Castellammare, terrore e violenze sulla madre disabile: arrestato 50enne

La donna era costretta a non uscire più di casa per la paura. Le indagini, nate da un intervento di emergenza ad agosto, sono state incrociate con testimonianze e filmati.
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Castellammare –  Un clima di costante terrore tra le mura domestiche, fatto di aggressioni verbali, violenze psicofisiche e continue pretese di denaro per alimentare la dipendenza dagli stupefacenti. Un incubo quotidiano a cui hanno posto fine i militari della Stazione Carabinieri di Castellammare di Stabia, dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura oplontina.A

finire in manette è un uomo di 50 anni del posto, gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti in famiglia — aggravati dall’aver colpito una persona ultrasettantenne e con disabilità — e di tentata estorsione aggravata ai danni del fratello.

L’intervento di agosto e il clima di terrore

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, hanno preso il via lo scorso 1° agosto 2026. In quella data, i Carabinieri erano intervenuti d’iniziativa nell’abitazione familiare a seguito della segnalazione di una violenta lite, durante la quale il 50enne aveva minacciato gravemente la madre.

Da quel primo intervento sono scattati gli approfondimenti investigativi che hanno portato a galla una realtà drammatica. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le condotte aggressive dell’uomo, condizionate dallo stato di tossicodipendenza, avrebbero costretto la madre convivente a vivere in un perenne stato di prostrazione e timore per la propria incolumità, al punto da indurla a isolarsi completamente e a non uscire più di casa

.I riscontri video e le estorsioni al fratello

Gli elementi di prova raccolti dagli investigatori si basano sulle denunce-querele formalizzate dalle vittime, sull’ascolto di diversi testimoni e sull’acquisizione di supporti informatici contenenti preziosi riscontri video delle aggressioni. Dai filmati e dai racconti è emerso come il 50enne non si limitasse a vessare la madre, ma rivolgesse le medesime condotte intimidatorie anche nei confronti del fratello, nel tentativo continuo di estorcergli somme di denaro per l’acquisto di sostanze stupefacenti.

Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. La misura cautelare della custodia in carcere resta suscettibile di impugnazione dinanzi al Tribunale del Riesame. In ossequio al principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza, l’indagato è da ritenersi non colpevole fino all’eventuale emissione di una sentenza definitiva di condanna.

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