Lo Stadio del Nuoto di Caserta resta chiuso. L’impianto di proprietà della Provincia, in via Capitano Laviano, è off limits dal 1° aprile 2025 e non riaprirà neanche per l’avvio della stagione. Manca il certificato di prevenzione incendi e servono lavori di adeguamento da diversi milioni di euro.
Dall’ente proprietario non arrivano tempi, progetto né stima ufficiale della spesa.A pagare sono le società sportive, gli atleti e migliaia di famiglie. Molte, soprattutto quelle con redditi più bassi, hanno attivato i voucher della Regione Campania per iscrivere i figli a nuoto. I contributi restano inutilizzabili perché la vasca è chiusa. Il vuoto è ancora più grave per i minori con disabilità: allo Stadio seguivano corsi con istruttori formati.
Oggi devono spostarsi in impianti più piccoli e affollati fuori città. A Caserta è chiusa da anni anche la piscina comunale.Il declino tocca chi fa agonismo e chi lavora nell’impianto. Qualcuno, nonostante trasferte e vasche non olimpioniche, è comunque riuscito a crescere. Per altri la chiusura ha significato regressioni, in particolare nei ragazzi con disturbo dello spettro autistico.
A preoccupare è soprattutto il silenzio della Provincia guidata da Anacleto Colombiano. L’ultimo atto pubblico è di gennaio 2026: un protocollo di collaborazione con la Federazione Italiana Nuoto. La FIN avrebbe dovuto affiancare l’ente, a titolo gratuito, nella progettazione per rendere l’impianto conforme ai requisiti tecnici federali, del Coni e alle norme vigenti. A carico della Provincia restavano oneri professionali e adempimenti.
Da indiscrezioni, la collaborazione si sarebbe arenata proprio per i costi necessari a far ripartire la struttura.«Siamo ancora in assenza di un progetto e il persistente silenzio dell’ente proprietario non ci consente di fare alcuna previsione sulla riapertura», dice l’avvocato Daniele Sparano, che assiste diverse società che operavano allo Stadio. «Per le associazioni è fortemente mortificante dover dare ogni giorno spiegazioni che non ci sono.
Ancora più frustrante è la mancata considerazione dopo oltre un trentennio di attività. La migrazione di atleti di livello internazionale e la regressione clinico-comportamentale nei minori con disabilità, in particolare nello spettro autistico, è una sconfitta per tutti, non solo per le istituzioni».
Quei fasti sono lontani. Lo Stadio, un tempo fiore all’occhiello dello sport casertano, fu inaugurato all’inizio degli anni Novanta con un’amichevole di pallanuoto tra il Settebello di Ratko Rudić e la Jugoslavia. Oggi l’impianto resta chiuso e il calendario della nuova stagione, per Caserta, è già perso.



