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Napoli, stop alla Cumana tra Fuorigrotta e Bagnoli: lavori urgenti dal 6 all’11 agosto

Un nodo infrastrutturale mai risolto, che ora — dopo oltre 15 anni di disagi — prova a essere sciolto con un intervento drastico ma necessario. A Napoli, la linea Cumana si fermerà per cinque giorni tra Fuorigrotta e Bagnoli a causa dei lavori urgenti di rifacimento del passaggio a livello di via Nuova Agnano, una delle arterie più trafficate dell’area occidentale della città. Lo stop, confermato dalla Conferenza dei Servizi del Comune, scatterà dalla sera del 6 agosto fino all’alba dell’11, con la chiusura totale al traffico sia ferroviario che veicolare.

L’intervento, a cura di Eav, punta a rimuovere un rallentamento ormai storico: da oltre quindici anni, i convogli che attraversano quel tratto sono costretti a ridurre la velocità a soli 10 chilometri orari, con evidenti ripercussioni sulla regolarità e puntualità del servizio. Il Comune di Napoli ha dato il via libera alla chiusura di via Nuova Agnano per permettere lo svolgimento dei lavori, che si annunciano intensi e concentrati.

Ma lo stop della Cumana in quel tratto si inserisce in un quadro già complesso per la mobilità: resta infatti attiva l’interruzione sulla tratta Bagnoli – Arco Felice, in vigore dallo scorso 18 luglio. Risultato: il servizio ferroviario proseguirà solo tra Montesanto e Fuorigrotta da un lato, e tra Arco Felice e Torregaveta dall’altro. Per tamponare l’emergenza, è stato predisposto un servizio sostitutivo su gomma tra Fuorigrotta e Arco Felice, i cui orari e fermate sono consultabili sul sito dell’Eav. Tuttavia, si prevedono inevitabili disagi per pendolari, residenti e turisti in transito verso le località costiere.

Stretta della Polizia tra Mergellina e Pozzuoli: controlli a tappeto nel weekend

La sicurezza a Napoli non va in vacanza. È questo il segnale chiaro e forte lanciato dalla Polizia di Stato, che nel primo fine settimana di agosto ha intensificato le attività di controllo in due zone strategiche: Mergellina e Pozzuoli. Un’operazione a largo raggio, che ha visto in campo decine di agenti impegnati a garantire legalità nei punti più sensibili del capoluogo partenopeo.

A Mergellina, epicentro della movida napoletana, i controlli si sono concentrati tra Largo Sermoneta e gli storici chalet sul lungomare, luoghi spesso teatro di eccessi notturni e microcriminalità. Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno identificato 277 persone: ben 36 avevano precedenti di polizia. Sottoposti a verifica anche 72 veicoli. Un’azione mirata a disincentivare comportamenti illeciti e restituire sicurezza ai tanti cittadini che vivono e frequentano l’area nelle sere d’estate.

Nella giornata di sabato, i riflettori si sono spostati sul porto di Pozzuoli, punto di transito cruciale per turisti e pendolari diretti alle isole. Anche qui la presenza della Polizia si è fatta sentire: 54 persone identificate, 9 delle quali con precedenti, e 16 veicoli controllati. Le verifiche hanno portato al ritiro di una carta di circolazione per gravi irregolarità. Sul posto anche l’unità cinofila, a sottolineare il livello di attenzione delle forze dell’ordine.

L’attività ha incluso anche soggetti sottoposti a misure restrittive o alternative alla detenzione: ben 15 le verifiche effettuate, dimostrando la volontà concreta di monitorare il rispetto delle disposizioni giudiziarie e impedire recidive. Un’azione che rafforza la percezione di controllo e legalità in quartieri dove spesso la cronaca registra episodi di tensione e degrado.

Quella del weekend non è stata un’azione isolata, ma parte di una strategia ben più ampia di controllo del territorio, che la Questura di Napoli sta attuando con costanza e determinazione. I numeri parlano di un’attività capillare, che – pur nella presenza significativa di soggetti con precedenti – ha evidenziato anche un buon livello di rispetto delle regole da parte della maggioranza dei cittadini.

Sopravvivere al lunedì: abitudini, distrazioni e strategie per ripartire

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Per molti italiani, il lunedì mattina rappresenta il momento più faticoso della settimana. Il ritorno alla routine lavorativa, alle scadenze e agli impegni dopo due giorni di relativa libertà porta con sé una certa dose di pesantezza. Non è un caso che proprio il lunedì sia il giorno in cui si consumano più caffè nei bar, si registra un’impennata di accessi alle piattaforme di streaming e si consultano compulsivamente i calendari alla ricerca del prossimo giorno festivo.

A ciascuno il suo metodo per affrontare la ripartenza: c’è chi si affida all’agenda digitale per mettere ordine, chi comincia con una lista di cose da fare e chi preferisce iniziare piano, concedendosi dieci minuti in più davanti alla macchinetta del caffè. In molti casi, si tratta semplicemente di cercare un equilibrio tra produttività e distrazione controllata, un compromesso che consenta di arrivare a fine giornata senza troppi scossoni.

Il lunedì come osservatorio delle piccole abitudini

Analizzare ciò che accade il lunedì mattina offre uno spaccato interessante delle abitudini collettive. Aumentano le connessioni ai social network nelle prime ore del giorno, si intensificano le ricerche sul traffico o sulle condizioni meteo, si moltiplicano i tentativi di prenotare una visita medica rimandata da tempo. E mentre l’ufficio si risveglia, spesso in silenzio, emerge un’esigenza trasversale: quella di alleggerire la mente, almeno per qualche minuto.

Le chiacchiere alla macchinetta, le notifiche sullo smartphone e le pause brevi diventano strumenti per spezzare il ritmo. Non è raro, in questo contesto, che si affaccino anche forme di svago più strutturate o codificate, come piccoli acquisti online, consultazione di notizie d’intrattenimento o, per alcuni, il ricorso a forme di gioco.

Il gioco come distrazione

Tra le molteplici distrazioni del lunedì, il gioco rappresenta per una parte della popolazione un passatempo consolidato. Si tratta di un comportamento diffuso e trasversale, che interessa diverse fasce di età e categorie sociali, e che spesso si colloca nel tempo libero come forma di evasione temporanea.

Tra le modalità più comuni spiccano il Lotto, il 10eLotto e il MillionDAY, tutte formule che combinano elementi numerici e premi potenziali, e che possono essere giocate con cifre contenute. Accanto a queste, i Gratta e Vinci continuano a riscuotere una popolarità significativa sia nelle ricevitorie che nella versione online. La semplicità del meccanismo, grattare una superficie argentata per scoprire subito l’esito, li rende particolarmente accessibili.

Alcuni dei Gratta e Vinci più conosciuti includono Il Miliardario, Doppia Sfida e Numeri Fortunati, ciascuno con caratteristiche e premi differenti. Tra questi, uno dei più noti è sicuramente Il Turista per Sempre, che offre la possibilità di vincere una rendita mensile, oltre a un premio iniziale e uno finale. È anche uno dei biglietti che, ciclicamente, torna a far parlare di sé sui giornali locali e nei bar di quartiere. Non è raro che, incuriositi da una notizia letta o da una conversazione informale, alcuni decidano di cercare informazioni sulla vincita del Turista per Sempre, facilmente reperibili online, che aiutano a capire meglio come funziona e sapere le eventuali possibilità di vincita con questo biglietto.

Il comparto del gioco è regolato in Italia dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), che ne controlla e autorizza ogni aspetto, dalla distribuzione dei biglietti alle modalità di vincita, fino alle percentuali di ritorno al giocatore. L’attività si svolge quindi all’interno di un quadro normativo definito, con l’obiettivo di garantire trasparenza, legalità e tutela del consumatore.

Strategie individuali per ricominciare

Oltre al gioco, il lunedì è anche il momento in cui molti mettono in atto strategie personali per recuperare concentrazione e motivazione. Alcuni iniziano la settimana impostando una dieta più equilibrata, altri puntano su una sessione in palestra già alle prime ore del mattino. C’è anche chi sfrutta le pause lavorative per leggere, guardare brevi video, ascoltare podcast o pianificare il weekend successivo, come forma di motivazione indiretta.

Gli esperti di produttività consigliano di iniziare il lunedì con attività semplici e di rimandare le decisioni complesse alla seconda parte della giornata. Altri suggeriscono di organizzare il lunedì come giornata cuscinetto, evitando riunioni importanti o scadenze critiche, in modo da rendere più sostenibile il passaggio tra il riposo e la piena operatività.

Il lunedì come specchio delle settimane

In definitiva, il lunedì è più di un semplice inizio: è uno specchio settimanale che riflette stili di vita, aspettative e necessità quotidiane. Che si tratti di una colazione più lunga del solito o di una nuova app per la gestione del tempo, ogni gesto contribuisce a costruire un personale equilibrio tra doveri e libertà.

Comprendere queste dinamiche, senza moralismi né eccessi di entusiasmo, permette di leggere meglio la realtà. Perché anche nei gesti più semplici del lunedì si nasconde, spesso, la chiave per interpretare il nostro rapporto con il tempo, con la routine e con le piccole pause che rendono tutto un po’ più sopportabile.

Caserta, arrestato “l’orco” online: adescava minorenni con regali e denaro

Caserta– Un’operazione dei Carabinieri di Aversa ha portato all’arresto di un 29enne del Casertano, accusato di aver adescato online almeno nove minorenni, di età compresa tra i 13 e i 16 anni.

L’arresto, avvenuto su ordine del GIP del tribunale di Napoli, getta una luce inquietante sulla piaga della pedofilia che si nasconde dietro lo schermo di un computer o di uno smartphone.

L’uomo, stando all’accusa, utilizzava servizi di messaggistica istantanea per contattare le sue vittime. Offriva denaro e regali per convincerli a incontrarsi e ad avere rapporti sessuali.

Non solo, inviava materiale pedopornografico e riceveva a sua volta foto e video che ritraevano gli adolescenti in atteggiamenti intimi, commettendo un reato di estrema gravità.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Napoli, è partita grazie alla tempestiva denuncia del genitore di una delle vittime. L’uomo, controllando il telefono del figlio, ha scoperto i messaggi che il ragazzo scambiava con l’arrestato. Un gesto di vigilanza che ha permesso di svelare un’agghiacciante rete di adescamento.

I Carabinieri hanno poi condotto indagini tecniche sul cellulare del 29enne, scoprendo altre vittime e raccogliendo le testimonianze di tutti i ragazzi coinvolti, accertando così la fondatezza delle accuse.

La trappola del web e la vulnerabilità dei minori

Questo arresto sottolinea la facilità con cui i minori possono cadere nelle trappole online. I criminali come il 29enne sfruttano la fiducia e l’ingenuità dei ragazzi, presentandosi come amici e offrendo regali e denaro, creando un meccanismo perverso di dipendenza psicologica.

Le piattaforme social e le app di messaggistica, pur essendo strumenti di comunicazione, si trasformano in luoghi insidiosi se non utilizzati con consapevolezza.

L’educazione digitale e la vigilanza dei genitori sono le uniche armi efficaci per proteggere i minori da questi pericoli.

Parlare apertamente con i propri figli, spiegare i rischi e monitorare le loro attività online senza invadere la loro privacy è fondamentale per evitare che cadano vittime di persone senza scrupoli

Luigi Zeno premia Miss Mascotte per Miss Italia a Pompei

Luigi Zeno è stato uno degli attesi ospiti della serata di Miss Italia, per la selezione regionale campana, tenutasi a Pompei in Piazza Schettini il 3 agosto.

L’evento, parte del programma “Pompei è Music Live”, ha così visto la partecipazione speciale del giovane attore, all’interno della giuria, accanto al Sindaco di Pompei Carmine Lo Sapio.

Zeno è arrivato così sul palco per consegnare la fascia di “Miss Mascotte” per Miss Italia. Un momento emozionante e significativo che ha visto la vittoria della giovane Sara Piscopo.

Luigi Zeno sarà presto su Netflix tra i protagonisti dell’attesa serie tv ‘La Scuola’, diretta da Ivan Silvestrini. Gli spettatori sono in trepidante attesa per la sua interpretazione, che lo vedrà recitare accanto a Massimiliano Gallo, Cristiana Capotondi e Irene Maiorino.

La scuola mostrerà la vita di otto ragazzi che frequentano la Nunziatella di Napoli, una delle più prestigiose e antiche accademie militari d’Europa.

Napoli, incendia un negozio e aggredisce gli agenti: arrestato

Napoli– Pomeriggio di alta tensione a Piazza Garibaldi, dove un 42enne tunisino, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dalla Polizia di Stato per lesioni e resistenza a Pubblico Ufficiale.

L’uomo, protagonista di una furiosa aggressione e di un tentativo di incendio, è stato bloccato solo dopo una colluttazione.

L’episodio ha avuto inizio in via Marvasi, quando una segnalazione alla Sala Operativa ha allertato gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico per la presenza di una persona molesta. All’arrivo della polizia, il soggetto ha tentato la fuga, rifugiandosi all’interno del magazzino di un’attività commerciale.

La situazione è precipitata in pochi istanti. Rifugiatosi nel deposito, il 42enne ha iniziato a dare fuoco ad alcuni materiali presenti all’interno, creando un potenziale pericolo per l’intera zona.

Gli agenti, coadiuvati dalle pattuglie dei Nibbio e dalla Polizia Locale, sono intervenuti prontamente. Dopo una colluttazione, sono riusciti a immobilizzare l’uomo e a metterlo in sicurezza.

Grazie al rapido intervento, si è evitato il peggio. Per il tunisino sono scattate le manette, e ora dovrà rispondere delle gravi accuse di lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e tentato incendio.

L’arresto sottolinea l’importanza di una risposta decisa e coordinata delle forze dell’ordine per contrastare episodi di violenza e illegalità che, purtroppo, continuano a manifestarsi in aree nevralgiche della città come Piazza Garibaldi.

Carenza di nefrologi in Molise: Asrem sigla una convenzione con la Asl di Caserta

Campobasso– Il Molise deve fare i conti con una grave carenza di medici specialisti in nefrologia e dialisi. Per far fronte all’emergenza, l’Azienda sanitaria regionale (Asrem) ha sottoscritto una convenzione temporanea con la Asl di Caserta, che metterà a disposizione proprio personale specializzato.

L’accordo, della durata di sei mesi, è stato formalizzato con una determina firmata dal direttore generale dell’Asrem, Giovanni Di Santo, e prevede l’impiego di nefrologi casertani in attività di consulenza presso i presidi ospedalieri molisani.

Specialisti in arrivo da Caserta per garantire i servizi

I medici della Asl di Caserta interverranno al di fuori del loro orario di lavoro ordinario, su base volontaria e compatibilmente con le esigenze dell’azienda di appartenenza. I turni saranno definiti mese per mese, in funzione del fabbisogno dei reparti molisani, sempre più in affanno anche a causa delle assenze legate al periodo estivo.

La decisione è maturata a fronte della “persistente gravissima carenza di personale”, nonostante – si legge nel provvedimento – l’Asrem abbia già attivato tutte le procedure concorsuali previste dalla normativa vigente, senza tuttavia riuscire a colmare i vuoti in organico.

Obiettivo: garantire la continuità del servizio e gli standard ospedalieri

La convenzione nasce dalla necessità – definita “urgente e improcrastinabile” – di evitare l’interruzione di un pubblico servizio essenziale come quello legato alla nefrologia e alla dialisi.

Il provvedimento mira anche a tutelare gli standard assistenziali ospedalieri, assicurando turni regolari di copertura medica e supporto specialistico nei reparti, in un momento particolarmente critico per il sistema sanitario regionale.

Napoli, scarcerato l’ingegnere accusato di aver speronato acquascooter della Polizia

Napoli – Non è stato convalidato l’arresto dell’ingegnere napoletano di 37 anni accusato di aver speronato con il proprio motoscafo un acquascooter della Polizia di Stato, provocando la caduta in mare e il ferimento di un agente.

L’episodio, avvenuto lo scorso sabato davanti al porticciolo di Forio d’Ischia, aveva portato all’arresto dell’uomo con le accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, reati per i quali sarà comunque processato a piede libero.

Nel corso dell’udienza per direttissima, il tribunale di Napoli ha disposto la liberazione dell’indagato e deciso di non convalidare il fermo, respingendo anche la richiesta del pubblico ministero di applicare la misura dell’obbligo di firma.

Il nodo del video e la versione contestata

A supporto della propria innocenza, la difesa dell’ingegnere – affidata agli avvocati Sergio Pisani e Marco Antonio Cioffi – ha prodotto un video estratto da una diretta Facebook girata dallo stesso conducente del motoscafo al momento del contatto con il mezzo della Polizia.

Le immagini, secondo i legali, mostrerebbero una dinamica ben diversa da quella contestata, escludendo la volontarietà dello speronamento.Il giudice, tuttavia, ha ritenuto di non acquisire il filmato in questa fase del procedimento.

Le altre contestazioni

Oltre ai reati principali, l’uomo è stato denunciato per danneggiamento di beni dello Stato, violazione dei sigilli e inosservanza delle norme sulla sicurezza della navigazione. Accuse che verranno approfondite in una futura fase dibattimentale.

La difesa: “Misura eccessiva, ingiusto il carcere”

Soddisfazione per l’esito dell’udienza è stata espressa dai legali dell’indagato:“Siamo molto soddisfatti del fatto che il giudice abbia accolto in pieno la nostra linea difensiva. Dispiace solo che un giovane perbene abbia dovuto vivere l’esperienza della detenzione per una vicenda che non meritava affatto una misura simile”, hanno dichiarato Pisani e Cioffi.

Resta ora da chiarire, nel corso del processo, la reale dinamica dei fatti, al centro di una controversia tra la versione delle forze dell’ordine e quella dell’indagato, che si proclama del tutto estraneo a intenzionalità aggressive nei confronti della pattuglia in acqua.

Jabil addio, la fine di un’era: rimossa l’insegna, 404 lavoratori passano a Tme

Marcianise– Un’immagine simbolica segna la fine di un’era: l’insegna Jabil, rimossa dallo stabilimento di Marcianise, scompare dopo 24 anni, lasciando i lavoratori in uno stato di incredulità e spaesamento.

Un passato turbolento, segnato da quasi un decennio di vertenze, si chiude per sempre. Al suo posto, il futuro si chiama Tme Assembly Engineering srl, la società che ha rilevato l’intero sito produttivo e i suoi 404 dipendenti.

Nonostante anni di tensioni, problemi di commesse e produzioni ridotte, l’addio della multinazionale statunitense dell’elettronica sembrava un’opzione remota. I lavoratori, abituati a manifestare proprio davanti a quel muro, si sentono ora “orfani”, quasi incapaci di accettare la realtà.

“Ma veramente la Jabil se ne va?”, si chiedevano sabato nei corridoi, in un amaro risveglio che ha spezzato le illusioni di una solidità aziendale che, con 120 stabilimenti nel mondo, sembrava inattaccabile.

Il futuro si chiama Tme e l’ombra del passato

Il passaggio è ormai ufficiale. Oggi, i 404 dipendenti hanno ricevuto i nuovi badge della Tme, un’azienda nata da un ex dipendente Jabil, Aniello Stellato, e che potrebbe vedere a breve l’ingresso di Invitalia nel suo capitale. La società, controllata dal Ministero dell’Economia, rappresenta una speranza per i lavoratori, che temono di rivivere gli incubi del passato.

Negli ultimi anni, decine di ex dipendenti Jabil hanno affrontato il fallimento di progetti di reindustrializzazione, trovandosi disoccupati o costretti a ricollocarsi altrove. La speranza è che l’ingresso di Invitalia possa garantire un futuro più stabile e scongiurare ulteriori delusioni, offrendo una protezione contro il ripetersi di vertenze senza esito.

L’addio di Jabil a Marcianise è più di un semplice cambio di proprietà: è la fine di un capitolo della storia industriale del Casertano, un capitolo segnato da sacrifici e incertezze, che lascia in eredità una profonda ferita e la speranza di un nuovo inizio.

Napoli, controlli a tappeto della polizia locale: sanzioni e sequestri a Chiaia

Napoli – Un fine settimana di intensa attività per la Polizia Locale di Napoli, che ha condotto una serie di controlli mirati nel quartiere Chiaia, concentrandosi su via Posillipo, via Toledo e piazza dei Martiri.

L’operazione, portata avanti dall’Unità Operativa Chiaia, ha portato a sanzioni, sequestri e fermi amministrativi, con l’obiettivo di garantire il rispetto del Codice della Strada e delle normative amministrative.

In via Posillipo, gli agenti hanno emesso 19 sanzioni per violazioni al Codice della Strada, disponendo la rimozione di nove veicoli. Due di questi sono stati riconsegnati ai proprietari, intervenuti sul posto, mentre un veicolo è stato sequestrato per mancanza di assicurazione.

Altri due sono stati sottoposti a fermo amministrativo: uno per guida senza patente, l’altro per l’assenza del casco protettivo da parte del conducente.Spostandosi in via Toledo, i controlli si sono concentrati su attività commerciali irregolari.

Due ambulanti sono stati multati per aver venduto merce in un’area non consentita, mentre un terzo è stato sanzionato per mancanza di autorizzazione alla vendita di acqua e alcolici.

In quest’ultimo caso, la merce e le attrezzature sono state sequestrate.In piazza dei Martiri, l’attenzione si è rivolta alla gestione dei locali.

Il titolare di un esercizio commerciale è stato multato per l’installazione abusiva di un’insegna e per il mancato rispetto delle norme sulla raccolta differenziata dei rifiuti, evidenziando la necessità di una maggiore attenzione alla gestione ambientale da parte delle attività commerciali

.Ulteriori verifiche, effettuate in via D’Isernia, via Di Giacomo, via Filangieri e via Caracciolo, non hanno rilevato infrazioni, segno di un comportamento generalmente corretto in queste zone durante il weekend.

Tre cani trovati morti di stenti in un box a Senerchia: denunciati i proprietari

Senerchia – Morire di fame e di sete, rinchiusi in un box senza possibilità di salvezza. È il destino drammatico toccato a tre cani meticci, trovati senza vita in una località di campagna nel comune di Senerchia, in provincia di Avellino.

A scoprirli sono stati i carabinieri, intervenuti insieme al personale della Asl veterinaria.
Secondo i primi accertamenti, gli animali non ricevevano cibo né acqua da almeno una settimana. Un quarto cane, rinvenuto nello stesso spazio in condizioni di grave debilitazione, è stato tratto in salvo e affidato alle cure del canile municipale di Montella.

Denunciata una coppia del posto

I proprietari degli animali, una coppia residente a Senerchia di circa 60 anni, sono stati denunciati alla Procura di Avellino con l’accusa di maltrattamento e abbandono di animali, aggravato dall’esito mortale della condotta.

Uno dei tre cani deceduti era munito di microchip, mentre gli altri due risultavano sprovvisti di identificazione. Le carcasse sono state trasferite presso i laboratori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, dove verranno effettuati gli esami per stabilire con certezza le cause della morte.

Un episodio che riapre il tema del randagismo e dei controlli

L’episodio ha suscitato sdegno nella comunità locale e rilanciato il dibattito sulla necessità di maggiore vigilanza in ambito rurale e sanzioni più severe per chi maltratta o abbandona animali.

Il cane superstite sarà sottoposto a ulteriori controlli clinici, mentre le indagini proseguono per chiarire eventuali responsabilità aggiuntive e verificare se gli animali fossero detenuti in condizioni regolari anche prima dell’abbandono.

Fiorella Mannoia in tournée in Campania: quattro imperdibili concerti ad agosto

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Dopo il successo delle serate sold out alle Terme di Caracalla, Fiorella Mannoia torna a incantare il pubblico con il suo tour “Fiorella Sinfonica – Live con orchestra”, che nelle prossime settimane farà tappa in quattro location d’eccezione in Campania.

Si parte il 13 agosto all’Arena dei Pini di Baia Domizia (Caserta), per proseguire il 14 agosto nella splendida cornice di Villa Matarazzo a Santa Maria di Castellabate (Salerno). Il 18 agosto sarà la volta dell’Arena Negombo a Ischia, mentre il 25 agosto la cantautrice romana chiuderà il mini-tour campano in Piazza Cardinal Pacca a Benevento, nell’ambito della rassegna Benevento Città Spettacolo.

Accompagnata dall’Orchestra Sinfonica Saverio Mercadante di Altamura, diretta dal maestro Rocco De Bernardis, Fiorella Mannoia proporrà un viaggio musicale tra i suoi grandi successi, riarrangiati in chiave sinfonica, senza dimenticare i brani del suo ultimo album, “Disobbedire”, uscito lo scorso novembre.

Un disco che, tra melodie intense e testi impegnati, conferma l’artista come una delle voci più autorevoli della musica italiana, capace di coniugare arte e impegno sociale.

Un’occasione da non perdere per gli appassionati, che potranno immergersi nell’universo poetico e musicale di un’artista che non smette di emozionare.

Reggia di Caserta, il museo aperto anche a Ferragosto: visite, mostre e natura per tutta l’estate

Caserta – Ferragosto e tutta l’estate alla scoperta della Reggia di Caserta. Il complesso monumentale vanvitelliano, patrimonio UNESCO e fiore all’occhiello del Ministero della Cultura, resterà aperto per tutto il periodo estivo, con l’unica eccezione del martedì, giorno di chiusura settimanale.

Gli orari di visita
Il pubblico potrà accedere agli spazi museali secondo i seguenti orari:

Appartamenti Reali: dalle 8.30 alle 19.00 (ultimo ingresso alle 18.15)

Cappella Palatina: dalle 8.30 alle 18.15 (ultimo ingresso alle 18.10)

Parco Reale: dalle 8.30 alle 19.00 (ultimo ingresso alle 18.00)

Giardino Inglese: dalle 8.30 alle 18.00 (ultimo ingresso alle 17.00)

Un’occasione imperdibile per chi trascorrerà il mese di agosto in Campania o desidera fare tappa in uno dei luoghi simbolo della storia e dell’arte italiana.

“Terzo Paradiso”: l’arte di Michelangelo Pistoletto nel Bosco Vecchio

Tra le attrazioni principali dell’estate alla Reggia, spicca l’installazione “Terzo Paradiso” dell’artista Michelangelo Pistoletto, inaugurata lo scorso giugno nel cuore del Bosco Vecchio. L’opera, pensata come spazio di meditazione e rigenerazione, si estende per 25 metri di lunghezza e 10 di larghezza, ed è realizzata con legni naturali e materiali lapidei storici, in un’area ombreggiata e silenziosa del Parco.

Natura da portare a casa: piante e botanica storica

La Reggia propone anche un’esperienza più “green” e concreta: presso Le Serre di Graefer (nel Giardino Inglese) e l’ex casa di guardia di Ercole (all’inizio della Via d’Acqua), i visitatori possono acquistare piante rare – sia esemplari autoctoni che specie esotiche – coltivate secondo i cataloghi ottocenteschi del giardino botanico del Museo Verde.

Ultime settimane per la mostra “Metawork”

Fino al 1° settembre, è inoltre visitabile la mostra “Metawork – Michelangelo Pistoletto alla Reggia di Caserta”, allestita negli spazi della Gran Galleria. Il progetto invita a riflettere sulle differenze come patrimonio comune, sulla responsabilità collettiva e sul rapporto sempre più attuale tra umanità e intelligenza artificiale.

Una visita alla r quest’estate non è solo un viaggio nel passato, ma anche un’immersione nella natura, nell’arte contemporanea e nella bellezza senza tempo di uno dei siti più affascinanti d’Italia.

Cyber Security Foundation compie tre anni: “Realtà riconosciuta che guarda al mondo”

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Roma – “A tre anni dalla nascita della Cyber Security Foundation, possiamo dire di aver costruito una realtà solida, indipendente, riconosciuta dalle Istituzioni e capace di aggregare le migliori competenze italiane in ambito digitale.

Nata come prima fondazione no profit dedicata alla sicurezza informatica, oggi la nostra missione continua con ancora maggiore determinazione: rafforzare la consapevolezza sui rischi del cyberspazio, formare cittadini e professionisti, sostenere l’innovazione e promuovere una cultura della sicurezza digitale aperta e inclusiva”. Così Marco Gabriele Proietti, fondatore e presidente della Cyber Security Foundation, in occasione dei tre anni della Fondazione.

“In questi anni- prosegue Proietti- abbiamo realizzato convegni in sedi istituzionali, attivato un master universitario, lanciato un’Academy, finanziato borse di studio e avviato progetti formativi nelle scuole italiane.

Abbiamo dato vita a un Centro Studi sulla relazione tra cybersicurezza e sostenibilità ambientale, avviato percorsi dedicati alle persone con disabilità e abbiamo, infine, iniziato un dialogo con la Camera Penale di Roma per un progetto specifico nelle carceri. Il 2025- aggiunge- ha rappresentato un anno di svolta, segnato soprattutto da un forte slancio verso l’internazionalizzazione.

Tra le tappe più significative il riconoscimento ufficiale della Fondazione presso l’Ue, con la registrazione nel Registro per la trasparenza del Parlamento e della Commissione europea. Un passaggio cruciale che ci ha permesso di intensificare il dialogo istituzionale anche a livello comunitario”.

Continua Proietti: “Agli incontri negli Stati Uniti e in Qatar si è aggiunta poi la partecipazione all’ultima edizione del CyberSec, dove ci siamo confrontati con rappresentanti governativi italiani ed europei su temi strategici: dall’intelligenza artificiale alla crittografia post-quantistica, dalla geopolitica del cyberspazio alla protezione dei dati.

In parallelo, abbiamo potenziato il progetto educativo con Polizia Postale – con cui abbiamo anche siglato un protocollo di intesa – con anche il supporto dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), portando nelle scuole italiane incontri formativi sulle minacce digitali e sull’uso consapevole delle tecnologie.

Abbiamo inoltre consolidato la nostra attività nel settore della ricerca e sviluppo, contribuendo alla pubblicazione del primo Cyber Security Report, che fotografa il panorama delle minacce informatiche in Italia e conferma la crescente esposizione del Paese ad attacchi DDoS e ransomware”.

Da Proietti, quindi, “un ringraziamento sentito va a tutti i componenti della Fondazione e ai partner che in questi tre anni hanno condiviso con noi visione, impegno e responsabilità. Nel prossimo triennio vogliamo rafforzare ulteriormente la nostra presenza fuori dai confini nazionali, costruendo una rete internazionale di confronto e cooperazione.

Continueremo a lavorare in sinergia con le istituzioni, le università, le imprese e il mondo della formazione, perché solo unendo le forze è possibile affrontare le sfide complesse della transizione digitale e della sicurezza nel XXI secolo”, conclude Proietti.

Rimessaggio abusivo a Capodimonte: sequestrata cava di tufo trasformata in cantiere navale

Napoli– Una cava di tufo, un tempo silenziosa, era stata trasformata in un cantiere navale abusivo. È quanto scoperto dagli agenti della Polizia Locale di Napoli, che hanno sequestrato un intero rimessaggio per imbarcazioni situato in una cavità sotterranea sulla collina di Capodimonte.

L’operazione è scattata in seguito alle segnalazioni dei residenti, che da giorni lamentavano un forte odore chimico, soprattutto nelle ore serali. Le indagini della Polizia Giudiziaria e Ambientale hanno portato alla scoperta dell’attività illecita.

All’interno della cava, gli agenti hanno trovato un uomo, già noto alle forze dell’ordine, intento a svolgere lavori di manutenzione e verniciatura su un’imbarcazione.

Le verifiche hanno rivelato che l’intera attività era priva di qualsiasi autorizzazione: non solo per l’utilizzo della cavità, ma anche per la gestione dei rifiuti speciali e per le immissioni in atmosfera, particolarmente pericolose in un luogo sotterraneo. Ad aggravare la posizione dell’uomo, la scoperta di un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica, utilizzato per alimentare il cantiere.

L’uomo è stato denunciato all’autorità giudiziaria per i reati commessi, mentre l’intera area è stata posta sotto sequestro. L’episodio mette in luce la gravità di certe attività illecite, che non solo danneggiano il patrimonio naturalistico e storico della città, ma rappresentano anche un serio pericolo per l’ambiente e la salute pubblica.

Addio a Marco Bonamico, leggenda del basket italiano e simbolo della Virtus Bologna

Il basket italiano perde uno dei suoi simboli più amati: Marco Bonamico è morto all’età di 68 anni all’ospedale Bellaria di Bologna, dove era ricoverato da tempo. Per tutti era “il Marine”, un soprannome che ne sintetizzava l’essenza: determinazione, fisicità, spirito da combattente. Ala di 2.01 metri, nato a Genova, Bonamico ha segnato gli anni d’oro della pallacanestro italiana, diventandone uno degli interpreti più iconici tra gli anni ’70 e ’80.

Con la maglia della Virtus Bologna ha vissuto la parte più gloriosa della sua carriera, portando a casa due scudetti – tra cui quello della stella nel 1984 – e due Coppe Italia. Ma è stato anche protagonista in maglie prestigiose come Fortitudo, Siena, Milano, Napoli, Forlì e Udine, dimostrando ovunque il suo valore e la sua capacità di adattarsi a ogni contesto. È stato tra i primi in Italia ad abbracciare la rivoluzione del tiro da tre punti, padroneggiandolo con una precisione moderna e intuitiva, simbolo di un’evoluzione del gioco che lui ha saputo vivere da protagonista.

In Nazionale è stato un leader silenzioso ma fondamentale. Con 151 presenze e 777 punti, ha contribuito a scrivere alcune delle pagine più belle della storia azzurra: l’argento olimpico a Mosca nel 1980 e l’oro europeo a Nantes nel 1983. Momenti che lo hanno consacrato tra i grandi del basket italiano, guidando con carisma e spirito competitivo.

Anche dopo aver appeso le scarpe al chiodo, Bonamico non ha mai lasciato il basket. È stato voce e volto della pallacanestro in tv come commentatore tecnico Rai, accompagnando con competenza e passione anche la nazionale argento ad Atene 2004. Ha ricoperto ruoli chiave nella governance del movimento, come presidente della GIBA e della Legadue, impegnandosi per i diritti dei giocatori e per la crescita del basket in tutte le sue forme, compreso il 3×3, di cui è stato un convinto sostenitore.

Il mondo del basket piange un uomo che ha dato tutto a questo sport. Il presidente FIP Giovanni Petrucci ha espresso il cordoglio dell’intera comunità cestistica italiana. Commosso il saluto della Virtus Bologna, che in lui ha visto un eroe e una bandiera. Le parole di Renato Villalta, suo storico compagno di squadra, riassumono il vuoto lasciato: “Perdo un amico, un fratello”.

Mazzocchi dopo il pari con la Casertana: “Non vincere disturba. Il mio futuro? Si vedrà”

Non è bastato un gol di Politano al Napoli per avere la meglio sulla Casertana nell’amichevole di Castel di Sangro, ma c’è chi guarda oltre il risultato. Pasquale Mazzocchi, ai microfoni di Sky Sport, ha raccontato l’umore dello spogliatoio azzurro: “Noi vogliamo sempre vincere, non riuscirci ci disturba. Ma stiamo lavorando tanto, questi sono test importanti. Il gruppo sta dando il massimo e i carichi si sentono. A partire dalla prossima gara vogliamo fare di più”.

Mazzocchi, schierato da Conte anche in posizione centrale in difesa, ha parlato della nuova stagione come una conferma di quella precedente, sottolineando come la solidità difensiva resti il fulcro del progetto tecnico: “Quello che abbiamo fatto lo scorso anno lo stiamo ripetendo ora. La fase difensiva è il cuore del Napoli anche in questa stagione. In ritiro stiamo lavorando per migliorare le lacune”.

Un passaggio doveroso anche sull’amore del pubblico, che non manca mai nemmeno nelle amichevoli precampionato: “Chi arriva a Napoli rimane sempre sorpreso: abbiamo una delle migliori tifoserie del mondo. I nostri sostenitori ci accompagnano ovunque e ci danno forza”. Sul futuro personale, Mazzocchi non si sbilancia ma fa capire che la concentrazione è tutta sul presente: “Sono sereno e concentrato sul lavoro, in ogni singolo allenamento. Poi si vedrà”.

Napoli, finisce 1-1 l’amichevole con la Casertana. A segno Politano, torna in campo McTominay

Finisce 1-1 l’amichevole tra Napoli e Casertana, disputata in un caldo mattino allo stadio Patini di Castel di Sangro, davanti a una cornice di pubblico carica di entusiasmo. Antonio Conte ha approfittato del test per mettere minuti nelle gambe di chi aveva avuto meno spazio e provare soluzioni inedite, anche al limite del consueto: come Mazzocchi al centro della difesa o Lukaku titolare supportato da Politano e Sgarbi.

Il primo tempo si apre a ritmo blando. Lukaku cerca la porta dopo pochi minuti ma trova Zanellati pronto. Poi, al 35’, un errore di Zanoli regala alla Casertana il vantaggio: Vano svetta di testa e non perdona. La risposta arriva prima dell’intervallo, al 43’: Matteo Politano si inventa una perla, salta due uomini e con un sinistro chirurgico sigla il pareggio.

Nel secondo tempo spazio alle rotazioni. Conte lancia McTominay, finalmente in campo dopo lo stop accusato durante il ritiro sulle Dolomiti, insieme a Gilmour, Lang e Marianucci. Lo scozzese si prende applausi e sfiora due volte il gol, sempre di testa, confermando che il recupero procede nella giusta direzione.

Tanti assenti tra i titolari, da Olivera a Buongiorno, fino a Juan Jesus, ancora alle prese con acciacchi e gestione fisica. Ma per Conte la vera notizia è che i test continuano, e il Napoli comincia a delineare le sue alternative in vista della stagione. Anche se il pareggio con una formazione di Serie C accende qualche campanello, soprattutto dietro. Nel pomeriggio, la squadra è tornata subito al lavoro.

Camorra, sequestrate tre tabaccherie nel Casertano: profitti milionari per i clan

Caserta – Un nuovo colpo al patrimonio illecito della camorra nel Casertano. I carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito un maxi sequestro preventivo di tre rivendite di tabacchi, per un valore complessivo stimato di circa un milione di euro.

Il provvedimento riguarda sette indagati, tra cui figura un uomo già condannato in primo e secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, ritenuto vicino al clan Amato, attivo a Santa Maria Capua Vetere e federato con il clan dei Casalesi.

Tabaccherie come fonte di riciclaggio e guadagni per la camorra

L’indagine, condotta dai carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere e del Nucleo Investigativo di Caserta, ha riguardato il periodo compreso tra gennaio 2021 e dicembre 2022.

Secondo gli inquirenti, il principale indagato avrebbe intestato fittiziamente le attività commerciali a prestanome, nel tentativo di evitare sequestri o misure di prevenzione patrimoniale. Di fatto, però, continuava a gestirle e a incassarne i profitti, una parte dei quali sarebbe stata destinata alle casse dei clan camorristici.

Monopolio delle slot e controllo del territorio

Dalle indagini è emerso anche un altro fronte di interesse criminale: l’uomo avrebbe procurato al clan slot machine da installare in regime di monopolio in diversi esercizi commerciali di Santa Maria Capua Vetere.

Un’attività che, secondo gli inquirenti e già confermata in precedenti sentenze, avrebbe prodotto ingenti introiti, confluiti nei circuiti economici della criminalità organizzata, alimentando un sistema di potere e controllo del territorio.

I reati contestati e i territori coinvolti

Il decreto di sequestro è stato eseguito nei comuni di Santa Maria Capua Vetere e Bellona. Agli indagati è contestato, a vario titolo, il reato di trasferimento fraudolento di valori, una delle condotte tipiche per eludere i controlli antimafia e garantire la continuità economica delle attività criminali sotto copertura.

Le indagini proseguono per accertare ulteriori responsabilità e ricostruire i canali di riciclaggio e finanziamento dei clan.

Camion salta la barriera in autostrada: tre morti e diciotto feriti

L’autostrada A1 si è trasformata in una scena di devastazione questa mattina, poco dopo le 11:00, quando un tragico maxi-incidente ha causato la morte di tre persone e il ferimento di altre diciotto.

La strage è avvenuta nel tratto compreso tra Arezzo e Valdarno, in direzione nord, in un punto che è diventato un inferno di lamiere contorte e sirene spiegate.

L’incidente, la cui dinamica è ancora al vaglio delle forze dell’ordine, ha visto coinvolti diversi veicoli: un mezzo pesante, un camper, tre automobili e, tragicamente, un’ambulanza.

Secondo le prime ricostruzioni, un autotreno avrebbe perso il controllo, sfondando lo spartitraffico e invadendo la carreggiata opposta, scatenando una reazione a catena che non ha lasciato scampo a chi sopraggiungeva.

Le tre vittime accertate viaggiavano tutte a bordo dell’ambulanza della Misericordia di Terranuova Bracciolini. Un bilancio drammatico che solleva ancora una volta interrogativi sulla sicurezza stradale e, in particolare, sul comportamento alla guida in autostrada.

Le tre vittime viaggiavano a bordo di un ambulanza

La velocità eccessiva, la distrazione e il mancato rispetto delle distanze di sicurezza sono spesso i principali fattori di rischio in incidenti di questa portata, specialmente su arterie ad alta percorrenza come l’A1, dove anche una minima disattenzione può avere conseguenze devastanti.

La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente con il protocollo di maxiemergenza. Sul posto sono intervenuti due elicotteri, Pegaso 1 e Pegaso 3, oltre a squadre sanitarie, automediche e infermieristiche. I vigili del fuoco hanno lavorato incessantemente con diverse squadre e un’autogru per liberare le persone intrappolate e mettere in sicurezza l’area.

Il tratto autostradale è stato chiuso al traffico, provocando code e disagi, ma la priorità resta il salvataggio dei feriti. Tra di loro, un codice rosso, quattro gialli e dieci verdi, un quadro che testimonia la gravità dell’impatto. Le indagini sono in corso per fare piena luce sulle cause dell’incidente e sulle eventuali responsabilità.

La piaga degli incidenti stradali e il fattore velocità

Il tragico evento sull’A1 non è un caso isolato, ma si inserisce in un quadro nazionale che vede le autostrade come teatro di frequenti e spesso fatali incidenti. La velocità eccessiva rimane uno dei principali fattori di rischio.

Nonostante i limiti imposti e i controlli, molti automobilisti continuano a sfrecciare a velocità sostenute, sottovalutando i pericoli che ne derivano. In autostrada, una frazione di secondo può fare la differenza tra la vita e la morte, soprattutto quando un mezzo pesante perde il controllo.

La prevenzione e il rispetto delle regole sono l’unica via per ridurre questi eventi. L’educazione stradale, unita a un monitoraggio costante e a sanzioni più severe, potrebbe contribuire a una maggiore consapevolezza.

La strada, soprattutto se si tratta di un’autostrada, non perdona la fretta e la distrazione. L’incidente odierno, con il suo doloroso bilancio, è un monito che non può e non deve essere ignorato.