

Nella foto, un elemento rappresentativo della vicenda.
Vico Equense -Un arresto per spaccio di droga che, nel giro di poche ore, spalanca le porte su uno scenario ben più complesso e singolare. A Vico Equense i Carabinieri della locale stazione mettono le mani su un ventenne sorpreso a vendere 40 grammi di sostanza stupefacente per 400 euro.
Un’operazione chirurgica, condotta a piedi da militari in divisa e in borghese, che si conclude con le manette per il pusher e la segnalazione alla Prefettura per l’acquirente. Fin qui, la consueta cronaca di un blitz antidroga. Ma è proprio nella stanzetta del comando, mentre i militari compilano i verbali, che il caso prende una piega del tutto inattesa.
A catturare l’attenzione degli investigatori è lo smartphone del cliente appena fermato. Sul display arrivano notifiche a raffica, senza sosta. Non si tratta di normali conversazioni tra amici, ma di un flusso incessante di informazioni tattiche. Lo schermo rivela l’esistenza di un gruppo WhatsApp dal nome emblematico: “PDB Allert”. Un acronimo fin troppo chiaro per gli addetti ai lavori, dove “PDB” sta per Posti Di Blocco.
Analizzando le chat, i Carabinieri scoprono una vera e propria rete di crowdsourcing clandestino. Circa 300 utenti, tutti verosimilmente residenti nei comuni della Costiera, hanno messo in piedi un sistema capillare di monitoraggio del territorio. Centinaia di occhi sparsi tra le strade che segnalano in tempo reale ogni singolo movimento delle forze dell’ordine per permettere a chiunque sia nel gruppo di deviare il percorso ed evitare guai.
“CC alla fine di via Bagnulo nascosti”, scrive un utente. E ancora: “Pdb cc piazza a Seiano”, “CC in giro per piazza Mercato”, “CC piazza Lauro”. Un bollettino di guerra quotidiano aggiornato minuto per minuto.
Se l’arresto del pusher è andato a buon fine, è stato solo per un dettaglio fondamentale: i militari avevano agito a piedi e in abiti civili, eludendo la fitta rete di avvistamento della chat. Resta tuttavia la gravità di una condotta che va oltre la semplice bravata digitale. Gli accertamenti dei Carabinieri sono ora volti a identificare i 300 membri del gruppo e a chiarire eventuali responsabilità penali per l’interruzione o l’elusione dei controlli di pubblica sicurezza.
Napoli - Il primo giorno di settembre porta ancora condizioni da piena estate sulla Campania.… Leggi tutto
Napoli - Sicurezza, innovazione e tutela di chi ogni giorno è in prima linea. L’associazione… Leggi tutto
Pimonte — Si era guadagnato l'appellativo di "Nerone" e, come il più discusso degli imperatori… Leggi tutto
Napoli Un incubo a luci spente tra i giganti di cemento del quartiere degli affari.… Leggi tutto
Ecco le previsioni astrologiche per tutti i segni zodiacali per oggi, martedì 1 settembre 2026.… Leggi tutto
Piugnataro Maggiore - «Non capivo più nulla per l'ansia, ma non ho mai lasciato solo… Leggi tutto