Napoli – Corto, intenso, vincente. Come un fulmine che stravolge e lascia il segno, l’idillio tra Antonio Conte e Napoli giunge ufficialmente al titolo di coda. Nessun rancore, nessuna polemica dell’ultima ora: solo una profonda, reciproca gratitudine. A pochi giorni dall’annuncio del divorzio, il tecnico salentino ha scelto i propri canali social per congedarsi definitivamente da una piazza che lo ha amato, temuto e, infine, glorificato.
«Due anni vincenti di forti emozioni e di grande passione. Semplicemente: grazie di cuore Napoli».
Poche righe affidate a un post Instagram, sufficienti però a riassumere un biennio che rimarrà scolpito nella storia del club partenopeo.
Un biennio da incorniciare
Arrivato all’ombra del Vesuvio con il compito di ricostruire e restituire mentalità a una squadra smarrita, Conte ha superato le aspettative della vigilia, plasmando il Napoli a sua immagine e somiglianza. Il bilancio dei suoi due anni all’ombra del Vesuvio parla chiaro e restituisce la fotografia di un ciclo trionfale:
Lo Scudetto: Riportato in città con una cavalcata travolgente, fatta di solidità, carattere e un’identità tattica ferrea.
La Supercoppa Italiana: Un trofeo che ha arricchito la bacheca del club, confermando la vocazione famelica delle squadre “contiane” nelle partite da dentro o fuori.
La metamorfosi dello spogliatoio: La capacità di rigenerare campioni e valorizzare nuovi innesti, creando un gruppo granitico capace di reggere le pressioni di una piazza caldissima.
La fine di un ciclo epico
Il divorzio, per quanto doloroso, era già nell’aria da giorni. Si chiude una parentesi calcistica totalizzante, in cui l’allenatore ha dato tutto e ricevuto altrettanto da una tifoseria che lo ha adottato fin dal primo giorno, superando anche gli iniziali scetticismi legati al suo passato juventino.
Napoli saluta l’uomo della rinascita, consapevole che il segno lasciato da Antonio Conte andrà ben oltre i trofei messi in bacheca. Da oggi si volta pagina, ma la storia scritta in questi ventiquattro mesi resterà indelebile.






Strano,non esattamente una sorpresa: un biennio ricco di trofei ma anchi di contraddizion,la cittá e l’allenator si salutano con gratitudne e pure confusione. Conte ha rigeneràto la squdra,ha rimetteo carattere ma ha anche lasciato dubbi;alcuni giocator non eran sempre daccordo e la tifosaria cambia idea ognuno giorno.