Home Blog Pagina 538

Lettere, raffica di multe alle ditte della fibra: oltre 5.000 euro in un solo giorno

Oltre 5.000 euro di sanzioni in una sola giornata e un messaggio chiaro a chi lavora senza regole: a Lettere, il Comune alza la voce contro il caos cantieri. È il risultato di un’operazione condotta dalla Polizia Municipale, su input diretto dell’amministrazione, per mettere ordine nei lavori di posa della fibra ottica che stanno interessando diverse aree del paese.

I controlli serrati, eseguiti con determinazione, hanno evidenziato una serie di irregolarità da parte di più ditte incaricate degli interventi. Le violazioni più frequenti riguardano l’assenza di una corretta segnaletica stradale nei pressi dei cantieri, creando situazioni di pericolo per automobilisti e pedoni e generando un senso diffuso di disordine urbano.

A guidare l’azione repressiva è stato il comandante della Polizia Municipale, capitano Salvatore Giordano, che ha messo in chiaro la linea dell’amministrazione: “Non tollereremo più improvvisazione e trascuratezza. Chi opera a Lettere deve rispettare le norme, garantendo sicurezza e decoro”. Le ditte sanzionate, oltre ai verbali, sono state invitate a ripristinare immediatamente le condizioni originarie delle strade. In caso contrario, scatteranno nuovi provvedimenti.

Presentato a Villa Campolieto il XXXVI Festival delle Ville Vesuviane

Un’estate che sa di radici, sogno e orgoglio. La XXXVI edizione del Festival delle Ville Vesuviane accende il cuore del Miglio d’Oro trasformando i suoi gioielli architettonici in palcoscenici vivi, vibranti, attuali. Dal 4 al 27 luglio, tra le maestose geometrie di Villa Campolieto, Villa Vannucchi, Villa Mascolo, Palazzo Vallelonga e Palazzo Bisignano, si snoda un cartellone ricco, pensato per parlare alla memoria e al futuro.

Il tema scelto quest’anno – L’età del Miglio d’Oro. Radici e Identità – non è solo un titolo evocativo, ma una dichiarazione precisa: raccontare la storia del territorio attraverso la bellezza, il talento, la parola e il suono. Un progetto che intreccia visioni artistiche e patrimonio, portando sul palco grandi nomi della musica, del teatro e della danza.

La presentazione ufficiale si è tenuta a Villa Campolieto con un parterre istituzionale e artistico che ha sottolineato, senza retorica, quanto il festival sia diventato una colonna portante della cultura campana. Il presidente Gennaro Miranda ha parlato di “un cuore pulsante che unisce passato e presente”, mentre il direttore artistico Bruno Tabacchini ha lanciato un monito chiaro: “Per andare avanti, bisogna saper voltarsi indietro”.

Si parte il 4 luglio con Mario Biondi in concerto, poi spazio a un Amleto in napoletano, ad Edipo Re, agli omaggi a Pino Daniele e Camilleri, al teatro popolare, al jazz che racconta favole, alla danza che reinventa Shakespeare e Pulcinella. Tra gli ospiti: Luca Lazzareschi, Simona Molinari, Francesco Paolantoni, Peppe Barra, Maurizio De Giovanni, Massimo Andrei e Cloris Brosca.

Ogni sera un viaggio, ogni spettacolo una chiave per riaprire le porte delle Ville non solo come monumenti, ma come spazi abitati dalla vita. La Fondazione Ente Ville Vesuviane restituisce così queste dimore alla loro vocazione originaria: luoghi di incontro, visione e resistenza culturale. In un’epoca che rischia di appiattire tutto, il Festival si conferma un gesto potente, necessario e profondamente identitario.

Cervinara, annullato il maxi-sequestro di tabacco: imprenditori tornano in possesso dei beni

Una decisione che ribalta l’inchiesta. Il Tribunale del Riesame di Bergamo ha annullato il maxi-sequestro di 8 mila chili di tabacco, telefoni cellulari e documenti eseguito nei confronti di due imprenditori di Cervinara, C. G. e C. L., al centro di un’indagine per associazione a delinquere finalizzata alla lavorazione e commercializzazione illecita di sigarette di contrabbando.

Il provvedimento era scattato nei mesi scorsi su impulso della Procura di Bergamo, che aveva disposto perquisizioni e sequestri condotte congiuntamente dai Carabinieri della Legione Lombardia e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza. I due imprenditori, entrambi titolari di una società di capitali ritenuta fulcro delle attività contestate, si erano visti bloccare un’ingente quantità di merce e materiale ritenuto rilevante per l’indagine.

Ma a smontare l’impianto accusatorio è stato l’Avvocato Vittorio Fucci, difensore dei due, che ha convinto il Riesame sull’infondatezza dei presupposti del sequestro. La decisione del Tribunale ha avuto l’effetto di un colpo di scena: annullamento totale dei sequestri e immediata restituzione di tutto quanto agli imprenditori.

Porta Nolana, pusher a 16 anni, vede la polizia e scappa: arrestato

Napoli – Ennesimo arresto di pusher in una delle piazze di spaccio più frequentate del centro di Napoli, vale a dire Porta Nolana.

ma questa volta a finre nella rete della polizia non è stato un pusher straniere bensì un giovane di soli 16 anni napoletano già noto alle forze dell’ordine per reati specifici.

Nel corso dei servizi straordinari predisposti dalla Questura di Napoli gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in via San Cosmo Fuori Porta Nolana, hanno notato alcuni soggetti confabulare con fare guardingo.

Uno di essi si è poi allontanato per recuperare un fazzoletto nascosto nei pressi di uno scooter parcheggiato poco distante, dal quale ha prelevato alcuni involucri.

Il pusher ha cercato di nascondersi in un negozio

Il giovane, accortosi della presenza degli agenti, ha tentato invano la fuga, cercando di rifugiarsi all’interno di un esercizio commerciale. Tuttavia, i poliziotti lo hanno raggiunto e bloccato, trovandolo in possesso di 6 involucri di cocaina e di 50 euro, suddivisi in banconote di vario taglio.

Inoltre, gli agenti hanno recuperato il fazzoletto al cui interno vi erano altri 6 involucri della medesima sostanza.

Casoria, Rino Trojano messo fuori dal gruppo consiliare di Campania Libera

Casoria – Dopo l’adesione al PSI del consiglare comunale Rino Trojano (nella foto), con l’assunzione della carica di Segretario cittadino del predetto partito, non si sono fatte attendere le prime reazioni.

E’ di stamattina la notizia che la civica che fa capo a Tommaso Casillo e che esprime i consiglieri comunali Pasquale Tignola, Giuseppe Barra, Roberta Giova, Marianna Riccardi, Cinzia Capparrone, Angelo Russo e Antonio Petrone, ha espuldo dal movimento il consigliere Trojano ritenendo incompatibile l’adesione dello stesso consigliere al PSI con la permanenza nel gruppo di Campania Libera.

Adesso bisogna capire le reazioni politiche degli altri componenti la coalizione innanzi ad un indebolimento di Campania Libera che detiene la maggior parte delle cariche all’interno dell’amministrazione e fa da playmaker dell’azione amministrativa.

Anche se in ogni caso la lista di Casillo rimane quella con il maggior numero di consiglieri espressi in consiglio. Di certo queste fibrillazione interne a Campania Libera non giovano al Sindaco Bene che ha nella lista Campania Libera il principale alleato nonché fondatore della coalizione che lo ha visto vincere per il secondo mandato.

Staremo a vedere le conseguenze, in uno scenario politico che diventerà sempre più incandescente con l’avvicinarsi delle elezioni regionali.

Torre Annunziata, sequestrato il “tesoretto” dell’imprenditore delle cerimonie

Torre Annunziata – La Guardia di Finanza di Torre Annunziata ha eseguito oggi un’ordinanza emessa dal gip del Tribunale oplontino, su richiesta della Procura della Repubblica, che dispone un’interdizione per un anno da ogni attività imprenditoriale e un sequestro preventivo, diretto e per equivalente, di circa 100mila euro.

Il provvedimento colpisce l’amministratore di fatto di due società attive nel settore delle ville per cerimonie: la Mir Banqueting s.r.l. di Boscotrecase e la Maderos Eventi s.r.l. di Trecase. I reati contestati sono indebita percezione di erogazioni pubbliche e auto riciclaggio.

Le indagini delle Fiamme Gialle, coordinate dalla Procura, hanno rivelato che una delle due società ha ottenuto indebitamente contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Rilancio  per sostenere le imprese colpite dalla crisi Covid-19.

L’istanza per il beneficio economico conteneva una falsa dichiarazione sul fatturato di aprile 2020, attestando una riduzione superiore ai due terzi rispetto ad aprile 2019, requisito non posseduto.

Gli accertamenti hanno inoltre smascherato il vero dominus delle società, mentre il rappresentante legale, nullatenente, si è rivelato un prestanome. L’amministratore di fatto, dopo aver incassato i contributi sul conto della società – successivamente posta in liquidazione – avrebbe trasferito le somme attraverso prelievi e bonifici con causali fittizie, riversandole su conti propri e su quelli dell’altra società, anch’essa gestita tramite un prestanome a lui riconducibile.

Il sequestro, pienamente eseguito, ha riguardato 28.050 euro in contanti, 62.147 euro di disponibilità finanziarie sui conti correnti, una Jeep Renegade e apparecchiature informatiche nella disponibilità dell’indagato. L’operazione si inserisce nel contrasto agli illeciti legati all’indebita percezione di fondi pubblici.

Montemarano, profanate cappelle funebri: denunciati due uomini

Montemarano– I Carabinieri della Compagnia di Montella hanno denunciato due uomini, un 26enne della provincia di Salerno e un 47enne di Castelvetere sul Calore (Av), accusati di danneggiamento e vilipendio di tombe dopo una notte di atti vandalici tra i cimiteri di Montemarano e Castelvetere sul Calore.

Nella tarda serata di lunedì 16 giugno, i due avrebbero prima sostato nel cimitero di Montemarano, dove hanno deposto dei fiori – precedentemente prelevati da una statua di Padre Pio nel centro del paese – davanti al cancello d’ingresso. Successivamente, si sarebbero spostati a Castelvetere sul Calore, introducendosi nel camposanto e profanando cappelle private e la chiesa interna.

Secondo le indagini, avrebbero spostato e ammassato all’esterno degli edifici oggetti sacri come lumini, vasi, paramenti e altre suppellettili, lasciandoli in disordine lungo gli ingressi.

Intervenuti tempestivamente, i militari della Stazione di Montemarano e del Nucleo Operativo Radiomobile di Montella hanno rintracciato e identificato i due, denunciandoli in stato di libertà alla Procura di Avellino.

Per il 26enne, già noto alle forze dell’ordine, è stato disposto anche il divieto di ritorno nei comuni di Castelvetere e Montemarano, oltre al ritiro della patente per scadenza di validità.

I Carabinieri stanno verificando se i due possano essere coinvolti in altri episodi simili verificatisi recentemente in Irpinia.

Capua, 17enne ucciso in masseria: resta in carcere l’aiuto cuoco

Capua – Rimarrà dietro le sbarre Pranto Hawlader, il 21enne bengalese accusato dell’omicidio di Alagie Sabally, il 17enne originario del Gambia ucciso domenica pomeriggio nella cucina del ristorante della Masseria Adinolfi, a Sant’Angelo in Formis, frazione di Capua.
La decisione è stata presa dal gip Daniela Vecchiarelli del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, al termine dell’udienza di convalida del fermo disposto lunedì dalla Procura sammaritana, diretta dal procuratore Pierpaolo Bruni.

Durante l’udienza, alla presenza dei sostituti procuratori Mariangela Condello e Gionata Fiore, Hawlader, assistito dall’avvocato Paolo Di Furia, ha confermato la sua versione dei fatti: una colluttazione con Alagie, che conosceva per aver frequentato la stessa comunità in passato, culminata con l’uso di forbici per difendersi dai pugni del 17enne.

“Non volevo ucciderlo”, ha ribadito l’aiuto cuoco, come già dichiarato ai carabinieri e ai pm subito dopo il fatto.

Sarà ora l’autopsia, in programma oggi sul corpo di Alagie, a chiarire la dinamica dell’omicidio, in particolare l’intensità dei colpi inferti e se questi siano compatibili con un’azione di difesa o con un’aggressione deliberata.

“Pranto è sconvolto per quanto accaduto – ha dichiarato l’avvocato Di Furia all’uscita del carcere – ma è assistito con professionalità. Ha agito per difendersi, non per uccidere”.
L’omicidio, avvenuto durante un evento con decine di persone presenti nella masseria, ha scosso la comunità locale, mentre le indagini proseguono per ricostruire ogni dettaglio della tragedia.

Omicidio di Giulio Giaccio, il Pg chiede l’aggravante mafiosa

La Procura generale di Napoli ha nuovamente acceso i riflettori sul brutale omicidio di Giulio Giaccio, il giovane di 26 anni rapito, ucciso e poi sciolto nell’acido nel luglio del 2000.

Davanti alla Corte di Assise di Appello di Napoli (quinta sezione), è stata avanzata una richiesta per il riconoscimento dell’aggravante mafiosa, un elemento finora negato ma che, se accolto, potrebbe riscrivere la narrazione giudiziaria di uno dei delitti più efferati legati alla criminalità organizzata partenopea.

Giaccio fu vittima di un tragico scambio di persona: venne scambiato per l’amante della sorella di un camorrista affiliato al clan Polverino. Una vendetta cieca che lo strappò alla vita con un colpo alla nuca, cancellandone persino il corpo per mano dei suoi aguzzini, che lo dissolsero nell’acido.

Le richieste della Procura

Il sostituto procuratore generale di Napoli ha sollecitato la conferma delle condanne a 30 anni di reclusione per due dei tre imputati, Salvatore Cammarota – colui che voleva la morte del presunto amante della sorella – e Carlo Nappi.

Per Roberto Perrone, il terzo imputato e collaboratore di giustizia la cui testimonianza ha svelato la verità sull’accaduto, è stata richiesta una significativa riduzione della pena, da 14 a 9 anni e 4 mesi di reclusione, in virtù dell’attenuante riconosciuta per i pentiti.

Alle richieste dell’accusa si è unita la discussione dell’avvocato Alessandro Motta, legale della famiglia Giaccio, che ha ribadito con forza la necessità di riconoscere l’aggravante mafiosa.

“Giulio deve essere considerato una vittima di camorra”, ha dichiarato l’avvocato Motta, sottolineando l’onestà della vittima e della sua famiglia. “Aveva appena 26 anni ed è stato annichilito da un gruppo di camorristi composto da gregari e capoclan, senza alcuna pietà, e con una metodologia tipicamente mafiosa.”

Anche l’Associazione Polis, rappresentata dall’avvocato Gianmario Siani, ha espresso pieno allineamento con le richieste della Procura generale e dell’avvocato Motta.

Il rifiuto del risarcimento da parte della famiglia

Un elemento che emerge con forza è il fermo rifiuto da parte dei familiari di Giulio Giaccio di qualsiasi offerta di risarcimento avanzata da Salvatore Cammarota.

“I familiari di Giaccio”, ha ricordato l’avvocato Motta, “hanno rifiutato l’offerta di risarcimento presentata da Cammarota affidandosi nuovamente alla Giustizia, consapevoli di essere i familiari di una vittima di camorra”. Per ben due volte, Cammarota ha tentato di risarcire la famiglia, offrendo dapprima una casa e, in un secondo momento, la stessa abitazione più 80mila euro, per un totale di circa 200mila euro. Un rifiuto che testimonia la volontà incrollabile di ottenere piena giustizia e riconoscimento della verità.

Il rapimento e l’inganno

Le indagini hanno ricostruito il sequestro di Giulio Giaccio, avvenuto il 30 luglio 2000 nel quartiere Pianura di Napoli. Il giovane fu prelevato da finti poliziotti mentre si trovava in compagnia di un amico.

Fu proprio quest’ultimo a raccontare l’accaduto ai familiari di Giaccio, che, il giorno seguente, presentarono denuncia di rapimento dopo aver compreso che non si trattava di un’operazione delle forze dell’ordine. L’amico riferì agli investigatori che Giulio fu portato via con la forza, nonostante avesse più volte negato di chiamarsi Salvatore, il nome che i rapitori continuavano a ripetere, evidenziando il fatale errore di persona.

 

Napoli, riapre il Parco San Gaetano Errico a Secondigliano

Napoli – Dopo un intervento di riqualificazione finanziato dalla Città Metropolitana, il Parco San Gaetano Errico di Secondigliano torna a nuova vita. L’area verde di circa 33mila metri quadrati, nel cuore del quartiere, è stata restituita ai cittadini con strutture rinnovate, nuovi spazi per il tempo libero e una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale.

I lavori hanno puntato a preservare la vocazione naturalistica del parco, curando il patrimonio arboreo esistente e introducendo nuove essenze decorative. Ripristinate le strutture sportive, installate aree fitness all’aperto e due nuovi spazi giochi moderni per bambini.

Novità anche per gli amici a quattro zampe: inaugurata un’area sgambamento cani attrezzata con elementi ludici. Riqualificati i servizi igienici, sistemate le sedute e riportata all’uso l’area del giardino d’inverno, da tempo inutilizzata.

«Napoli è storicamente carente di verde urbano – ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi – ma stiamo lavorando per recuperare tutti i parchi cittadini. Oggi riapriamo il Parco San Gaetano Errico, a inizio luglio toccherà al Parco del Poggio. I cittadini ci chiedono manutenzione e sicurezza: faremo il possibile per garantire una vigilanza adeguata».

Soddisfatto anche l’assessore al Verde, Vincenzo Santagada: «Restituiamo alla città uno spazio accogliente e funzionale, pensato per il benessere e la socialità. I parchi devono diventare veri centri di aggregazione e rispetto per l’ambiente: questo intervento è un passo concreto in quella direzione».

Le malattie rare non hanno età: garantire equità e cura anche agli anziani

1

Roma – In Italia sono più di 6mila le malattie rare finora identificate, con una popolazione colpita che si stima tra i 2 ei 3,5 milioni di persone. Un fenomeno che continua a rappresentare una delle sfide più complesse per il Servizio sanitario nazionale.

Negli ultimi anni sono stati significativi progressi importanti sotto il profilo normativo, scientifico e organizzativo: dall’adozione del Piano Nazionale Malattie Rare 2023-2026 all’entrata in vigore della Legge 175 del 2021, che ha segnato un punto di svolta nella tutela dei pazienti rari.

Tuttavia, nonostante questi sviluppi, permangono ancora difficoltà significative, in particolare per quanto riguarda l’assistenza alla popolazione anziana.

L’Italia si caratterizza per una significativa presenza di popolazione anziana . Ad oggi il 24% è oltre 65enne, secondo gli ultimi dati Istat. Pertanto, il dibattito pubblico e l’elaborazione delle politiche sanitarie in ambito di malattie rare devono includere con maggiore attenzione anche la popolazione anziana.

Esistono infatti malattie rare che hanno un esordio tardivo e, negli anziani, il rischio di esclusione è amplificato dalle criticità già presenti nelle malattie rare: ritardi diagnostici, mancanza di percorsi assistenziali dedicati e la necessità di strutturare una formazione medica che tiene conto delle specificità delle malattie rare. Nonostante questo, si rivela una significativa carenza di informazione e sensibilizzazione sulle malattie rare negli anziani, sia a livello sanitario che sociale.

Il risultato è un Sistema sanitario che fatica a riconoscere ea prendersi cura di una fascia di popolazione destinata ad essere sempre più numerosa e vulnerabile. Su queste basi si è tenuto ieri il secondo incontro del ciclo Apco Health Talks: esplorando il sistema salute, dedicato al tema ‘ Malattie rare negli anziani: necessaria un’attenzione adeguata del Sistema Sanitario ‘.

Il percorso che porta alla diagnosi di una malattia rara è spesso lungo e complesso, con una durata media che varia tra i 5 ei 7 anni. Durante questo periodo, i pazienti si trovano a navigare in un vero e proprio labirinto sanitario, fatto di visite ripetute, esami inconcludenti e diagnosi errate. Secondo Eurordis, sei pazienti su dieci ricevono inizialmente una diagnosi sbagliata e, prima di arrivare a quella corretta, un adulto con malattia rara consulta in media otto specialisti.

Per una persona anziana, già fragile e spesso affetta da altre patologie, un’attesa così prolungata può tradursi nella perdita definitiva della possibilità di accedere a una cura efficace, con un impatto profondo sulla qualità della vita e sull’autonomia.

Tale fenomeno costituisce una forma di disuguaglianza nota come ‘ageismo sanitario’, che si manifesta nel sistematico sottodimensionamento dei bisogni clinici delle persone anziane esclusivamente in ragione dell’età. Una realtà che, nonostante l’introduzione di strumenti come la Carta di Firenze e le più recenti innovazioni legislative, continua a esistere all’interno del Sistema sanitario.

L’evento ha rappresentato un’occasione di confronto tra istituzioni ed esperti del settore per analizzare le criticità che ostacolano un accesso equo e tempestivo alle cure per le persone con malattie rare, tra cui anche gli anziani, e riflettere sulle prospettive future.

La limitata accessibilità ai test genetici rappresenta un grave ostacolo alla diagnosi delle malattie rare, anche nella popolazione anziana. Nonostante i progressi tecnologici non abbiano aumentato precisione e affidabilità, persistono barriere legate alla scarsa diffusione, ai lunghi tempi di attesa e alla disomogeneità territoriale. Garantirne la disponibilità su tutto il territorio nazionale non è più un’opzione, ma una priorità urgente per assicurare diagnosi rapida, accurata e accesso equo alle cure.

Fondamentale è anche il rafforzamento dei registri delle malattie rare, strumenti essenziali per la sorveglianza epidemiologica, la programmazione sanitaria e l’accesso a terapie innovative. Tuttavia, l’attuale frammentazione dei registri regionali ostacola una visione unitaria e condivisa a livello nazionale. È quindi necessario un impegno istituzionale per la loro armonizzazione, affinché possano supportare efficacemente la ricerca, l’identificazione precoce dei segnali di allarme e la pianificazione dei servizi.

Bisogna dunque promuovere una presa in carico realmente integrata, che coinvolga medicina generale, specialisti, servizi territoriali e assistenza domiciliare. I centri di eccellenza, fondamentali per la presa in carico dei pazienti rari, sono ancora troppo pochi e distribuiti in modo disomogeneo.

Dove attivi, riescono a ridurre i tempi di diagnosi e offrono un approccio multidisciplinare essenziale per i pazienti più fragili. Rafforzare e rendere omogenea questa rete su tutto il territorio nazionale non è solo un obiettivo auspicabile, ma una condizione necessaria per costruire un Sistema sanitario più equo, moderno e capace di includere davvero tutte le età della vita.

Infine, è di primaria importanza una formazione adeguata del personale sanitario per migliorare la diagnosi e la gestione delle malattie rare, soprattutto nella popolazione anziana. La scarsa conoscenza di queste patologie e dei loro sintomi spesso atipici porta a ritardi diagnostici ea cura inappropriata. Servono percorsi formativi specifici, aggiornati e multidisciplinari, che includono anche l’età avanzata come variabile clinica da considerare. Rafforzare le competenze significa anche promuovere una presa in carico più equa, tempestiva e centrata sul paziente.

Nel corso della giornata sono intervenuti esponenti istituzionali e tecnici, tra cui i senatori Orfeo Mazzella ed Elisa Pirro , gli onorevoli Ilenia Malavasi e Maddalena Morgante, insieme ad Armando Magrelli (Aifa), Tiziana Nicoletti (Cittadinanzattiva), Giuseppe Limongelli (Comitato Nazionale Malattie Rare), Gaetano Piccinocchi (Simg), Roberta Venturi e Ilaria Ciancaleoni Bartoli (Omar), Marco Salvatore (Centro Nazionale Malattie Rare, Iss), Elida Sergi (Iss) e Simon Ghinassi (Università di Pisa). L’evento si è tenuto con il contributo non condizionante di Pfizer.

‘L’ageismo sanitario – ha affermato Ilenia Malavasi, membro della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati – identifica la discriminatoria tendenza a considerare la diagnosi e presa in carico terapeutico non necessaria per le persone anziane. Si tratta di una forma di pregiudizio che, nella pratica, impedisce di ottenere una diagnosi e una presa in carico ottimale, nel rispetto della vita di tutte le persone, indipendentemente dalla loro età.

A questo proposito ho presentato un’interrogazione, riguardante le iniziative volte a disciplinare a livello normativo il fenomeno dell’ageismo, in particolare quello sanitario, con l’obiettivo di garantire l’accesso alla presa in carico diagnostico, terapeutico e assistenziale delle persone anziane, specie quando affette da malattie rare’.

‘Nonostante nel nostro Paese l’età media delle persone sia in continuo aumento- ha proseguito- nel nostro ordinamento manca una legge che disciplina il fenomeno dell’ageismo. Una tendenza che può trasformarsi in una vera e propria mancanza di assistenza, con conseguente ricadute in termini di disabilità per i pazienti. Ma dignità, possibilità di cura e di assistenza sono elementi di civiltà slegati dalla condizione anagrafica delle singole persone ed è necessario battersi per garantire prese in carico e prestazioni efficaci sempre, garantendo qualità della cura e del tempo di vita di tutte le persone’.

Armando Magrelli, dirigente dell’Ufficio Ricerca Indipendente, Agenzia Italiana del Farmaco, ha sottolineato che ‘la ricerca indipendente finanziata da Aifa rappresenta un unicum in Europa: un modello pubblico e trasparente di produzione di conoscenze cliniche, che può guidare l’innovazione in aree come le malattie rare.

La traduzione dei risultati in terapie concrete e la disponibilità equa di queste terapie sul territorio restano le due principali sfide da superare. Con il nuovo bando da 17,8 milioni di euro per il 2025, Aifa ha introdotto meccanismi più stringenti di valutazione e monitoraggio proprio per evitare che la ricerca preclinica resti confinata al laboratorio’.

‘Inoltre- ha reso noto- l’Agenzia opera in sinergia con l’Ema, la propria Commissione scientifica ed economica (Cse) e diversi reti internazionali, con l’obiettivo di promuovere la designazione orfana, l’accesso a fondi comunitari e l’inserimento in infrastrutture regolatorie europee. È fondamentale fare rete e in questo campo l’Italia può essere capofila’.

In un videomessaggio, Ilaria Ciancaleoni Bartoli , Osservatorio Malattie Rare (Omar), ha evidenziato che ‘le malattie rare colpiscono tutte le età e servono una presa d’atto concreto in tal senso. È fondamentale innanzitutto creare un percorso di transizione per i pazienti con patologie ad esordio infantile, ma con le quali convivono anche nell’età adulta. Allo stesso tempo, è necessario integrare nella presa in carico multidisciplinare anche la medicina interna e la geriatria, e indirizzare anche a loro la formazione sulle malattie rare.

Va, inoltre, garantito l’accesso equo a tutte le terapie, la presa in carico ei percorsi di assistenza, anche per i pazienti rari in età avanzata: escluderli significherebbe alimentare una forma di ageismo che una società che invecchia non può permettersi. È essenziale inoltre integrare i percorsi di cura ospedalieri con una vera e propria rete sanitaria e sociale, capace di rispondere ai bisogni specifici della persona adulta, anche attraverso strumenti digitali semplici e accessibili. E infine, un’attenzione alla diagnosi legata all’esordio in età adulta con la possibilità di poter accedere al test genetico’.

‘La formazione- è intervenuto Giuseppe Limongelli, membro del Comitato nazionale per le malattie rare del ministero della Salute- rappresenta un passaggio essenziale per migliorare l’identificazione e la gestione delle malattie rare, anche nella popolazione anziana. Eppure, oggi in Italia i medici, sia specialisti che di medicina generale, ricevono ancora stimoli troppo deboli su questi temi.

Le criticità sono note: nei corsi universitari si parla poco o nulla di malattie rare, nelle scuole di specializzazione mancano tirocini dedicati, e non esiste un percorso formativo nazionale uniforme. Servono quindi interventi mirati: va integrata fin dall’università e nei corsi post-laurea una formazione obbligatoria sui campanelli d’allarme e sui principali percorsi diagnostici, con esperienze dirette nei Centri specializzati. Allo stesso tempo, bisogna rafforzare e uniformare la formazione continua, dai crediti Ecm ai master, coinvolgendo i medici di famiglia ei pediatri, che sono spesso i primi interlocutori dei pazienti rari anziani e pediatrici’.

‘La frammentazione dell’assistenza- ha ricordato Gaetano Piccinocchi, Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie- rappresenta una delle criticità più sentite dai pazienti con malattie rare, anche quelli anziani. Il paziente affetto da una malattia rara si trova spesso a dover ‘navigare da solo’ tra specialisti, esami e strutture diverse. Diventa sempre più urgente costruire una rete integrata tra medici di famiglia, specialisti, ospedali e Centri di riferimento, soprattutto per chi vive in aree periferiche’.

‘Per farlo- ha concluso- servire dare al medico di medicina generale il ruolo di ‘case manager’ attraverso formazione, strumenti informativi chiari e percorsi assistenziali coordinati: così si garantisce continuità, inclusione e presa in carico efficace fin dal primo sospetto’.

Castello di Cisterna: sventata la “truffa dello specchietto”, due denunciati

Castello di Cisterna– La Polizia di Stato ha denunciato due persone per tentata truffa nella giornata di lunedì, smascherando un tentativo di raggiro con la nota “truffa dello specchietto”.

Durante un controllo stradale a Castello di Cisterna, gli agenti della Sezione Polizia Stradale di Napoli hanno notato due auto ferme sul ciglio della strada, con i conducenti coinvolti in una discussione accesa.

Insospettiti, i poliziotti sono intervenuti per identificare i presenti.
Dagli accertamenti è emerso che un 42enne e una 24enne, entrambi di San Giuseppe Vesuviano e con precedenti anche specifici, stavano tentando di truffare l’altro conducente, accusandolo falsamente di aver danneggiato lo specchietto del loro veicolo.

I due sono stati denunciati per tentata truffa, mentre proseguono le indagini per verificare eventuali altri episodi simili nella zona.

Caserta, picchia la compagna durante una videochiamata: arrestato

Caserta – Una violenta aggressione domestica è stata sventata grazie all’intervento di un’amica della vittima collegata in videochiamata dall’Olanda.

Un 31enne nigeriano è stato arrestato dai carabinieri a Caserta con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, dopo aver picchiato selvaggiamente la propria compagna all’interno della loro abitazione, nel centro città.

L’episodio è avvenuto nel primo pomeriggio di ieri. L’uomo, per futili motivi, avrebbe iniziato a minacciare di morte la donna per poi aggredirla con morsi, calci e pugni. La scena, avvenuta durante una videochiamata, è stata vista in diretta da un’amica della vittima residente nei Paesi Bassi, che ha subito interrotto la conversazione e chiamato il 112, numero unico di emergenza europeo.

La richiesta è stata prontamente inoltrata alla Centrale Operativa dei Carabinieri di Caserta, che ha inviato sul posto una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile. All’arrivo dei militari, la donna, anche lei di origini nigeriane, è stata trovata in stato di choc, vestita solo con indumenti intimi e una maglietta strappata, mentre veniva assistita da alcuni amici accorsi in suo aiuto.

Una volta tranquillizzata, ha raccontato ai carabinieri di essere vittima da oltre un anno di continue violenze fisiche e psicologiche, mai denunciate per paura di ritorsioni. Questa volta, però, ha deciso di parlare e formalizzare la denuncia.

Il 31enne, nel frattempo fuggito dall’abitazione, è stato rintracciato e arrestato poche ore dopo. Si trova ora nelle camere di sicurezza dell’Arma, in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.

Campi Flegrei, oggi tre scosse di terremoto

Pozzuoli – Tre scosse di terremoto nel giro di tredici minuti. Due in rapida successione. E’ tornata a tremare stamane la terra nei Campi Flegrei, con scosse avvertite anche a Napoli e in provincia.

L’Osservatorio Vesuviano ha rilevato i tre eventi sismici. Il primo di magnitudo 1.1 alle 10.29  alla profondità di 3 km, il secondo alle 10, 42 di magnitudo 1.9 alla profondità di 2.5 km e il terzo di magnitudo 1.6 dopo pochi secondi alla profondità di 2.4 km.

Tutti gli venti sismici sono stati localizzati nel golfo di Pozzuoli. Gli eventi, fa sapere il comune di Pozzuoli, potrebbero essere stati accompagnati da un boato avvertito dagli abitanti delle aree costiere. Sono diverse, infatti, le segnalazioni condivise nei gruppi social dai residenti.

In Italia oltre 500mila persone convivono con un tumore del sangue 

1

Roma – In Italia sono più di 500mila le persone che convivono con una neoplasia del sangue. Ogni anno si aggiungono circa 30mila nuove diagnosi, un dato che fotografa una condizione in costante evoluzione.

I numeri parlano chiaro e raccontano una realtà in cui la Ricerca scientifica ha radicalmente cambiato il panorama delle cure: le possibilità di guarigione sono in aumento e, in molti casi, è possibile convivere con la malattia per lunghi periodi mantenendo una buona qualità della vita.

In questo contesto, diventano prioritari due obiettivi: offrire un sostegno concreto ai pazienti ematologici e garantire l’accesso a terapie sempre più innovative ed efficaci. Traguardi raggiungibili grazie al lavoro sinergico tra l’Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma (Ail), le società scientifiche e gli enti impegnati nella lotta contro i tumori ematologici. Una collaborazione costante e sempre più stretta che, oggi più che mai, può fare la differenza.

A parlare sono i dati, più eloquenti di qualsiasi parola: l’impatto dell’Ail nella ricerca clinica e nella vita quotidiana di migliaia di pazienti ematologici e delle loro famiglie è tangibile. Solo nell’ultimo anno, Ail Nazionale e le sue sezioni provinciali hanno finanziato 157 progetti di ricerca scientifica. Un impegno che ha sostenuto studi innovativi finalizzati a comprendere meglio i meccanismi alla base dei tumori del sangue, a favorire diagnosi sempre più precoci e accurate, a migliorare la gestione clinica dei pazienti e a sviluppare nuove terapie efficaci.

Oltre a questo, sono stati erogati assegni di ricerca e borse di studio a giovani ricercatori e sono stati supportati laboratori di ricerca clinica e sperimentale su tutto il territorio nazionale.

Nel 2025 Ail rafforza ulteriormente il proprio impegno: tra i progetti in programma figurano studi avanzati sulle terapie Car-T, ricerche internazionali su leucemie e mielodisplasie, e il primo vero trial clinico sull’attività fisica nei pazienti ematologici. A questi si affiancano i consueti finanziamenti destinati alle principali società scientifiche ed enti di ricerca del settore (Sie, Sies, Fil, Gitmo e Airop) a conferma di una strategia sempre più orientata verso le nuove frontiere della cura e del miglioramento della qualità di vita.

Di questo e altro si è discusso oggi a Roma presso la Sala Minerva di Palazzo De Carolis, teatro della conferenza stampa dedicata alla Giornata Nazionale per la lotta contro Leucemie, Linfomi e Mieloma, il tradizionale appuntamento dell’Associazione per sottolineare e condividere i progressi della ricerca ematologica e per ribadire un messaggio importante rivolto ai pazienti e ai loro familiari: ‘Non siete soli’.

Tema dell’incontro stampa 2025, ‘Dalla Ricerca alla Cura: l’azione di AIL nella lotta ai tumori del sangue. Ricerca scientifica, innovazione terapeutica e assistenza ai pazienti’. Un convegno importante a tema medico-scientifico a cui hanno preso parte illustri ematologi, rappresentanti delle Società scientifiche italiane in ambito ematologico ed esponenti del Terzo settore.

‘Nel suo stesso nome, Ail, Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma- ha spiegato il presidente nazionale Ail, Giuseppe Toro- racchiude la propria missione: essere al fianco dei pazienti ematologici e delle loro famiglie in ogni fase della malattia.

Da oltre cinquantacinque anni Ail promuove e sostiene la Ricerca Scientifica ed è impegnata ogni giorno per accompagnare sin dalla diagnosi chi affronta un tumore del sangue, rendendo disponili servizi concreti, pensati su misura per rispondere ai reali bisogni di cura, assistenza e che migliorino la qualità della vita. Nel 1975 nascono le prime sezioni provinciali AIL, oggi sono 83 con oltre 17mila volontari in tutto il Paese. Sono 35 le sezioni provinciali in 16 regioni che dispongono del servizio Case Ail, per accogliere gratuitamente i pazienti e i loro familiari, nel caso sia necessario trasferirsi in un’altra città per le terapie’.

‘Negli anni- ha proseguito- anche grazie al costante sostegno economico della nostra Associazione alla Ricerca, le terapie per la cura delle leucemie, dei linfomi e del mieloma sono diventate sempre più mirate ed efficaci e siamo convinti che molte altre cure arriveranno, capaci di curare forme di tumore finora difficili da trattare e di offrire una qualità di vita sempre migliore ai pazienti’.

La ricerca scientifica è uno dei pilastri di Ail, che la sostiene attivamente da sempre. ‘Ail, oltre a sostenere in molti modi l’assistenza ai pazienti e ai loro famigliari- ha affermato il presidente del Comitato Scientifico Ail e professore di Ematologia Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, William Arcese- da sempre promuove la ricerca scientifica per la cura delle leucemie, dei linfomi e del mieloma.

Ail si avvale di un proprio Comitato Scientifico che, oltre all’attività di informazione e aggiornamento continuo sui progressi clinici e di ricerca, opera come organo consultivo di indirizzo scientifico e di valutazione progettuale delle iniziative di ricerca clinico-biologica. Nel campo dell’Ematologia neoplastica sono numerose ed estremamente promettenti le acquisizioni clinico-terapeutiche sviluppatesi nel corso degli anni, e il contributo di Ail alla ricerca risulta particolarmente ampio e ramificato’.

‘Da oltre quarant’anni- ha ricordato il presidente della Fondazione Gimema Franco Mandelli, Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto, Marco Vignetti- Gimema e Ail lavorano fianco a fianco per portare ai pazienti le migliori opportunità diagnostiche e terapeutiche.

È un modello unico di collaborazione tra ricerca e società civile. Senza il contributo costante di Ail, a livello nazionale e territoriale, molti dei nostri studi non avrebbero visto la luce: basti pensare al sostegno ai data manager nei centri, alla raccolta fondi, o alla capillare attività dei volontari. Questa alleanza è oggi più che mai fondamentale per continuare a garantire a tutti i pazienti accesso all’innovazione e qualità di vita’. Il mieloma multiplo riguarda prevalentemente le persone anziane over 70 e le nuove diagnosi nel 2024 sono state circa 6.700.

‘Oggi- ha evidenziato Michele Cavo, professore di Ematologia Alma Mater Studiorum Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Università degli Studi di Bologna e presidente Working Party Mieloma Multiplo Gimema- la cura del mieloma multiplo può contare su un’ampia gamma di trattamenti, rappresentati da farmaci biologici che, nel corso degli anni, si sono articolati in tre grandi classi: gli inibitori del proteasoma, gli immunomodulanti e, più recentemente, gli anticorpi monoclonali.

Inoltre, è disponibile la terapia Car-T ide-cel, indicata per i pazienti con malattia in progressione dopo almeno tre precedenti terapie. Recentemente, Ema ha autorizzato l’immissione in commercio di questo e di un altro prodotto, non disponibile in Italia, in fasi più precoci. Questa estensione rappresenta un significativo avanzamento terapeutico. È auspicabile che entrambe possano essere offerti ai pazienti nella nuova indicazione, non appena sarà concluso il processo approvativo di Aifa’.

Nel 2024 si sono registrati circa 2.600 casi di leucemia mieloide acuta e circa 4.000 casi di mielodisplasie che riguardano in maggioranza over 65. Sono tumori aggressivi e spesso curabili. Fabrizio Pane, professore ordinario di Ematologia, direttore di Dipartimento di oncologia, Ematologia e Anatomia Patologica, Università Federico II di Napoli, Direttore Uoc Ematologa e Trapianti di Midollo, Aou Federico II di Napoli, ha precisato che ‘è fondamentale eseguire una tipizzazione estesa, genetica, citogenetica e molecolare, nei pazienti affetti da leucemia, in particolare nei cosiddetti pazienti ‘fit’, ovvero coloro che hanno una condizione fisica tale da poter essere candidati a una chemioterapia intensiva.

L’età mediana alla diagnosi è prossima ai 70 anni e una quota significativa di pazienti, non è candidabile alla chemioterapia intensiva. In passato, le opzioni terapeutiche erano limitate e spesso si riducevano a un approccio palliativo. Oggi, sono disponibili terapie efficaci che consentono di ottenere buone remissioni e anche, migliorando le condizioni cliniche, rendere il paziente candidabile al trapianto allogenico, cioè ad un percorso terapeutico potenzialmente curativo’.

Nel 2025 Ail finanzierà ‘LabNet per le leucemie mieloide acute e per le mielodisplasie’, progetto che ha una valenza strategica trattandosi di un’iniziativa nazionale. Le malattie ematologiche rare, come le leucemie, colpiscono infatti piccoli gruppi di pazienti e richiedono indagini complesse, eseguibili esclusivamente in laboratori altamente specializzati e attrezzati. Negli ultimi anni, la qualità della vita è diventata un parametro sempre più centrale nella valutazione dei trattamenti oncologici, affiancandosi agli indicatori tradizionali come la sopravvivenza e la risposta alla terapia.

‘Oggi- le parole di Fabio Efficace, responsabile Health Outcomes Research Unit e Chair Working Party Quality of Life, Gimema ‘Franco Mandelli’- è fondamentale includere i dati riportati direttamente dai pazienti che vengono raccolti attraverso questionari sulla qualità della vita. Questi strumenti devono essere validati scientificamente e rispondere a criteri rigorosi, perché forniscono informazioni uniche, che non possiamo ottenere in nessun altro modo.

Il dato ‘soggettivo’ è cruciale: solo grazie a esso possiamo comprendere l’impatto di una terapia, non solo in termini di efficacia clinica, ma anche di effetti collaterali percepiti, benessere complessivo e qualità della vita. Avere queste informazioni consente ai clinici di poter scegliere il farmaco migliore, non solo per quanto riguarda l’efficacia, ma anche per come la persona vive la terapia’.

Per il 2025 Ail finanzierà 2 progetti: ‘Proactive- Coordinamento studio internazionale sui pazienti con leucemia e meloide acuta (Lam), leucemia acuta promielocitica(Lap) e sindromi mielodisplastiche (Smd)’, e ‘Hemato-Wellness’ sul ruolo dell’attività fisica fondamentale per la qualità di vita e anche per un miglioramento della prognosi.

Negli ultimi anni, l’immunoterapia e i farmaci biologici hanno trasformato l’approccio terapeutico in ematologia. Grazie all’efficacia e minore tossicità, offrono nuove opportunità di cura, migliorando significativamente la qualità di vita dei pazienti e aprendo la strada a combinazioni sempre più mirate e innovative.

‘L’immunoterapia- ha dichiarato il vicepresidente della Sie, professore di ematologia presso l’Università di Catania e Direttore Uoc di Ematologia, Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico ‘G. Rodolico’ Catania, Francesco Di Raimondo- rappresenta oggi il caposaldo dell’innovazione in ematologia, grazie alla bassa tossicità e all’efficacia potenziata, i farmaci possono essere usati in combinazione fra di loro o anche con la chemioterapia. Tra le soluzioni più promettenti ci sono gli anticorpi bispecifici e le Car-T, una terapia altamente personalizzata, anche se più complessa da gestire’.

Prosegue intanto ‘Il Corso di perfezionamento in Infermieristica in Ematologia’ promosso da Sie in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli che ha l’obiettivo di formare circa 20 infermieri sulla gestione delle nuove terapie. Le neoplasie mieloproliferative croniche sono patologie tumorali associate ad alterazioni specifiche del Dna con alcune mutazioni ricorrenti e comprendono entità diverse. Sono malattie rare che globalmente hanno un’incidenza inferiore per 100mila casi all’anno.

Il presidente Sies, professore di Ematologia, Direttore della Sod Ematologia, direttore del Dipartimento Integrato Oncologia, Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi, direttore della Scuola di Specializzazione in Ematologia, Università di Firenze, Alessandro Maria Vannucchi- ha informato che ‘le principali sono almeno tre: la policitemia vera, la trombocitemia essenziale e la mielofibrosi primaria.

È noto che si contraddistinguono per la presenza, nel 90% dei casi, di una mutazione e le più comuni sono dovute a una mutazione dei geni JAK2, MPL e CARL. La scoperta più rilevante è stata comprendere che queste mutazioni determinano un’alterazione funzionale di una specifica via di segnalazione nelle cellule emopoietiche, la via JAK-STAT che viene attivata in modo anomalo da qualunque di queste. Fortunatamente, oggi disponiamo di farmaci, gli inibitori di JAKinibitori che, indipendentemente dal tipo di mutazione, bloccano selettivamente questa via alterata, rivoluzionando l’approccio terapeutico’.

Quest’anno Ail finanzierà ‘Il corso di formazione avanzata di bioinformatica applica alle patologie oncoematologiche’. È una figura di estrema necessità nel mondo della ricerca e lo sarà sempre più in futuro. In Italia, nel 2024 sono stati effettuati 2.076 trapianti allogenici, la patologia maggiormente trattata è stata la leucemia acuta mieloide, nel 46% dei casi. Per quanto riguarda il trapianto autologo ne sono stati eseguiti 3.160, il 64% dei casi è stato impiegato in pazienti affetti da mieloma multiplo. ‘

Le indicazioni per il trapianto- ha reso noto il presidente Gitmo, direttore Uoc Ematologia e Centro Trapianti Midollo Osseo, dipartimento Oncoematologico e Radioterapico, Grande Ospedale Metropolitano ‘Bianchi-Melacrino-Morelli’ di Reggio Calabria, Massimo Martino- variano in base a diversi fattori, tra cui diagnosi, biologia della malattia, risposta alla terapia, età e condizioni generali del paziente.

Oggi registriamo un aumento significativo dei trapianti anche negli over 60, soprattutto allogenici, che rappresentano il 32% del totale. Questo grazie a tecnologie più sicure, nuove terapie e una migliore gestione delle complicanze, che rendono la procedura accessibile anche a pazienti più anziani’. La collaborazione tra Gitmo e Ail prosegue: anche quest’anno verrà finanziato il progetto relativo all’attività del Clinical Trial Office per la realizzazione delle attività di ricerca.

I tumori ematologici infantili più frequenti sono le leucemie acute, linfoidi e mieloide, i linfomi di Hodgkin e non-Hodgkin. In Italia, ogni anno si ammalano di una neoplasia circa 1.400 bambini tra 0 e 5 anni e circa 800 adolescenti e quella ematologica oncologica è predominante in Italia come nel resto del mondo. ‘In ematologia pediatrica- ha concluso la presidente Aieop e responsabile Unità di Neuro-Oncologia, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, Angela Mastronuzzi- il vero salto in avanti è stato fatto quando si è cominciato a utilizzare i protocolli di studio, perché i numeri sono piccoli e le patologie molto complesse.

È, dunque, necessario attrezzarci per poter raggiungere dei risultati e verificare che i trattamenti siano efficaci e replicabili. L’introduzione dei protocolli ci ha permesso di sperimentare nuovi trattamenti e soprattutto di lavorare in modo cooperativo per riconoscere i fattori di rischio associati alle patologie e poterle stratificare al meglio, al fine di somministrare la dose corretta di farmaco per il singolo paziente. A fine 2024 erano in corso 37 studi clinici: 19 nazionali e 18 internazionali’.

Ail finanzierà il progetto di Aieop che prevede l’assunzione di un Data manager per il coordinamento degli studi. Lunedì 23 giugno alle 16.30 una delegazione di Ail sarà ricevuta al Palazzo del Quirinale in udienza dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per celebrare la Giornata Nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma.

In occasione della Giornata Nazionale contro leucemie, linfomi e mieloma, Ail rinnova un appuntamento ormai atteso e consolidato per pazienti e familiari: il Numero Verde Ail Problemi Ematologici (800 22 65 24), attivo sabato 21 giugno dalle 8.00 alle 20.00. Un servizio gratuito che permette ai pazienti di parlare direttamente con ematologi esperti, ricevere chiarimenti sulle proprie patologie e sulle terapie in corso, in totale riservatezza e senza le limitazioni di tempo. La novità del 2025 è l’ampliamento del team di specialisti coinvolti: saranno infatti 40 gli ematologi a disposizione, per garantire un supporto ancora più ampio, tempestivo e personalizzato.

Il clan Fabbrocino voleva uccidere il poliziotto corrotto di San Giuseppe Vesuviano

Napoli – La camorra o meglio il clan Fabbrocino voleva uccidere il poliziotto corrotto di San Giuseppe Vesuviano coinvolto nell’inchiesta della truffa dei flussi migratori.

E’ una delle pagine più inquietanti che emerge dall’inchiesta sul business dei flussi migratori che due settimane fa ha portato in carcere 46 persone tra cui tre noti avvocati di San Giuseppe Vesuviano, faccendieri ed esponenti del clan Fabbrocino.

L’inchiesta coinvolge anche un sovrintendente della Polizia di Stato in servizio al commissariato di san Giuseppe Vesuviano e che è sospettato di aver messo le proprie funzioni istituzionali al servizio del clan, ricevendo in cambio vantaggi personali. Un intricato caso di corruzione e collusione con la criminalità organizzata.

La decisione di uccidere il poliziotto da parte del clan Fabbrocino, intento poi non portato a compimento, emerge da una conversazione intercettata il 23 dicembre 2022, tra due colleghi del poliziotto che sono a conoscenza dei traffici illeciti dell’agente ma in nessun modo coinvolti.

I due discutono apertamente della “doppia vita” del collega, descrivendolo come uno  che avrebbe “venduto la propria funzione istituzionale” per interessi personali. Durante il dialogo, i due fanno riferimento alla sua “carriera criminale parallela”, sottolineando come il suo prolungato periodo di assenza dal servizio stesse danneggiando i suoi affari illeciti.

Nella conversazione, emerge un quadro sconcertante: il poliziotto sarebbe stato a libro paga di un esponente di spicco del clan Fabbrocino, dal quale riceveva compensi settimanali, arrivando a incassare fino a 15.000 euro al mese. I due colleghi hanno riferito di un episodio in cui il camorrista, esasperato dalle continue pretese economiche, avrebbe persino minacciato di farlo eliminare da “gente di Napoli” in un agguato in campagna.

“Io mi faccio la galera e tu ti fai i soldi”

“Io mi faccio la galera e tu ti fai i soldi”, gli avrebbe detto il camorrista che avrebbe raccontato a uno dei due poliziotti intercettati che l’intento era di attirarlo in una trappola con la scusa di un incontro per consegnare del “tabacco”. Però, ad attenderlo ci sarebbero stati due camorristi di Napoli che gli avrebbero dato “tre, quattro botte” al posto dei soldi.

A quel punto l’agente venuto a conoscenze delle intenzioni del clan Fabbrocino avrebbe avvicinato il collega corrotto dicendogli in maniera lapidaria: “O fai la guardia o il camorrista, tutte e due le cose non le puoi fare più. Altrimenti ti fai la cartella”.

Le indagini della Dda di Napoli, su questo filone proseguono e promettono ulteriori sviluppi anche su scala più ampia, dato il legame ipotizzato con i flussi migratori e l’ambiente camorristico locale.

 

 

Napoli, Via Mezzocannone nel caos: rifiuti e sversamenti selvaggi sotto l’Università

Napoli– Dovrebbe essere il cuore pulsante della vita universitaria, eppure via Mezzocannone, nel centro storico di Napoli, è oggi un simbolo di degrado: cumuli di immondizia, sacchetti abbandonati e sversamenti illegali trasformano l’area in una discarica a cielo aperto.

A lanciare l’allarme è una residente che, attraverso immagini inequivocabili, ha documentato l’emergenza rifiuti. Tra gli scatti, uno particolarmente significativo ritrae un dipendente di un fast food locale mentre scarica illegalmente sacchetti di spazzatura utilizzando un carrello, lasciando il tutto accatastato accanto ai cassonetti.

Le foto choc inviate da un cittadino

A intervenire sulla vicenda è Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, che non usa mezzi termini: “Via Mezzocannone è il simbolo della Napoli universitaria, ma oggi è in balia dell’inciviltà, dell’abusivismo e dell’anarchia. È intollerabile che esercizi commerciali, invece di dare il buon esempio, contribuiscano allo scempio ambientale violando le norme più elementari”.

Borrelli chiede interventi immediati: “Servono controlli serrati e sanzioni esemplari per chi inquina. Abbiamo segnalato il caso alle forze dell’ordine e alla polizia ambientale perché accertino le responsabilità. Napoli merita di tornare a splendere, e questo passa dal rispetto delle regole e dalla lotta agli abusi”.

Intanto, la zona resta un teatro di incuria, mentre studenti e residenti attendono risposte concrete. La battaglia per il decoro urbano, a quanto pare, è ancora lunga.

5 motivi per cui la tua assicurazione auto potrebbe costarti troppo

1

Quando si parla di assicurazione auto, uno degli aspetti che più preoccupa gli automobilisti è il prezzo finale della polizza. Spesso ci si rassegna, pensando che i costi siano inevitabilmente alti, ma in realtà ci sono diversi fattori che possono incidere in modo significativo e che, con un po’ di attenzione, possono avere un impatto minore.

Il primo motivo riguarda la scelta di una copertura non personalizzata: molte persone si limitano ad accettare la prima offerta che compare dopo aver inserito tutti i dati richiesti, senza adattarla ulteriormente alle proprie esigenze, magari aggiungendo garanzie accessorie più in linea con il proprio stile di guida e ottenendo, di conseguenza, una protezione effettivamente completa.

Il secondo errore comune è quello di non confrontare i preventivi. Soprattutto oggi che esiste la possibilità di fare tutto online, non approfittare dei servizi di comparazione equivale a precludersi la possibilità di un risparmio concreto. Un preventivo assicurazione auto può variare anche di centinaia di euro tra una soluzione e l’altra, e confrontare le opzioni è il modo più efficace per individuare quella con il miglior rapporto tra prezzo e qualità del servizio offerto.

Terzo fattore: non aggiornare i propri dati. Molti automobilisti non comunicano cambiamenti importanti alla propria assicurazione, come il cambio di residenza, la disponibilità di un box nel quale parcheggiare il proprio veicolo o una minore percorrenza chilometrica annuale, perdendo così l’eventualità di ottenere un premio più basso. Un’informazione non aggiornata può contribuire a mantenere elevato il premio anche se il profilo di rischio reale è cambiato in meglio.

Il quarto motivo per cui l’assicurazione auto può risultare troppo costosa è la scarsa conoscenza del suo funzionamento. Molti, ad esempio, non sanno di avere la possiblità di accedere a una classe di merito universale più vantaggiosa grazie alla RC Familiare, oppure non prendono in considerazione soluzioni come l’installazione della scatola nera, che – se offerta – può comportare importanti riduzioni.

Infine, il quinto errore è non approfittare delle offerte online. L’assicurazione auto online non è solo comoda, ma spesso anche più economica, perché elimina molti dei costi di intermediazione. Distributori come ConTe.it, ad esempio, appartenente al Gruppo Admiral, permettono di ottenere polizze personalizzabili, gestibili in autonomia e supportate da un Servizio Clienti rapido e professionale, con un ottimo rapporto qualità-prezzo. Poter gestire l’intero processo online vuol dire anche poter controllare in ogni momento lo stato della propria polizza, richiedere modifiche, consultare i documenti e attivare o sospendere garanzie accessorie in base al momento dell’anno o all’utilizzo effettivo dell’auto.

Un altro punto spesso trascurato è l’inerzia con cui si rinnova la polizza. Molti automobilisti rinnovano la propria assicurazione senza rivedere le condizioni o confrontare alternative, finendo in alcuni casi per pagare di più rispetto a quanto necessario. È invece utile impostare un promemoria per calcolare nuovi preventivi assicurazione auto ogni anno: anche pochi minuti possono fare la differenza in termini di risparmio.

Alla luce di questi elementi, è evidente che l’assicurazione auto non deve necessariamente essere una spesa pesante sul bilancio familiare: basta conoscere i propri diritti, aggiornare le informazioni, confrontare i preventivi e affidarsi a realtà trasparenti e digitalizzate che mettono davvero al centro l’utente.

Sette debutti, due repliche e un fiume di emozioni: la nona giornata del Campania Teatro Festival

NAPOLI – Il 21 giugno il Campania Teatro Festival alza il volume e abbatte i confini tra i generi, portando sul palco una vera e propria esplosione di visioni artistiche. Sette debutti, due repliche e un cartellone che vibra tra parola, gesto, memoria e immaginazione. A Salerno, al Teatro Verdi, debutta “Works and Days” del collettivo fiammingo FC Bergman: una riflessione scenica muta e magnetica sull’umanità e il suo rapporto precario con la natura, ispirata all’antico almanacco poetico di Esiodo. Un’opera monumentale e silenziosa, che parla al corpo e allo sguardo con la potenza di un coro arcaico.

Al Teatro Trianon di Napoli, Antonio Rezza e Daniele Cavaioli portano in scena “Metadietro”, un’opera mai scritta, surreale e dirompente, dove si consuma un allontanamento feroce dalla volontà, tra attacchi al mercato, scomparse di eroi e naufragi dell’identità. Intanto Fabio Pisano al Nuovo racconta l’Eduardo meno noto in “Eduardo c’est moi”: non il monumento, ma l’uomo, il giovane, il figlio, il politico, il fragile.

Al Giardino Romantico di Palazzo Reale, la poesia di Vivian Lamarque apre la sezione Letteratura con la leggerezza profonda di “Abracadabra”, mentre a seguire, gli Anonima Armonisti fanno esplodere il palco in un concerto senza strumenti, fatto solo di voci, delirio, pop e battute micidiali. Più tardi, al Teder, Silvia Santagata scuote e rigenera il pubblico con “Io ti riabilito”, viaggio disturbante e salvifico sull’abuso e sulla rinascita.

A Salerno, la Sala Pasolini accoglie “Tempesta e incantesimi” con i giovani del centro “La Pagliuzza”, un’opera di resilienza e sogno nata da Shakespeare e tradotta nella realtà di chi cerca una riva su cui salvarsi. Per chi ha perso qualcosa, c’è spazio anche per ritrovarla: tornano “La principessa di Lampedusa” di Sonia Bergamasco e il potente “Golem” di Amos Gitai a Pompei, due repliche che completano un mosaico artistico senza pause.

Le mostre inaugurate il 21 giugno sono tre e tutte parlano al cuore. A Palazzo Zapata, “La stanza di Herlitzka” e “Enzo Cannavale: il magnifico dilettante” sono due omaggi commossi e vitali a due giganti della scena. Al Sannazaro, il ricordo vibrante di Luisa Conte diventa installazione viva, tra costumi, foto, frammenti video e testimonianze.

A completare la giornata, l’iniziativa “Il Gusto della Vita Lenta” firmata Lavazza invade il Cortile delle Carrozze con musica, laboratori, incontri e arte partecipata. Tra ospiti, sorprese e colazioni lente, spiccano Micciarella di Mare Fuori e il live acustico di Rocco Hunt. Infine, torna anche il cinema: al Teatro di Corte, Lina Sastri presenta il suo “La casa di Ninetta”, film tra memoria e identità, moderato da Titta Fiore.

Terzigno, torna libero il pusher Angelo Cozzolino

Terzigno – Nella tarda serata di martedì, i militari hanno fatto irruzione in un’abitazione al confine tra Terzigno e Boscoreale, al termine di un’indagine che aveva rilevato movimenti sospetti nell’area.

L’operazione ha portato all’arresto in flagranza di Angelo Cozzolino, pregiudicato trovato in possesso di 31 dosi di cocaina già confezionate per la vendita. La perquisizione ha confermato i sospetti: l’appartamento era il fulcro di una strutturata piazza di spaccio.

Assistito dall’avvocato Gennaro De Gennaro, Cozzolino è comparso davanti al Tribunale di Nola per il rito direttissimo. Il giudice, tuttavia, non ha disposto misure cautelari, rimettendo l’indagato in libertà.

Trovato in casa con 31 dosi di cocaina

L’intervento si inserisce nella costante attività di contrasto allo spaccio condotta dai carabinieri, che da mesi monitorano le zone sensibili del territorio vesuviano, teatro di un’intensa attività di traffico di stupefacenti al dettagl