto alla sola spiaggia di San Montano ma la Guardia Costiera ha in corso verifiche al fine di accertare se il fenomeno sia presente anche su altri versanti dell’isola” spiega il tenente di vascello, Andrea Meloni che raccomanda “vivamente di evitare il prelievo degli stessi al fine di consumo umano, non essendo note le cause del fenomeno”.
Napoli, minacce e botte alla madre: arrestato un 44enne di Scampia
Napoli. Da circa due mesi avanzava continue e pressanti richiesta di denaro alla madre con vessazioni, minacce e botte. I carabinieri hanno arrestato a Napoli, in via Roma verso Scampia, un 44enne che si trovava ai domiciliari e che si è reso responsabile di violenza e minaccia nei confronti della donna di 68 anni con cui conviveva. I militari, intervenuti d’urgenza su richiesta della vittima, al loro arrivo hanno bloccato l’uomo che in evidente stato di alterazione stava aggredendo verbalmente e fisicamente la madre. Dopo le formalità di rito il 44enne stato condotto a Poggioreale.
Maradona operato per problemi gastrici: sta bene
La leggenda del calcio argentino, Diego Maradona, è stato operato con successo ed è ricoverato in una clinica di Buenos Aires per problemi di natura gastrica. Lo riferisce il suo avvocato Matias Morla, spiegando che l’operazione era pianificata da tempo. “Grazie a Dio è andato tutto bene”, ha twittato l’avvocato. Fonti cliniche citate dalla stampa argentina parlano di un intervento per un’ernia ombelicale (una specie di rigonfiamento nell’ombelico). Il 58enne Maradona dovrebbe rimanere in ospedale almeno fino a domenica pomeriggio. L’ex numero 10 del Napoli e dell’Argentina si era sottoposto ad esami il 4 gennaio e gli era stato rilevato un sanguinamento allo stomaco. “Sono andato in clinica a 58 anni e ne sono uscito a 50”, aveva scherzato mentre lasciava la clinica. Il campione del mondo 1986 con Albiceleste aveva già subito un’operazione per l’inserimento di due bypass gastrici per favorire la perdita di peso alcuni anni fa e soffre da tempo di gravi problemi di salute. Nel 2004 rimase ricoverato in un ospedale di Buenos Aires per undici giorni a causa di una insufficienza respiratoria.
Bloccato nell’ascensore dell’ospedale per un guasto: muore anziano
Un uomo di 91 anni di Ardore, in provincia di Reggio Calabria, e’ deceduto ieri nell’ospedale di Locri, dopo che era rimasto bloccato un’ora in ascensore per un guasto. Il sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, ha sollevato il caso denunciando il ritardo nel trasporto del paziente a causa del guasto dell’ascensore del nosocomio. Alle ore 10.30 di ieri il sindaco ha allertato i carabinieri chiedendo il loro intervento poiche’ si era guastato l’unico ascensore funzionante dei cinque presenti in ospedale e dentro erano rimasti bloccati due pazienti, il novantunenne e una donna di circa 50 anni. In particolare l’anziano era gia’ in dialisi, era entrato in ospedale in pronto soccorso e poi era stato trasferito al reparto di cardiologia e doveva essere trasportato al reparto di rianimazione. Sul posto insieme ai carabinieri sono intervenuti anche i vigili del fuoco del distaccamento di Siderno che in un’ora sono riusciti a liberare gli occupanti. Alle ore 11:30 il 91enne e’ stato trasportato finalmente nel reparto di rianimazione ma dopo le ore 14 e’ deceduto. I familiari del malcapitato non hanno sporto querela, hanno 90 giorni di tempo per farlo.
Napoli, fermato il presunto autore dell’omicidio del migrante a Mergellina
Napoli. Ieri sera, sabato 12 gennaio, verso le ore 21.15, gli agenti della Polizia di Stato hanno bloccato il cittadino marocchino Rachid Giovanni, 29 anni, che, sulla via Mergellina, incrocio con via Caracciolo tentava di allontanarsi dopo aver presumibilmente accoltellato un cittadino nord africano dopo una furiosa lite. Mentre transitavano in via Mergellina, una pattuglia dell’Ufficio di Gabinetto si avvedeva della presenza di un uomo riverso al suolo, in una pozza di sangue, sul marciapiede antistante una nota pizzeria, nel senso opposto di marcia degli agenti che hanno immediatamente notato un altro soggetto, che invece tentava di allontanarsi. I poliziotti si sono divisi, uno ha bloccato il fuggitivo, mentre l’altro si è avvicinato all’uomo riverso a terra.
L’intervento immediato di altre pattuglie della polizia di Stato dell’Ufficio Prevenzione Generale e del Commissariato San Ferdinando ha consentito di bloccare il presunto autore del delitto, per poi richiedere l’intervento dell’ambulanza, fino a rinvenire l’arma utilizzata, un coltello con una lama di circa 30 cm, intriso di sangue, nonché, poco distante, nell’aiuola verso la via Orazio, un pezzo di legno, intriso anch’esso di sangue. I due oggetti, dopo i rilievi della polizia scientifica, sono stati sottoposti a sequestro. Il personale medico giunto sul posto constatava il decesso dell’uomo che presentava una ferita da taglio all’emitorace sinistro, compatibile con l’arma trovata, ed una profonda ferita alla testa da colpo contundente. Anche il cittadino magrebino fermato ha necessitato di cure mediche, per poi essere dimesso. L’autorità giudiziaria ha emesso un decreto di fermo nei confronti di Rachid Giovanni. per omicidio volontario aggravato dai futili motivi.
Arresto Battisti: anche italiani tra quelli che hanno protetto la sua latitanza
Ci sono anche alcuni italiani tra le persone che per oltre un mese hanno protetto la latitanza di Cesare Battisti. Secondo quando si apprende da due diverse fonti, per rintracciare l’ex terrorista dei Pac sono state messe sotto controllo le utenze intestate a tre, quattro persone del suo entourage che, a loro volta, erano in contatto con altri soggetti. In tutto una decina di persone, cittadini brasiliani, boliviani e anche qualche italiano. L’ultima localizzazione di Cesare Battisti, prima dell’arresto di ieri a Santa Cruz de la Sierra , risale a due o tre giorni fa quando si trovava nei dintorni dell’aeroporto di La Paz. E’ quel che risulta dalle indagini coordinate dal sostituto pg di Milano Antonio Lamanna e affidate alla Digos. Indagini avviate dopo la sua fuga dal Brasile e che grazie a un sistema di controllo sofisticato su una quindicina tra telefoni, tablet e pc intestati a prestanome hanno consentito di ‘seguire’ gli spostamenti dell’ex terrorista.”Dal momento che Cesare Battisti non si trova in Brasile, i suoi avvocati brasiliani non hanno autorita’ per agire in una giurisdizione diversa da quella del Brasile. Ci auguriamo comunque che i diritti fondamentali del nostro cliente siano tutelati”. Lo afferma Igor Tamasauskas, uno dei legali dell’ex terrorista arrestato ieri in Bolivia.
Camorra, torna libero dopo 10 anni il boss degli Scissionisti, Giuseppe Bastone
Napoli. Torna libero dopo 10 anni di detenzione il boss Giuseppe Bastone, 38enne di Scampia, uno dei protagonisti della scissione degli Amato-Pagano insieme con il fratello Antonio. Secondo il racconto dei pentiti i due fratelli avevano un canale privilegiato con i narcos colombiani per l’importazione della cocaina in Italia. E per questo che il loro ruolo all’interno del gruppo degli ‘Scissionisti’ è sempre stato di primo piano. Fu arrestato il 5 agosto del 2009 all’interno del suo bunker a Scampia.
Latitante dal 2008, venne scoperto in un rifugio sotterraneo in via Labriola al quale si accedeva attraverso una botola posta al di sotto delle scale e oltrepassando una pesante porta d’acciaio. Per raggiungerlo bisognava percorrere un cunicolo lungo oltre 200 metri, talmente stretto che per percorrerlo era necessario procedere distesi, e che fungeva anche da via di fuga perché spuntava in aperta campagna. All’interno della stanza c’erano televisore, frigorifero e anche un lettore dvd. Nel 2014 era stato scarcerato e posto agli arresti domiciliari ma in breve tempo fece perdere le sue tracce. I carabinieri nel marzo del 2015 lo rintracciarono in una clinica di Torino dove si era fatto ricoverare per accertamenti. Ora dopo altri tre anni di carcere è stato definitivamente scarcerato.
Convocato il comitato etico della serie C dopo le frasi di ‘rispetto’ per la camorra del nuovo Ad del Teramo
il Prefetto Francesco Cirillo, Presidente del Comitato Etico Serie C, ha incontrato Francesco Ghirelli, Presidente Serie C. ” Il confronto è nato a seguito delle dichiarazioni dell’ad del Teramo Calcio, Nicola Di Matteo- spiega il Prefetto Cirillo- siamo molto preoccupati e abbiamo deciso di convocare d’urgenza il Comitato Etico Lega Pro per giovedì 17 gennaio a Roma dopo aver acquisito gli elementi al fine operare un necessario approfondimento”.
E’ un altro atto compiuto dalla Lega Pro dopo aver segnalato le dichiarazioni dell’ad del Teramo Calcio alla Procura Federale. Di Matteo durante la presentazione ufficiale aveva detto: “La camorra e’ una scelta di vita, io ho sempre rispettato loro, loro hanno rispettato me”. Quella frase dell’imprenditore di origini casertane aveva suscitato l’indignazione di tutti.
‘Spettacolare nonna Angela’, i complimenti di Salvini alla tabaccaia 90enne che ha messo in fuga il rapinatore
Tabaccaia 90enne fa arrestare il rapinatore. Salvini: “Spettacolare nonna Angela”. Il Ministro dell’Interno partecipa alla storia della “nonna coraggio” Angela Piccolo. Arrivano anche i complimenti del Ministro dell’Interno Matteo Salvini per la signora Angela Piccolo, la tabaccaia 90enne di Marcianise che ha messo in fuga il bandito che voleva rapinare la sua attività facendolo arrestare. E dopo la visita del sindaco Antonello Velardi, che ha omaggiato la commerciante con un mazzo di rose dopo il grande spavento, arriva il commento del vicepremier che attraverso Facebook condivide la storia di Angela commentando “Spettacolare nonna Angela”. la sua storia e il suo coraggio stanno facendo il giro del web.
Gustavo Gentile
‘Nero di m…’, insulti razzisti durante una partita di rugby: espulso l’allenatore
L’allenatore del Rovigo Rugby e’ stato espulso durante la partita vinta contro il Petrarca a Padova 27-20 per insulti razzisti ad un giocatore della squadra avversaria di nazionalita’ neozelandese ed origini samoane. Umberto Casellato, 49 anni – come riferiscono i quotidiani locali – si sarebbe lasciato sfuggire una frase (nero di…) che ha portato il direttore di gara ad espellerlo, su segnalazione del quarto uomo, per il comportamento antisportivo e razzista. Subito dopo l’insulto – durante il match valido per il Continental Shield – l’allenatore si e’ scusato sia con il giocatore che con la squadra avversaria ma cio’ non dovrebbe bastare a evitargli una squalifica e una sanzione da parte del club. L’insulto e’ giunto durante una partita particolarmente ‘calda’ (la rivalita’ tra i due club e’ accesissima) dopo che piu’ volte tra falli e colpi al limite che hanno portato l’arbitro ad estrarre tre cartellini gialli ed uno rosso.
Mugnano, il Questore chiude il bar frequentato da pregiudicati del clan Amato-Pagano. I proprietari: ‘Siamo indignati’
Mugnano. Per la questura di Napoli è un ritrovo di pregiudicati, così come accertato dai numerosi controlli effettuati dai carabinieri tra il gennaio e il novembre del 2018, e per questo che è stato adottato un provvedimento di chiusura di 4 giorni. Ma i proprietari del bar Novecento di Mugnano hanno scritto un lungo post sulla pagina facebook in cui manifestano tutta la loro indignazione invitando i cittadini a condividerlo. Secondo le informative il bar sarebbe stato frequentato da numerosi pregiudicato legati al clan Amato Pagano. Secondo il provvedimento, riportato stamane da Il Roma: “Il bar è divenuto in breve tempo il luogo di ritrovo per persone con pregiudizi penali e di polizia e con possibili gravi ripercussioni per l’ordine pubblico e la sicurezza”. L’articolo 100 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza che disciplina la potestà del Questore di sospendere la licenza di un esercizio che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose. E non a caso il questore scrive “che i bar, in particolare nei piccoli centri, diventano luogo di raccolta e aggregazione degli abitanti che non hanno spesso reali alternative nella scelta dei posti… Lette le memorie difensive di replica dalle quali emergono elementi parzialmente favorevoli all’interessata, in relazione all’asserita impossibilità di conoscere tutti gli avventori del bar, di contro, il provvedimento di sospensione è una misura a carattere oggettivo, che agisce come strumento di governo della sicurezza del territorio, al fine di rimuovere le situazione valutate come possibile fonte di pericolo. Il provvedimento non ha lo scopo di colpire sul piano personale la titolare dell’esercizio, ma ha prevalentemente natura di misura cautelare, con finalità di prevenzione, in quanto prescinde dall’accerta-mento della colpa del titolare del pubblico esercizio. La ratio del provvedimento è quella di dissuadere i soggetti indesiderati dal frequentare con assiduità gli esercizi pubblici ed irrilevante la circostanza che il gestore del locale non sia il responsabile della presenza dei soggetti con pregiudizi di polizia e che quindi, subisca senza colpa danni che resta-no a suo carico”. I proprietari però non ci stanno e si dicono indignati pubblicando un volantino anche sulla loro pagina facebook e sui social locali “Da quindici anni il bar pasticceria è condotto con impegno, sacrificio e professionalità- si legge -, oggi è senza dubbio un riferimento per tutti i cittadini di Mugnano e non solo. Giovani, adulti, politici, imprenditori e professionisti frequentano il bar con dichiarata soddisfazione. Questo provvedimento mette a rischio non solo 20 famiglie ma anche investimenti importanti realizzati da persone di indiscussa serietà e professionalità. Questa misura ha il sapore della beffa, sterile nel suo dichiarato obiettivo e disastrosa per l’economia di tutti. Così viene voglia di andar via, di mollare, senza tutele e continuamente vessati, forse ha senso spostare risorse ed energie altrove. Nel frattempo chiedo il sostegno di tutti e mi rivolgo a tutti coloro che almeno una volta hanno frequentato la nostra Caffetteria. A tutti i cittadini, a tutti i nostri clienti, a tutti i nostri amici, a tutti i commercianti e imprenditori e alle istituzioni di questo paese. Vi chiedo di condividere questo messaggio poiché sarà con il numero di condivisioni che mi presenterò dal questore per essere ascoltato e mostrare la mia e la vostra indignazione dinanzi a questa ceca misura cautelare”.
Parigi: rischia l’amputazione della gamba la ragazza italiana ferita
Rischia l’amputazione della gamba Angela Grignano, la 24enne di Trapani rimasta gravemente ferita ieri nell’esplosione di Parigi. La riserva sulla vita non e’ stata ancora sciolta e nel pomeriggio i chirurghi sottoporranno la giovane ad un secondo intervento per cercare di salvarle l’arto. “E’ rimasta una sola arteria ad irrorare la zona sotto il polpaccio”, dice all’ANSA il fratello, padre Giuseppe Grignano, raggiunto al telefono, da Parigi, dove e’ giunto ieri assieme ai genitori, con un volo messo a disposizione dal Consolato italiano. “Nonostante il lungo intervento chirurgico di ieri – aggiunge il fratello della ragazza – i medici non sono riusciti, per le gravissime lesioni all’arto, a ripristinare la circolazione sanguigna. E purtroppo dalla gamba martoriata, Angela continua a perdere sangue”. I medici sono piuttosto cauti e riservati ed al fratello hanno riferito che “e’ in atto una forte infiammazione all’arto”, che potrebbe avere pesanti ripercussioni sulle condizioni generali della paziente”. “Siamo nelle mani di Dio”, dice il sacerdote.
Terra dei Fuochi nel Parco del Vesuvio: sequestrata area
I Carabinieri Forestali della Stazione Parco di San Sebastiano al Vesuvio hanno scoperto che in via Duca della Regina, un’area ricadente nel Parco Nazionale del Vesuvio, erano stati abbandonati materiali di vario genere su un’area di circa 100 metri quadrati, costituiti prevalentemente da materiale proveniente da attività di costruzione e demolizione, rifiuti vegetali, mobili, bombole di gas e rifiuti ferrosi ma sul posto c’era anche un furgone in stato di abbandono carico di parti di autovetture.
Il proprietario, un 42enne di Cercola, ha ammesso di avere depositato il tutto in quel posto in attesa di smaltimento. Mentre è ancora al vaglio la sua posizione, i rifiuti sono stati sequestrati insieme all’area sulla quale erano stati sversati.
Aereo italiano già in volo per la Bolivia: Battisti entro domani in Italia
La svolta – riferiscono fonti del Viminale – e’ arrivata una settimana fa, quando Cesare Battisti e’ stato individuato con certezza in Bolivia. L’operazione che ha portato all’arresto dell’ex terrorista del Gruppo Proletari Armati per il Comunismo e’ scattata a Santa Cruz. E ora l’Italia lo aspetta. I nostri investigatori – aggiungono le stesse fonti – non avevamo mai perso di vista Battisti, in attesa di poterlo ammanettare. Dopo anni di attesa, ecco la svolta. Arriva con l’ascesa in Brasile di Bolsonaro. Il quale promette di “restituirlo” a Roma, come “regalo” per il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Un team composto da polizia italiana, Criminalpol e Antiterrorismo rafforza la collaborazione con i colleghi di Brasilia. Ma Battisti fugge. Viene individuato in Bolivia. Una settimana fa, gli investigatori accelerano. E preparano il blitz, in accordo con le autorita’ locali. Battisti e’ stato fermato in strada, non era armato e non ha opposto resistenza. Ha parlato in portoghese per rispondere alla polizia e ha mostrato un documento brasiliano che confermava la sua identita’. Due uomini dell’Antiterrorismo e della Criminalpol sono sul posto. Ora bisognera’ capire se Battisti fara’ tappa in Brasile oppure verra’ portato subito in Italia. E’ un nodo che verra’ sciolto nelle prossime ore. Dopo anni di latitanza, dice Salvini, “la pacchia e’ finita”. Il ministro ha pubblicamente ringraziato anche gli investigatori, a partire da Polizia e Intelligence. Un aereo del governo italiano con a bordo anche uomini dell’Aise – l’Agenzia d’intelligence che si occupa dell’estero e il cui contributo e’ stato fondamentale per arrivare all’arresto di Battisti – e investigatori della Polizia e’ gia’ decollato per la Bolivia. L’arrivo e’ previsto per il pomeriggio di oggi (ora italiana) ma questo, sottolineano fonti governative, non significa che l’aereo ripartira’ subito. Vanno ancora espletate alcune procedure e non e’ ancora stato chiarito se prima di esser estradato in Italia Battisti passera’ o meno dal Brasile. Molto dipenderà, dalla celerità delle procedure di espulsione dalla Bolivia. L’estradizione in Italia potrebbe avvenire “direttamente dalla Bolivia o dopo un momentaneo trasferimento di Battisti in Brasile”. “Due uomini dell’Antiterrorismo e della Criminalpol sono sul posto. Ora bisognerà capire se Battisti farà tappa in Brasile oppure verrà portato subito in Italia. È un nodo che verrà sciolto nelle prossime ore”. E’ quanto si apprende da fonti del Viminale.
Caserta, marijuana occultata nel pouf scovata dai cani antidroga: arrestato
A Caserta, i Carabinieri del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta, collaborati da personale del nucleo cinofili di Sarno, hanno fatto scattare le manette ai polsi di Danilo Bellocchio di 21 anni, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. I Militari dell’Arma, a seguito di perquisizione domiciliare eseguita presso l’abitazione del Bellocchio, hanno rinvenuto e sequestrato grammi 167 di sostanza stupefacente del tipo marijuana, custoditi in 2 buste di plastica abilmente occultate all’interno di un pouf poggiato su una mensola nella sua stanzetta.
L’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale di Santa Maria A Capua Vetere .
Gustavo Gentile
Cesare Battisti: una caccia durata 37 anni
Cesare Battisti, classe 1954, originario di Cisterna di Latina, ex terrorista dei Pac (Proletari Armati per il Comunismo), ha al suo attivo in Italia quattro condanne all’ergastolo per altrettanto omicidi, compiuti tra il 1978 e il 1979. Di seguito le tappe principali della sua vicenda giudiziaria: – 1979: L’ex militante ‘rosso’ viene arrestato per banda armata. – Anni ’80: Detenuto nel carcere di Frosinone, mentre e’ in corso l’istruttoria, il 4 ottobre 1981 Battisti riesce ad evadere e a fuggire in Francia. Per un anno vive da clandestino a Parigi dove conosce la sua futura moglie. Poi si trasferisce con la compagna in Messico dove nasce la sua prima figlia. Durante il soggiorno messicano i giudici italiani lo condannano in contumacia all’ergastolo per quattro omicidi. Comincia una caccia che dura 36 anni. – 1990: Battisti torna a Parigi dove, nel frattempo, sono andate a vivere la moglie e la figlia. Nella capitale francese, fa il portiere di uno stabile, ma frequenta la comunita’ di rifugiati italiani che li’ vive grazie alla cosiddetta ‘dottrina Mitterrand’: l’impegno dell’allora presidente francese a dare ospitalita’ ai ricercati della giustizia italiana negli anni di piombo, in cambio della rinuncia alla violenza. Intanto, Battisti termina un romanzo e si guadagna da vivere traducendo in italiano racconti di autori noir francesi. Poco tempo dopo viene pero’ arrestato a seguito di una richiesta di estradizione del governo italiano. – 1991: in aprile, dopo quattro mesi di detenzione, la Chambre d’accusation di Parigi lo dichiara non estradabile: Battisti torna libero. – 1999: Gallimard pubblica nella Serie Noir il suo libro ‘Travestito da uomo’. – 2002: riparte la richiesta del governo italiano per l’estradizione. In Francia il mondo degli intellettuali della ‘gauche’ si schiera a suo favore con numerose manifestazioni. – 2004: a febbraio ottiene la cittadinanza francese. Pochi giorni dopo viene arrestato e la gauche organizza una campagna contro l’estradizione, una decisione che tradirebbe la ‘dottrina Mitterrand’. L’estradizione viene concessa dalle autorita’ d’Oltralpe il 30 giugno 2004. A seguito di tale provvedimento, Battisti, ad agosto, fugge e torna alla latitanza. 2007: viene arrestato in Brasile il 18 marzo, ma il leader dei Pac si rivolge allo Stato brasiliano e chiede lo status di rifugiato politico. – 2008: il 28 novembre il Comitato nazionale per i rifugiati del governo brasiliano, organo di prima istanza per le richieste di asilo politico, respinge la richiesta dell’ex terrorista. L’estradizione sembra piu’ vicina. – 2009: “Se torno in Italia mi ammazzano” avverte Battisti, dal carcere di Papuda, Brasilia. Il ministro della giustizia brasiliano, Tarso Genro, pochi giorni dopo gli concede lo status di rifugiato politico. La concessione dello status di rifugiato politico ha creato forti dissapori tra Italia e Brasile, tanto che il governo italiano, all’indomani della decisione di Genro, richiama l’ambasciatore in segno di protesta. Ma il Tribunale supremo federale (Stf) brasiliano, il 18 novembre, dichiara illegittimo lo status di rifugiato politico concesso dal governo. La pronuncia, 5 voti favorevoli e 4 contrari, e’ favorevole all’estradizione di Battisti in Italia, anche se lascia al presidente Luiz Inacio Lula da Silva la parola definitiva sulla sua effettiva esecuzione. – 2010: il 5 marzo il Tribunale di Rio de Janeiro condanna Battisti a due anni da scontare in regime di semiliberta’ per uso di passaporto falso. Il 16 aprile il Tribunale supremo pubblica il testo della sentenza con la quale aveva dato il via all’estradizione. La decisione finale rimane nelle mani di Lula che, nell’ultimo giorno della sua presidenza, il 31 dicembre, annuncia di non voler concedere l’estradizione sulla scia di quanto scritto dall’Avvocatura generale dello Stato che citava “clausole del trattato di estradizione in vigore tra Brasile e Italia”. Critiche da parte dell’Italia. Per il premier Silvio Berlusconi “la vicenda non e’ chiusa”. – 2011: Dilma Roussef subentra alla presidenza e ribadisce quanto deciso dal suo predecessore con una lettera al capo di Stato italiano, Giorgio Napolitano. Il 3 febbraio i legali italiani presentano all’Alta Corte due azioni giuridiche contro il ‘no’ all’estradizione, ma il 12 maggio la Procura generale brasiliana conferma il ‘no’ e invia il parere al Tribunale Supremo. Il 14 maggio la difesa di Battisti chiede al Tribunale la scarcerazione dell’ex brigatista. L’8 giugno il Tribunale federale respinge la richiesta dell’Italia di estradizione di Battisti. Il 22 giugno il Brasile concede all’ex terrorista il permesso di soggiorno nel Paese.
Gragnano, accoltella il rivale in amore: denunciato un 17enne di Caprile
Grganano. E’ stato denunciato a piede libero per lesioni un giovane di 17 anni della frazione montana di Caprile a Gragnano accusato di aver accoltellato in piazza il suo rivale in amore, un giovane di 21 anni. E’ accaduto l’altra sera e al termine di indagini lampo i carabinieri hanno ricostruito la vicenda chiudendo il cerchio sull’aggressore.Il ragazzo ferito, pure lui della stessa frazione è stato medicato all’ospedale San Leonardo di Castellammare con un taglio al braccio, con il quale ha parato il colpo sferrato dal suo rivale, e una prognosi di pochi giorni. Mentre il ragazzo era al pronto soccorso sono arrivati i carabinieri, avvertiti dai medici, che hanno raccolto la denuncia del ragazzo e fatto partire le indagini. I militari sono andati a casa del ragazzo che ha confessato ha consegnato il coltello che aveva nascosto. ha raccontato di averlo colpito in preda a un raptus di gelosia perché la sua ex fidanzata lo stava frequentando. Ora la Procura per i Minori di Napoli ha aperto un fascicolo di indagine delegando i carabinieri stabiesi ad ascoltare i protagonisti e i testimoni, compresa la ragazza contesa.
il figlio di Bolsonaro: ‘Ciao Battisti, la sinistra piange!’
“Ha ucciso un poliziotto, ha ucciso un padre davanti al figlio, ha sparato e lasciato un uomo paralitico, e’ stato condannato a vita per 4 omicidi e ha fatto parte del gruppo terroristico di sinistra in Italia Pac (proletari armati per il comunismo). Ciao Battisti, la sinistra piange!”. E’ il tweet di Eduardo Bolsonaro, deputato e figlio del presidente brasiliano Jair Bolsonaro. Poco prima aveva twittato in italiano postando una foto di Battisti: “Il Brasile non è più una terra di banditi. Matteo Salvini, il ‘piccolo regalo’ è in arrivo”.”E’ fatta. Credo sia la volta buona”: cosi commenta l’arresto in Bolivia di Cesare Battisti, Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso nel 1979 dai Pac in una sparatoria in cui lui stesso rimase ferito e perse l’uso delle gambe. “Forse davvero e’ una buona giornata” ha detto parlando con l’Ansa. “Non oso pensare che ora possa trovare un escamotage. Sarebbe da scriverci un libro”.
Napoli, caccia ai ladri delle sonde rubate dall’ospedale San Paolo
Napoli. La polizia attraverso la visione delle telecamere esterne all’ospedale San Paolo di Fuorigrotta sta cercando di risalire all’autore del clamoroso furto commesso nella notte tra venerdì e sabato, dal reparto medicina generale al quinto piano dove sono sparite due sonde per ecografo del valore di almeno ventimila euro. Gli investigatori non escludono che si sia trattato di un furto su commissione e per questo cercando anche di scoprire se ci sia stata una complicità interna. La porta del reparto, che chiude alle 15, infatti era aperta e non presentava segni di forzatura. E’ probabile che il ladro, confuso tra i partenti dei degenti, abbia potuto agire di notte indisturbato. Anche se il reparto non è dotato di telecamere gli investigatori sperano di risalire all’autore e agli eventuali complici attraverso i filmati della notte, guardando i movimenti di chi esce. Dalla direzione sanitaria dell’ospedale si sono affrettati ad assicurare che il furto non avrà conseguenze sull’utenza: l’ospedale è in possesso di un’altra attrezzatura, identica a quella alla quale sono state portate via le sonde, che già viene utilizzata normalmente per gli esami diagnostici. Per fare arrivare altre sonde simili a quelle rubate, con i tempi della burocrazia, occorrono almeno tre mesi. L’ospedale ha anche avviato un’indagine interna.



