

Nell'immagine, un contesto collegato ai fatti.
Aversa – Una richiesta di giustizia che resta in attesa di risposte nelle aule di tribunale, mentre fuori la voce dei familiari e dei manifestanti continua a farsi sentire con forza. Si è chiuso con un rinvio tecnico il primo passaggio cruciale dell’iter giudiziario sulla morte di Patrizio Spasiano, il diciannovenne deceduto tragicamente il 10 gennaio 2025 all’interno dello stabilimento Frigocaserta di Gricignano d’Aversa, nel Casertano, a causa di una drammatica fuga di ammoniaca.
L’udienza preliminare prevista davanti al GUP del Tribunale di Napoli Nord è stata infatti spostata al 21 gennaio prossimo. Un differimento dovuto a motivi tecnici che congela temporaneamente, ma non spegne, la discussione sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura nei confronti dei cinque imputati, tutti chiamati a rispondere dell’accusa di omicidio colposo.
Secondo le risultanze investigative condotte dalla Procura, la mattina della tragedia il giovane lavoratore si trovava all’interno della Frigocaserta per effettuare interventi di manutenzione. Patrizio era dipendente da appena due mesi della cooperativa Cofrin.
La ricostruzione dei fatti individua l’origine del disastro in un tragico incidente: durante le manovre di cantiere, un trabattello avrebbe urtato violentemente un manometro, provocandone la rottura. Da lì si sarebbe sprigionata la letale fuoriuscita di gas ammoniaca. L’inalazione e la forte esposizione alla sostanza tossica avrebbero provocato al diciannovenne un gravissimo edema polmonare acuto, rivelatosi in pochi istanti fatale.
Al centro del procedimento giudiziario ci sono le posizioni di cinque soggetti, per i quali l’accusa ipotizza gravi negligenze legate alla sicurezza sul lavoro:
Sarà compito del giudice, nell’udienza fissata per fine gennaio, valutare la solidità delle accuse e stabilire se disporre il rinvio a giudizio per il processo.
All’esterno del palazzo di giustizia di Aversa, fin dalle prime ore della mattinata, si è registrata una forte mobilitazione. Ad attendere l’esito dell’udienza c’erano i genitori di Patrizio, Simona Esposito e Armando Spasiano, visibilmente provati ma determinati a lottare per la memoria del figlio.
Accanto a loro, un nutrito gruppo composto da attivisti del sindacato Usb, studenti, militanti di Potere al Popolo e semplici cittadini. La piazza ha voluto stringersi attorno alla famiglia esponendo striscioni eloquenti, tra cui uno recante la scritta «Verità e giustizia per Patrizio Spasiano, morto a 19 anni sul lavoro», accompagnato da slogan polemici contro le condizioni di sicurezza e le responsabilità delle aziende coinvolte.
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