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Orta di Atella, 96enne intrappolato in casa in fiamme: salvato dai carabinieri

Orta di Atella– Attimi di paura questa mattina in via Salvemini, dove un incendio ha interessato uno stabile a due piani. Un uomo di 96 anni, bloccato in casa a causa delle sue difficoltà motorie, è stato portato in salvo dai carabinieri intervenuti sul posto.

L’allarme è scattato poco prima delle 8:00, quando alcuni residenti hanno notato il fumo provenire da una delle abitazioni e hanno immediatamente chiamato i soccorsi.

La Centrale Operativa della Compagnia dei Carabinieri di Marcianise ha attivato con urgenza le pattuglie del Nucleo Operativo e Radiomobile, allertando contestualmente i Vigili del Fuoco di Caserta e il personale sanitario del 118.

Le fiamme sarebbero partite da un frigorifero in disuso

Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero partite da un frigorifero in disuso installato in un appartamento vuoto dello stabile, a causa di un corto circuito.

Il rogo si stava rapidamente estendendo agli altri appartamenti – quattro in totale – quando i militari, avuta notizia della presenza all’interno dell’edificio dell’anziano, non hanno esitato a entrare, riuscendo a portarlo fuori in tempo, prima che venisse sopraffatto dal fumo.

I carabinieri hanno riportato lievi sintomi da inalazione e sono stati soccorsi dal personale sanitario per accertamenti.

L’intervento tempestivo dei Vigili del Fuoco ha permesso di domare le fiamme, evitando che si propagassero ad altre abitazioni. Non si registrano ulteriori feriti.

Napoli, suicidio assistito, negato il diritto alla morte assistita a “Coletta”, malata di SLA

Napoli– Una storia di dolore, dignità e diritti negati che scuote la Campania. “Coletta”, nome di fantasia per una 44enne campana affetta da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), ha visto la sua richiesta di suicidio medicalmente assistito respinta dalla ASL.

Un diniego che la donna, lucida e determinata, definisce una “condanna a soffrire”, e che l’ha spinta a presentare un ricorso d’urgenza al Tribunale di Napoli. È il terzo caso nella regione, un campanello d’allarme che evidenzia le difficoltà nell’accesso a un diritto sancito dalla Corte Costituzionale.

Secondo l’azienda sanitaria, “Coletta” non soddisferebbe tre dei quattro requisiti richiesti dalla sentenza “Cappato-Antoniani” (242/2019): l’unica condizione riconosciuta è la patologia irreversibile.

La ASL ha negato l’esistenza di una chiara volontà di procedere, ha messo in dubbio la dipendenza da trattamenti di sostegno vitale e ha contestato la presenza di sofferenze intollerabili. Una valutazione che l’Associazione Luca Coscioni, che assiste legalmente la donna, definisce “sconcertante e inumana”.

Un iter burocratico e l’ombra dell’ostruzionismo

“Coletta”, che vive in una condizione di totale dipendenza, impossibilitata a parlare e costretta a comunicare con un puntatore oculare, ha dichiarato: “Non posso accettare che la mia volontà venga schiacciata.

Se in Italia non posso accedere a una scelta legalmente garantita, sto valutando di espatriare per morire dignitosamente in Svizzera.” Un’amara dichiarazione che solleva un’importante riflessione su come l’ostruzionismo burocratico possa spingere le persone a cercare all’estero ciò che la legge italiana dovrebbe garantire.

L’avvocata Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, ha sottolineato come la valutazione della ASL sia in aperto contrasto con le sentenze della Corte Costituzionale, che includono tra i trattamenti di sostegno vitale anche gli interventi farmacologici e strumentali necessari per la sopravvivenza.

La negazione di questi requisiti, secondo Gallo, si traduce in un “trattamento inumano” verso una donna che sta vedendo la propria vita spegnersi giorno dopo giorno.

Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione, punta il dito contro le istituzioni locali, accusando la Giunta De Luca di “boicottare” il diritto all’aiuto alla morte volontaria. Il riferimento è alla proposta di legge regionale “Liberi subito”, ferma da oltre un anno nonostante le mobilitazioni, e al mancato avvio di consultazioni promesse dal Presidente.

Il caso di “Coletta” non è un episodio isolato. Prima di lei, Gianpaolo Galietta, affetto da atrofia muscolare spinale, dopo mesi di attesa, aveva optato per la sedazione palliativa profonda, morendo due giorni dopo. La battaglia legale di “Coletta” diventa così la battaglia di tutti coloro che, in condizioni di estrema sofferenza, chiedono il diritto di scegliere la propria fine, senza essere costretti a un esilio della dignità.

L’anticiclone africano torna a infuocare l’Italia: picchi di 40°C per il weekend di San Lorenzo

Dopo una breve tregua estiva, l’Italia si prepara ad affrontare una nuova ondata di caldo torrido. I meteorologi confermano: l’anticiclone africano, ribattezzato in gergo “Cammello”, è in arrivo e porterà con sé temperature bollenti, con punte che toccheranno i 40°C proprio nel weekend di San Lorenzo, tra sabato 9 e domenica 10 agosto.

Un’escalation di caldo da metà settimana

Mentre in queste ore il Sud registra ancora qualche instabilità (rovesci sparsi su Puglia, Basilicata e Calabria), già da mercoledì il termometro inizierà a salire. In Toscana si supereranno i 35°C, mentre Roma si fermerà a 34°C. Ma è solo l’inizio.

Giovedì, il caldo si farà più intenso: nel foggiano e nelle zone interne dell’Umbria si arriverà a 36-37°C, mentre città come Modena, Bologna e Ferrara sfioreranno i 35°C. Venerdì sarà il primo giorno di caldo africano generalizzato:

Nord: Ferrara e Reggio Emilia a 37°C (con umidità elevata e afa soffocante), resto dell’Emilia e Mantova a 36°C.
Centro: Terni a 38°C, Firenze e Frosinone a 36-37°C.
Sud: Benevento, Foggia, Taranto, Caserta e Caltanissetta a 37°C.
San Lorenzo sulla “graticola”: il picco del weekend

Ma il clou arriverà nel weekend di San Lorenzo, quando l’Italia sarà letteralmente avvolta da un soffio rovente proveniente dal Nordafrica. Ecco le temperature previste:

Terni a 40°C
Benevento a 39°C
Roma, Firenze, Ferrara, Frosinone e Mantova a 38°C
Anche la Capitale tornerà a sperimentare la temuta “febbre umana”, con un caldo afoso che metterà a dura prova i cittadini. C’è chi si chiede se verranno sfiorati record storici: attualmente, il primato di agosto a Roma Ciampino risale al 4 agosto 1981, con 41°C, seguito dai 40°C del 25 agosto 2007 e del 2 agosto 2017.

Dall’autunno al caldo estremo in pochi giorni

Ironia della sorte, solo una settimana fa l’Italia era alle prese con trombe marine, grandinate e temperature quasi autunnali. Ora, invece, il Paese si prepara a una settimana di caldo estremo, con l’anticiclone subtropicale deciso a mantenere la sua morsa per diversi giorni.

Un consiglio? Bere molta acqua, evitare esposizioni prolungate al sole nelle ore centrali e… prepararsi a sudare. San Lorenzo, quest’anno, sarà davvero bollente.

Napoli, lutto a San Lorenzo, addio al giovane pizzaiolo Genny: lavorava da Sorbillo

San Lorenzo piange la scomparsa di Genny, giovane pizzaiolo di appena 22 anni, conosciuto e stimato nel quartiere e tra i colleghi. Il ragazzo lavorava in uno dei locali di Gino Sorbillo, simbolo della tradizione pizzaiola napoletana.

Genny è morto in ospedale, dove era ricoverato da alcune settimane per una grave malattia scoperta di recente. A spegnersi, oltre alla sua giovane vita, è anche una promessa dell’arte bianca napoletana: un pizzaiolo appassionato, instancabile, amato da chi ha lavorato con lui e da chi ne ha assaggiato la pizza.

A ricordarlo con commozione è stato anche Gino Sorbillo, che ha affidato il suo dolore a un post sui social, accompagnato da una foto del ragazzo:

“Ci avevo sperato fino all’ultimo. Hai lottato con coraggio, sempre con il sorriso, anche quando la vita è stata dura con te. Eri un lavoratore instancabile, un pizzaiolo con le mani d’oro e l’anima piena di sogni. Una settimana fa, in ospedale, mi hai detto: ‘Mo’ che esco da qua dentro, agg’ fa na bella pizza’. Quel giorno, purtroppo, non è arrivato. Oggi quella pizza la porti nel cuore di chi ti ha voluto bene, perché il tuo ricordo è impastato d’amore, di fatica e di passione. Ciao fratè, ci mancherai davvero tanto”.

Ma sono in tanti sui social che da ieri stanno postando video, foto e commenti con i quali si ricorda Genny: un ragazzo amato, stimato e benvoluto da tanti.

Il quartiere San Lorenzo si stringe attorno alla famiglia e agli amici di Genny, nel ricordo di un giovane che ha lasciato un segno profondo, fatto di sorrisi, impegno e amore per il suo mestiere.

Casavatore, viabilità, servizi alla persona e PUC: ecco la ricetta del neo sindaco Fabrizio Celaj.

Casavatore – Progetti e programmi ambiziosi quelli che si sono prefissati giunta e maggioranza per poter ridare slancio alla città con l’approvazione in consiglio comunale dello strumento urbanistico atteso da circa quarant’anni e che andrà a regolare le trasformazioni e le future attività edilizie sul territorio.

Tra gli obiettivi dell’ atteso provvedimento che seguirà l’iter previsto dalla legge, è quello di regolamentare l’operatività delle trasformazioni urbane, rivedere la disciplina delle destinazioni d’uso e redistribuire le quote di edilizia residenziale in un territorio per decenni fatto oggetto di colate di cemento.

Con il varo del PUC, infatti, l’Amministrazione comunale pone le basi per una maggiore controllo delle regole urbanistiche, e rafforzare la coerenza tra obiettivi strategici e strumenti attuativi.

In attesa dell’approvazione entro dicembre del futuro Piano Urbanistico Comunale, che rappresenterà il passaggio decisivo verso una nuova stagione della pianificazione urbana, si propone come tappa necessaria per restituire efficacia e visione allo sviluppo della città, si vareranno anche i previsti iter intermedi.

Celaj ha anche annunciato di aver proceduto con l’assessorato competente e gli uffici preposti, alla riapertura del centro di raccolta ecologico da sempre finito in pasto a feroci diatribe) dopo i relativi adeguamenti e necessarie certificazione. Centro che nelle intenzioni sarà utile a decongestionare le attività del servizio.

Una buona notizia anche per i residenti del parco della Acacie, dove il primo cittadino Celaj ha previsto la trasformazione in ufficio comunale dell’ex alloggio del custode della scuola A. De curtis a servizio dei cittadini del quartiere e stabilire una giornata di ricevimento con i residenti da parte di Sindaco e Assessori e recepire la istanze di commercianti e cittadini.

In merito alla viabilità invece, è stato previsto entro la fine di settembre l’avvio dei lavori per la riduzione del marciapiedi in via San Pietro onde consentire a genitori e alunni di poter sostare in piena sicurezza con l’allargamento consequenziale della sede stradale e nuova segnaletica elettronica.

Mentre in tema di verde pubblico, è stata programmata la modifica del regolamento per gli spazi verdi onde consentire l’adozione delle aiuole e la loro gestione.

Napoli, mancato interrogatorio: scarcerati i due Silvestro, padre e figlio

Napoli – Padre e figlio, entrambi soprannominati “Desquared”, tornano in libertà dopo che il Tribunale del Riesame ha accolto le loro istanze di scarcerazione.

Gennaro e Salvatore Silvestro, arrestati lo scorso 22 luglio nell’ambito di un’indagine antidroga che ha portato a 12 ordinanze di custodia, hanno visto annullare la misura cautelare per una presunta violazione della riforma Nordio, quella che impone l’interrogatorio preventivo prima dell’emissione del provvedimento.

A sostenere la linea difensiva è stato l’avvocato Salvatore Landolfi, che ha fatto leva sull’omissione dell’interrogatorio, un passaggio ritenuto essenziale anche se – come obiettato dal procuratore Nicola Gratteri – avrebbe potuto compromettere il segreto investigativo.

La decisione dei giudici del Riesame riapre il dibattito sull’applicazione della norma: c’è chi ritiene che in casi come questo l’interrogatorio sia obbligatorio e chi invece sostiene che possa essere bypassato per esigenze investigative.

L’inchiesta: droga nascosta tra gli ortaggi e viaggi monitorati via satellite

L’operazione, coordinata dalla Squadra mobile di Napoli, aveva portato alla luce un traffico internazionale di droga gestito da un’organizzazione radicata tra Secondigliano, Fuorigrotta e Marano.

Al centro del sistema c’era una donna, Sonia Perez Alcaraz, una 43enne spagnola apparentemente dedita al commercio di ortaggi, ma in realtà accusata di organizzare spedizioni di hashish dalla Spagna fino al Centro Agro Alimentare di Volla (Caan), dove la droga veniva temporaneamente stoccata in un box refrigerato.

Uno dei carichi, occultato tra le zucche a bordo di un tir guidato da un autista spagnolo, era stato monitorato attraverso un sistema satellitare nascosto nel carico, che inviava messaggi SMS per tracciare il percorso.

Le indagini, partite dopo il sequestro della Guardia di Finanza di Fiumicino, hanno portato all’arresto di 12 persone, tra cui Francesco Di Fiore, Vincenzo Russo e Massimo Astuto, ritenuti i vertici dell’organizzazione insieme alla Perez Alcaraz e a un altro soggetto, Soto Sales.

Le misure cautelari: chi è in carcere e chi agli arresti domiciliari

Il gip Valentina Giovaniello aveva inizialmente disposto la custodia in carcere per dieci indagati e gli arresti domiciliari per altri cinque. Ora, con la scarcerazione dei Silvestro, resta un destinatario della custodia ancora latitante e uno degli arresti domiciliari da eseguire.

Tra gli indagati figurano anche Foued Boulkham (algerino), Ciro Cirino e Sabatino Gallo, tutti agli arresti domiciliari. La vicenda conferma la complessità delle indagini sul narcotraffico e le sfide legate all’applicazione delle nuove norme processuali.

Una precisazione necessaria: tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a una eventuale condanna definitiva.

Il nodo della riforma Nordio: interrogatorio sì o no?

Il caso dei Silvestro potrebbe diventare un precedente nell’interpretazione della riforma. Se da un lato il Riesame ha stabilito che l’interrogatorio è un passaggio indispensabile, dall’altro c’è chi sostiene che in casi di emergenza investigativa si possa derogare. La questione potrebbe finire sotto la lente della Cassazione, chiamata a dirimere il contrasto.

Intanto, padre e figlio “Desquared” sono di nuovo liberi, mentre l’inchiesta prosegue. Resta da capire se la loro scarcerazione sarà un episodio isolato o l’inizio di un nuovo orientamento giurisprudenziale.

Concessioni balneari a Posillipo: un affare da pochi euro a fronte di incassi d’oro

Napoli– Il mare di Posillipo, con le sue spiagge incantevoli e l’accesso sempre più limitato, si prepara a un nuovo capitolo.

L’Autorità Portuale ha indetto una gara per l’assegnazione di tre lotti di arenile per due anni: due sulla spiaggia di Donn’Anna, attualmente occupati da Bagno Elena e Lido Ideal, e uno sulla spiaggia delle Monache, gestito dal Bagno Sirena. La cifra richiesta per un anno di concessione? 3.204 euro e 53 centesimi. Una somma ridicola che solleva un’importante riflessione sul vero costo del “mare libero”.

Questo canone, stabilito come minimo dalla legge per concessioni inferiori ai 2000 metri quadrati, è meno di quanto costi affittare un posto auto a Napoli per un anno. Una cifra che i gestori dei lidi, con i prezzi che impongono per un singolo ingresso, un ombrellone e un lettino, riescono a incassare in meno di mezza giornata.

Un’abissale discrepanza che evidenzia un problema sistemico: le concessioni demaniali, spesso rinnovate con proroghe, vengono assegnate a prezzi irrisori, mentre i lidi privati continuano a lucrare cifre astronomiche a discapito dei bagnanti.

La lotta per il mare libero e le ambiguità del bando

Il bando, pur prevedendo che i concessionari si facciano carico della pulizia dei tratti di spiaggia libera adiacenti e del servizio di salvataggio, sembra perpetuare un modello che favorisce i gestori a discapito della collettività. Si fa cenno a requisiti economici e tecnici stringenti, come un fatturato minimo di 200.000 euro negli ultimi tre anni, che di fatto restringono la concorrenza, favorendo gli attuali occupanti.

Nonostante le promesse, il mare libero resta un miraggio. Sulla spiaggia di Donn’Anna sarà ad accesso pubblico solo la porzione di arenile di fronte a Palazzo Petrucci, precedentemente occupata dal Bagno Elena, che in virtù di una proroga tecnica ha già riposizionato ombrelloni e lettini. Un’ulteriore beffa per i cittadini. La stessa situazione si ripete sulla spiaggia delle Monache, dove il tratto libero è lo stesso di sempre.

Il bando omette di menzionare la quota addizionale regionale, che molti concessionari hanno sistematicamente omesso di pagare negli anni passati. Un’ulteriore prova che il sistema delle concessioni è un’anomalia che avvantaggia i privati a discapito dello Stato e dei cittadini. Mentre si attende la scadenza del 22 settembre per la presentazione delle domande, la speranza di un vero “mare libero” e accessibile a tutti sembra allontanarsi sempre di più.

A Pianura la centrale dei falsi prodotti del Napoli e di Geolier: 2 arresti

Napoli– Un duro colpo al mercato del falso è stato inferto dalla Guardia di Finanza di Napoli, che ha smantellato un laboratorio clandestino nel quartiere di Pianura, utilizzato come centrale di produzione e stoccaggio di articoli contraffatti.

Due cinquantenni, entrambi con precedenti penali, sono finiti in manette, mentre oltre 8.000 prodotti falsificati sono stati sequestrati.L’operazione, condotta dai “Baschi Verdi” del Gruppo Pronto Impiego del Comando Provinciale, è scaturita da un’attività info-investigativa che ha permesso di individuare un locale adibito a stamperia e magazzino, punto di riferimento per numerosi ambulanti abusivi.

La struttura riforniva il mercato nero di gadget e prodotti falsi, destinati alla vendita in occasione di grandi eventi sportivi e musicali in città, come concerti e partite della SSC Napoli.

Durante il blitz, i finanzieri hanno rinvenuto oltre 3.000 articoli contraffatti, tra cui magliette della SSC Napoli e gadget recanti il logo dell’artista Geolier, insieme a circa 5.000 prodotti semilavorati pronti per essere marchiati.

 Sequestrati 3mila articoli contraffatti e altri 5mila prodotti semilavorati

Nel locale sono stati sequestrati anche macchinari professionali, tra cui stampanti, telai, vernici, computer e toner, utilizzati per la produzione illecita.I due responsabili, colti in flagranza di reato, sono stati arrestati con l’accusa di contraffazione e posti agli arresti domiciliari in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.

Il locale e tutto il materiale rinvenuto sono stati sottoposti a sequestro.Un Colpo alla ContraffazioneL’operazione rappresenta un successo significativo nella lotta al mercato del falso, che non solo danneggia l’economia legale, ma alimenta circuiti di illegalità diffusa.

La Guardia di Finanza continua a monitorare il territorio per contrastare un fenomeno che, soprattutto in occasione di eventi di richiamo, trova terreno fertile a Napoli. Tuttavia, la scoperta di un laboratorio così strutturato evidenzia la necessità di intensificare i controlli preventivi, per stroncare le filiere della contraffazione prima che i prodotti raggiungano le strade.

Con questo blitz, le forze dell’ordine ribadiscono il loro impegno nel tutelare i marchi, i consumatori e l’economia locale, inviando un messaggio chiaro ai responsabili di attività illecite: Napoli non è terra di nessuno.

Ischia, anziana sventa la truffa ma è colta da malore: arrestato un 23enne, è la sua undicesima volta

Ischia – Un’altra vittima scampata, un altro arresto, ma la piaga delle truffe agli anziani non accenna a diminuire. I Carabinieri di Ischia hanno bloccato un 23enne di Secondigliano, già noto alle cronache per ben dieci precedenti specifici.

La sua tattica, consolidata e violenta psicologicamente, è quella del “finto maresciallo”, un copione che si ripete senza sosta.

La vicenda si è svolta nel pomeriggio, intorno alle 14:30, un orario non casuale. È proprio nelle ore più calde, quando gli anziani sono in casa per ripararsi dal sole, che i truffatori tentano il colpo.

La vittima, una donna di 67 anni residente a Forio, ha vissuto un’esperienza traumatica. Il “maresciallo”, spacciandosi per un’autorità, era riuscito a convincere il marito 73enne ad uscire di casa per andare in caserma. Nel frattempo, la donna avrebbe dovuto preparare denaro e gioielli, in attesa di un fantomatico agente incaricato di fotografarli.

Il complice si è presentato subito dopo, ma in un attimo di lucidità la 67enne ha capito l’inganno. Stringendo al petto un panno con i suoi preziosi, ha resistito, costringendo il giovane truffatore a fuggire.

L’anziana, nonostante la prontezza d’animo, è stata colta da un forte stato di ansia e paura. Trasferita in ospedale, le è stata riscontrata una prognosi di 8 giorni per uno “stato ansioso non specificato”, ipertensione e lievi contusioni dovute alla concitazione del momento.

L’ombra delle organizzazioni criminali e l’importanza della prevenzione

I Carabinieri hanno setacciato la zona e, dopo circa mezz’ora, hanno individuato e fermato il 23enne nell’area imbarchi degli aliscafi. La sua identificazione è stata rapida, grazie alla descrizione fornita dalla vittima.

Durante la perquisizione, gli agenti hanno fatto una scoperta agghiacciante: nel suo smartphone, due screenshot. Il primo era un articolo di giornale sull’arresto di un altro giovane truffatore, avvenuto sull’isola solo pochi giorni prima. Il secondo era la mappa di Google Maps del centro di Forio.

Elementi che confermano l’esistenza di una rete criminale organizzata, dove i “soldati” agiscono con lucida premeditazione.

È un problema che va oltre la singola truffa. Il fatto che un 23enne abbia già dieci precedenti specifici dimostra la facilità con cui i giovani, spesso provenienti da aree sociali difficili, vengono reclutati da organizzazioni criminali specializzate. Questi gruppi agiscono con tecniche sempre più raffinate, sfruttando la vulnerabilità e la solitudine degli anziani.

Ma c’è anche un barlume di speranza. L’anziana ha dichiarato ai Carabinieridi aver capito il raggiro proprio grazie alle campagne di prevenzione.

Questo sottolinea l’importanza cruciale di sensibilizzare la popolazione, fornendo gli strumenti necessari per riconoscere e neutralizzare queste truffe. La lotta contro questo fenomeno non può limitarsi solo all’azione repressiva, ma deve investire anche nell’educazione e nella prevenzione.

Ponticelli, scarcerato Omar Marino: il clan De Micco-De Martino rialza la testa

Ponticelli torna a far sentire la propria presenza il clan De Micco-De Martino. A far scattare l’allarme tra gli investigatori è stata la recente scarcerazione di Omar Marino, 50 anni, figura di primo piano dell’organizzazione criminale nota come il clan dei “Bodo”.

Un ritorno che ha già innescato tensioni e timori nel quartiere e tra gli ambienti della criminalità organizzata locale.

Marino, considerato uno dei capipiazza più influenti della cosca, è tornato in libertà la scorsa settimana grazie a un colpo di scena giudiziario. La sesta sezione penale della Corte d’appello di Napoli ha accolto l’istanza del suo difensore, l’avvocato Luca Gili, riconoscendo il vincolo della continuazione tra i reati per i quali era stato condannato con sentenze definitive.

La pena complessiva è stata così rideterminata in 10 anni e 8 mesi, già integralmente scontata grazie anche al cosiddetto “presofferto”. Marino è quindi uscito di prigione in anticipo rispetto alla scadenza originaria della condanna.

La sua scarcerazione potrebbe rappresentare un punto di svolta per il clan, già provato da una serie di arresti che ne avevano disarticolato la struttura. Secondo fonti investigative, la presenza di Marino sul territorio avrebbe già dato impulso a una nuova stagione del racket.

Diverse segnalazioni parlano di un aumento delle richieste estorsive rivolte ai gestori delle piazze di spaccio sotto il controllo dei De Micco-De Martino. “È aumentato tutto, e quindi aumenta anche quello che ci dovete pagare per lavorare per noi”, sarebbe il messaggio intimidatorio rivolto a pusher e referenti del narcotraffico.

Chi si rifiuta di pagare rischia grosso: le minacce, raccontano alcune fonti, arrivano fin dentro le abitazioni, alimentando un clima di terrore che ricorda i periodi più bui della faida tra clan rivali.

Omar Marino non è un nome nuovo per le forze dell’ordine. La sua fedeltà al clan De Micco è documentata da decenni di attività criminale. Emblematico uno degli episodi più gravi che lo vide protagonista: il sequestro di Massimo Clemente, avvenuto oltre dieci anni fa.

Omar Marino protagonista del sequestro di Massimo Clemente

Secondo la ricostruzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Marino, insieme al complice Ciro Cirelli, costrinse Clemente a salire su un’auto e lo tenne segregato per oltre un’ora in un garage, allo scopo di estorcere denaro al fratello Salvatore, gestore di una piazza di spaccio nel Parco Conocal. Una rappresaglia pianificata anche per colpire il clan rivale D’Amico, noto come i “Fraulella”, allora egemone proprio nell’area del Conocal.

Nonostante la vittima non avesse sporto denuncia, l’indagine fu portata avanti grazie a intercettazioni e indizi raccolti dalla polizia del commissariato Ponticelli. Il sequestro emerse nel contesto di un’altra indagine su estorsioni ai danni degli spacciatori del gruppo avversario.

Alla fine, furono gli stessi fratelli Clemente, incalzati dagli investigatori, ad ammettere i fatti, pur senza fare nomi. Fu la polizia a identificare i responsabili e a fornire alla DDA gli elementi necessari per l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare. Marino e Cirelli vennero condannati in appello a 7 anni e 4 mesi.

Il passato criminale di Marino è costellato di episodi violenti. Il più eclatante risale al 24 febbraio 2008, quando fece irruzione all’ospedale Villa Betania e sparò a un infermiere, colpevole – secondo lui – di aver intrattenuto una relazione con la sorella.

Oggi il suo ritorno a Ponticelli potrebbe segnare una nuova fase nella riorganizzazione del clan De Micco-De Martino. Una fase segnata da minacce, estorsioni e nuove tensioni nei fragili equilibri criminali dell’area orientale di Napoli. Gli investigatori sono in allerta: il rischio che il clan torni a occupare un ruolo centrale nello scenario camorristico cittadino è più che concreto.

Oroscopo del 5 agosto 2025 segno per segno

Oggi, 5 agosto 2025, i pianeti ci regalano energie contrastanti: Mercurio in Vergine favorisce la chiarezza mentale, mentre Marte in Gemelli ci spinge a essere più dinamici e comunicativi. Venere in Leone accende la passione, ma attenzione a Satrone in Pesci, che potrebbe portare un po’ di confusione emotiva.

Ecco le previsioni segno per segno, con focus su amore, lavoro, salute e finanze, più il consiglio astrologico della giornata!


♈ ARIETE (21 marzo – 19 aprile)

🔹 Amore: Giornata romantica, specialmente per chi è in coppia. Se single, potresti incontrare qualcuno interessante in un contesto sociale.
🔹 Lavoro: Ottimo per prendere iniziative, ma evita scontri con i colleghi.
🔹 Salute: Attenzione allo stress: fai una pausa rigenerante.
🔹 Finanze: Possibili spese improvvise, ma anche un piccolo guadagno inaspettato.
💡 Consiglio: Non bruciare le tappe, pianifica con calma.

♉ TORO (20 aprile – 20 maggio)

🔹 Amore: Momento di dolcezza e complicità. Se in crisi, cerca un dialogo sincero.
🔹 Lavoro: Giornata produttiva, ma potresti sentirti sottovalutato.
🔹 Salute: Attenzione alla digestione, meglio pasti leggeri.
🔹 Finanze: Evita investimenti rischiosi, meglio risparmiare.
💡 Consiglio: Ascolta il tuo intuito, non solo la ragione.

♊ GEMELLI (21 maggio – 20 giugno)

🔹 Amore: Sei particolarmente affascinante oggi, ma attento ai malintesi.
🔹 Lavoro: Idee brillanti, ma potresti distrarti facilmente.
🔹 Salute: Troppa energia mentale, cerca di rilassarti.
🔹 Finanze: Piccoli guadagni grazie alla tua comunicazione persuasiva.
💡 Consiglio: Concentrati su una cosa alla volta.

♋ CANCRO (21 giugno – 22 luglio)

🔹 Amore: Emozioni in primo piano, potresti sentirti vulnerabile.
🔹 Lavoro: Collaborazioni fortunate, ma attento alle critiche.
🔹 Salute: Stanchezza emotiva, concediti un po’ di riposo.
🔹 Finanze: Situazione stabile, ma niente grandi sperperi.
💡 Consiglio: Proteggi il tuo cuore, ma non chiuderti troppo.

♌ LEONE (23 luglio – 22 agosto)

🔹 Amore: Giornata magnetica! Se single, potresti fare un incontro importante.
🔹 Lavoro: Leadership al top, ma non essere troppo autoritario.
🔹 Salute: Energia alta, ma attento al sovraccarico.
🔹 Finanze: Possibilità di un aumento o bonus.
💡 Consiglio: Brilla, ma lascia spazio anche agli altri.

♍ VERGINE (23 agosto – 22 settembre)

🔹 Amore: Sei razionale, ma oggi lascia spazio al cuore.
🔹 Lavoro: Ottimo per organizzare e sistemare progetti in sospeso.
🔹 Salute: Attenzione alla postura e alla schiena.
🔹 Finanze: Risparmi intelligenti, ma non essere troppo frugale.
💡 Consiglio: Perfezione sì, ma senza ossessioni.

♎ BILANCIA (23 settembre – 22 ottobre)

🔹 Amore: Armonia in coppia, ma attento a discussioni banali.
🔹 Lavoro: Decisioni importanti? Chiedi un secondo parere.
🔹 Salute: Equilibrio mentale fondamentale, fai meditazione.
🔹 Finanze: Situazione stabile, ma niente grandi lussi.
💡 Consiglio: Cerca il giusto mezzo in tutto.

♏ SCORPIONE (23 ottobre – 21 novembre)

🔹 Amore: Passione intensa, ma attento a gelosie.
🔹 Lavoro: Strategie vincenti, ma occhio ai competitor.
🔹 Salute: Controlla lo stress, potresti accumulare tensioni.
🔹 Finanze: Possibilità di guadagni inaspettati.
💡 Consiglio: Usa la tua forza, ma senza manipolare.

♐ SAGITTARIO (22 novembre – 21 dicembre)

🔹 Amore: Avventura e libertà, ma chi è in coppia deve evitare distrazioni.
🔹 Lavoro: Idee innovative, ma cerca di essere realistico.
🔹 Salute: Troppa irrequietezza, cerca di calmarti.
🔹 Finanze: Viaggi o spese culturali, ma senza esagerare.
💡 Consiglio: Sii ottimista, ma con i piedi per terra.

♑ CAPRICORNO (22 dicembre – 19 gennaio)

🔹 Amore: Sei serio, ma oggi concediti un po’ di dolcezza.
🔹 Lavoro: Progressi concreti, ma non lavorare troppo.
🔹 Salute: Attenzione alle articolazioni.
🔹 Finanze: Investimenti a lungo termine promettenti.
💡 Consiglio: Lavora sì, ma goditi anche la vita.

♒ ACQUARIO (20 gennaio – 18 febbraio)

🔹 Amore: Originalità e libertà, ma chi è in coppia deve essere più presente.
🔹 Lavoro: Progetti futuristici, ma occhio ai dettagli.
🔹 Salute: Troppa tensione mentale, stacca un po’.
🔹 Finanze: Qualche rischio può valere la pena.
💡 Consiglio: Sii te stesso, ma ascolta anche gli altri.

♓ PESCI (19 febbraio – 20 marzo)

🔹 Amore: Sogni d’amore, ma attento alle illusioni.
🔹 Lavoro: Creatività al top, ma non perderti nei dettagli.
🔹 Salute: Attenzione a mal di testa o stanchezza emotiva.
🔹 Finanze: Situazione incerta, meglio aspettare.
💡 Consiglio: Segui l’intuizione, ma resta concreto.


Oggi è una giornata in cui l’equilibrio tra cuore e ragione sarà fondamentale. Venere in Leone ci spinge a cercare amore e passione, mentre Saturno in Pesci ci ricorda di non perderci in fantasie. Mercurio in Vergine aiuta a essere pragmatici, specialmente nel lavoro e nelle finanze.

📌 Il consiglio universale: Sii audace, ma non impulsivo. Cogli le opportunità, ma con saggezza. La Luna in Bilancia stasera ci invita a cercare armonia nelle relazioni: è il momento perfetto per chiarire malintesi o confessare i propri sentimenti.

Che la stella del destino sia con te oggi!

Cicalone torna a Napoli e mostra quello che molti fingono di non vedere: degrado, tossicodipendenza e silenzio istituzionale

NAPOLI – Cicalone, il noto videomaker romano che ha fatto della denuncia sociale un marchio di fabbrica, è tornato a Napoli. E ancora una volta ha messo il dito nella piaga, in quel ventre molle della città che tanti preferiscono ignorare.

Forse perché non è napoletano, forse perché è abituato a dire le cose come stanno anche quando riguardano Roma – la sua città – Cicalone ha avuto il coraggio di raccontare una Napoli che molti napoletani stessi rimuovono o minimizzano.

In un nuovo video reportage pubblicato sui suoi canali, Cicalone cammina per le strade del centro storico, in pieno patrimonio UNESCO, tra cumuli di rifiuti, materassi abbandonati, tossicodipendenti in pieno giorno e una generale sensazione di abbandono. Non è una provocazione gratuita, non è odio verso Napoli: è un grido d’allarme. E non è nemmeno la prima volta. Solo poco tempo fa lo stesso Cicalone è stato aggredito proprio a Napoli, vittima di una tentata rapina finita a botte. Un episodio che avrebbe potuto scoraggiare chiunque. Ma lui è tornato. E ha documentato ancora.

Il video mostra scene che dovrebbero far indignare chiunque: persone completamente allo sbando, buttate per strada in condizioni pietose, senza che nessuno – né comune, né servizi sociali, né forze dell’ordine – sembri muovere un dito. Piazza Garibaldi, Via Foria, e perfino alcuni angoli dei Decumani sembrano più set di un film post-apocalittico che zone pedonali di una città d’arte.

Il paradosso è servito: la città della cultura, delle università, dei turisti a frotte, si trasforma al calar del sole (e a volte anche prima) in un palcoscenico di degrado che nessuna retorica sull’“anima di Napoli” può giustificare.

Cicalone non fa sconti. E perché dovrebbe? Lo fa anche con Roma, dove da anni denuncia lo stato pietoso delle periferie. Ma quando tocca Napoli, si alza puntuale l’indignazione finto-moralista di chi grida al razzismo, all’offesa, alla lesa maestà partenopea. Come se dire la verità, raccontare il degrado, fosse un affronto alla città e non un dovere morale.

Il problema non sono i video di Cicalone. Il problema è che quello che documenta è reale. E lo sanno bene i cittadini che ci vivono, costretti a convivere con sporcizia, topi, urina, feci, aggressioni e paura. Non è odio verso Napoli. È amore per la verità. Ed è proprio l’amore, quello vero, che pretende giustizia, decoro e riscatto, non silenzi e scuse.

Napoli non è solo questo, certo. Ma questo *è anche* Napoli. E finché si continuerà a voltarsi dall’altra parte, chi ha il coraggio di guardare e raccontare, come Cicalone, farà sempre più rumore. E forse è proprio quello che serve.

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Tragedia in autostrada, la verità dalle telecamere e dai testimoni

Sarà l’analisi delle immagini di videosorveglianza e le testimonianze raccolte sul posto a chiarire le cause del tragico incidente avvenuto questa mattina sull’autostrada A1, nel tratto compreso tra i caselli di Arezzo e Valdarno, all’altezza di Levanella, in direzione nord.

Uno schianto violentissimo che ha coinvolto un’ambulanza della Misericordia di Terranuova Bracciolini, finita schiacciata tra due mezzi pesanti. Il bilancio è drammatico: tre persone sono morte e altre quindici sono rimaste ferite.

L’incidente si è verificato intorno alle 11:30, paralizzando di fatto il traffico autostradale per ore. L’ambulanza, impegnata in un trasferimento sanitario dall’ospedale San Donato di Arezzo alla Gruccia, procedeva lentamente in coda, probabilmente a causa del traffico intenso, quando è stata tamponata con estrema violenza da un autoarticolato. L’impatto ha spinto il mezzo sanitario contro un tir che la precedeva, schiacciandolo completamente.

A bordo dell’ambulanza viaggiavano due operatori sanitari e un paziente: Gianni Trappolini, 56 anni, Giulia Santoni, 23, e Franco Lovari, 75enne pensionato. Tutti residenti in Valdarno. Per loro, purtroppo, non c’è stato nulla da fare: sono morti sul colpo.

I soccorsi sono stati tempestivi e imponenti. Sul posto sono intervenute numerose ambulanze del 118, squadre dei vigili del fuoco provenienti da Arezzo, Firenze, Valdarno e anche una decina di uomini da Torino, di rientro da Roma dove avevano prestato servizio al Giubileo dei Giovani. Presenti anche la Polizia Stradale e il personale di Autostrade per l’Italia.

La carreggiata nord, in direzione Milano, è rimasta chiusa per circa otto ore per consentire i soccorsi, la rimozione dei mezzi coinvolti e i rilievi tecnici. In direzione sud, invece, la circolazione è ripresa intorno alle 15:30.

Le conseguenze sulla viabilità sono state pesantissime: chilometri di coda in entrambe le direzioni e traffico deviato sulla viabilità ordinaria, con pesanti ripercussioni anche nel Valdarno e nel Senese.

Oltre all’ambulanza e ai due tir, sono rimasti coinvolti anche tre auto (una con roulotte al seguito) e un autobus, quest’ultimo in modo marginale. Tra i feriti, uno è in condizioni gravi: si tratta dell’autista 57enne del tir che ha tamponato l’ambulanza, trasportato in codice rosso con l’elisoccorso al policlinico di Careggi, a Firenze. Altri quattro feriti sono in codice giallo e dieci in codice verde.

Le cause dello schianto sono ora al vaglio della Polizia Stradale, che ha acquisito i filmati delle telecamere di sorveglianza e sta ascoltando i testimoni. Il conducente dell’autoarticolato sarà sottoposto ai test alcolemici e tossicologici, come da prassi. Verranno inoltre esaminate le scatole nere dei mezzi pesanti coinvolti per ricostruire con precisione dinamica e responsabilità.

Sconvolti i soccorritori del 118 e tutto il personale sanitario. Simone Nocentini, responsabile del 118 di Arezzo, non ha trattenuto le lacrime: “Una tragedia mai vista in tanti anni”. Un plauso al lavoro svolto è arrivato anche da Luca Pancioni, disaster manager dell’ospedale San Donato, che ha ringraziato vigili del fuoco e operatori intervenuti, riservando parole di apprezzamento per il dirigente della Polstrada di Arezzo, Saverio Cialdea: “Un lavoro incredibile, sia dal punto di vista operativo che umano”.

Secondo le prime ipotesi, all’origine del tamponamento ci potrebbe essere una distrazione, un colpo di sonno, un malore del conducente del tir o un guasto tecnico. Nelle prossime ore verrà disposta l’autopsia sui corpi delle vittime.

Quello di oggi è il secondo incidente mortale in pochi giorni lungo la rete autostradale toscana. Lo scorso 15 luglio, nella galleria di base a Barberino del Mugello, cinque persone – tra cui una bambina di quattro anni – persero la vita dopo che la loro Fiat Panda, ferma in corsia per un guasto, fu travolta da un camion.

Minorenni stranieri usati come pusher nel cuore di Napoli: arrestato 14enne dominicano

Napoli– Un ragazzino di appena 14 anni, di origine dominicana, è stato arrestato ieri pomeriggio a Piazza Carlo III per spaccio di droga e resistenza a pubblico ufficiale.

Il minore, sorpreso con metanfetamina e marijuana, è l’ennesima conferma di una deriva preoccupante: sempre più spesso, le piazze dello spaccio nel centro storico sono affidate a giovanissimi stranieri, trasformati in pusher itineranti.

I controlli straordinari disposti dalla Questura di Napoli hanno portato gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico a monitorare l’area tra Piazza Carlo III e Piazza Santa Maria la Fede, dove il 14enne è stato notato mentre si allontanava in modo sospetto alla vista della pattuglia.

Fermato per un controllo, il minore ha reagito con violenza, innescando una colluttazione con i poliziotti. Una volta bloccato, la perquisizione ha confermato i sospetti: tre involucri di metanfetamina (la cosiddetta “cocaina rosa”), un quarto contenente marijuana e 17 euro in contanti, presumibilmente frutto dell’attività di spaccio, nascosti in un calzino.

Cresce la presenza di pusher stranieri minorenni nel centro storico

L’episodio conferma una tendenza già nota alle forze dell’ordine: una buona parte delle piazze di spaccio del centro storico – da Forcella al Borgo Sant’Antonio, da Porta Capuana fino a Piazza Carlo III – è finita in mano a baby-pusher reclutati tra i minori stranieri, spesso non accompagnati o comunque provenienti da contesti familiari fragili.

«C’è un ricambio continuo e organizzato – spiega una fonte investigativa – e i minori sono impiegati perché difficilmente imputabili come adulti. Il fenomeno, però, non ha nulla di improvvisato: dietro ci sono regie consolidate».

Contrabbando di sigarette a Chiaiano: arrestato 59enne con 19 kg di tabacco illegale

Napoli– Un’operazione della Polizia di Stato nel quartiere di Chiaiano ha portato all’arresto di un 59enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici. L’uomo è stato colto in flagrante mentre trasportava un ingente quantitativo di tabacchi lavorati esteri, destinati al mercato nero.

L’arresto è avvenuto ieri pomeriggio in via G. A. Campano, durante un servizio di controllo del territorio degli agenti del Commissariato di Chiaiano. Insospettiti dall’atteggiamento dell’uomo, i poliziotti hanno deciso di fermare e perquisire la sua auto. All’interno del veicolo, la scoperta: due scatoloni pieni di sigarette di contrabbando.

Il carico consisteva in 960 pacchetti di tabacchi esteri, per un peso complessivo di circa 19 chilogrammi. Un quantitativo che testimonia un’attività di contrabbando ben organizzata, volta a eludere i controlli fiscali e a rifornire il mercato illegale.

L’uomo è stato immediatamente arrestato e dovrà rispondere dell’accusa di contrabbando di tabacchi lavorati esteri. L’operazione sottolinea il costante impegno delle forze dell’ordine nel contrastare una delle attività illecite più diffuse, che danneggia l’economia legale e alimenta la criminalità.

Napoli, furto di cellulari in Villa Comunale: arrestato 28enne tunisino

Napoli – Colto in fuga dopo aver rubato due telefoni cellulari all’interno della Villa Comunale, un uomo di 28 anni, di nazionalità tunisina, è stato arrestato dalla Polizia di Stato per furto aggravato. Il fatto è avvenuto nel pomeriggio di sabato.

Il sospetto, irregolare sul territorio nazionale e già noto alle forze dell’ordine, è stato notato da un passante mentre correva via da via Acton. Dopo un breve inseguimento, gli agenti lo hanno bloccato all’interno della Galleria Acton.

Durante il controllo, gli operatori hanno rinvenuto nello zaino dell’uomo quattro smartphone, due dei quali erano stati appena sottratti a una coppia di giovani nella vicina Villa Comunale.

I telefoni sono stati restituiti ai legittimi proprietari, mentre per gli altri due dispositivi, di cui il 28enne non ha saputo giustificare il possesso, è scattata una denuncia per ricettazione.

L’arresto è stato convalidato e sono in corso ulteriori accertamenti per risalire all’eventuale provenienza illecita degli altri telefoni.

Napoli, abbonamenti esauriti: il 98% di conferme tra i tifosi

Napoli – La passione per il Napoli non conosce sosta: la campagna abbonamenti per la stagione 2025/26 si è chiusa oggi con un successo straordinario. Tutti gli abbonamenti disponibili per lo Stadio Diego Armando Maradona sono stati venduti, con un impressionante 98% di conferme tra i tifosi che hanno esercitato il diritto di prelazione, rinnovando la tessera della passata stagione.

Il restante 2% di posti, messo in vendita libera, è stato polverizzato in pochi minuti nella mattinata di oggi.Il club partenopeo ha annunciato la vendita di oltre 24.000 abbonamenti, un numero che copre meno della metà della capienza totale dello stadio, pari a circa 50.000 posti.

I restanti biglietti per le partite casalinghe saranno messi in vendita singolarmente, partita per partita. Nei prossimi giorni, il Napoli comunicherà le modalità di acquisto per la prima gara interna della stagione contro il Cagliari, in programma il 30 agosto.“Un grazie di cuore alle decine di migliaia di tifosi che hanno provato a sottoscrivere un abbonamento”, si legge in una nota ufficiale del club.

“La decisione di limitare il numero di abbonamenti, adottata da tre stagioni, nasce dalla volontà di garantire a più sostenitori possibile l’opportunità di vivere le emozioni delle partite al Maradona”. Il club ha poi rinnovato l’invito a tutti i tifosi per la prossima stagione, che vedrà il Napoli impegnato anche in Champions League, con il sorteggio previsto per il 28 agosto.

Il tutto esaurito degli abbonamenti conferma l’attaccamento viscerale della tifoseria azzurra, pronta a sostenere la squadra di Antonio Conte in ogni sfida. Tuttavia, la scelta di contingentare gli abbonamenti, pur garantendo maggiore rotazione tra i tifosi, potrebbe generare qualche malumore tra chi non è riuscito ad assicurarsi un posto fisso.

La gestione della vendita dei biglietti singoli sarà cruciale per soddisfare la domanda e mantenere alto l’entusiasmo.Con il Maradona pronto a trasformarsi nuovamente in un fortino azzurro, il Napoli si prepara a una stagione di grandi ambizioni, supportato da una città che vive il calcio come una vera e propria fede.

Falsi preti celebrano matrimoni e sacramenti: l’allerta del vescovo di Nola

Nola – Celebravano matrimoni, battesimi, funerali, dispensavano unzioni e benedizioni, ma non erano sacerdoti legittimamente ordinati. A lanciare l’allarme è stato il vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, che ha emesso una nota ufficiale per mettere in guardia le comunità parrocchiali della diocesi dalla presenza e dall’attività di falsi preti operativi sul territorio.

Il provvedimento arriva dopo i comunicati diffusi dalla Curia Arcivescovile di Napoli, cui il vescovo ha dichiarato di aderire «integralmente». Nella sua comunicazione, pubblicata sul sito della diocesi di Nola, mons. Marino fa nomi e cognomi: Francesco Balzano, Salvatore Mauriello, Antonio Moretti e Gennaro Vitiello. Tutti sono stati segnalati per l’illegittimo esercizio del ministero sacro.

“Nessun riconoscimento ecclesiastico”

«I suddetti – scrive il vescovo – non sono sacerdoti della Chiesa cattolica legittimamente ordinati e pertanto dispongo che non sia dato ad essi alcun riconoscimento diretto o indiretto di carattere ecclesiastico nell’ambito delle nostre comunità».

Un invito chiaro e fermo rivolto anche ai fedeli: non partecipare a nessuna celebrazione da loro presieduta, partecipata o organizzata, siano esse battesimi, matrimoni, funerali, messe o sacramentali come l’unzione degli infermi o benedizioni.

Una “grave mancanza”

Monsignor Marino va oltre il semplice avvertimento e ammonisce i fedeli che una partecipazione consapevole a tali riti sarà considerata «una grave mancanza per la loro vita di fede e per la comunione con la Chiesa cattolica».

La vicenda, che coinvolge più territori dell’area vesuviana e della provincia di Napoli, sta suscitando allarme e sgomento tra le comunità. La Diocesi ha fatto sapere che eventuali celebrazioni svolte da soggetti non autorizzati non hanno valore canonico, con possibili implicazioni anche sul piano civile in caso, ad esempio, di matrimoni non registrati in forma valida.

L’invito, dunque, è a prestare massima attenzione e a segnalare alle autorità ecclesiastiche qualsiasi situazione sospetta.

Morte di Dj Godzi a Ibiza: slitta l’autopsia, necessarie altre indagini 

La famiglia di Michele Noschese, in arte Dj Godzi, dovrà attendere ancora prima di poter dare l’ultimo saluto al proprio caro.

L’autopsia sul corpo del giovane dj, trovato senza vita a Ibiza in circostanze ancora da chiarire, è stata posticipata a data da destinarsi. La Procura di Roma ha infatti disposto ulteriori accertamenti preliminari, rendendo impossibile fissare una data certa per l’esame e, di conseguenza, per i funerali.

A comunicarlo è il padre di Michele, Giuseppe Noschese, attraverso un comunicato stampa che esprime la difficoltà del momento. “Su disposizione del pubblico ministero competente (…) e in considerazione della delicatezza e rilevanza del caso,” si legge nella nota, “è stato disposto di procedere con ulteriori accertamenti tecnici preliminari all’autopsia”. Questa decisione, prosegue il padre, comporterà un “inevitabile prolungamento dei tempi”.

In attesa di comunicazioni ufficiali, la famiglia non può far altro che aspettare. Il padre si è impegnato a fornire aggiornamenti non appena riceverà conferma sulla data dell’autopsia e sul dissequestro della salma. Nel frattempo, ha voluto esprimere la sua “sincera gratitudine” a tutti coloro che si erano resi disponibili per l’organizzazione delle esequie.

Le indagini sul decesso di Dj Godzi proseguono, con l’obiettivo di ricostruire gli ultimi istanti di vita del 31enne e fare piena luce sulle cause della sua morte. La richiesta di ulteriori accertamenti da parte del pubblico ministero sottolinea la complessità del caso e la necessità di non lasciare nulla al caso, prima di giungere a una conclusione definitiva.

Capri, sedicenne ferito dall’elica dopo un tuffo incauto

Un pomeriggio di vacanza si è trasformato in un incubo per un ragazzo di 16 anni, rimasto gravemente ferito dall’elica di un gommone nelle acque di Capri.

L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio nella baia di Marina Piccola, vicino alla Grotta Verde, dove il giovane, in gita con la famiglia, ha deciso di tuffarsi dal gommone noleggiato a Napoli mentre il motore era ancora in funzione.

Nel tentativo di risalire a bordo, il sedicenne è finito accidentalmente contro l’elica, riportando un profondo taglio vicino all’orecchio con abbondante perdita di sangue.

Immediato l’allarme: il padre ha chiamato il 118 mentre si dirigevano verso il porto di Marina Grande, e la Guardia Costiera ha coordinato i soccorsi. Dopo le prime cure del personale sanitario sull’isola, il ragazzo è stato trasportato d’urgenza in elicottero verso un centro specializzato per il trattamento delle lesioni complesse.

L’episodio riaccende i riflettori sui rischi legati alla balneazione dalle imbarcazioni, un pericolo spesso sottovalutato dai vacanzieri. Tuffarsi con il motore acceso, manovre avventate o distrazioni possono trasformare un momento di svago in tragedia.

Le autorità marittime ribadiscono l’importanza di spegnere sempre i motori prima di entrare in acqua e di prestare massima attenzione alle eliche, soprattutto con bambini e ragazzi a bordo.

Quello di oggi è un monito che arriva nel cuore dell’estate, quando il mare si popola di imbarcazioni e il confine tra divertimento e rischio può assottigliarsi. Perché la sicurezza in acqua non è mai un dettaglio, ma una priorità che può salvaguardare vite.