La zuppa di cozze che unisce tavola e ricerca: Assunta Pacifico a Ischia Safari 2026

A Ischia, Assunta Pacifico porta la zuppa simbolo della tradizione napoletana per promuovere la solidarietà e la ricerca sulle malattie rare e la SLA.

A Ischia, la cucina diventa messaggio sociale. In occasione di Ischia Safari 2026, la fondatrice di ‘A Figlia d’o Marenaro, Assunta Pacifico, ha portato sull’isola la zuppa di cozze con il brodo di polpo, una ricetta che racconta la sua storia e quella della sua famiglia.

Il piatto, simbolo identitario della napoletanità, è stato utilizzato come strumento di attenzione verso una causa comune: sostenere la ricerca contro malattie come la SLA e altre forme rare. “Quest’anno ho vissuto da vicino la malattia di alcune persone a me care. Ho amici che purtroppo si sono ammalati da un giorno all’altro e quando una cosa del genere entra nella tua vita, capisci ancora di più quanto sia importante la ricerca. Per questo penso che chi può, debba sostenerla, secondo le proprie possibilità”, ha detto l’imprenditrice partenopea.

Pacifico è da tempo impegnata nel sociale: la solidarietà accompagna la sua attività e ha spesso messo al servizio degli altri sia il lavoro sia la propria visibilità. “Non è la prima volta che partecipo o sostengo iniziative di solidarietà e non sarà l’ultima. Credo che, quando si ha la possibilità di fare qualcosa per gli altri, sia giusto farlo. Non bisogna pensare soltanto alle grandi donazioni: ognuno può dare il proprio contributo, con quello che può”, ha ribadito.

La zuppa di cozze, accompagnata dal brodo di polpo utilizzato per bagna della fresella, va oltre l’aspetto culinario. È presentata come unpiatto semplice e popolare, ma arricchito di significati: nasce per essere condiviso, messo al centro della tavola e fatto gustare insieme, valori che, secondo Pacifico, restano la forza della tradizione napoletana. “Condividere è anche questo: mettere a disposizione quello che abbiamo per gli altri. Io sono partita dalla cucina e dalla mia famiglia e negli anni questo lavoro mi ha dato tantissimo. Se attraverso quello che faccio posso restituire qualcosa, penso che sia giusto farlo”, ha spiegato.

Il messaggio va oltre la cucina: la ricerca non è una questione che riguarda soltanto chi è malato, ma un investimento che coinvolge l’intera comunità. “Davanti alla malattia nessuno può sentirsi davvero distante. Oggi può riguardare una persona che conosciamo, domani potrebbe riguardare chiunque. Per questo sostengo la ricerca e penso che tutti, nel proprio piccolo, dovremmo farlo”, ha aggiunto.

Da Ischia Safari alla città partenopea, la storia della zuppa diventa simbolo di condivisione quotidiana e di una solidarietà che si fa azione concreta, capace di collegare sapori, famiglie e una causa comune.

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Redazione

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