Nocera Inferiore, tragedia alla sfilata: cavallo muore in strada, la parata non si ferma

L’episodio durante la “Cavalcata dei Re Magi” denunciato dal deputato Borrelli: «Sconcertante insensibilità, l’asfalto era viscido. Servono controlli severi sull'uso degli animali»
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Nocera Inferiore – Pomeriggio di choc e polemiche a Nocera Inferiore, dove la tradizionale sfilata della “Cavalcata dei Re Magi” è stata segnata da un tragico evento. Un cavallo, impegnato nel traino di una delle carrozze del corteo storico, si è accasciato improvvisamente al suolo, morendo tra i passanti in pieno centro cittadino.

Secondo le prime ricostruzioni e le testimonianze raccolte, l’animale sarebbe stramazzato a causa di uno sforzo fisico aggravato dalle condizioni meteo avverse. La pioggia battente aveva infatti reso l’asfalto viscido, rendendo estremamente precario l’equilibrio e il lavoro dei cavalli nel traffico urbano. A sollevare un’ondata di indignazione, tuttavia, non è stato solo il decesso dell’animale, ma la decisione degli organizzatori di proseguire la manifestazione nonostante la carcassa fosse ancora in strada.

L’affondo di Borrelli: «Tradizioni non a spese dei più deboli»
L’episodio è stato segnalato da un testimone oculare a Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra, che ha duramente condannato la gestione dell’evento.

«Quanto accaduto è uno sconcertante esempio di insensibilità umana — ha dichiarato il parlamentare — che richiede una presa di posizione netta sull’utilizzo di animali nelle manifestazioni pubbliche. È mancato il principio di precauzione: esporre animali a pericoli prevedibili, come l’asfalto scivoloso e lo sforzo eccessivo, è inaccettabile».

Il nodo dei controlli
Il deputato ha poi annunciato battaglia sul fronte normativo, chiedendo controlli più stringenti per verificare la compatibilità tra il benessere degli animali e le esigenze coreografiche delle rievocazioni storiche. «Bene il richiamo alle tradizioni — ha concluso Borrelli — ma non a spese di chi non può difendersi. Servono verifiche rigorose sulle condizioni fisiche e ambientali in cui questi animali vengono impiegati».

L’episodio riaccende il dibattito nazionale sull’opportunità di modernizzare le tradizioni locali, eliminando il ricorso agli animali laddove non siano garantiti standard di sicurezza e rispetto minimi.


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