

Diego Armando Maradona
Buenos Aires – Sfila tra tensioni e scintille verbali l’ultimo testimone del processo per la morte di Diego Armando Maradona, un passaggio cruciale che segna l’avvicinamento definitivo alla sentenza nell’aula del Tribunale orale numero 7 di San Isidro, alle porte di Buenos Aires.
Sul banco dei testimoni è salito Pablo Ferrari, perito forense della difesa del principale imputato, il neurochirurgo Leopoldo Luque – il medico che aveva operato alla testa il fuoriclasse e coordinava l’equipe medica nella villetta di Tigre. La deposizione ha fatto saltare gli schemi dell’impianto accusatorio.
“Non posso sostenere, da un punto di vista medico-scientifico, che abbia patito lunghe ore di agonia. Fu un evento improvviso” — Pablo Ferrari, perito della difesa
Al centro della requisitoria difensiva c’è la dinamica clinica del decesso, radicalmente opposta a quella sostenuta dalla pubblica accusa. Secondo le perizie dei pm, il capitano dell’Argentina a Messico ’86 sarebbe morto al termine di un calvario fatto di ore di sofferenza e totale abbandono assistenziale.
Versione rispedita al mittente dal consulente di Luque, secondo cui Maradona sarebbe stato stroncato da un mix fulmineo di infarto, aritmia e un edema polmonare acuto. Condizioni che, per loro natura, non lascerebbero margine temporale per un’agonia prolungata. Ma la vera provocazione giuridico-scientifica lanciata in aula riguarda la pandemia: la pista del Covid.
Mancanza di test: Ferrari ha definito un grave errore metodologico non aver sottoposto la salma a tampone in un momento storico segnato dall’emergenza sanitaria globale.
La reazione: L’ipotesi ventilata dal perito ha immediatamente scatenato l’indignazione e le proteste formali delle parti civili presenti in aula.
Chiusa la fase istruttoria con questo ultimo, infuocato tassello, la macchina giudiziaria entra nella sua fase cruciale. Il tribunale ha calendarizzato per il prossimo 29 settembre l’inizio delle arringhe finali.
Sarà una maratona processuale complessa e fiume: gli interventi conclusivi, complice la presenza di ben cinque gruppi di legali di parte civile, della pubblica accusa e di ben sette collegi difensivi, potrebbero protrarsi per diverse settimane. Prima che i giudici si ritirino in camera di consiglio per emettere la sentenza, gli imputati avranno a disposizione lo spazio per le dichiarazioni spontanee.
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