Napoli chiama Italia. Vi ricordate, quando il dialetto napoletano, o semplicemente l’accento, fuori dalla nostra area campana, in qualche contesto, risultavano essere penalizzanti o imbarazzanti?
Ve lo dice uno, che frequentando Roma, alla tenera età di 18 anni, si sentiva, talvolta, etichettato come napoletano, in una condizione di minoranza etnica.
Bene, dopo 30 anni, registro un cambio di tendenza.
Sembra che oggi, avere l’accento di Napoli e pronunciare qualche parola nel suo dialetto, risulti simpatico o addirittura intellettuale.
Ebbene, in questo nuovo mondo, in cui tutti si vogliono sentire un po’ napoletani, visitando la città o guardandola nei reels di instagram, molti si ritrovano anche a decantarla oppure canticchiarla.
Allora viva i nostri cantanti, di ieri e di adesso, non per ultimo il bravo Sal di .
In questo contesto, leggiamo Daniel Cross, nel suo brano: Italia Bella!
Un brano, che in lingua napoletana appunto, chiama le nostre universali: “da Roma e Firenze, Venezia e Milano, ma Napul’ e nu cior’ ind’ a stà man”.
Questo un verso della canzone di Daniel, che richiama anche l’immancabile: “O vesuvie’ guard’ nà stell’ ca brill’, Napul è luce, speranz’ e calor”.
E’ importante dire, che questo testo, come la musica, provengano da una produzione milanese, testimone di nozze, se la vogliamo interpretare in questa chiave romantica, tra un finalmente avvenuto matrimonio, tra sud e nord.
Allora, grazie Daniel, che dopo aver cantato il Limoncello della costa d’Amalfi e Capri, ci ricordi che L’Italia bella, è quella che canta in napoletano!





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