Caso Bari-Napoli

L’avvocato del Napoli: «Bancarotta senza fallimento? Reato inesistente. De Laurentiis è sereno»

Il legale Fabio Fulgeri fa il punto sulla strategia della difesa: «Nessuna insolvenza, la Filmauro garantisce per tutto. Presto un confronto con i PM. E sul fronte sportivo escludo contraccolpi»
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Napoli– Nessun presupposto oggettivo, nessuna insolvenza e la quasi totale certezza che l’intera vicenda si sgonfierà in tempi brevi. La difesa della famiglia De Laurentiis risponde con decisione alle ultime indiscrezioni giudiziarie sul reato di bancarotta fraudolenta ipotizzato dalla Procura.

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Intervenuto ai microfoni della trasmissione “Salite sulla giostra”, condotta da Raffaele Auriemma, l’avvocato Fabio Fulgeri, legale di Aurelio De Laurentiis, ha smontato la tesi dell’accusa partendo da un dato puramente giuridico: «La contestazione di bancarotta fraudolenta richiede la dichiarazione giudiziale di insolvenza, quella che un tempo si chiamava fallimento. Senza questo presupposto, il reato semplicemente non può essere sostenuto».

Secondo il legale, la solidità del gruppo non è in discussione. «Non è una situazione attribuibile ai De Laurentiis perché non c’è insolvenza. Il socio unico della SSC Bari è la Filmauro, una realtà assolutamente capace di sostenere qualunque impegno economico. Dal punto di vista giuridico, l’accusa non regge», ha ribadito Fulgeri, annunciando che la difesa chiederà presto un incontro formale con i magistrati.

I prossimi passaggi dell’inchiesta si concentreranno sull’analisi dei dispositivi sequestrati. Dopo l’acquisizione dei dati informatici, i consulenti tecnici della difesa affiancheranno gli inquirenti nella selezione del materiale. «Ci sarà un confronto con i pubblici ministeri e la situazione si rasserenerà. Abbiamo quasi la certezza che rientrerà tutto», ha assicurato l’avvocato.

Infine, un passaggio inevitabile sul fronte sportivo, dopo che il capo della Procura FIGC, Giuseppe Chinè, ha chiesto l’acquisizione degli atti: «Verificherà anche lui che l’ipotesi non troverà alcuno sbocco. Non mi occupo direttamente di giustizia sportiva, ma è chiaro che se un giocatore viene valorizzato quando scende in campo, non possiamo arrivare al punto in cui il calciomercato lo fanno le Procure. Per questo ci affidiamo a consulenti esterni di massimo livello».


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